L'impianto idraulico è un elemento fondamentale in ogni edificio, garantendo l'approvvigionamento e lo smaltimento delle acque in modo efficiente e sicuro. Ma cosa si intende esattamente per impianto idraulico? Banalmente si tratta di tutti quegli elementi impiantistici che consentono all’acqua di entrare all’interno degli edifici, venire utilizzata e poi essere allontanata dall’edificio. Al netto di questa definizione ovvia, è importante sottolineare che l’impianto idraulico solitamente si divide in due parti: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria. In sostanza, quindi, della parte di impianto idraulico che fornisce e smaltisce acqua di bagni, cucine e lavanderie.

In questo articolo, analizzeremo in dettaglio i requisiti, la progettazione e l'installazione degli impianti idraulici per l'acqua potabile, con particolare attenzione alla norma UNI EN 806.

UNI EN 806: Specifiche per gli Impianti Idrici

La norma UNI EN 806 fornisce le “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano“. Essa specifica i requisiti e fornisce raccomandazioni sulla progettazione, installazione, modifica, sulle prove, manutenzione e sul funzionamento degli impianti per acqua potabile all’interno degli edifici e, per alcuni fini, di tubazioni all’esterno degli edifici, ma all’interno degli immobili.

Si riferisce, quindi, al sistema di tubi, accessori e apparecchiature installati per l’approvvigionamento di acqua potabile.

Essa è divisa in 5 parti:

  • GeneralitĂ ;
  • Progettazione;
  • Dimensionamento delle tubazioni - Metodo semplificato;
  • Installazione;
  • Esercizio e manutenzione;

Vediamo nel dettaglio le indicazioni contenute nella norma, ricordando che è disponibile, anche in prova gratuita, un software per la progettazione e la verifica di impianti idrico-sanitari secondo la norma UNI EN 806.

Parte 1 UNI EN 806: le generalitĂ 

Nella prima parte della UNI vengono indicati gli obiettivi principali. Essi consistono nell’assicurare che:

  • sia evitato il deterioramento della qualitĂ  dell’acqua nell’impianto;
  • la portata d’acqua e la pressione richieste siano disponibili nei punti di prelievo e nei punti di allacciamento di apparecchiature (come per esempio lavatrici e scaldaacqua);
  • l’acqua potabile soddisfi le norme riguardanti la qualitĂ  fisica, chimica e microbiologica nei punti di prelievo;
  • tutte le parti dell’impianto non provochino pericolo per la salute e non danneggino beni durante la loro durata di vita calcolata:
  • la manutenzione dell’impianto soddisfi i requisiti funzionali in tutti i momenti durante la sua durata di vita;
  • i livelli di emissione acustica siano mantenuti ad un livello minimo ottenibile;
  • siano evitati la contaminazione dell’approvvigionamento idrico pubblico, il consumo eccessivo, la perdita e l’impiego scorretto.

Vengono poi illustrati i simboli grafici e le abbreviazioni che saranno utilizzati in tutte le parti successive, con relativi esempi di uso.

Parte 2 UNI EN 806: la progettazione degli impianti di acqua potabile

La seconda parte della UNI EN 806 fornisce raccomandazioni utili e specifica i requisiti necessari per la progettazione degli impianti di acqua potabile all’interno di edifici e per le tubazioni all’esterno degli stessi, ma dentro le proprietà e si applica ai nuovi impianti, alle modifiche e alle riparazioni. Si applica a prescindere che l’acqua sia approvvigionata da un soggetto erogatore pubblico o privato.

Per la progettazione e la costruzione di un impianto di acqua potabile si considerano due tipologie d’impianti:

  • gli impianti di acqua potabile chiusi (tipo A);
  • gli impianti di acqua potabile non pressurizzati (tipo B).

I suddetti impianti possono essere abbinati.

Bisogna progettare l’impianto in modo tale da:

  • evitare sprechi, consumi eccessivi, usi impropri e contaminazioni dell’acqua;
  • evitare una velocitĂ  eccessiva, basse portate e aree di ristagno;
  • permettere l’approvvigionamento idrico a tutte le singole uscite, tenendo conto della pressione, della portata, della temperatura dell’acqua e dell’uso dell’edificio;
  • evitare l’intrappolamento di aria durante il rifornimento e la formazione di sacche d’aria durante il funzionamento dell’impianto;
  • non causare pericolo o arrecare disturbo a persone e animali domestici nĂŠ danneggiare edifici e beni contenuti in essi;
  • evitare danni e impedire che la qualitĂ  dell’acqua sia influenzata dall’ambiente locale;
  • facilitare l’accesso alle apparecchiature e gli interventi di manutenzione sulle stesse;
  • evitare collegamenti incrociati;
  • ridurre al minimo la generazione del rumore.

