Il costume da bagno è un indumento utilizzato per fare il bagno al mare o in piscina, o per prendere il sole in un luogo pubblico. I costumi da bagno hanno una storia affascinante e complessa che riflette i cambiamenti culturali, sociali e tecnologici attraverso i secoli.
Storia ed Evoluzione dei Costumi da Bagno
Nell'antichità, il costume da bagno fu concepito come un abito, nella fattispecie era “il vestito per entrare in acqua”. Rispettoso per molti secoli di “leggi morali e suntuarie”, esso era costituito da materiali inadatti e poco pratici. Il costume da bagno si diffonde in Europa a partire dalla metà dell'Ottocento di pari passo con l'abitudine di fare bagni, sia al mare che ai laghi.
I “bagni di sole” sono considerati necessari alla salute come i bagni di mare, quando ci si immerge interamente abbigliati, con cappello e maniche lunghe, entrando e uscendo da cabine semoventi e a debita distanza gli uni dalle altre. I primi costumi sono in maglia di cotone o in lana, materiali ritenuti più adatti ad assorbire l'umidità. In questi primi anni i costumi erano concepiti come abbigliamento da spiaggia, più che per il nuoto.
Il nuoto come attività sportiva compare nella prima Olimpiade moderna (aprile 1896) con eventi riservati esclusivamente ad atleti maschi. Alfréd Hajós fu il nuotatore che più di tutti si distinse in questa prima edizione olimpica. Vinse infatti - all’età di soli 17 anni - sia i 100m (in 1’22”2) sia i 1200m (in 18’22”2). Perché le gare di nuoto comprendessero anche eventi femminili bisognerà aspettare i Giochi della V Olimpiade, che si svolse nel luglio 1912 a Stoccolma.
A Milano, nel 1842, apre i battenti la prima piscina pubblica, il Bagno di Diana, ma soltanto nel 1886 viene riconosciuto il diritto di tuffarsi anche alle donne, quindi un paio d'ore al giorno la grande vasca è riservata esclusivamente a loro. Soltanto negli anni intorno alla grande guerra questo sport si diffonde e compaiono sulle spiagge e nelle piscine, ormai numerose in tutta Italia, le nuotatrici in costume da bagno.
Nel 1870 le donne per poter fare un bagno in pubblico indossavano diversi strati di gonne, lunghe fino ai piedi, completamente vestite e con i capelli raccolti in una cuffia. Durante la fine dell'Ottocento l'orlo delle gonne si alzò, ma le caviglie rimasero coperte ancora per molto tempo da speciali stivaletti di cuoio forato. Nei primi del Novecento i costumi sono molto castigati, ma non c'è paragone rispetto alle origini: infatti si cominciano a scoprire le braccia, è consentita una scollatura un po' più ampia e i polpacci iniziano a farsi vedere.
Nel 1910 i costumi da bagno iniziano a diventare un oggetto molto curato e bello, ma comunque visto da pochi. Infatti negli stabilimenti balneari si usava arrivare dalla cabina al bagnasciuga coperti da un accappatoio che copriva tutto. I costumi che presentò in quegli anni la casa Erté si ispirano ai costumi teatrali. Nel 1915 cominciarono a nascere le prime linee di moda, e le ispirazioni cominciarono a farsi sentire.
Nel 1920 nascono anche le prime fabbriche di costumi da bagno in California. Negli anni Venti c'è un'altra importante trasformazione, in quanto i costumi presentati e creati da Poiret diventarono tuniche in maglia, da indossare su pantaloni aderenti fino alla coscia. Dalla metà degli anni Venti in poi, le donne più audaci iniziarono ad accorciare la lunghezza del pantaloncino e a rendere sempre più ampie le scollature sulla schiena, cominciando a preoccuparsi dell'abbronzatura.
