Accade in diverse occasioni di doversi servire dell’utilizzo di serbatoi di acqua connessi ad una pompa. Tali strumenti sono sfruttati in vari modi e contesti ma soprattutto ai fini della conservazione e dello stoccaggio di acqua potabile a pressione atmosferica e del suo successivo utilizzo. I serbatoi per la conservazione di acqua sono ciascuno diverso dall’altro in base al modo in cui vengono costruiti, i materiali utilizzati per la loro realizzazione e lo scopo al quale sono adibiti.

Differenza tra Serbatoio con Pompa e Autoclave

Esiste, ad esempio, una differenza tra serbatoio con pompa attaccata e autoclave. Pompa e autoclave per acqua potabile son due cose ben distinte. La pompa è un particolare tipo di apparecchiatura volta a determinare un aumento di pressione in un liquido.

L’autoclave, dal canto suo, è un impianto molto più complesso e macchinoso nel quale rientra anche una pompa e viene spesso impiegata per rifornire d'acqua gli appartamenti o i condomini. Per serbatoio completo di autoclave, infatti, si intende un oggetto costituito da un’unione organica di varie componenti. Tra queste rientrano un’elettropompa, un galleggiante elettrico, un pressostato ed un vaso di espansione.

Importanza della Pompa per Autoclave

La pompa per autoclave risulta ad esempio essere essenziale nei palazzi con vari piani. In palazzi molto alti, infatti, se si considerassero i piani più elevati sarebbe scontato affermare che in assenza di sufficiente pressione giungerebbero solo quantitativi d’acqua ridotti. Quando l'utilizzo è condominiale sarebbe bene optare per un modello silenzioso, in quanto i rumori del motorino che si attiva durante la notte, potrebbe essere causa di discussioni tra condomini ed eventuali contenziosi.

L’elettropompa per cisterna è un particolare strumento adatto anche a fungere da impianto base per l’irrigazione di un orto.

Installazione Corretta del Sistema

Per l’attivazione ed il conseguente utilizzo degli strumenti di cui stiamo parlando è opportuno che vengano seguiti alcuni specifici passaggi. Dall'uscita del contatore dell'acquedotto, deve essere collegata la tubazione all'ingresso del serbatoio inserendo il galleggiante meccanico, il cui ruolo è quello di bloccare il riempimento una volta che è stato raggiunto il livello massimo.

All’uscita del serbatoio deve essere messa la tubazione, accompagnata da un apposito rubinetto di prelievo.

Calcolo della Potenza di una Pompa

Per stabilire la potenza di una pompa la prima cosa da tenere in considerazione è la tipologia di pompa. Nonostante una differenziazione tra tipologie e modelli presi in considerazione, però, calcolare la potenza di una pompa è reso possibile grazie all’esistenza di un’apposita formula matematica. Ovviamente la potenza, come già detto in precedenza, deve essere sempre presa in considerazione anche in base alle distinte necessità di fronte alle quali ci si trova.

Per un'elettropompa utilizzata ai fini dell’irrigazione, ad esempio, stabilire di quanti litri al minuto si ha bisogno è essenziale.

Prevalenza e Pressione

In un circuito idraulico con autoclavi la prevalenza di una pompa è una grandezza fisica che si identifica come differenza di altezza a cui la pompa è in grado di spingere il fluido contrapposta all’altezza da cui l’ha aspirata.

Un’altra questione fondamentale da valutare quando si parla di pompe è la pressione. Per quanto riguarda un irrigatore, ad esempio, questo non riuscirà sicuramente ad attivarsi se la pressione risulta essere troppo bassa. E’ questo il motivo per cui prima di procedere all’utilizzo dello strumento è sempre opportuno valutare vi sia un corretto livello di pressione, collocato in un preciso punto di equilibrio.

Aspetto fondamentale, ancora, è l’importanza dei dislivelli. La ragione che sta alla base di tale affermazione è che una pompa funziona correttamente solo quando il dislivello tra l'acqua nel pozzo e la bocca di aspirazione della pompa è inferiore o uguale a un valore prestabilito.

