La norma UNI 9182:2014 rappresenta un riferimento essenziale per i progettisti di impianti idraulici non contemplati dalle norme tecniche europee UNI EN 806. Questa norma definisce i criteri e i parametri per:

  • Il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua potabile.
  • Il dimensionamento degli impianti di produzione e ricircolo dell’acqua calda.
  • La messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dell’acqua non destinata all’uso umano, unitamente alle relative limitazioni.

La sua applicazione è congiunta alle norme UNI EN 806 per nuove costruzioni, modifiche e riparazioni di impianti esistenti.

Acqua Potabile e Acqua Non Potabile: Le Differenze

La norma UNI 9182 opera una distinzione fondamentale tra acqua potabile, destinata al consumo umano per le sue specifiche caratteristiche, e acqua non potabile. Quest'ultima, pur rispettando i parametri chimici, fisici e batteriologici dell'acqua potabile, non deve contenere sostanze inquinanti o pericolose per la salute umana.

La responsabilità di tale distinzione ricade su chi sottoscrive il contratto con l’ente erogatore.

Utilizzo dell’Acqua Non Potabile

L’acqua non potabile trova impiego in diversi ambiti, tra cui:

  • Alimentazione di orinatoi e vasi sanitari.
  • Lavanderie industriali e lavaggi industriali.
  • Impianti di innaffiamento.
  • Alimentazione di fontane e similari.
  • Circuiti di reintegro torri di raffreddamento.
  • Impianti antincendio ad idranti sprinkler, diluvio e simili.

Fonti di Alimentazione

Una rete di distribuzione di acqua potabile può essere alimentata da:

  • Un acquedotto distributore di acqua destinata al consumo umano per uso pubblico.
  • Un sistema di captazione la cui acqua è riconosciuta idonea al consumo.
  • Qualsiasi altra fonte la cui acqua sia stata resa idonea al consumo umano tramite trattamento adeguato.

L'acqua non potabile può essere alimentata da qualsiasi fonte, purché non contenga sostanze inquinanti o pericolose per l’uomo e risponda alle stesse caratteristiche chimico-fisiche e batteriologiche dell’acqua destinata al consumo umano.

UNI 9182/10: Le Reti di Distribuzione

Il punto 10 della norma UNI 9182 è dedicato alle reti di distribuzione, ovvero i sistemi attraverso cui si realizza la distribuzione dell’acqua. I componenti principali includono:

  • Tubazioni.
  • Organi di intercettazione.
  • Dispositivi di regolazione.
  • Gruppi di erogazione.

Si identificano collettori orizzontali, colonne montanti o discendenti e diramazioni delle utenze. In base al fluido distribuito, si distinguono:

  • Reti di acqua fredda.
  • Reti di acqua calda.
  • Reti di ricircolo.

Dimensionamento Dettagliato UNI 9182

Il dimensionamento delle reti di acqua fredda e calda può essere eseguito secondo la norma UNI 806 (metodo semplificato) oppure secondo un metodo analitico dettagliato definito dalla UNI 9182. Prima di procedere, è necessario conoscere:

  • La portata massima contemporanea per ogni tronco e per l’intera rete.
  • La pressione utilizzabile.
  • Le massime velocità ammissibili.

Grazie al software progettazione impianti idraulici puoi calcolare facilmente la portata massima contemporanea e dimensionare il diametro delle tubazioni rispettato la UNI.

Calcolo Portata Massima Contemporanea

Per il calcolo delle portate massime contemporanee si utilizza il metodo delle unità di carico, assegnando ad ogni punto di erogazione un valore di unità di carico. Il rapporto tra unità di carico e portate d’acqua è definito dalla funzione matematica: q= f (UC).

Calcolo Pressione Utilizzabile

Il calcolo della pressione utilizzabile si ottiene sommando:

  • Pressione dinamica da garantire all’utenza nella condizione più sfavorevole.
  • Differenza di quota tra il punto di alimentazione e l’utenza.
  • Perdita di pressione nelle tubazioni in corrispondenza della portata massima contemporanea.

Il valore della pressione da utilizzare deve essere:

  • Minore di 100 kPa alla pressione nominale dell’acquedotto quando la rete risulta alimentata direttamente.
  • Uguale al valore più basso della pressione fornita dall’eventuale impianto di sopraelevazione.
  • Uguale al valore della pressione che si determina in rete con l’acqua al livello minimo nei serbatoi di accumulo che la alimentano.

Dimensionamento Reti di Ricircolo

Il dimensionamento delle reti di ricircolo deve garantire l’erogazione dell’acqua calda ad ogni punto alla temperatura di progetto, entro 30 secondi. La procedura A, detta “breve”, è applicabile solo se:

  • La lunghezza totale delle tubazioni di acqua calda (escluso il ricircolo) è inferiore a 30 metri.
  • Il tratto più lungo del circuito di ricircolo è inferiore a 20 metri.

La procedura “B” prevede l'utilizzo di tubi con diametro interno di almeno 10 mm e una pompa di ricircolo DN 15 con portata minima di 200 l/h a 10.000 Pa (100 mbar) di pressione.

Le dispersioni termiche delle tubazioni di acqua calda e il salto termico tra l’uscita dal bollitore e l’estremità opposta della rete di ricircolo sono parametri fondamentali per la determinazione delle portate nella rete di ricircolo. La differenza di temperatura può essere calcolata con la seguente formula: ΔTw= 2K

La portata Vp della pompa di ricircolo è:

Vp: lw,K · qw,K + lw,S · qw,S / ρ · c · ΔTwdove:

  • lw,K: è la lunghezza di tutte le tubazioni dell’acqua calda presenti in centrale termica;
  • lw,S: è la lunghezza di tutte le tubazioni dell’acqua calda presenti in cavedio;
  • ρ: è la massa volumica dell’acqua;
  • c: è la capacità termica specifica dell’acqua.

