La tecnica del “cuci e scuci” per il recupero delle murature esistenti è una delle procedure più importanti, diffuse ed antiche di restauro degli edifici storici. È utilizzata principalmente per consolidare localmente murature danneggiate, degradate o fessurate, senza compromettere l’estetica e la struttura originale dell’edificio.

Questa tecnica, impiegata da secoli ed eseguita da maestranze esperte, consiste nel rimuovere le parti ammalorate di una muratura e nel sostituirle con materiali compatibili e nuovi, senza alterare la continuità della struttura portante. Vediamo in dettaglio in cosa consiste e quali sono i vantaggi, le fasi operative e le situazioni in cui si rende necessaria.

Cos’è il Cuci e Scuci di una Muratura?

Il termine “cuci e scuci” deriva dalla similitudine con il lavoro di cucitura su tessuto: proprio come una sarta sostituisce o ripara una parte di tessuto danneggiato per restituire integrità all’indumento, così il muratore interviene sulla muratura danneggiata sostituendo le parti compromesse con materiali nuovi e stabili. L’obiettivo è garantire la resistenza e l’affidabilità della struttura, migliorandone la stabilità complessiva e prevenendo danni futuri.

La sostituzione muraria con il metodo scuci-cuci è una tecnica di consolidamento attuata mediante la sostituzione di elementi degradati e la conseguente ricostruzione locale. Il principale obiettivo di questa tecnica è il ripristino della continuità strutturale originaria all’interno del paramento murario. Può interessare aree localizzate del paramento o lesioni diffuse, estese all’intera parete.

Quando è Necessario il Cuci e Scuci?

La tecnica del cuci e scuci viene utilizzata quando una muratura mostra segni di degrado o lesioni di tipo non superficiale, come:

  • Fessurazioni profonde (passanti o non passanti): fessure dovute a movimenti differenziali del terreno, a errori costruttivi o a cause ambientali.
  • Deterioramento dei materiali: conci, blocchi di pietra o mattoni sgretolati, malta eccessivamente disgregata, oppure elementi corrosi a causa dell’umidità o dell’inquinamento.
  • Assestamenti strutturali: cedimenti che comportano una perdita di coesione tra i blocchi della muratura.
  • Necessità di integrazione strutturale: interventi per migliorare le caratteristiche meccaniche e statiche dell’edificio, specialmente in zone sismiche.

Il cuci e scuci si configura, quindi, come un intervento di riparazione locale, che comporta un miglioramento del comportamento sismico della specifica parete su cui si interviene. Per adeguare l’intera struttura alle richieste della normativa in materia, occorrerebbe prevedere una serie sistematica di interventi che portino ad aumentare il grado di sicurezza dell’intero edificio.

In base al tipo di struttura e al risultato che si intende ottenere, puoi optare per:

  • Placcaggio con FRP per flessione o per taglio.
  • Incamiciatura in c.a.

Tra i materiali più comuni troviamo:

  • Mattoni o pietre simili agli originali: per mantenere l’omogeneità visiva e fisica pur considerando il principio di riconoscibilità dell’intervento.
  • Malta compatibile: la malta deve avere caratteristiche di resistenza e permeabilità compatibili con quelle originali. Spesso si usano malte a base di calce naturale, che consentono una buona traspirabilità.
  • Fili di acciaio o barre in fibra di vetro: quando necessario, per ancorare saldamente le nuove porzioni di muratura alle strutture esistenti.

Fasi Operative del Cuci e Scuci

Il processo di cuci e scuci è meticoloso e richiede un alto grado di competenza tecnica in tutte le fasi operative.

Le modalità di esecuzione di questa tecnica possono variare a seconda che la lesione da ricucire sia di tipo passante o meno. In caso di lesione non passante si interviene solo sul lato del pannello murario interessato dalla fessurazione. Al contrario, se la lesione è passante è necessario intervenire gradualmente sostituendo gli elementi da un solo lato, se il muro è a due teste. Invece in caso di maggiori spessori si agisce coordinatamente su entrambi i lati.

Di seguito i passaggi principali:

  1. Valutazione e diagnosi

    Prima di intervenire, è essenziale eseguire una diagnosi accurata delle condizioni della muratura. Si effettuano rilevamenti per identificare le parti danneggiate o incoerenti e stabilire l’entità del danno e dell’intervento. Vengono analizzati sia gli elementi resistenti che le malte, in modo da introdurre nuovi elementi e malte compatibili con la muratura originale per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche.

    Si esegue un vero e proprio progetto relativo all’intervento a farsi, pianificando le fasi operative (la muratura viene suddivisa in sottocantieri sui quali intervenire alternativamente), valutando le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali da utilizzare, la necessità di puntellamento degli elementi strutturali pericolanti (necessaria per bloccare gli effetti dovuti all’indebolimento momentaneo della muratura causati dalla rimozione degli elementi, in modo che non si creino sollecitazioni sulle zone da trattare), ecc. È in questa fase che si eseguono anche i calcoli strutturali di verifica della muratura esistente e del nuovo intervento.

