L’impianto idraulico è composto da tutti quegli elementi che gestiscono la fornitura e lo smaltimento dell’acqua all’interno di un edificio. Una volta che entra dentro il tuo appartamento, l’impianto idraulico è formato da una precisa serie di elementi principali.

Il punto da cui parte il tuo impianto idraulico è chiaramente il contatore. Nei condomini, fino a qualche anno fa, i contatori delle varie utenze venivano installati all’interno dei singoli appartamenti: nelle case potevi trovare una o più nicchie con il contatore dell’Enel, il contatore del gas e il contatore dell’acqua.

Pressione e Velocità dell'Acqua

Solitamente nella rete pubblica l’acqua è a una pressione di circa 5-6 bar, mentre all’interno degli appartamenti la pressione dovrebbe essere tra i 3-3,5 bar per evitare scoppi di tubature e rumori. Nonostante questa pressione di partenza superiore a quella ideale, agli ultimi piani di condomini abbastanza alti l’acqua potrebbe arrivare con potenza inferiore.

In questo caso, come impianti condominiali, vengono installate delle autoclavi (una o più a seconda del numero di piani), che hanno lo scopo di garantire la stessa pressione a tutti i piani. Allo stesso modo non è raro, specialmente nei piani bassi, che la pressione sia eccessiva. La velocità dell’acqua all’interno dei tubi, strettamente legata alla pressione, dovrebbe essere tra 0,7 e 2,0 metri al secondo.

Quando Rifare l'Impianto Idraulico?

Individuare i segnali che ti rivelano la necessità di rifare l’impianto idraulico non è semplice, soprattutto se non sei un esperto del mestiere e se l’impianto non dà apparenti problemi: la vista ai raggi X per guardare dentro i muri e dentro i tubi non è ancora un superpotere che abbiamo! Spesso la soluzione a queste perdite è la semplice riparazione del singolo problema.

Altri elementi che possono farti propendere in questo senso possono essere i materiali con cui è fatto l’impianto attuale: se è molto vecchio la parte di adduzione potrebbe essere in ferro o piombo e quella di smaltimento in piombo.

Segnali di un Impianto Idraulico Obsoleto

  • Appena aperto il rubinetto l’acqua esce sporca. Significa che le tubature sono vecchie, probabilmente in materiali non più utilizzati (ferro).
  • Se l’acqua, una volta asciugatasi, lascia una patina bianca significa che è molto calcarea. Il calcare potrebbe posarsi all’interno delle tubature e nel corso degli anni creare problemi (ostruzioni, fragilità, etc.).

Il rifacimento dell’impianto idraulico potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione anche se non si presentano evidenti problemi: infatti fino a circa 30 anni fa i sistemi di distribuzione (i tubi) non erano isolati. Lo strato isolante ha un duplice scopo: evitare inutili perdite di calore delle tubazioni (sprecare l’acqua calda che generi pagando bollette salate non è il massimo!) ed evitare fenomeni di condensa lungo i tubi (dove scorre l’acqua fredda) che potrebbero a problemi di umidità nelle murature e nei massetti.

Quindi, se hai un impianto di oltre 30 anni, probabilmente è realizzato in materiale metallico e probabilmente non c’è isolante e di conseguenza da un lato stai sprecando calore dai tubi dell’acqua calda e dall’altro potresti avere problemi di umidità dove passano i tubi dell’acqua fredda. Il miglior consiglio che mi sento di darti è quello di non aspettare che l’impianto cominci a causare danni importanti.

Come Rifare un Impianto Idraulico: Considerazioni Importanti

Sei sicuro di sapere quali sono le reali opere che sono necessarie per rifare un impianto idraulico? Come avrai capito non si tratta semplicemente di cambiare i tubi e i sanitari del bagno. Questa fase, per poter essere completata efficacemente, prevede quasi sempre la completa demolizione del bagno, dove sono presente la maggior parte delle opere impiantistiche idrauliche.