Gli anni Trenta rappresentano una vera e propria rivoluzione, che segnano una svolta tanto tecnica quanto stilistica. La messa in commercio del primo tessuto elasticizzato costituì uno stimolo per tutti. Dagli Stati Uniti arrivò anche in Italia il “costume a sirenetta”, ovvero primo esemplare del costume da bagno concepito nella contemporaneità, che lasciava scoperte gambe e braccia, era uno dei primi costumi interi ed era molto scollato.
Nel '32 compaiono i primi antenati del bikini, che erano costituiti da un pantaloncino con sopra un corpetto, tenuti insieme solo da triangoli di tessuto. La prima famosa italiana ad indossare questo capo fu Marta Abba e fu scandalo. Negli anni Quaranta l'abbronzatura diventa sempre più un simbolo di identificazione sociale e allo stesso tempo il cinema comincia a dettare la moda al suo pubblico, così anche i costumi da bagno più gettonati sono quelli che indossano le dive.
In “La donna dai due volti” Greta Garbo indossa un due pezzi in maglia nera che resta nella storia: aveva una mutandina alta ed un reggiseno molto simile a quelli intimi, che fu considerato molto audace, reso ancora più sexy dal colore, il nero. Nel '46, dopo gli esperimenti nucleari nell'atollo Bikini, lo stilista francese Rèard presenta la sua collezione di costumi da bagno tra cui il “Bikini”, un due pezzi molto succinto che lasciava scoperto l'ombelico, chiamato così per il sicuro clamore che avrebbe provocato.
Negli anni Cinquanta si comincia ad usare il nylon per i costumi da bagno, l'offerta beachwear si fece variegata, poiché si realizzarono i primi tessuti stampati. Nello stesso periodo nascono anche i primi prodotti cosmetici resistenti all'acqua. Anche Gina Lollobrigida si lascia immortalare da un fotografo mentre indossa un bikini che le lascia scoperto l'ombelico. Ormai è una moda irrefrenabile.
Del '52 sono i primi tessuti in lastex stampato, così i costumi, sempre di più, fasciano ed evidenziano il corpo, anche grazie a stecche inserite. Le più grandi case americane di moda come Cole, Jantzen e Catalina scelgono famose testimonial come Marilyn Monroe e Esther Williams, Bette Davis, Olivia de Havilland e Rita Hayworth. Nel '53 Rèard lancia sul mercato il “Reggiseno Disco Volante” che permetteva di eliminare le bretelline e la guaina Sexyform che sosteneva i glutei, in netto anticipo rispetto alle nostre tendenze.
Durante gli anni Sessanta il costume a due pezzi è ormai accettato, anzi nasce ogni anno una tendenza diversa, per forme, accessori e fantasie. Dalla metà degli anni Sessanta in poi le donne non contente vogliono ancor più pelle nuda. Il monokini di taglia molto ridotta, solo un triangolo davanti e sul dietro una stringa che passa in mezzo alle natiche. È il tanga, uno slip di origine brasiliana. E anche questa volta saranno le attrici le prime a sfoggiarlo: da Laura Antonelli a Ursula Andress in un vero e proprio topless.
Tipologie di Costumi da Bagno
- Bikini o due pezzi - Tipo di costume da bagno composto da reggiseno e mutandina. Il reggiseno può essere a fascia, a triangolo, a corsetto, drappeggiato, ecc. La mutandina può essere a coda di rondine, a tanga, a calzoncino, ecc.
- Monopezzo intero - Modello ricavato dalla struttura base del corpino e delle mutandina in un solo pezzo. Il costume intero può essere con o senza spalline, con scollatura quadrata, rotonda, a punta, ecc. con aperture geometriche sui fianchi centrali,ecc., con sgambatura più o meno alta.
- Topless - Modello femminile costituito dal solo slip senza la parte superiore lasciando scoperto il seno.
- Trikini - Costume intero, ma con la parte centrale (quella che copre l'addome) così ridotta e sottile da essere quasi inesistente.
