Realizzare un impianto idraulico non è semplice. Richiede attenzione ai dettagli, una solida pianificazione e l’impiego dei materiali giusti.
Progettazione dell'Impianto Idraulico
La progettazione è il primo passo fondamentale per realizzare un impianto idraulico efficiente. Inizia analizzando attentamente le esigenze della tua abitazione e creando una mappa dettagliata dei punti acqua. Considera fattori come la pressione dell’acqua, il numero di utenze e la disposizione degli ambienti.
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari.
Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Schema, componenti e caratteristiche dell'impianto idraulico
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, leggi questo articolo. Troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto.
Tipologie di impianti idraulici
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- Adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
- Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Lo schema che segue rappresenta l’impianto idraulico di distribuzione di un bagno con doppio lavabo, wc, bidet e doccia. Sono riportate in rosso le tubature che conducono l’acqua calda sanitaria e in blu quelle dell’acqua fredda.
Impianto di adduzione e distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato.
Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.
Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite.
I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto. Per avere tutte le informazioni sul dimensionamento dell’impianto di adduzione, distribuzione e scarico, leggi “Come progettare l’impianto idrico sanitario“.
Impianto di scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato.
Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Tipologie di impianti di scarico
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
- Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.
Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
- Tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
- Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione.
- Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature igieniche dell’impianto idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%.
- Lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%.
- Vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
- Bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
- Vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Schema impianto idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D.
Scelta dei Materiali
La scelta dei materiali giusti è cruciale per la durata e l’efficienza del tuo impianto idraulico. Le opzioni più comuni includono tubi in rame, PVC, polietilene e multistrato. Ogni materiale ha vantaggi e svantaggi specifici. Il rame, ad esempio, è durevole e resistente alle alte temperature, mentre il PVC è economico e facile da installare.
Installazione dell'Impianto Idraulico
L’installazione corretta è fondamentale per garantire il funzionamento ottimale e la longevità del tuo impianto idraulico. Inizia sempre con una pulizia accurata e una preparazione meticolosa delle superfici di lavoro. Utilizza gli strumenti adeguati per tagliare e unire le tubature, prestando particolare attenzione alle giunzioni per evitare perdite.
Sostituzione dei sanitari
Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra.
Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario. Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare.
Consiglio: prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
Sostituzione rubinetteria
Questa operazione risulterà essere la più semplice tra tutte quelle del fai da te.
Pendenza degli scarichi
Ogni sanitario possiede una tubazione di scarico che parte dalla piletta, continua nel sifone e termina in un tubo collegato al wc e inserito nel massetto.
Piccoli Lavori di Idraulica Fai da Te
Realizzare piccoli lavori di idraulica in autonomia può essere gratificante, oltre che conveniente. Tuttavia, non tutti i progetti sono adatti al fai da te, e alcuni interventi richiedono necessariamente l’intervento di un professionista.
- Riparazione di una perdita da un rubinetto: Spesso, il problema è dovuto a una guarnizione usurata.
- Sgorgare uno scarico intasato: Con un semplice sturalavandini o prodotti specifici disponibili in commercio, è possibile risolvere intasamenti leggeri.
- Sostituzione di un galleggiante nel WC: Un galleggiante malfunzionante è una delle cause più comuni di perdite dal WC.
Nonostante alcune operazioni siano alla portata di tutti, ci sono lavori idraulici che richiedono competenze specifiche e strumenti professionali. Con un po’ di attenzione e la giusta preparazione, molti lavori di idraulica possono essere gestiti autonomamente.
Manutenzione dell'Impianto Idraulico
Una manutenzione regolare è essenziale per preservare l’efficienza e prolungare la vita del tuo impianto idraulico. Esegui controlli periodici per individuare precocemente eventuali perdite o segni di usura. Impara a riconoscere i segnali di potenziali problemi, come cali di pressione o rumori insoliti.
Rifare l'impianto idraulico
Individuare i segnali che ti rivelano la necessità di rifare l’impianto idraulico non è semplice, soprattutto se non sei un esperto del mestiere e se l’impianto non da apparenti problemi: la vista ai raggi X per guardare dentro i muri e dentro i tubi non è ancora un superpotere che abbiamo! Spesso la soluzione a queste perdite è la semplice riparazione del singolo problema.
Quando rifare l'impianto idraulico
- Appena aperto il rubinetto l’acqua esce sporca. Significa che le tubature sono vecchie, probabilmente in materiali non più utilizzati (ferro?)
- Se l’acqua, una volta asciugatasi, lascia una patina bianca significa che è molto calcarea. Il calcare potrebbe posarsi all’interno delle tubature e nel corso degli anni creare problemi (ostruzioni, fragilità, etc.).
- Altri elementi che possono farti propendere in questo senso possono essere i materiali con cui è fatto l’impianto attuale: se è molto vecchio la parte di adduzione potrebbe essere in ferro o piombo e quella di smaltimento in piombo.
- Il rifacimento dell’impianto idraulico potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione anche se non si presentano evidenti problemi: infatti fino a circa 30 anni fa i sistemi di distribuzione (i tubi) non erano isolati. Lo strato isolante ha un duplice scopo: evitare inutili perdite di calore delle tubazioni (sprecare l’acqua calda che generi pagando bollette salate non è il massimo!) ed evitare fenomeni di condensa lungo i tubi (dove scorre l’acqua fredda) che potrebbero a problemi di umidità nelle murature e nei massetti.
