La sicurezza è fondamentale quando si parla di impianti elettrici nei bagni. L'acqua e l'elettricità non vanno d'accordo, e un impianto mal progettato o installato può portare a seri rischi. In Italia, l'installazione degli impianti elettrici è regolata da normative specifiche, tra cui la norma CEI 64-8, che definisce le distanze minime e le zone di sicurezza all'interno del bagno.

Normativa di Riferimento per gli Impianti Elettrici

La normativa sugli impianti elettrici è l'insieme di regolamenti e standard tecnici che disciplinano la progettazione, l'installazione e la manutenzione degli impianti elettrici per garantirne la sicurezza e l'efficienza. Ecco i principali riferimenti normativi:

  • D.M. 37/2008: Disposizioni generali in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
  • Norma CEI 64-8: Principale riferimento normativo per gli impianti elettrici di bassa tensione, sia in ambito residenziale che industriale. Contiene le prescrizioni per la progettazione, realizzazione e verifica degli impianti elettrici, con lo scopo di garantire la sicurezza delle persone e dei beni.
  • Norma CEI 11-27: Dedicata alle operazioni e attività di lavoro sugli impianti elettrici o ad essi connesse. Si applica a impianti fissi, mobili, permanenti e provvisori eserciti a qualunque livello di tensione.

Altre norme CEI importanti per gli impianti elettrici industriali sono:

  • CEI EN 62305: Protezione contro i fulmini
  • CEI EN 62271-202: Cabine Container
  • CEI EN 62271-200: Quadri di media tensione
  • CEI EN 61439: Quadri di bassa tensione
  • CEI EN 61936-1: Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata

Altre disposizioni legislative da tenere in considerazione sono:

  • Legge 186/68 - sicurezza degli impianti tecnici;
  • D.Lgs. 81/08 - sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • D.P.R. 462/2001: verifiche periodiche degli impianti di messa a terra, protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici nei luoghi a rischio di esplosione;

Nel complesso universo della normativa degli impianti elettrici, rientrano anche le Direttive Europee:

  • Direttiva 2014/35/UE (LVD): direttiva sulla bassa tensione che mira a garantire che le apparecchiature elettriche destinate ad essere utilizzate entro taluni limiti di tensione non compromettano la sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei beni;
  • Direttiva 2014/30/UE (EMC): direttiva sulla compatibilità elettromagnetica che garantisce che le apparecchiature non generino disturbi elettromagnetici e non siano suscettibili agli stessi.

Normativa Impianti Elettrici Civili: Cosa Prevede la Norma CEI 64-8?

La normativa sugli impianti elettrici civili è principalmente regolata dalla norma CEI 64-8. Essa si applica agli impianti elettrici utilizzatori con tensione nominale fino a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua. La norma si estende agli impianti elettrici nei cantieri temporanei e mobili, nei locali medici, nei luoghi con rischio di esplosione e in tutte quelle situazioni in cui è richiesta una particolare attenzione alla sicurezza elettrica.

La norma contiene sezioni specifiche per gli impianti in ambienti con particolari esigenze, come bagni, piscine, cantieri edili, luoghi di pubblico spettacolo e aree con pericolo di esplosione. Per ogni tipo di ambiente, la CEI 64-8 fornisce direttive aggiuntive per garantire la sicurezza, tenendo conto delle condizioni particolari di ciascun ambiente.

Entrando più nel dettaglio, la norma si divide in 8 parti:

  • Parte 1: Oggetto, scopo e principi fondamentali
  • Parte 2: Definizioni
  • Parte 3: Caratteristiche generali
  • Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
  • Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
  • Parte 6: Verifiche
  • Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari
  • Parte 8-1: Efficienza energetica degli impianti elettrici
  • Parte 8-2: Impianti elettrici a bassa tensione di utenti attivi (prosumer)

Essa si applica agli impianti elettrici utilizzatori di:

  • edifici a destinazione residenziale;
  • edifici e strutture destinati ad uso commerciale;
  • edifici e strutture destinati a ricevere il pubblico;
  • edifici e strutture destinati ad uso industriale;
  • edifici e strutture destinati ad uso agricolo e zootecnico;
  • caravan (roulotte), campeggi e luoghi simili;
  • cantieri, mostre, fiere e altre strutture temporanee;
  • darsene;
  • illuminazione esterna (in parallelo);
  • locali medici;
  • unità mobili o trasportabili;
  • impianti di illuminazione a bassissima tensione;
  • alimentazione dei veicoli elettrici;
  • passaggi di servizio e manutenzioni;
  • sistemi di riscaldamento a pavimento e parete.

