Un bagno moderno non è solo uno spazio funzionale, ma anche un luogo di relax e stile, il che rende fondamentale una pianificazione accurata dell'impianto elettrico. La corretta collocazione delle prese di corrente in un bagno è essenziale per garantire funzionalità e sicurezza, rispettando le normative vigenti come la CEI 64-8. Scopri dove mettere le prese di corrente in bagno per averle sempre comodamente a disposizione e in sicurezza.

Dove vanno posizionate le prese? Normative e sicurezza

Per le prese elettriche in bagno esiste la normativa la normativa CEI 64-8 che divide l'ambiente in zone dell'impianto elettrico. Le zone 0, 1 e 2 sono quelle più vicine agli elementi che contengono acqua, come la vasca o la doccia: in queste aree è vietato installare prese elettriche. La zona 3, che si estende fino a 2,4 metri dall'area bagnata, permette l'installazione di prese, ma solo con specifiche protezioni contro l'umidità e l'acqua. Diversamente, un impianto elettrico non a norma potrebbe essere un rischio per la sicurezza.

Quale deve essere l'altezza delle prese elettriche in bagno?

Devono essere installate a un'altezza minima di 110 cm dal pavimento. La distanza della presa elettrica da box doccia e lavandino deve mantenersi generalmente tra 60 cm e 120 cm per prevenire rischi. L'installazione deve avvenire vicino al raccordo idraulico ma sempre lontano dalla zona 2. Infine, dove vanno posizionate le prese per la lavatrice?

Consigli pratici per il posizionamento delle prese

Per ristrutturare il bagno e garantirne sia la funzionalità che la sicurezza, è importante valutare attentamente l'arredamento e la disposizione dei sanitari per posizionare strategicamente le prese. Per l'impianto elettrico del bagno uno schema è fondamentale: ad esempio, potresti voler installare una presa vicino allo specchio per utilizzare il phon o rasoi elettrici, o accanto al mobiletto per poter collegare una radio o un diffusore di aromi.

  • Considera l'accessibilità delle prese per tutti gli, inclusi bambini e persone con mobilità ridotta.
  • Evita di posizionare le prese dietro porte o in angoli difficilmente accessibili.
  • Installare prese aggiuntive in zone strategiche può ridurre il rischio di usare prolunghe, che possono rappresentare un pericolo di inciampo o di cortocircuito.
  • Assicurati che tutte le prese siano dotate di sistemi di sicurezza, come interruttori differenziali, per proteggere da eventuali guasti elettrici.
  • Per un maggiore risparmio energetico, puoi considerare l'utilizzo di prese smart.

Come pianificare l'impianto elettrico del bagno

La progettazione dell'impianto elettrico in un bagno deve essere attentamente pianificata e, consultare un professionista è il primo passo per una valutazione accurata: un elettricista qualificato può consigliare su quante prese mettere in bagno e a definire le zone dove sono più necessarie.

Per un impianto a regola d'arte, ci sono dei passaggi da seguire:

  1. Determina le aree del bagno che utilizzeranno molta energia elettrica, come la zona vicino al lavabo o la cabina doccia.
  2. Pianifica l'installazione di prese con tensione adeguata per gli apparecchi che prevedi di usare, come asciugacapelli o rasoio elettrico.
  3. Scegli materiali e componenti di alta qualità che garantiscano resistenza.
  4. Considera l'aggiunta di un sistema di chiamata d'emergenza nel caso il bagno sia utilizzato da persone anziane.

Sistemi di protezione e sicurezza aggiuntivi

Per incrementare la sicurezza nell'uso delle prese di corrente in bagno esistono sistemi di protezione ancora più avanzati: i circuiti SELV (Safety Extra Low Voltage), che operano a tensioni particolarmente basse per minimizzare i rischi in ambienti umidi, e i dispositivi a corrente residua, il famoso salvavita, introdotto in Italia negli anni '70. Quando si parla di impianto elettrico in bagno, la sicurezza è al primo posto. L’acqua e l’elettricità non vanno d’accordo, e un impianto mal progettato o installato può portare a seri rischi.

