A Rovigo è quasi fatta per il nuovo corso di laurea di Ingegneria idraulica.

Sarà presentato presso la sede di via Badaloni 2 a Rovigo, il nuovo corso di Studi in Ingegneria per il Rischio Idrogeologico (Water and Geological Risk Engineering) dell’Università di Padova.

Si tratterà di un corso magistrale di due anni, quindi vi accederanno solo laureati con la triennale in Ingegneria.

Caratteristiche del Corso

Il corso, tra i pochi attivati in Italia, possiede un forte carattere interdisciplinare e mette in campo eccellenze che coprono tutti i campi di ricerca e di tecnica applicata coinvolte nel “continuo idrogeologico”: dai processi di trasporto dell’acqua e del sedimento dai rilievi, alla pianura, agli estuari, alla zona costiera oltre che la valutazione della pericolosità e del rischio idrologico e geologico.

Come sottolineato da Nicola Surian, professore ordinario del Dipartimento di Geoscienze e membro del Comitato Organizzatore del Corso di Laurea, “Questa nuova laurea magistrale è centrata su temi cruciali per la società, rischio geologico e idrologico, che nell’attuale contesto di cambiamento climatico assumono ancora maggiore rilevanza.

La forza e l’originalità di questa laurea si ritrovano senz’altro nel suo carattere interdisciplinare.

Il Dipartimento di Geoscienze è stato parte attiva nella formulazione di questa proposta formativa e mette a disposizione le sue competenze in quattro insegnamenti fondamentali, oltre che in insegnamenti ‘a scelta’”.

La vera innovazione è quella che racconta lo stesso Venturini: «Sarà totalmente in inglese, perché l’auspicio di chi ha creato il corso è quello di accogliere studenti stranieri.

Questo è il target, ma certamente non saranno esclusi studenti polesani e italiani.

Per quanto concerne gli obiettivi numerici, bisognerà avere pazienza per raggiungere quelli sperati.

«Con molta franchezza, capire quale sarà il numero di studenti stranieri, stante anche l’emergenza sanitaria, è difficile al momento.

Poi dipende anche dalla promozione che se ne farà, ma direi proprio che parlando dell’università di Padova questo non sarà un problema, perché ci sanno fare.

Dove si svolgeranno le lezioni, però, ancora non si sa.

Anche questo compito spetta all’ateneo patavino e stando a voci interne al Comune, pare che ci sia un interesse concreto verso l’ex Banca d’Italia di via Mazzini.

Si tratta di un edificio comunale, il cui cantiere di rinnovamento iniziato negli anni 2000 mai si è concluso, ma nonostante tutto, il Comune paga le rate di un mutuo che terminerà tra oltre dieci anni.

La posizione è centrale e di gran pregio, sul retro c’è anche un cortile e le dimensioni non dovrebbero essere un problema.

Per non parlare, poi, del fattore competitivo.

L’università di Ferrara, che anch’essa gestisce dei corsi al Cur, appena un anno fa ha preso possesso di Palazzo Angeli.

Dal canto suo, l’assessore all’Istruzione Roberto Tovo precisa che «l’amministrazione si impegna con l’università e il Consorzio a individuare la sistemazione logistica più idonea.

Ci sono valutazioni in corso sul luogo, ma tutto dipende dai criteri tecnici dell’ateneo.

I vantaggi che Rovigo potrebbe trarre da questo nuovo corso di laurea, tra l’altro con una materia così particolare e in un territorio come il Polesine, dove il legame tra terra e acqua è lungo come la sua stessa storia, sarebbero tanti.

La prima cosa sarebbe l’aumento degli studenti in circolazione per la città, che portano indotto e renderebbero ancora più appetibile il nuovo studentato di viale Porta Adige.

Insieme arriverebbero anche i professori, che anche loro procurerebbero indotto per vari settori economici.

Per non parlare del fatto che alcuni imprenditori potrebbero trovare interessante avviare progetti sul territorio, portando così innovazione ed eventualmente posti di lavoro.

Dopo il saluto del Direttore del Corso prof. Ha concluso il suo saluto augurando agli studenti una buona permanenza a Rovigo, che si vuole sempre più caratterizzare come una città ospitale nei confronti degli studenti universitari.

Presente anche la dott. Silvia Guarnieri, dell’International Office dell’Università di Padova, che offrirà ai nuovi studenti tutto il sostegno necessario per inserirsi nel Corso ed in città, assieme alla incaricata del Cur per la sede di Via Badaloni, dottoressa Valentina Zanaga.