È importante sottolineare come, sin dalla prima fase di predisposizione dell’impianto di adduzione dell’acqua, sia necessario conoscere già marca e modello dei sanitari che verranno installati nel bagno. Ti faccio un esempio: abbastanza semplice il wc può essere con scarico a terra o scarico a parete. Un altro consiglio che voglio darti è quello di valutare sia la pressione con cui l’acqua entra nel tuo impianto idraulico e sia la concentrazione di calcare.

Aspetti Burocratici

Come? Chiaramente non lo dico io ma lo dice la legge, in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001) che regola tutti i procedimenti amministrativi legati al settore delle costruzioni. Un’altra cosa che fa il Testo Unico dell’Edilizia è, per ogni categoria di intervento, definire se sia necessaria o meno una pratica edilizia e quale deve essere. Anche se la sua interpretazione spesso è varia all’interno degli uffici tecnici comunali: ti consiglio di farti un giro presso quelli del tuo Comune per avere risposte precise in merito a quali sono le prassi.

Chi Realizza l'Impianto Idraulico?

La risposta potrebbe essere banale: l’idraulico. Non fraintendermi, è vero che l’impianto idraulico viene realizzato da un idraulico ma hai visto tutte le opere che abbiamo indicato nei paragrafi precedenti? Voglio comunque darti dei parametri di riferimento.

Costi da Considerare

Vediamo sinteticamente per ognuna di queste a quali costi potresti andare incontro. Le demolizioni in realtà riguardano tre fasi: la demolizione vera e propria, il trasporto dei materiali di risulta in discarica e gli oneri per lo smaltimento. Inoltre sappiamo che l’impianto è composto da un sotto-impianto di carico e da un sotto-impianto di scarico.

Qui però dobbiamo fare un chiarimento: se finora i prezzi che ti ho dato sono comprensivi di tutti i materiali necessari, nel caso delle finiture il loro costo può variare notevolmente a seconda di quello che scegli. Questo naturalmente che tu voglia piastrellare gli ambienti, infatti le finiture possibili sono tantissime (p.e. Quindi nel quantificare il costo della posa delle finiture scomporremo il prezzo in due parti: il costo vivo del materiale e il costo della manodopera per la posa.

Quindi anche in questo caso proverò a darti il costo dell’installazione separato da quello del sanitario, però quest’ultimo prendilo con le pinze. Pavimenti e rivestimenti di pareti con piastrelle in gres porcellanato: posa in opera dai 30€ ai 35€ al metro quadro, fornitura materiali dai 20€ ai 50€ al metro quadro (materiali di media/buona qualità). Tieni presente che sia nei bagni che nelle cucine i rivestimenti di parete non si posano quasi mai fino al soffitto (a meno che tu non abbia particolari esigenze estetiche) ma spesso ci si ferma all’altezza della porta, cioè 2,1m.

Infine la pitturazione: infatti sarà indispensabile ritinteggiare il soffitto e la parte di parete non rivestita da piastrelle. Quelli che ti ho appena elencato sono i semplici costi delle opere, che naturalmente son quelli preponderanti nel rifacimento dell’impianto idraulico.

I costi burocratici sono quelli che dovrai sostenere per presentare la pratica edilizia (la CILA) e l’agibilità. Solitamente sono dei semplici diritti di segreteria che ammontano ad una cifra variabile tra i 100€ e i 200€ (l’una). Per fare un quadro economico complessivo dei costi di rifacimento dell’impianto idraulico gli elementi che ti ho dato negli ultimi paragrafi sono sufficienti.

Normative e Certificazioni

Gli impianti idrici sanitari sono regolarizzati dall'anno 2008 e devono rispettare delle norme che riguardano la progettazione, ossia, lo schema di riferimento. Gli allegati devono essere presenti insieme alla Dichiarazione di Conformità. Tale decreto legislativo parla chiaro: ogni impianto idrico deve rispettare dei parametri e dei criteri per i quali non arrecherà mai pericolo o danno per chi ne fa uso e per chi sta vicino.