Il primo aspetto da considerare quando si parla di impianti elettrici nei bagni sono le normative. In Italia, l’installazione degli impianti elettrici è regolata dalla normativa CEI 64-8, che definisce le distanze minime e le zone di sicurezza all’interno del bagno.

Nel rispetto della norma CEI 64-8, l’impianto elettrico del bagno deve prevedere almeno un punto presa e due punti luce. Qualora sia prevista una lavatrice, i punti presa devono essere due. Il punto luce può avere anche più punti di comando. Almeno uno deve essere in prossimità dell’ingresso della stanza.

Le zone sono così definite:

  • Zona 0: comprende l’interno della vasca da bagno o della doccia. In questa zona è vietata l'installazione di prese elettriche.
  • Zona 1: si trova sopra la vasca o la doccia, fino a un’altezza di 2,25 metri. Per l’impianto elettrico del bagno della zona 1 sono ammessi gli interruttori di circuiti SELV (a bassissima tensione) alimentati a tensione non superiore a 12 V in corrente alternata o a 30 V in corrente continua. I componenti delle vasche da bagno con idromassaggio, possono venire installate nella zona 1 sotto la vasca.
  • Zona 2: è l’area che si estende per 60 cm intorno alla vasca o alla doccia. Qui si installano prese a spina, interruttori e altri apparecchi di comando. L’eventuale tirante di chiamata, utile per avvisare una situazione di emergenza quando siamo in vasca oppure in doccia, è installabile a un’altezza maggiore di 2,5 metri.

Dal punto di vista pratico, ci sono alcuni consigli basilari utili, che andiate o meno a ristrutturare il vostro impianto elettrico in bagno.

  • La prima regola da seguire è quella di utilizzare un solo apparecchio per ciascuna presa di corrente. Evita le ciabatte elettriche e le prese multiple.
  • Mai accendere dispositivi elettrici quando si è bagnati. Prima asciuga mani e piedi.
  • Anziché appoggiare il phon sopra al top del mobile bagno, appoggialo in un cassetto aperto.

La progettazione è la fase più importante di tutto il processo. Come accennato prima, le prese devono essere installate ad una distanza di sicurezza dalle fonti d’acqua. Per quanto riguarda l’illuminazione, l’ideale è avere un mix di luci principali e secondarie. Uno degli elementi spesso trascurati è il tirante della doccia, che serve per richiamare l’attenzione in caso di emergenza.

Se il tuo impianto è vecchio, potrebbe essere necessario un aggiornamento per adeguarlo alle normative attuali.

Normativa Impianti Elettrici: Riferimenti Essenziali

La normativa sugli impianti elettrici è l’insieme di regolamenti e standard tecnici che disciplinano la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti elettrici per garantirne la sicurezza e l’efficienza.

Le norme di riferimento includono:

  • D.M. 37/2008: disposizioni generali in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici.
  • Norma CEI 64-8: principale riferimento normativo per gli impianti elettrici di bassa tensione, sia in ambito residenziale che industriale.
  • Norma CEI 11-27: dedicata alle operazioni e attività di lavoro sugli impianti elettrici o ad essi connesse.

Altre norme CEI importanti includono:

  • CEI EN 62305: protezione contro i fulmini
  • CEI EN 62271-202: cabine Container
  • CEI EN 62271-200: quadri di media tensione
  • CEI EN 61439: quadri di bassa tensione
  • CEI EN 61936-1: impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata

Disposizioni legislative rilevanti:

  • Legge 186/68 - sicurezza degli impianti tecnici
  • D.Lgs. 81/08 - sicurezza sui luoghi di lavoro
  • D.P.R. 462/2001: verifiche periodiche degli impianti di messa a terra

Direttive Europee:

  • Direttiva 2014/35/UE (LVD): direttiva sulla bassa tensione
  • Direttiva 2014/30/UE (EMC): direttiva sulla compatibilità elettromagnetica

La Norma CEI 64-8 è ampiamente utilizzata da progettisti e installatori per le sue numerose applicazioni in strutture dotate di impianti elettrici BT, dalle abitazioni private alle grandi industrie, ospedali, uffici, alberghi, musei, teatri, cantieri, porti, ecc.