Presentazione del Corso

La presentazione del corso, attivato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, del Comune di Rovigo e del Consorzio Universitario di Rovigo, si svolgerà alla presenza della Rettrice dell’Università degli Studi di Padova Daniela Mapelli, del Sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo e del Presidente del Consorzio Università Rovigo Diego Crivellari, e sarà seguita da una tavola rotonda dal titolo “Sinergie tra educazione, ricerca e applicazione per la gestione del rischio idrologico e geologico”, coordinata da Marco Borga e Nicola Surian del Comitato Ordinatore del corso di laurea.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione di Gianpaolo Bottacin, Assessore Regione del Veneto, Alessandro Bratti, Direttore Generale Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Marina Colaizzi, Segretario Generale Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Andrea Crestani, Direttore ANBI - Regione Veneto, Marco Zorzan, Responsabile tecnico Ufficio Operativo di Rovigo - Agenzia Interregionale per il Fiume Po, Andrea Rinaldo dell’Università di Padova e Leonardo Raito, Presidente Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Polesine.

Figura Professionale Formata

La figura professionale che si intende formare è un esperto nella valutazione del rischio associato a processi idrologici e geologici.

Funzioni e Competenze

I principali compiti che un laureato in Water and Geological Risk Engineering può svolgere in un contesto lavorativo sono:

  • Acquisizione, gestione ed elaborazione di una vasta tipologia di dati territoriali ed ambientali.
  • Attività di monitoraggio e modellazione di fenomeni idrologici e geologici.
  • Valutazione della pericolosità (es. fenomeni franosi e alluvionali) e del rischio idrogeologico.
  • Definizione di scenari di rischio, anche complessi (ad es. multi-rischio), e delle relative misure di mitigazione.
  • Attività di pianificazione di strategie di gestione del territorio per la riduzione del rischio idrogeologico.
  • Modellazione numerica e statistica di eventi calamitosi a supporto delle attività di assicurazione e riassicurazione.

Indipendentemente dal contesto lavorativo (istituzioni pubbliche, settore privato, enti di ricerca), il laureato si troverà frequentemente ad interagire e collaborare con altre figure professionali (geologi, dottori forestali, agronomi, architetti, ecc.).

Il laureato potrà senz’altro rivestire ruoli di coordinamento: la formazione interdisciplinare e l’impostazione generale del corso di laurea che mira ad una conoscenza ad ampia scala delle problematiche, rappresentano un valore aggiunto rispetto ad altre figure professionali che operano in questi contesti lavorativi.

Il laureato acquisisce delle conoscenze e competenze specifiche, ma anche trasversali, che gli permettono di affrontare in modo efficace, ed innovativo, i diversi fenomeni e problematiche connesse al rischio idrogeologico.

Una visione multi-scalare, l’integrazione di diverse discipline (idrologia, costruzioni idrauliche, idraulica, geotecnica, geomorfologia, ma anche, ad esempio, economia e pianificazione territoriale) e il riferimento ad approcci emergenti (ad esempio analisi “multi-hazard and risk”; analisi “water/food/energy nexus”) sono elementi chiave del bagaglio di competenze che il laureato potrà esercitare nel contesto lavorativo.

Il laureato sarà in grado di affrontare problemi complessi, che sono molto frequenti nell’ambito del monitoraggio, analisi, mitigazione e gestione, ordinaria ed emergenziale, del rischio idrogeologico.

Tali problemi complessi richiedono l’utilizzo di diverse tipologie di dati (anche grandi database) e la conoscenza e l’impiego di diverse metodologie di analisi.

L’utilizzo di modelli numerici è strettamente legato all’acquisizione di dati con rilievi sul terreno e con tecniche di remote sensing.

Inoltre, ad affiancare ed integrare queste competenze tecnico- scientifiche, sono cruciali le conoscenze che il laureato ha riguardo ad aspetti economici (es. quantificazione del danno) e sociali (es. percezione e comunicazione del rischio).

Sbocchi Professionali

I primari sbocchi occupazionali sono costituiti dall’attività di professionista autonomo o di dipendente di livello elevato nel settore pubblico o privato.

Le organizzazioni interpellate durante le consultazioni (che includono enti e agenzie che si occupano di acqua e di territorio, come il Dipartimento di Protezione Civile, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, i Distretti Idrografici, le Agenzie Regionali per la Prevenzione e protezione Ambientale, i Consorzi di Bonifica) evidenziano notevole interesse per la nuova figura di ingegnere.