Il progettista deve considerare il consumo dell’acqua e la richiesta energetica di un impianto e cercare di limitare entrambi. Tutti i tubi e i giunti di un impianto di acqua potabile devono essere progettati per durare 50 anni, tenendo conto delle condizioni di esercizio specifiche e delle condizioni di manutenzione appropriate.

Temperatura e pressione

Particolare attenzione è data sia alla temperatura che alla pressione. Tutti i componenti del sistema devono essere progettati per soddisfare i requisiti della pressione di prova. La pressione di prova deve essere di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio massima ammissibile (PMA). I materiali, i componenti e le apparecchiature devono essere in grado di resistere a temperature dell’acqua fino a 95° in condizioni di guasto.

Dopo 30 secondi dall’apertura completa di un raccordo di prelievo, la temperatura dell’acqua non dovrebbe superare i 25°C per i punti di prelievo di acqua fredda e non dovrebbe essere inferiore di 60°C per i sistemi centralizzati di acqua calda. I sistemi di acqua calda dovrebbero essere dotati di impianti per permettere di aumentare la temperatura fino ai punti terminali del sistema a 70°C per scopi di disinfezione, per evitare la proliferazione di batteri e ridurre così il rischio legionella.

Scelta dei materiali

Andando avanti, la norma indica i materiali accettabili per il sistema idrico, elencandoli in maniera non esaustiva nell’ “appendice A”. Per scegliere i materiali per un sistema idrico bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:

  • effetto sulla qualitĂ  dell’acqua;
  • vibrazioni, sollecitazioni o assestamento;
  • pressione interna dell’acqua;
  • temperatura interna ed esterna;
  • corrosione interna ed esterna;
  • compatibilitĂ  tra materiali diversi;
  • invecchiamento, fatica, durabilitĂ  e altri fattori meccanici;
  • permeazione.

In nessun caso devono essere impiegati tubi e raccordi di piombo.

La ghisa malleabile con zincatura per immersione a caldo può essere impiegata per il giunto filettato, per i raccordi a compressione, per gli accordi a innesto rapido, per le flange e per i bocchettoni smontabili. L’acciaio inossidabile e ottone possono essere impiegati per i raccordi a compressione, gli accordi a pressare, i raccordi a innesto rapido, le flange, i bocchettoni smontabili. La ghisa sferoidale può essere impiegata per i bicchieri con anello di tenuta elastomerico e attacco maschio, raccordi a innesto rapido, flange, bocchettoni smontabili. Le plastiche vengono divise per i sistemi di acqua fredda e calda. Per i sistemi di acqua calda troviamo il PE-X, il polibutilene, i polipropileni, il PVC-C e i tubi multistrato.

Tubazioni negli edifici

Le tubazioni di approvvigionamento e distribuzione devono poter essere intercettati e drenati. Ogni tubazione che serve un locale o un’utenza deve poter essere chiusa per mezzo di una valvola d’arresto senza interrompere l’approvvigionamento agli altri locali. Questa valvola deve essere installata all’interno dell’edificio in una posizione accessibile. I rubinetti di acqua calda devono essere posizionati a sinistra, quelli dell’acqua fredda a destra. Se possibile le tubazioni di approvvigionamento e distribuzione dovrebbero essere installati a vista o “in cassetta”, questo per facilitare eventuali interventi di manutenzione.

Parte 3 UNI EN 806: il dimensionamento

La terza parte della norma descrive il metodo di calcolo per il dimensionamento delle tubazioni per gli impianti di acqua potabile (non include il dimensionamento delle tubazioni per sistemi antincendio). Il sistema di alimentazione di un impianto idrosanitario deve essere dimensionato in base alle portate massime probabili: le portate di progetto, ossia le portate derivate dai rubinetti che possono essere aperti in simultanea. Le portate di progetto dipendono da una serie di fattori, come ad esempio il numero e la funzione degli apparecchi sanitari da servire.

Per poter dimensionare le tubazioni bisogna prendere in considerazione:

  • la tipologia dell’impianto;
  • le condizioni di pressione;
  • le velocitĂ  di flusso.

Si delineano due tipologie di impianti: normalizzati e particolari. Un impianto viene definito normalizzato quando:

  • le portate nei punti di prelievo non superano quelle definite nel prospetto 2;
  • il tipo di domanda non supera la portata di progetto come illustrato nella figura B.1 (appendice B);
  • non è destinato all’impiego continuo d’acqua (oltre 15 minuti).