Quindi, se hai un impianto di oltre 30 anni, probabilmente è realizzato in materiale metallico e probabilmente non c’è isolante e di conseguenza da un lato stai sprecando calore dai tubi dell’acqua calda e dall’altro potresti avere problemi di umidità dove passano i tubi dell’acqua fredda.
Il miglior consiglio che mi sento di darti è quello di non aspettare che l’impianto cominci a causare danni importanti.
Opere necessarie per rifare un impianto idraulico
Sei sicuro di sapere quali sono le reali opere che sono necessarie per rifare un impianto idraulico? Come avrai capito non si tratta semplicemente di cambiare i tubi e i sanitari del bagno. Questa fase, per poter essere completata efficacemente, prevede quasi sempre la completa demolizione del bagno, dove sono presente la maggior parte delle opere impiantistiche idrauliche.
È importante sottolineare come, sin dalla prima fase di predisposizione dell’impianto di adduzione dell’acqua, sia necessario conoscere già marca e modello dei sanitari che verranno installati nel bagno.
Ti faccio un esempio: abbastanza semplice il wc può essere con scarico a terra o scarico a parete.
Un altro consiglio che voglio darti è quello di valutare sia la pressione con cui l’acqua entra nel tuo impianto idraulico e sia la concentrazione di calcare.
Normativa
Come? Chiaramente non lo dico io ma lo dice la legge, in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001) che regola tutti i procedimenti amministrativi legati al settore delle costruzioni.
Un’altra cosa che fa il Testo Unico dell’Edilizia è, per ogni categoria di intervento, definire se sia necessaria o meno una pratica edilizia e quale deve essere.
Anche se la sua interpretazione spesso è varia all’interno degli uffici tecnici comunali: ti consiglio di farti un giro presso quelli del tuo Comune per avere risposte precise in merito a quali sono le prassi.
Costi
La risposta potrebbe essere banale: l’idraulico. Non fraintendermi, è vero che l’impianto idraulico viene realizzato da un idraulico ma hai visto tutte le opere che abbiamo indicato nei paragrafi precedenti?
Voglio comunque darti dei parametri di riferimento. Vediamo sinteticamente per ognuna di queste a quali costi potresti andare incontro. Le demolizioni in realtà riguardano tre fasi: la demolizione vera e propria, il trasporto dei materiali di risulta in discarica e gli oneri per lo smaltimento.
Inoltre sappiamo che l’impianto è composto da un sotto-impianto di carico e da un sotto-impianto di scarico. Qui però dobbiamo fare un chiarimento: se finora i prezzi che ti ho dato sono comprensivi di tutti i materiali necessari, nel caso delle finiture il loro costo può variare notevolmente a seconda di quello che scegli.
Questo naturalmente che tu voglia piastrellare gli ambienti, infatti le finiture possibili sono tantissime (p.e. Quindi nel quantificare il costo della posa delle finiture scomporremo il prezzo in due parti: il costo vivo del materiale e il costo della manodopera per la posa.
Quindi anche in questo caso proverò a darti il costo dell’installazione separato da quello del sanitario, però quest’ultimo prendilo con le pinze.
Costi di pavimenti e rivestimenti
Pavimenti e rivestimenti di pareti con piastrelle in gres porcellanato: posa in opera dai 30€ ai 35€ al metro quadro, fornitura materiali dai 20€ ai 50€ al metro quadro (materiali di media/buona qualità).
Tieni presente che sia nei bagni che nelle cucine i rivestimenti di parete non si posano quasi mai fino al soffitto (a meno che tu non abbia particolari esigenze estetiche) ma spesso ci si ferma all’altezza della porta, cioè 2,1m.
Infine la pitturazione: infatti sarà indispensabile ritinteggiare il soffitto e la parte di parete non rivestita da piastrelle.
Quelli che ti ho appena elencato sono i semplici costi delle opere, che naturalmente son quelli preponderanti nel rifacimento dell’impianto idraulico.
Costi burocratici
I costi burocratici sono quelli che dovrai sostenere per presentare la pratica edilizia (la CILA) e l’agibilità. Solitamente sono dei semplici diritti di segreteria che ammontano ad una cifra variabile tra i 100€ e i 200€ (l’una).
Per fare un quadro economico complessivo dei costi di rifacimento dell’impianto idraulico gli elementi che ti ho dato negli ultimi paragrafi sono sufficienti.
Conclusioni
Realizzare un impianto idraulico efficiente e duraturo richiede attenzione ai dettagli, una solida pianificazione e l’impiego dei materiali giusti. Seguendo questa guida, avrai acquisito le nozioni fondamentali per progettare, installare e mantenere un impianto idraulico in modo consapevole e professionale.
Che tu stia lavorando su un nuovo progetto o apportando migliorie al sistema esistente, ricordati di eseguire regolari controlli di manutenzione per prevenire problemi e assicurare la longevità del tuo impianto.
In caso di dubbi o situazioni complesse, affidarsi a un idraulico qualificato è sempre la scelta migliore.
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