    A tal fine è sempre necessario utilizzare un apposito software per il calcolo strutturale che ti consente di operare tutte le verifiche sulla muratura e di verificarne la stabilità alla luce dell’intervento di cuci e scuci previsto in progetto.

  2. Rimozione delle parti danneggiate (scuci)

    Una volta individuate le aree ammalorate, si procede con la scarnitura dei giunti e la rimozione delle pietre o dei mattoni danneggiati e incoerenti. A seconda dello spessore murario e dei carichi gravanti su di esso, può essere effettuata semplicemente a “strappo”, oppure mediante l’uso di martinetti idraulici che sorreggono la muratura durante l’esecuzione, nel caso di uno spessore murario o di carichi gravanti elevati.

    In entrambe le soluzioni, questo passaggio deve essere svolto con molta cautela, per evitare di compromettere la stabilità della muratura circostante e provocare crolli non preventivati. Si utilizza attrezzatura adeguata, come scalpelli e martelli, e si procede con precisione e accortezza.

  3. Pulizia e preparazione della superficie

    Le superfici di contatto devono essere pulite accuratamente per garantire un’adesione ottimale tra le parti nuove e quelle esistenti di supporto. Si eliminano residui di malta e polvere, eventualmente utilizzando spazzole metalliche o compressori ad aria.

  4. Inserimento delle nuove parti (cuci)

    Si inseriscono i nuovi elementi in muratura, che devono essere posizionati rispettando l’allineamento e la tessitura originaria. Si procede dal basso verso l’alto con l’obiettivo di realizzare il miglior ammorsamento possibile tra il vecchio e il nuovo. I mattoni o le pietre vengono posizionati uno ad uno, riempiendo le fughe con malta fresca e assicurando una perfetta aderenza tra i blocchi.

  5. Completamento e finitura

    I giunti tra i nuovi conci e quelli esistenti vengono sigillati con malta compatibile. Si sigilla lo spazio che intercorre tra le due murature con un giunto di malta di spessore ridotto per limitare le diminuzione di volume della malta stessa. Se necessario, si rifinisce l’intervento con una patina o un intonaco che armonizzi il colore della nuova muratura con quello delle porzioni circostanti. Questo passaggio garantisce una continuità visiva che preserva l’aspetto estetico della muratura.

Accorgimenti per la Corretta Esecuzione dell’Intervento

L’efficacia dell’intervento dipende sia dalle caratteristiche dei materiali scelti, che devono essere compatibili con l’esistente e quindi il più possibile simili, che dall’ammorsamento tra muratura vecchia e nuova. Il cattivo funzionamento e quindi l’inefficacia dell’intervento sono spesso da imputare alla cattiva esecuzione che può determinare zone di maggiore rigidezza rispetto a quelle esistenti e quindi non realizza un buon ammorsamento tra le due.

Per riassumere, ecco alcuni passaggi fondamentali per la buona riuscita dell’intervento di cuci e scuci di una muratura.

  • Analisi preventiva dei materiali originali: per scegliere mattoni o pietre compatibili, è fondamentale conoscere la composizione dei materiali originari.
  • Evitare di sovraccaricare la muratura: in fase di intervento, evitare di posizionare troppi mattoni nuovi in una singola area, per non appesantire la struttura.
  • Controllo della malta: la malta deve essere lavorata con precisione e applicata in modo uniforme, poiché un’applicazione difettosa può compromettere la resistenza e la durabilità dell’intervento.
  • Monitoraggio strutturale: in caso di lesioni importanti, è utile installare dei sistemi di monitoraggio per valutare eventuali movimenti successivi e verificare l’efficacia dell’intervento nel tempo.

Nonostante sia una tecnica efficace, il cuci e scuci ha anche delle limitazioni.

  • Non adatta per danni strutturali gravi: se la muratura ha subito danni estesi, come crolli parziali o lesioni molto ampie, potrebbe essere necessario ricorrere ad altre tecniche di consolidamento più invasive.
  • Tempo e costi: richiede una manodopera specializzata e può risultare più costosa rispetto a tecniche di riparazione più semplici.
  • Compatibilità dei materiali: la difficoltà di reperire materiali identici a quelli originari può costituire un ostacolo, soprattutto per edifici storici di particolare valore artistico. Tale scelta non è da considerarsi solo in relazione a principi semplicemente estetici ma, più che altro, è necessaria per restituire un comportamento statico, fisico e chimico uniforme all’intera parete. In caso si scegliessero materiali con caratteristiche totalmente discordanti, l’intervento potrebbe risultare addirittura inefficace.

La Tecnica dei Martinetti Piatti

La tecnica dei martinetti piatti è applicabile ai soli edifici in muratura. Tale tecnica è indispensabile al Progettista che si attinge a classificare sismicamente un fabbricato nel valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico. Per rimarcare l’importanza di questa tecnica sperimentale, si rileva che, tale prova viene menzionata al punto C8.5.3 della Circolare 21 gennaio 2019, N.