Tutti gli altri sono impianti particolari.

Il metodo semplificato: le unitĂ  di carico

La norma tratta del dimensionamento semplificato per impianti normalizzati. Questo metodo semplificato può essere usato per tutti gli edifici che non hanno dimensioni nettamente superiori alla media, di fatto, quindi, la maggior parte degli edifici. Il metodo prevede l’individuazione degli apparecchi sanitari da alimentare per ogni tratto di tubazione da dimensionare. Per ogni tipo di apparecchio viene associata una portata unitaria espressa anche come unità di carico (1 UC equivale alla portata di prelievo QA di 0,1 l/s). Si calcola la portata totale QT dalla somma delle portate singole degli apparecchi. Partendo dall’ultimo punto di prelievo, si delineano le unità di carico per ogni parte dell’impianto. Si procede poi alla somma delle unità di carico per ottenere la portata totale in ogni tratto. Il calcolo può essere complesso senza l’aiuto di un software progettazione impianti idraulici con cui calcolare facilmente le portate massime contemporanee con il metodo delle unità di carico secondo le norme UNI EN 806 e UNI 9182 e dimensionare facilmente il diametro delle tubazioni di adduzione.

Portate di prelievo

Portate minime ai punti di prelievo e unitĂ  di carico per punti di prelievo

Parte 4 UNI EN 806: l’installazione

La quarta parte della UNI contiene i requisiti e le raccomandazioni relativi alle modalità che dovrebbero essere applicate per la messa in opera degli impianti al fine di garantire che il sistema soddisfi i requisiti di sicurezza a lungo termine, di efficienza d’uso e rispetto dell’ambiente.

Materiali per i tubi e i metodi di giunzione

I vari metodi di giunzione usati con diversi materiali per tubi e giunti di collegamento sono:

  • metodi di giunzione per tubi metallici;
  • metodi di giunzione per tubi di plastica (PE-X, PE, PVC-U);
  • metodi di giunzione per tubi di plastica (PVC-C, PP, PB);
  • metodi di giunzione per tubi multistrato).

Per quanto riguarda l’installazione possiamo far riferimento anche alla UNI 9182:2014 unitamente alla quarta parte della UNI EN 806. Secondo la normativa italiana le colonne montanti di una rete di distribuzione di acqua fredda e calda devono essere provviste di:

  • organi di intercettazione, alla base e di eventuale organo di taratura della pressione e di rubinetto di scarico di diametro non minore di 1/2 che siano sicuri da un punto di vista della manovrabilitĂ  e della durata nel tempo;
  • ammortizzatore di colpo d’ariete alla sommitĂ  collocato in posizione accessibile.

Installazione delle reti di distribuzione

Le colonne di ricircolo di acqua calda devono essere collegate nella parte più alta del circuito in modo da consentire lo sfogo dell’aria. Le tubazioni devono essere poste a distanze sufficienti per consentirne lo smontaggio e a permettere al corretta esecuzione del rivestimento isolante. Le tubazioni di adduzione dell’acqua non devono essere posate all’interno di cabine elettriche, al di sopra di quadri e apparecchiature elettriche, al di sopra di materiali che possono diventare pericolosi se bagnati dall’acqua all’interno di immondezzai, all’interno di locali dove sono presenti sostanze inquinanti.

Installazione degli apparecchi sanitari

Gli apparecchi sanitari richiedono minimi di rispetto per l’uso degli spazi. Questo criterio deve essere tenuto in considerazioni durante la progettazione e dopo l’installazione. I supporti e i sostegni degli apparecchi sanitari devono essere tali da assicurare nel tempo la stabilità e la sicurezza di funzionamento. La posizione delle prese di corrente e degli apparecchi utilizzatori rispetto agli apparecchi sanitari deve essere tale da impedire ogni pericolo di folgorazione elettrica.

Installazione delle pompe

Le pompe devono essere installate in modo da non trasmettere il rumore e le vibrazioni alle strutture degli ambienti nei quali sono collocate e alle reti di tubazioni alle quali sono collegate. Tutte le apparecchiature devono essere montate in modo tale da consentire agevole eventuale manutenzione, smontaggio e rimontaggio.

Parte 5 UNI EN 806: la manutenzione

La quinta ed ultima parte della norma UNI EN 806 si riferisce alla manutenzione degli impianti. Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione per evitare di influire negativamente sulla qualità dell’acqua potabile, sulla distribuzione agli utenti e sulle attrezzature dell’ente di distribuzione dell’acqua. Devono essere, perciò, controllati a intervalli regolari per verificarne la sicurezza e le prestazioni. Per poter agevolare queste operazioni è necessario che le informazioni pertinenti all’impianto siano sempre disponibili. La documentazione del fabbricante deve essere disponibile, conservata e seguita.