La quasi totalità delle risposte durante le consultazioni indica che i) le abilità e competenze fornite dalla LM sono adeguate al profilo professionale richiesto nel prossimo futuro in questo specifico settore; e che ii) gli obiettivi formativi sono adeguati alle esigenze del settore specifico.

Il 97,9% delle organizzazioni ritiene che il profilo di Laureata Magistrale è di interesse per la propria struttura, mentre il 77,1% ritiene che la struttura può essere interessata ad assumere uno o più laureati dal Corso di LM.

Più in generale, un principale campo di impiego per la nuova figura di Ingegnere sarà rappresentato dalla predisposizione e attuazione della pianificazione per la protezione e gestione del territorio, in particolare con i piani di gestione del rischio di alluvione e dei piani di tutela, sia nell’ambito della Pubblica Amministrazione (Distretti Idrografici, Enti locali e regionali, organismi di Protezione Civile) che presso soggetti privati.

Ancora, i laureati in “Water and Geological Risk Engineering” saranno dotati di un insieme di competenze adatti all’impiego in organizzazioni governative e non governative nel campo della difesa idrologica e geologica operanti a livello nazionale, globale, e in paesi in via di sviluppo: uffici e organi delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale, la European Civil Protection, Organizzazioni Non Governative (e.g. Engineers Without Borders, Engineering for Change, ecc. ).

Infine, un mercato di rilievo è l’Accademia, in Italia e all’estero, essendo il campo dei rischi idro-geologici strategico per la ricerca in Europa e nel mondo e sempre significativamente finanziato dalle agenzie governative e fondazioni private.

Un ulteriore obiettivo del laureato sarà il conseguimento dell’abilitazione di Ingegnere in particolare per lo svolgimento della libera professione.

Potrà inoltre lavorare presso società e aziende operanti nel campo della consulenza qualificata, anche nella quantificazione e gestione del rischio ambientale e nel settore delle assicurazioni e delle ri-assicurazioni, con operatori di grandi dimensioni attivi nel campo della modellazione idrologica in tempo reale, delle previsioni meteorologiche, della mappatura da telerilevamento del rischio a scala globale.

Le competenze che il laureato avrà acquisito, con particolare riferimento ai temi della mitigazione del rischio idrogeologico, potranno anche essere utilizzate per attività professionali o di consulenza per Istituzioni locali e nazionali ed aziende private, anche in riferimento a Progetti Nazionali, della Comunità Europea e presso Istituzioni Internazionali.

Obiettivi Formativi

L’offerta didattica, pur essendo pienamente allineata agli obiettivi generali della classe delle Lauree di Ingegneria Civile (L7), è più specificamente mirata alla formazione di figure professionali emergenti nel settore dell’Ingegneria Civile.

L’obiettivo del nuovo indirizzo è quello di formare una figura di laureato dotato di una solida preparazione ingegneristica di base acquisita nel primo anno del corso - che è identico a quello del percorso esistente - alla quale si aggiunge un elevato livello di qualificazione sulle tematiche ambientali tramite gli insegnamenti specifici dei due anni successivi.

A tal fine nel secondo e terzo anno di corso accanto alle discipline tradizionali sono previsti insegnamenti attinenti alla difesa del suolo, all’estimo ambientale, all’idrologia, ai sistemi di trasporto e ai rischi geomorfologici.

Inoltre, per gli studenti interessati a proseguire gli studi l’obiettivo è quello che si possano iscrivere con successo ai corsi di laurea magistrale in Ingegneria Civile.

Le competenze specifiche del laureato in “Ingegneria Civile - Indirizzo ambientale” sono richieste in misura crescente all’interno degli enti di governo e gestione del territorio, delle imprese del settore e del mondo delle professioni, nonché dalle amministrazioni e dagli enti pubblici e privati che sovraintendono le competenze nel settore ambientale.

Requisiti di Ammissione

Per essere ammessi al Corso di Laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo.

Il riconoscimento dell’idoneità dei titoli di studio conseguiti all’estero ai soli fini dell’ammissione a corsi di studio é deliberata dall’Università, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti.

E’ richiesta inoltre una preparazione iniziale corrispondente a quella mediamente acquisita attraverso la formazione scolastica a livello d’istruzione secondaria superiore.

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