- Tankini - Non è un costume intero, non è un bikini, ma unisce, in un solo pezzo i pregi di entrambi. È formato da un pezzo superiore che copre parzialmente l'addome, lasciando di solito scoperte le parti più sensuali come l'ombelico, e un pezzo inferiore che può essere uno slip, un tanga.
Materiali e Tessuti Utilizzati
I tessuti base per la loro confezione sono generalmente le fibre di Elastan (lycra, ecc.) e tutti i tessuti elasticizzati e leggeri che aderiscono bene al corpo e favoriscono una nuotata confortevole. Il tessuto per costumi da bagno appartiene alle fibre sintetiche. Nel processo di filatura vengono mescolati diversi tipi di fibre per rendere il tessuto sufficientemente morbido e flessibile. Spesso viene chiamata lycra o spandex. Tuttavia, questi nomi sono nomi commerciali di marchi registrati, la cui vendita richiede una licenza.
Il tessuto dei costumi da bagno è molto morbido, traspirante e ad asciugatura rapida. Si adatta perfettamente, è comodo e non limita in alcun modo i movimenti. Questo è uno dei motivi per cui viene utilizzato per costumi da bagno (per donne e bambini), abbigliamento sportivo (magliette, leggings, canottiere) o costumi da ballo. Inoltre, è durevole e resistente all'abrasione ed è adatto anche per la finitura delle giacche da sci.
La stoffa lycra è un tessuto elasticizzato presenta molteplici proprietà e vantaggi: avendo un'elevata percentuale di elastan è comodo da indossare e le forme dell'abito rimangono inalterate. La stoffa di lycra è forte e resistente nel tempo e si può comodamente lavare in lavatrice. Questa stoffa è anche chiamata tessuto tecnico, per via dell'utilizzo in ambiti e attività particolari.
Il vantaggio degli abiti in lycra è che il tessuto rimane elasticizzato, si asciuga rapidamente, non si creano pallini di usura e non scolorisce.
Costumi da Gara
I costumi da gara sono realizzati con caretteristiche performanti, dove il tessuto leggero (possono arrivare ad essere sottili come 1/100 della larghezza di un capello) in poliammide, l’elastan o la lycra, in modo tale da creare superfici il più lisce possibili che scivolano nell’acqua con il minimo dell’attrito. Il costume da gara va indossato stretto! Un costume "comodo" facile da indossare non serve a nulla. Il principale effetto del costume da gara è la compressione delle masse muscolari. Se il costume è largo questo effetto svanisce.
Materiali Ecologici e Sostenibili
Nylon e poliestere, nella migliore delle ipotesi riciclati, sono i materiali che siamo abituati ad associare ai costumi da bagno. Sicuramente performanti, non sono però l'unica possibilità quando si tratta di scegliere cosa indossare per una vacanza al mare o un tuffo in piscina. Le alternative esistono, e sono in cotone biologico, canapa o gomma naturale. Del tutto prive - o quasi - di derivanti plastici, contribuiscono a proteggere mari e oceani dall’inquinamento invisibile ma devastante delle microplastiche, e rappresentano la scelta più sana anche per la nostra pelle.
A caratterizzare questi tessuti è anche un approccio più etico e trasparente alla produzione: spesso sono coltivati senza pesticidi e lavorati in piccole filiere locali. Indossarli significa fare una scelta consapevole, che unisce rispetto per la natura, attenzione al benessere personale e, naturalmente, stile.
Brand Indipendenti di Costumi da Bagno in Fibre Naturali
- Isole & Vulcani: Costumi creati con jersey di cotone organico prodotto in Italia e una piccola percentuale di elastane, colorato con tinture naturali e confezionato in packaging di cotone.
- Swim Good: Costumi in 100% cotone pettinato certificato OEKO-TEX® grazie a un’innovativa tecnologia brevettata di lavorazione 3D a maglia.