La norma CEI 64-8 non si applica a:

  • equipaggiamenti per trazione elettrica;
  • equipaggiamenti elettrici di autoveicoli;
  • equipaggiamenti elettrici a bordo di navi;
  • equipaggiamenti elettrici di aeromobili;
  • impianti elettrici di illuminazione pubblica situati all’esterno con alimentazione in serie;
  • impianti elettrici in miniere;
  • apparecchi per la soppressione di radio interferenze, tranne per quanto riguarda la sicurezza dell’impianto;
  • recinzioni elettriche;
  • protezione degli edifici contro i fulmini
  • impianti per la distribuzione pubblica dell’energia elettrica;
  • impianti di produzione e trasmissione di energia per tali impianti;
  • parti specifiche degli impianti ausiliari ad esclusivo servizio degli impianti di produzione, trasmissione e distribuzione pubblica dell’energia elettrica.

Nona Edizione della Norma CEI 64-8

È in vigore dal 1° novembre 2024 a Nona Edizione della Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici a tensione nominale non superiore a 1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua”.

La nuova edizione incorpora numerosi documenti europei e internazionali, sviluppati con il contributo degli esperti italiani del CT 64 del CEI.

Tra le principali modifiche si citano quelle del Capitolo 41 (Protezione contro i contatti diretti e indiretti), del Capitolo 46 (Sezionamento e Comando), del Capitolo 56 (Alimentazione dei servizi di sicurezza), e numerose sezioni della Parte 7 - Ambienti e applicazioni particolari - tra cui la Sezione 712 sui sistemi fotovoltaici (FV) e la Sezione 722 per l’alimentazione delle infrastrutture di ricarica delle auto elettriche.

Impianto Elettrico in Bagno: Zone di Rispetto e Sicurezza

L'impianto elettrico in bagno deve essere progettato tenendo conto di zone di rispetto ben precise. Il bagno viene suddiviso idealmente in quattro zone, a partire da quella più piccola che contiene la vasca da bagno. In ogni zona (numerata da zero a 3) le prescrizioni sono diverse in funzione del potenziale rischio elettrico presente.

  • Zona 0: Corrisponde al volume interno della vasca o della doccia. È vietata l'installazione di qualsiasi componente o utilizzatore elettrico. I cavi che la debbono attraversare devono essere incassati almeno a 50 mm.
  • Zona 1: È la superficie verticale intorno alla vasca o al piatto doccia, fino a 2,25 metri d'altezza. Non va installato nessun apparecchio (interruttori, prese, cassette di derivazione ecc.) ed è ammesso solo il montaggio di scaldabagno o di utilizzatori a bassa tensione (max 25 V) con contenitori stagni; pulsanti a tiro, con cordina isolante, vanno montati il più in alto possibile.
  • Zona 2: È inserita tra la zona 1 e una superficie verticale e parallela ad almeno 0,6 metri. È ammesso in più solo il montaggio di apparecchi di illuminazione fissi con isolamento di classe II.
  • Zona 3: È inserita fra la zona 2 a una superficie verticale e parallela ad almeno 2,4 metri. Non esistono particolari limitazioni purché l’impianto sia protetto da un interruttore differenziale con soglia di intervento sotto i 30 mA o alimentato da un trasformatore d’isolamento (220/220 V) o sia completamente alimentato a bassa tensione (12-24 V).

Nel bagno tutte le tubazioni devono essere collegate al morsetto di messa a terra mediante un conduttore equipotenziale con sezione non inferiore a 2,5 mm2.

Collocazione delle Prese di Corrente in Bagno

La corretta collocazione delle prese di corrente in un bagno è essenziale per garantire funzionalità e sicurezza, rispettando le normative vigenti come la CEI 64-8.