Nelle abitazioni condominiali, la certificazione deve essere mostrata e custodita dall’amministratore. I responsabili principali sono il progettista e l’installatore che hanno il dovere di rispondere sia nel momento in cui viene consegnata l’acqua nell’impianto domestico sia nel momento in cui vengono messi in azione tutti i rubinetti e le componenti dell’impianto.

Prima della realizzazione, l’esperto deve documentarsi su tutti i tipi di materiali che devono essere impiegati per realizzarlo, in particolare sugli acciai inossidabili e sulla realizzazione della schema che si adatta in modo specifico ad ogni tipo di immobile.

La dichiarazione di rispondenza dell’impianto idrico fa riferimento alla D.M. 22 Gennaio 2008 n. 37. Nei fogli che il tecnico deve compilare devono essere registrati i suoi dati personali.

La dichiarazione prevede che sia iscritto da 5 anni all’albo professionale e che l’impianto sia stato realizzato dopo un sopralluogo, una verifica della fattibilità e delle condizioni di sicurezza. Stabilite tali condizioni, viene compilata la parte nella quale si attesta dove si trova l’impianto: indirizzo, a chi appartiene, dati personali del proprietario e caratteristiche dell’immobile.

Successivamente si dichiarano le caratteristiche dell’impianto idrico, la tipologia, le tubazioni maggiormente usate, le attività di avvicinamento per collegarlo all’acquedotto principale, le giunzioni dei tubi in ferro zincato, se l’edifico dispone o non dispone di una vasca di accumulo e l’eventuale tipologia.

Componenti e Materiali

I costi per la realizzazione di un impianto idrico per il bagno variano. I punti d’acqua con raccordi e con la manodopera impiegata hanno costi che vanno dalle 140 alle 180 euro. Se l’impianto è separato e presenta singole chiusure o meno, insieme al resto delle componenti come ceramiche, rubinetto, staffe, valvole, sifoni avrà costi diversi.

Le dimensioni dipendono dall’ambiente in cui sarà installato. I materiali usati per le tubazioni possono essere in PVC, in polipropilene o polietilene ad alta densità.

L’impianto di scarico è caratterizzato dalle diramazioni e dalle colonne di scarico che hanno il compito di ricevere e convogliare le acque usate nei collettori. Le acque sono di due tipologie: bianche e nere. Le prime arrivano dagli scarichi del lavabo, del lavello, della lavatrice, della lavastoviglie e le altre arrivano dagli scarichi dei vasi. Le due tipologie sono tenute distinte attraverso la giusta realizzazione dell’impianto di scarico, ovvero, attraverso una doppia o unica tubazione che deve raccogliere entrambe le acque.

Manutenzione e Riparazioni

L’impianto idrico di una casa, una volta realizzato, nel tempo può essere sottoposto a controlli periodici di manutenzione. Per intervenire nella pulizia e nelle attività di risoluzione dei problemi, come umidità o deterioramenti dovuti ad agenti esterni, si possono usare attrezzature tipiche dell’idraulico. Le superfici da coprire possono essere riparate attraverso alcune principali tecniche di applicazione.

Il calcare è uno dei nemici delle tubature e delle componenti di un impianto idraulico. Le piccole riparazioni possono essere realizzate da noi stessi e senza spendere grosse somme di denaro. Alcune attività come sostituire una guarnizione o installare un nuovo miscelatore non sono complesse e si imparano facilmente. Esistono in commercio manuali e guide che aiutano i principianti alle prime armi con perdite dai rubinetti o incrostazioni che danneggiano le tubature.

I buoni impianti sono quelli realizzati con ottimi materiali come rame e ferro zincato che hanno la caratteristica di essere robusti, pratici e facili nella lavorazione.