Manutenzione e Accortezze

Per salvaguardare il corretto funzionamento e la massima durata del motore una pompa è necessario utilizzare alcune importanti accortezze di mantenimento e manutenzione. Cuscinetti e lubrificanti, ad esempio, dovrebbero sempre essere monitorati controllando temperature, livelli e vibrazioni. Importante, inoltre, è anche evitare l’attacca e stacca dell’elettropompa.

Talvolta e soprattutto per determinate situazioni è importante sapere che l’utilizzo di un serbatoio fatto lavorare sfruttando solo ed esclusivamente la pressione dell’acqua è del tutto inutile.

Quando si possiede una pompa, come già detto, è sempre necessario agire seguendo alcune importanti accortezze. Evitare il ristagno dell’acqua, ad esempio, è possibile con una manutenzione regolare, effettuata ad intervalli di tempo di massimo due o tre mesi. Ovviamente una corretta manutenzione e pulizia degli strumenti richiede l’utilizzo di specifici prodotti, necessari per la sterilizzazione dell'acqua.

Altra accortezza è quella circa lo sfruttamento dello strumento stesso. Un’apparecchiatura poco sfruttata ed utilizzata, infatti, rischia di usurarsi più di uno strumento che viene usato maggiormente.

Prodotti per la Pulizia e la Sterilizzazione

Ecco perché, come già è stato spiegato nei paragrafi precedenti, è opportuno che per la manutenzione e la pulizia si utilizzino specifici prodotti. Tra questi l’ipoclorito di sodio oppure il biossido di cloro. Un filo di rame, o meglio se di argento, può risultare molto utile per l’uccisione dei batteri se inserito all’interno dell’apparecchiatura.

Per pulire e disinfestare i serbatoi l’amuchina può essere utilizzata ma in quantità ridotte o dopo un’opportuna mescolatura in acqua.

Componenti e Funzioni

Per una pompa dell’acqua l’O-ring non è altro che un anello di tenuta. In un impianto idrico il bypass è un ramo del circuito che viene appositamente utilizzato per passare oltre un dispositivo o un apparecchio. Il ruolo del bypass è dunque quello di regolare il flusso di fluido oppure energia passante attraverso il ramo principale.

Da valutare, inoltre, c’è anche l’Importanza della velocità con cui si ricambia l’acqua. Riempire e svuotare la pompa fa sicuramente bene alla qualità dell'acqua. L’acqua necessita di essere cambiata anche per evitare i pericoli tipici da acqua stagnante. Contro germi e batteri bisogna risciacquare il serbatoio con il disinfettante mentre contro le alghe e i batteri è possibile usare una lampada UV sterilizzatrice.

Impianto Idraulico: Schema e Componenti

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie: adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio; scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc). La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni.

È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Tipologie di Impianti di Scarico

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi: a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche; tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • Lavello cucina
  • Lavatrice e lavastoviglie
  • Lavabo bagno
  • Vasca e doccia
  • Bidet
  • Vaso

Serbatoi Idraulici Industriali

I serbatoi idraulici industriali sono contenitori progettati specificamente per immagazzinare fluidi idraulici utilizzati nei sistemi idraulici industriali. Questi serbatoi possono variare in dimensioni, forma e capacità a seconda delle esigenze specifiche dell’applicazione e delle dimensioni del sistema idraulico. Sono tipicamente realizzati in materiali resistenti come acciaio al carbonio, acciaio inossidabile o plastica rinforzata con fibre di vetro.

I serbatoi idraulici sono parte integrante dei sistemi idraulici e contribuiscono al corretto funzionamento e alla sicurezza di questi ultimi.

Funzioni Principali dei Serbatoi Idraulici

  • Compensazione delle variazioni di volume
  • Prevenzione della cavitazione
  • Dissipazione del calore

Fattori da Considerare nella Scelta del Serbatoio Idraulico

  • Capacità
  • Materiale
  • Dimensioni e forma
  • Accessori e caratteristiche aggiuntive
  • Normative e standard di sicurezza
  • Costi

Norma UNI EN 806: Impianti per Acqua Potabile

La norma UNI EN 806 fornisce le “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano“. La norma specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all’interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici, ma all’interno degli immobili.