Le zone 0, 1 e 2 sono quelle più vicine agli elementi che contengono acqua, come la vasca o la doccia: in queste aree è vietato installare prese elettriche. La zona 3 permette l'installazione di prese, ma solo con specifiche protezioni contro l'umidità e l'acqua.

Le prese elettriche devono essere installate a un'altezza minima di 110 cm dal pavimento. La distanza della presa elettrica da box doccia e lavandino deve mantenersi generalmente tra 60 cm e 120 cm per prevenire rischi. L'installazione della presa per la lavatrice deve avvenire vicino al raccordo idraulico ma sempre lontano dalla zona 2.

Consigli Pratici per il Posizionamento delle Prese

  • Valuta attentamente l'arredamento e la disposizione dei sanitari per posizionare strategicamente le prese.
  • Considera l'accessibilità delle prese per tutti gli utenti, inclusi bambini e persone con mobilità ridotta.
  • Evita di posizionare le prese dietro porte o in angoli difficilmente accessibili.
  • Installa prese aggiuntive in zone strategiche per ridurre il rischio di usare prolunghe.
  • Assicurati che tutte le prese siano dotate di sistemi di sicurezza, come interruttori differenziali.
  • Per un maggiore risparmio energetico, puoi considerare l'utilizzo di prese smart.

Cosa Deve Avere Ogni Impianto Elettrico per Essere a Norma?

Per essere considerato a norma, un impianto elettrico deve rispettare tutte le disposizioni legislative illustrate. Un impianto elettrico a norma deve:

  • Essere progettato e installato da tecnici qualificati e abilitati.
  • Essere composto da elementi con marchio CE o CEI.
  • Includere lo schema elettrico, il computo metrico, la dichiarazione di conformità o la dichiarazione di rispondenza.
  • Essere dimensionato per una potenza impegnata di almeno 6 kW.
  • Essere dotato di interruttore generale, singoli interruttori e circuiti, salvavita e impianto di messa a terra.

Illuminazione in Bagno

Per quanto riguarda l’illuminazione, l’ideale è avere un mix di luci principali e secondarie. Almeno un punto luce deve essere in prossimità dell’ingresso della stanza.

Impianto Elettrico Condominiale: la Normativa

Gli impianti elettrici condominiali, che includono l’illuminazione delle parti comuni, i sistemi antincendio, gli ascensori, le autoclavi e i sistemi di videosorveglianza, sono considerati beni comuni secondo il Codice Civile.

Secondo il D.M. 37/08, tutti gli impianti elettrici devono essere realizzati a regola d’arte, rispettando le normative CEI per essere considerati conformi. In un condominio, l’impianto elettrico deve essere verificato da un esperto per assicurare che sia sicuro e conforme.

L’amministratore del condominio deve assicurarsi che i proprietari mettano a norma gli impianti elettrici delle singole unità abitative, anche tramite inviti formali discussi in assemblea. Anche se non può intervenire direttamente nelle unità private, ha la responsabilità di garantire la sicurezza degli impianti comuni. Nel caso di presenza di lavoratori dipendenti o attività professionali nel condominio, è obbligatoria la verifica dell’impianto di messa a terra, secondo il D.P.R. n. 462/2001.

Gli impianti elettrici a norma devono essere accompagnati dalla dichiarazione di conformità rilasciata al termine dei lavori.

Sanzioni per il Mancato Rispetto delle Norme

Il mancato rispetto delle norme edilizie in materia di impianti elettrici conduce a sanzioni molto salate: da 1000 a 10.000 euro. L'assenza della certificazione per l'impianto elettrico del bagno si paga invece con una sanzione fino a 1.000 euro.

Tabella Riepilogativa delle Zone di Rispetto

Zona Descrizione Limitazioni
0 Interno vasca o doccia Vietata qualsiasi installazione elettrica
1 Superficie verticale sopra vasca/doccia fino a 2,25 m Ammessi solo scaldabagni o utilizzatori a bassa tensione (max 25 V) con contenitori stagni
2 Area intorno a vasca/doccia fino a 0,6 m Ammessi apparecchi di illuminazione fissi con isolamento di classe II
3 Area intorno a zona 2 fino a 2,4 m Nessuna limitazione specifica se protetta da interruttore differenziale (soglia < 30 mA)

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