Progettazione Impianto di Irrigazione

Realizzare un buon progetto è il punto di partenza migliore per poi realizzare un impianto di irrigazione valido e funzionale. Riportate le misure di tutti i lati su di un foglio di carta a quadretti, realizzando una prima mappa a mano che vi serve per annotare le misurazioni.

Prendete le misure del perimetro, i lati lungo il perimetro esterno (recinzione) e lungo il perimetro interno (casa). Non occorre una grande precisione, 5 centimetri + o - non cambiano la sostanza del nostro progetto. Per misurare la pressione statica utilizzate un manometro che potete collegare a un rubinetto dell’impianto con un semplice tubo di gomma. La pressione dinamica è la pressione misurata in funzione della portata. Si ricava misurando la pressione erogando una determinata portata.

Sulla piantina che abbiamo disegnato disponiamo gli irrigatori. La scelta e la disposizione degli irrigatori è vincolata dal lato più corto dell’area da irrigare. Dovendo lavorare con degli irrigatori che hanno un’area di lavoro circolare o semi circolare e non dovendo sbordare da questa area, il raggio dell’irrigatore non deve superare la lunghezza del lato corto.

Gli irrigatori vanno disposti in modo che si sovrappongano al 100% del loro raggio, in pratica se utilizziamo irrigatori con raggio da 4 metri dobbiamo mettere un irrigatore ogni 4 metri. Questo tipo di irrigazione permette di irrigare le piantine direttamente alla radice senza bagnare le foglie e i fiori.

Tipologia di terreno Distanza tra le file (cm) Distanza tra i gocciolatori (cm)
Terreno sabbioso 30 30
Terreno argilloso 50 50

Per gli irrigatori statici, e solo per gli statici, la portata è in rapporto all’arco di lavoro. Nella tabella è indicata la portata per l’arco di 180°, per un arco di 90° la portata si dimezza mentre per un arco di 360° la portata raddoppia. L’acqua che alimenta il tubo gocciolante è bene che sia filtrata con un filtro a 120 mesh per evitare nel tempo la possibilità di occlusione dei gocciolatori.

La portata d’acqua disponibile spesso non è sufficiente per far funzionare tutti gli irrigatori su una sola linea di irrigazione. Tipi di irrigazione diverse non devono mai essere messi sula stessa linea di irrigazione perchè hanno tassi di precipitazione molto diversi tra loro e di conseguenza tempi di lavoro diversi. Le zone del giardino hanno esigenze molto diverse in base alla diversa esposizione al sole. Raggruppiamo tutti gli irrigatori dello stesso tipo (statici, dinamici, goccia) presenti nella stessa area del giardino, e calcoliamo la portata complessiva necessaria per il loro funzionamento.

  1. Le linee vanno fatte a albero con sezione a scalare seguendo le portate indicate in tabella, partite dall’elettrovalvola con la tubazione posta centralmente, della sezione adeguata alla portata complessiva della linea e fate delle uscite laterali dimensionate per la portata richiesta da ogni singola derivazione, in genere sezione d.20.
  2. Continuando a collegare le uscite laterali la portata della tubazione centrale diminuisce e potreste passare ad una sezione inferiore, adeguata alla portata residua della linea.
  3. Se vogliamo utilizzare una pompa per alimentare il nostro impianto di irrigazione, dobbiamo scegliere il modello più adatto e stabilire quali caratteristiche deve avere, come portata, potenza e prevalenza.

La sezione della tubazione in polietilene che dobbiamo utilizzare per realizzare l’impianto di irrigazione và scelta in funzione della portata d’acqua che alimenta il nostro impianto. La regola per determinare la sezione della tubazione e quella di mantenere la velocità dell’acqua nella tubazione inferiore a 2.5 m/s (metri al secondo). Questa regola ci permette di contenere le perdite di carico a livelli minimi.

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