Essa è divisa in 5 parti:

  1. Generalità
  2. Progettazione
  3. Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato
  4. Installazione
  5. Esercizio e manutenzione

Parte 1 UNI EN 806: le Generalità

Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nell’assicurare che:

  • Sia evitato il deterioramento della qualità dell’acqua nell’impianto
  • La portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua)
  • L’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualità fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo
  • Tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata
  • La manutenzione dell’impianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita
  • I livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile
  • Siano evitati la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto

Parte 2 UNI EN 806: la Progettazione degli Impianti di Acqua Potabile

La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all’interno di edifici e per le tubazioni all’esterno degli stessi, ma dentro le proprietà e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni.

Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:

  • Gli impianti di acqua potabile chiusi (tipo A)
  • Gli impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B)

Bisogna progettare l’impianto in modo tale da:

  • Evitare sprechi, consumi eccessivi, usi impropri e contaminazioni dell’acqua
  • Evitare una velocità eccessiva, basse portate e aree di ristagno
  • Permettere l’approvvigionamento idrico a tutte le singole uscite, tenendo conto della pressione, della portata, della temperatura dell’acqua e dell’uso dell’edificio
  • Evitare l’intrappolamento di aria durante il rifornimento e la formazione di sacche d’aria durante il funzionamento dell’impianto
  • Non causare pericolo o arrecare disturbo a persone e animali domestici né danneggiare edifici e beni contenuti in essi
  • Evitare danni e impedire che la qualità dell’acqua sia influenzata dall’ambiente locale
  • Facilitare l’accesso alle apparecchiature e gli interventi di manutenzione sulle stesse
  • Evitare collegamenti incrociati
  • Ridurre al minimo la generazione del rumore

Temperatura e Pressione

Particolare attenzione è data sia alla temperatura che alla pressione. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati per soddisfare i requisiti della pressione di prova. La pressione di prova deve essere di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio massima ammissibile (PMA). I materiali, i componenti e le apparecchiature devono essere in grado di resistere a temperature dell’acqua fino a 95° in condizioni di guasto.

Scelta dei Materiali

Per scegliere i materiali per un sistema idrico bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:

  • Effetto sulla qualità dell’acqua
  • Vibrazioni, sollecitazioni o assestamento
  • Pressione interna dell’acqua
  • Temperatura interna ed esterna
  • Corrosione interna ed esterna
  • Compatibilità tra materiali diversi
  • Invecchiamento, fatica, durabilità e altri fattori meccanici
  • Permeazione

In nessun caso devono essere impiegati tubi e raccordi di piombo.

Parte 3 UNI EN 806: il Dimensionamento

La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio).

Il Metodo Semplificato: le Unità di Carico

Il metodo semplificato può essere usato per tutti gli edifici che non hanno dimensioni nettamente superiori alla media, di fatto, quindi, la maggior parte degli edifici. Il metodo prevede l’individuazione degli apparecchi sanitari da alimentare per ogni tratto di tubazione da dimensionare. Per ogni tipo di apparecchio viene associata una portata unitaria espressa anche come unità di carico (1 UC equivale alla portata di prelievo QA di 0,1 l/s). Si calcola la portata totale QT dalla somma delle portate singole degli apparecchi. Partendo dall’ultimo punto di prelievo, si delineano le unità di carico per ogni parte dell’impianto. Si procede poi alla somma delle unità di carico per ottenere la portata totale in ogni tratto.

Parte 4 UNI EN 806: l’Installazione

La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalità che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza d’uso e rispetto dell’ambiente.

Materiali per i Tubi e Metodi di Giunzione

I vari metodi di giunzione usati con diversi materiali per tubi e giunti di collegamento sono:

  • Metodi di giunzione per tubi metallici
  • Metodi di giunzione per tubi di plastica (PE-X, PE, PVC-U)
  • Metodi di giunzione per tubi di plastica (PVC-C, PP, PB)
  • Metodi di giunzione per tubi multistrato)

Per quanto riguarda l’installazione possiamo far riferimento anche alla UNI 9182:2014 unitamente alla quarta parte della UNI EN 806.

Parte 5 UNI EN 806: la Manutenzione

La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni. Per poter agevolare queste operazioni è necessario che le informazioni pertinenti all’impianto siano sempre disponibili.

La documentazione del fabbricante deve essere disponibile, conservata e seguita.

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