Impianto Elettrico Condominiale: Cosa Sapere

Gli impianti elettrici condominiali sono considerati beni comuni secondo il Codice Civile. L’amministratore del condominio deve assicurarsi che i proprietari mettano a norma gli impianti elettrici delle singole unità abitative. Nel caso di presenza di lavoratori dipendenti o attività professionali nel condominio, è obbligatoria la verifica dell’impianto di messa a terra, secondo il D.P.R. n. 462/2001.

Come Verificare se un Impianto Elettrico è a Norma

La responsabilità di un impianto non a norma ricade sull’elettricista che ha eseguito i lavori. Questo professionista è tenuto a rilasciare una Certificazione di Conformità una volta terminato il lavoro. È consigliabile consultare il Libretto dell’Impianto Elettrico, un documento facoltativo ma estremamente utile.

Regolarizzare un Impianto Elettrico Senza Dichiarazione di Conformità

La prima azione da intraprendere è la verifica e, se necessario, la sistemazione dell’impianto elettrico. Una volta risolte le eventuali criticità o non conformità, è possibile ottenere la certificazione dell’impianto, nota come Dichiarazione di Rispondenza (DIRI). Tutti i lavori di messa a norma dell’impianto devono essere eseguiti da un‘impresa o da un installatore abilitato, che è tenuto a rilasciare una Dichiarazione di Conformità specifica per i lavori effettivamente eseguiti.

Affinché un impianto elettrico sia conforme alle normative, è essenziale che sia accompagnato dalla dichiarazione di conformità, la quale deve essere rilasciata da un professionista qualificato.

Cosa Deve Avere un Impianto Elettrico a Norma?

Un impianto elettrico a norma deve:

  • Essere progettato e installato da tecnici qualificati e abilitati.
  • Essere composto da elementi con marchio CE o CEI.
  • Includere lo schema elettrico, il computo metrico, la dichiarazione di conformità o la dichiarazione di rispondenza.
  • Essere dimensionato adeguatamente.
  • Essere dotato di interruttore generale, singoli interruttori e circuiti, salvavita, e avere un impianto di messa a terra.

Requisiti Minimi dell'Impianto Elettrico

Nel dettaglio la Norma CEI 64-8 divide il bagno in 4 Zone numerate da 0 a 3. Ogni Zona identifica una differente percentuale di rischio elettrico.

  • Zona 0: quella con la pericolosità più elevata, nella quale è vietato installare qualsiasi tipo di presa elettrica e i cavi che la attraversano devono essere incassati almeno a 50 mm.
  • Zona 1: qui non sono ammessi interruttori e prese mentre è consentito il montaggio di scaldabagni a bassa tensione. Si possono installare pulsanti a tiro con cordina il più in alto possibile.
  • Zona 2: qui si possono installare apparecchi di illuminazione fissi con isolamento di classe II.
  • Zona 3: questa è la parte del bagno dove vi è più “libertà”. Non ci sono particolari limitazioni eccetto il rispetto di 3 regole: l’impianto deve essere protetto da un interruttore differenziale con soglia sotto i 30 mA oppure alimentato da un trasformatore d’isolamento (220/220 V) o alimentato a bassa tensione (12-24 V).

La normativa di riferimento fissa il numero minimo di interruttori da installare nei locali da bagno. L’impianto elettrico deve avere almeno un punto presa e due punti luce, i punti presa diventano due in presenza della lavatrice.

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