Prima di effettuare modifiche consistenti alla tua abitazione, è importante conoscere con esattezza tutte le diramazioni dell’impianto idraulico. Agire in modo frettoloso e superficiale può danneggiare l’intero sistema e causare perdite d’acqua, costringendo ad interventi di emergenza. Allora, come capire dove passano i tubi? Una volta appurato dove passano i tubi, è anche necessario comprenderne lo stato di salute.
Questo tipo di interventi, che rispondono all’esigenza diffusa di capire non solo come trovare un tubo dell'acqua ma anche dove passa e in che stato si trova, sono vantaggiosi per una serie di motivi.
Come Funziona l’Impianto Idraulico: Schema, Componenti e Caratteristiche
Se devi progettare un impianto idraulico e cerchi qualche schema utile per capirne le logiche e il funzionamento, troverai tante informazioni utili e immagini che potrai utilizzare come esempio per realizzare il progetto del tuo impianto. Gli schemi e le immagini del modello 3D dell’impianto sono state realizzate con un software BIM per impianti MEP, che ti consente di integrare il modello 3D degli impianti direttamente nel tuo progetto architettonico. In questo modo risulta più immediato verificare eventuali interferenze ed agevolare la collaborazione tra le varie discipline che entrano in gioco in un qualsiasi progetto.
Funzionamento Impianto Idraulico: Le Basi
In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide in due principali tipologie:
- Adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio.
- Scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.
Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).
La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.
Impianto di Adduzione e Distribuzione
L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.
In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari.
È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete. Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.
Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.
Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.
Impianto di Scarico
Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni.
È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.
Impianto Idraulico di Distribuzione e di Scarico: Schema
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- A doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche.
- Tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- Tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione.
- Tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC.
- Colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione.
- Sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile.
- Lavatrice e lavastoviglie: per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%.
- Lavabo bagno: anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%.
- Vasca e doccia: la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione.
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile.
- Vaso: il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.
Schema Impianto Idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
Per progettare un impianto idraulico può essere molto d’aiuto utilizzare un software BIM impianti MEP con cui puoi modellare l’impianto in 3D.
Partendo dal modello del progetto architettonico, è possibile modellare le tubature (adduzione scarico, distribuzione, acqua calda, fredda, ecc.) ed inserire le apparecchiature direttamente da una ricca libreria di oggetti BIM. In questo modo la progettazione è realistica e dettagliata e si evitano problemi e imprevisti in fase di realizzazione dell’impianto.
Lo schema mostra come le tubazioni dell’acqua fredda e dell’acqua calda partono dal collettore posizionato all’interno del bagno per raggiungere le singole apparecchiature. Nel collettore, ogni tubatura ha la sua chiave d’arresto per essere esclusa singolarmente dall’impianto. Al collettore arriveranno due tubature: una per l’acqua calda, proveniente dalla caldaia per la produzione di ACS, e l’altro dell’acqua fredda.
Metodi Non Invasivi per la Mappatura dei Tubi
L’utilizzo di metodi non invasivi per la mappatura dei tubi è un enorme passo avanti nel settore dell’idraulica e dell’ingegneria civile. Per individuare e mappare tubature sotterranee non è più necessario ricorrere a scavi esplorativi, con costi elevati, tempi lunghi e un impatto significativo sull’ambiente circostante.
Tecnologie Utilizzate
- Georadar (GPR - Ground Penetrating Radar): Il georadar è una tecnologia avanzata che permette di individuare sia tubazioni metalliche che non metalliche nel sottosuolo. Funziona emettendo impulsi elettromagnetici che penetrano nel terreno e rimbalzano quando incontrano un oggetto o un materiale con caratteristiche diverse dal suolo circostante. Analizzando il ritorno di questi segnali, il sistema è in grado di creare un’immagine dettagliata della struttura sotterranea, evidenziando la presenza di tubi, cavi o altre infrastrutture.
- Termografia a infrarossi: sfrutta le differenze di temperatura tra il suolo e i tubi sotterranei per rilevarne il percorso. Questa tecnica è particolarmente efficace per individuare tubazioni che trasportano liquidi caldi o freddi, come quelle degli impianti di riscaldamento, raffreddamento o acqua sanitaria. Utilizzando telecamere termiche, è possibile visualizzare le variazioni di calore sulla superficie del terreno, che spesso rivelano la posizione dei tubi anche senza bisogno di scavi.
- Sonde elettriche (localizzatori elettromagnetici): Le sonde elettriche sono strumenti che emettono segnali radio a bassa frequenza, che possono essere captati dalla superficie mediante appositi ricevitori. Questo metodo è particolarmente utile per localizzare tubazioni realizzate in materiali non conduttivi, come plastica, PVC o cemento, che non possono essere individuati con strumenti magnetici o elettrici tradizionali. Il principio di funzionamento si basa sull’inserimento della sonda all’interno della tubazione da tracciare: una volta accesa, essa trasmette un segnale che viene rilevato in superficie, consentendo agli operatori di mappare con precisione il percorso del tubo.