- Natasha Tonic: Costumi in canapa naturale, biodegradabile e resistente ai raggi UV, con solo il 4% di elastane, ideati, tinti e confezionati a Los Angeles.
- Sloactive: Costumi realizzati in Yulex®, una gomma naturale a base vegetale, alternativa sostenibile al neoprene, proveniente da fonti certificate Forest Stewardship Council® dalla Rainforest Alliance.
- Arloe: Marchio di costumi da bagno di lusso ed eco-consapevoli prodotti in Italia con materiali 100% bio-based, utilizzando EVO®, tessuto completamente rinnovabile.
Nuovi Materiali Ecologici
- Fibre di alghe: Materiali completamente biodegradabili con proprietà antibatteriche naturali.
- Canapa: Resistente, traspirante e naturalmente anti-UV.
- Bambù: Morbido come la seta ma molto più sostenibile.
- Tessuti da rifiuti plastici oceanici: Plastica recuperata dagli oceani trasformata in fibra per costumi da bagno.
Costumi da Bagno Ecologici
Il mondo dei costumi da bagno ecologici è in continua evoluzione, con nuovi materiali sorprendenti che stanno rivoluzionando il settore. I costumi da bagno ecologici, invece, sono realizzati con materiali offerti dalla nostra natura, privi di sostanza tossiche, e che non danneggiano in alcun modo il suo contatto con la nostra pelle: infatti possono essere anche indossati da coloro che soffrono di allergie, senza riportare alcun tipo di problema.
Come qualsiasi prodotto biologico, è fondamentale ed importante consultare l’etichetta del costume: è essenziale trovare riferimenti all’utilizzo di materiale completamente naturale e privo di sostanze tossiche. Se nell’etichetta trovate riferimenti quali OekoTex e GOTS, significa che state scegliendo un buon prodotto green realizzato nel rispetto dell’ambiente.
Processo Produttivo dei Bio Bikini
- Dalla fibra al tessuto: La filatura avviene con metodi a basso impatto, spesso utilizzando energia rinnovabile.
- Tintura naturale: Pigmenti naturali estratti da piante, frutti o minerali.
- Taglio e cucito etico: Confezionamento in laboratori che rispettano rigorosi standard etici.
- Trattamenti eco-friendly: Trattamenti naturali a base di oli vegetali o cere per garantire resistenza all’acqua e ai raggi UV.
- Packaging sostenibile: Packaging minimo e biodegradabile.
Tendenze Attuali
Le tendenze attuali nei costumi da bagno riflettono un mix di nostalgia e innovazione. I modelli vintage, ispirati agli anni ’50 e ’60, sono tornati di moda con il loro fascino retrò e le silhouette classiche. Gli stili a vita alta e i bikini a triangolo sono particolarmente popolari, offrendo un look elegante e senza tempo.
I colori e i pattern giocano un ruolo fondamentale nelle tendenze attuali. Le stampe floreali, i motivi tropicali e i colori vivaci dominano le collezioni, evocando un senso di vacanza e avventura. Nel panorama delle tendenze attuali, i costumi interi si stanno distinguendo per la loro qualità e stile, offrendo una vasta gamma di modelli che combinano eleganza e comfort.
Tabella dei Materiali e Loro Caratteristiche
| Materiale | Caratteristiche | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Lycra/Spandex | Elastico, leggero, aderente | Comfort, resistenza, asciugatura rapida | Sintetico, non biodegradabile |
| Cotone Biologico | Naturale, traspirante | Morbido sulla pelle, sostenibile | Meno elastico, asciugatura più lenta |
| Canapa | Resistente, anti-UV | Sostenibile, durevole | Meno comune, può essere ruvida |
| Yulex® | Gomma naturale | Alternativa al neoprene, sostenibile | Costo più elevato |
| EVO® | Bio-based | Rinnovabile, alte prestazioni | Relativamente nuovo sul mercato |
TAG: #Bagno