A seguito della modifica del comma 2 dell’Art. 59 del D.P.R. 380/2001, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha pubblicato, lo scorso 03 dicembre 2019, la Circolare N. 633. Che ha per oggetto “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001″.

Set di martinetti piatti, costituiti da due membrane in acciaio inox (o lamierini in acciaio/lega NiTi). Tali membrane sono saldate su telaio rigido e a forme variabili (rettangolari, semiovali, semicircolari). La prova sulla muratura si basa sulla variazione dello stato tensionale in un punto della struttura provocato da un taglio piano. In queste condizioni la pressione all’interno del martinetto è uguale, in prima approssimazione, alla sollecitazione preesistente nella muratura in direzione normale al piano del martinetto.

La prova sulla muratura si considera ultimata quando, in seguito ad incremento di pressione nel martinetto, si ottiene il ripristino delle misurazioni iniziali. Tali martinetti paralleli, opportunamente messi in pressione con il sistema idraulico, applicano al campione di muratura interposto, uno stato di sollecitazione monoassiale.

Le deformazioni risultanti nella porzione muraria, vengono misurate da un numero adeguato (almeno quattro coppie) di sensori di spostamento. Per fornire al Professionista parametri meccanici reali, e confrontarli con quelli riportati nella Tabella C8.5.II della Circolare N.7/2019, è stata condotta N.

I risultati della prova hanno stabilito che Il modulo elastico che è stato determinato in sito è pari a 912 N/mmq. Paragonato a quelli riportati nella Circolare N. 7/2019 per la muratura in questione (muratura a conci sbozzati con parametri di spessore disomogeneo) e che riporta due valori (min 1.020 - max 1.440 N/mmq) è sostanzialmente più basso.

Per determinare la misura dello sforzo in situ, basato sulla variazione dello stato tensionale in un punto della struttura, si utilizza un sottile martinetto piatto inserito all’interno di un taglio eseguito nel giunto di malta. Qui il carico sovrastante provoca una chiusura del taglio che viene rilevata misurando la convergenza tra coppie di punti posti in posizione simmetrica rispetto allo stesso.

Il sottile martinetto piatto viene messo sotto pressione in modo graduale tramite pompa idraulica specifica fino ad annullare la convergenza misurata in precedenza. Il martinetto è un sottile inserto di metallo, di diversa forma a seconda del tipo di muratura su cui effettuare il test, con porte di entrata e uscita che possono essere messe in pressione con olio idraulico.

Per eseguire la prova si parte dal taglio nella muratura. Si collocano le basi di misura a cavallo del giunto di malta da tagliare e si misurano le distanze tra i punti fissi prima di eseguire il taglio. Si esegue il taglio e si inserisce il martinetto piatto collegato al sistema idraulico. Viene gradualmente ripristinata la pressione fino a quando la convergenza delle basi di misura viene annullata.

Perché l’interpretazione dei dati è complessa, a causa di diversi fattori come la scelta dei punti di prova e la disomogeneità della muratura. Il ripristino delle distanze, antecedente al taglio, tra le basi di misura avviene raramente per lo stesso valore di sollecitazione applicato dal martinetto.

La prova prevede l’esecuzione di due tagli paralleli nella muratura, ad una distanza di circa 40 - 50 cm, nei quali andranno inseriti i martinetti piatti. Uno dei principali problemi è rappresentato dal basso contrasto, offerto dagli edifici di pochi piani, agente sulla zona di prova.

Esiste letteratura tecnica (ved. Riva, G, Binda et al) che tratta della correlazione dei risultati tra le prove con martinetti piatti e le prove soniche.

Martinetti Idraulici Edilizia: Tipologie e Funzionamento

Il martinetto idraulico è un dispositivo meccanico utilizzato per applicare una grande forza o sollevare carichi pesanti. I martinetti idraulici sono particolarmente utili per sollevare veicoli, macchinari pesanti e per supportare lavori di manutenzione e riparazione.

I martinetti idraulici funzionano tramite un liquido, solitamente olio, che viene pressurizzato in una camera di pompaggio. Quando l’utente aziona la pompa, il liquido viene spostato creando pressione che viene poi utilizzata per spostare il pistone principale. Questo movimento solleva il carico collegato al pistone.

Tipologie di Martinetti Idraulici:

  • Martinetti a bottiglia: Questi martinetti hanno un pistone verticale e sono compatti, rendendoli ideali per spazi ristretti.

Fattori da Considerare nella Scelta:

  • Capacità di carico: Determina il peso massimo che il martinetto deve supportare.
  • Altezza di sollevamento: Valuta l’altezza a cui devi sollevare il carico.
  • Dimensioni e portabilità: Considera lo spazio disponibile per l’operazione di sollevamento e lo spostamento del martinetto.
  • Durabilità e manutenzione: Assicurati che il martinetto scelto sia costruito con materiali di alta qualità che possono resistere all’usura dell’uso regolare.

I martinetti idraulici sono strumenti vitali per molteplici settori, capaci di migliorare notevolmente la sicurezza e l’efficienza nelle operazioni di sollevamento.

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