Nello specifico:

  • le valvole di arresto e di servizio devono essere sempre in posizione completamente aperta o chiusa e azionate ad intervalli regolari per assicurare che siano funzionanti;
  • tutte le parti di ricambio devono essere subito disponibili (da preferirsi quelle originali);
  • le valvole e le parti che sono soggette a requisiti di controllo del rumore devono essere sostituite solo con valvole e parti che siano almeno acusticamente equivalenti;
  • non si devono usare raccordi di prelievo per collegare tubi flessibili a meno che non sia fornita una protezione idonea contro il reflusso ;
  • il collegamento di apparecchi può influire sulla qualitĂ  dell’acqua, è raccomandato far eseguire collegamenti e modifiche da personale idoneamente qualificato;
  • il collegamento di apparecchi e apparecchiature (per esempio lavatrici e lavastoviglie) deve essere adeguatamente protetto contro il riflusso in conformitĂ  alla EN 1717;
  • I tubi flessibili (per esempio tubi da giardinaggio) devono essere collegati solo a punti di prelievo forniti a tale scopo che sono appositamente progettati per il collegamento di tubi flessibili e sono dotati di protezione antiriflusso;
  • le aperture di ingresso aria delle valvole (per esempio valvole anti vuoto, vuoti d’aria) non devono essere chiuse od ostruite e devono essere protette contro il possibile allagamento o la contaminazione;
  • l’acqua contenuta in parti dell’impianto raramente utilizzate (per esempio tubi che alimentano stanze degli ospiti, garage o collegamenti di cantine) devono essere flussati a intervalli regolari, preferibilmente una volta alla settimana;
  • i tubi dell’acqua non devono sostenere carichi esterni.
  • devono essere effettuati controlli sulla temperatura dell’acqua nei tubi, serbatoi di acqua fredda, serbatoi di accumulo dell’acqua calda e scarico dei rubinetti per assicurare che rientrino nei limiti come indicato nella EN 806-2;

Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici

La scelta dei materiali è cruciale per la durata e l'efficienza di un impianto idraulico. Ecco alcuni dei materiali piÚ comuni:

  • Rame: Duraturo e resistente alle alte temperature e pressioni.
  • Tubi multistrato: Versatili e resistenti, composti da strati di polimeri (PE-X) e metallo (alluminio).
  • PVC: Standard per le tubazioni di scarico, pratico e conforme alle normative.

Tipologie di Impianti di Adduzione dell'Acqua

Esistono due tipologie principali di impianti di adduzione dell'acqua:

  • Sistema a derivazione: Una tubazione principale fornisce ogni utenza tramite raccordi a "T".
  • Sistema a collettore: Un collettore centrale distribuisce l'acqua fredda e calda a ogni utenza tramite tubi separati.

Relining: Un Metodo Innovativo per la Ristrutturazione

Il relining è una tecnica innovativa che permette di ristrutturare l'impianto idraulico senza demolizioni invasive, preservando l'integrità strutturale dell'edificio e riducendo i tempi e i costi di intervento.

Normative e Permessi

Il rifacimento dell'impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). A fine lavori, l'installatore deve fornire la Dichiarazione di Conformità dell'impianto, attestando che è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati.

Detrazioni Fiscali

Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.

Certificazione Impianto Idraulico

La certificazione dell'impianto idraulico è un documento obbligatorio che attesta la conformità dell'impianto alle norme vigenti, la sua sicurezza e il corretto funzionamento. È regolata dal Decreto Ministeriale 37/2008 e deve essere rilasciata da un professionista abilitato.

La certificazione è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:

  • Installazione di un nuovo impianto
  • Modifiche o ampliamenti significativi
  • Interventi di manutenzione straordinaria
  • Allacci di nuove utenze

Normative UNI per Impianto Idrico Sanitario

Le principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:

  • UNI EN 806: Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano.
  • UNI 9182: Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo.
  • UNI 12056-5:2001: Sistemi di scarico funzionanti a gravitĂ  all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso.

La certificazione dell’impianto idraulico è un documento fondamentale: si tratta infatti di una dichiarazione ufficiale, rilasciata ai sensi di legge, che testimonia la conformità e la sicurezza dell’impianto presente all’interno del proprio immobile. La mancata presentazione della Dichiarazione di Conformità, quando obbligatoria, comporta sanzioni da 100 a 1.000 euro.

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