Per semplificare il dimensionamento, si consiglia di considerare velocità massime ammesse tra 0,5 m/s e 1 m/s in prossimità della pompa, e tra 0,2 m/s e 0,3 m/s nei tratti distanti dalla pompa. Una volta definiti velocità e portata, si applica l’equazione di continuità per ottenere il diametro interno delle tubazioni (dimensione minima interna delle tubazioni pari a 10 mm).

Quando Non Realizzare il Ricircolo?

Il ricircolo non è necessario in quattro casi:

  • Consumi di acqua calda continui o con prevalenza di consumo continuo e interruzioni non superiori a 15 minuti.
  • Impianti autonomi per uso residenziale o similare, con produzione istantanea mediante apparecchi con potenza termica complessiva inferiore a 35 kW, in assenza di serbatoio di accumulo.
  • Impianti autonomi per uso residenziale o similare con serbatoio di accumulo ≤ 100 l o comunque con serbatoio di accumulo dotati di sistema integrato di mantenimento della temperatura di progetto nel serbatoio stesso.
  • Nel tratto di distribuzione al piano di un impianto centralizzato con ricircolo qualora il volume complessivo di contenuto di acqua calda nelle tubazioni, dal punto di distacco dalla linea in cui è attivo il ricircolo sino ad ogni punto di prelievo, non sia maggiore di 3 l (+ 10%).

UNI 9182/14: Le Pompe

Il punto 14 della norma UNI 9182 riguarda le pompe. La selezione delle pompe deve garantire che il punto di funzionamento rientri sempre nelle curve caratteristiche di portata-pressione fornite dal fabbricante. In caso di funzionamento senza battente o con acqua a temperatura superiore a 20°C, è necessario verificare il valore di carico totale assoluto all’aspirazione massimo ammesso (NPSH). I motori delle pompe devono avere una potenza uguale o maggiore a quella assorbita nelle condizioni di funzionamento a bocca premente libera. Le pompe devono essere conformi alla UNI EN ISO 9906.

Norma UNI 9182: Distanze Sanitarie

Gli apparecchi sanitari devono rispettare spazi minimi durante la progettazione e l’installazione:

Vaso (WC)

  • 55 cm dall’apertura della porta.
  • 20 cm dal bidè.
  • 10 cm dalla vasca (se vicina).
  • 55 cm dalla vasca (se di fronte).
  • 10 cm dal lavabo.
  • 15 centimetri dal muro laterale.

Bidè

  • 55 cm dall’apertura della porta.
  • 20 cm dal vaso.
  • 20 cm dalla vasca.
  • 10 cm dal lavabo.

Vasca/Doccia

  • 55 cm dall’apertura della porta.
  • 10 cm dal vaso se vicino, 55 cm se di fronte.
  • 20 cm dal bidè.
  • 5 cm dal lavabo.

Lavabo

  • 55 cm dall’apertura della porta.
  • 10 cm da un secondo lavabo vicino.
  • 10 cm dal vaso.
  • 10 cm dal bidè.
  • 5 cm dalla vasca.

UNI 9182: Il Collaudo

Il collaudo comprende le prove e le verifiche effettuate durante e al termine dei lavori. L'esito positivo determina l’accettabilità dell’impianto. Le prove in corso d’opera riguardano materiali e parti dell’impianto accessibili solo distruggendo parte dell'impianto stesso. Le verifiche finali accertano la conformità dell’opera alle prescrizioni contrattuali in termini di consistenza, funzionalità e prestazioni.

Vengono eseguite:

  • Prova di erogazione di acqua fredda.
  • Prova di erogazione di acqua calda.

La prova di erogazione dell’acqua fredda inizia 10 minuti dopo l’apertura di tutte le bocche e si considera superata se si ottiene la portata massima contemporanea di progetto con una tolleranza del 10%. Per le prove di erogazione di acqua calda, si aprono progressivamente le bocche e, dopo i primi 3 litri erogati per ogni bocca, si misura la temperatura con una tolleranza di 1°C. Le temperature possono variare in base al tipo di rubinetto e alla destinazione d’uso dell’unità immobiliare.

La verifica della capacità di erogazione dell’acqua calda si effettua tenendo in funzione simultaneamente tutte le bocche erogatrici previste. La verifica è positiva se l’acqua viene erogata con continuità per almeno 2 ore alle condizioni di portata e temperatura previste. Al termine, l’impresa installatrice rilascia la dichiarazione di conformità dell’impianto.

Tubo Multistrato

Il tubo multistrato rappresenta una soluzione versatile per l’applicazione nei più svariati settori ed è l’ideale per realizzare impianti di riscaldamento, compreso quello a pannelli radianti e di distribuzione dell’acqua calda e fredda. Ampliamente utilizzati, tra i suoi vantaggi principali la resistenza alle alte temperature e la flessibilità della tubazione.

La normativa UNI EN ISO 21003-1:2009 distingue le tipologie di multistrato “M” e “P”. I Multilayer M-pipe si differenziano dai P-pipe per la presenza di un metallo e sono costituiti da cinque strati sovrapposti.

I materiali impiegati contribuiscono a rendere i tubi multistrato soluzioni vantaggiose. In particolare, gli strati polimerici conferiscono atossicità e idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza della tubazione per una movimentazione più agevole, resistenza alla corrosione e contenimento delle perdite di carico, grazie alla bassa rugosità.

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