- Videoispezione: è particolarmente utile per la diagnostica delle tubazioni fognarie, dove i problemi possono rimanere nascosti fino a quando non causano gravi danni.
Come Capire Dove Passano i Tubi: Il Controllo dell’Impianto
Conoscere con precisione tutte le diramazioni dell’impianto idraulico di casa è molto importante nel caso si decida di effettuare dei lavori di ristrutturazione o per individuare eventuali perdite. Dopo avere individuato l’esatta posizione dei tubi, può essere opportuno anche controllare lo stato in cui si trova l’impianto, per individuare anomalie e decidere interventi di manutenzione o risanamento dei tubi per evitare guasti o rotture improvvise. In questo modo si possono prevenire maggiori inconvenienti e spese anche importanti per rimediare ai possibili danni causati da un impianto difettoso.
Tubi Termosifoni Dove Passano: I Vantaggi della Mappatura
Capire dove passano i tubi dei termosifoni e il loro stato di salute, ti può offrire diversi vantaggi. Infatti, un intervento per la mappatura e la diagnosi dell’impianto idraulico è sicuramente più conveniente delle riparazioni successive ad un guasto. Queste operazioni, poi, sono rapide e non invasive. Infatti, non occorre rompere muri o pavimenti e non creano alcun disagio.
Pertanto puoi stare assolutamente tranquillo se decidi di affidarti ad una ditta specializzata in interventi di questo tipo. Devi solo preoccuparti di rintracciare i professionisti a cui affidare il lavoro. Ma per questo c’è Internet.
Rifare l’Impianto Idraulico Senza Rompere: È Possibile?
Questo è uno dei problemi tipici che registrano i proprietari di casa: rifare l’impianto idraulico senza rompere pavimento e muri del bagno o dell’intera casa. Questa esigenza si manifesta per diversi motivi. Ma in ogni caso la risposta non è sempre chiara. Per dare una risposta definitiva dobbiamo per forza sottolineare che il rifacimento dell’impianto idrico, in quanto tale, con relativa sostituzione dei tubi vecchi con quelli nuovi, comporta per forza un’opera di demolizione della muratura e dei pavimenti.
In alcuni casi, però, ci sono delle alternative valide. Sostituire l’impianto idraulico rovinato - ovvero quello che porta l’acqua in casa - vuol dire affrontare la trafila di una manutenzione straordinaria dal punto di vista dei permessi e dei passaggi burocratici. Maestranze che dovranno demolire pareti e pavimenti per far uscire allo scoperto i tubi. Questo avviene dopo aver studiato la mappatura del vecchio impianto. Poi si individuano eventuali danni, si predispone il lavoro e si cambiano le tubature insieme ai raccordi, alle guarnizioni, ai rubinetti e probabilmente ai sanitari. A questo punto si chiude tutto e si procede con chiusura dei muri e dei pavimenti.
Poi, quasi sicuramente, dovrai cambiare anche le piastrelle e le mattonelle. A questo punto è chiaro perché si cerca sempre di rifare l’impianto idrico senza rompere e demolire le pareti: la spesa è importante, il tempo di lavorazione impegnativo, i disagi in termini di polvere innumerevoli. Alla fine però hai risolto uno dei problemi più importanti: hai rifatto l’impianto che porta l’acqua in casa.
Soluzioni Alternative: Relining Riabilitativo
Esistono delle soluzioni che consentono di rifare l’impianto per far scorrere l’acqua in casa che non contemplano la demolizione e lavori di muratura. Queste soluzioni rientrano nella categoria del relining riabilitativo. Non è necessario rompere casa grazie a un sistema ingegnoso: inserire nuove tubature in quelle vecchie. In questo modo non c’è bisogno di demolire pavimenti o pareti. In questo modo è possibile ottenere il risultato sperato: rifare impianto idraulico senza rompere muri, pavimenti e pareti.
Non c’è bisogno di rompere e fare interventi importanti ma i problemi non mancano. Si avrà una riduzione del diametro del tubo quindi bisogna aumentare la pressione e si possono avere problemi con tratte in cui si trovano curve e condotte non rettilinee. Questo passaggio spaventa sempre perché rappresenta un momento critico dei lavori di manutenzione straordinaria. Anche perché è una di quelle operazioni che sviluppano una serie di lavori a catena: si deve riverniciare, cambiare il pavimento, sostituire i sanitari e i lavandini. In pratica, devi rivedere completamente casa.
In primo luogo aumenti il valore della casa: se hai deciso di venderla puoi far fruttare il tuo lavoro e velocizzare le trattative.
Come anticipato, le soluzioni ci sono e devono essere valutate con cura. Improvvisare vuol dire rischiare di danneggiare casa. Per queste attività c’è bisogno di una consulenza professionale e in grado di consigliare al meglio e di seguire tutti i passaggi. Anche dal punto di vista burocratico, così sarà più facile ottenere anche i bonus e le sovvenzioni per chi effettua ristrutturazioni.
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