Il monte Vulture è situato all’interno del territorio di Monticchio, una rigogliosa località meta di escursionismo e gite fuori porta molto ambita. Le distese di cerri e ontani avvolgono le terre, ammantano di verde le forme del Vulture e ne fanno un posto da non perdere. Ricca, altresì, la fauna tra animali di terra, rettili e piumati.

I Laghi di Monticchio, frazione di Atella, hanno vita dalle profondità del vulcano Vulture, ormai inattivo da tempo immemore ed inserito nel neonato Parco Naturale regionale del Vulture. La propaggine appenninica si innalza sulle terre della Basilicata e ai suoi piedi aprono i due bacini lacustri, formando un luogo unico e da incanto.

Esplorando Monticchio Bagni e i suoi Tesori

Oasi da vivere anche in famiglia, è facilmente raggiungibile e percorribile, consta di alcune godibili attrazioni da vedere, dal centro abitato di Monticchio Bagni ai due laghi Grande e Piccolo, oltre alla meravigliosa Badia di San Michele Arcangelo. Questa, sovrasta la veduta dei laghi e domina a sua volta il paesaggio del potentino bagnato dagli stessi. La frescura del bosco, la splendida visione panoramica dei laghi, i luoghi di culto, la vegetazione rigogliosa, la ninfea alba che orna le sponde, la pace che vi si respira rendono i Laghi di Monticchio un’amena sosta per il viaggiatore.

Per i più avventurieri, i resti dell’abbazia di Sant’Ippolito riposano nella zona, sulla riva dei laghi. L’antico complesso abbaziale è notevole nell’estensione, sono visitabili i ruderi dei luoghi di culto e delle strutture abitative che un tempo ospitavano i monaci dell’Ordine di San Benedetto.

Rionero in Vulture: Un Borgo Ricco di Storia

Situato a sud-est del Monte Vulture, Rionero è immerso in un paesaggio ricco e accogliente, caratterizzato da vigneti, oliveti e folti boschi. Il suo paesaggio è vario e accogliente con una ricca vegetazione di vigneti oliveti e folti boschi. La fertilità dei terreni e la loro favorevole esposizione, hanno consentito lo sviluppo della viticoltura e dei castagneti da frutto.

Secondo alcuni il suo nome deriva da "Rivo Nigro", la sorgente affiorante dal tufo pozzolanico di colore nero che attraversava il paese dividendolo in due parti, due colline, una di fronte all’altra. L’abitato originario si sviluppa su due collinette a 656 slm, con i rioni Costa e Piano delle Cantine o Calvario, insieme al primo nucleo abitato del rione dei Morti.

Anche Rionero è stato interessato dalla migrazione di esuli albanesi in fuga, sistemati inizialmente nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio Abate, la stessa che alcuni anni dopo ospitò Louis d’Armagnac, duca di Nemours, e Consalvo Fernandez di Cordoba, comandanti, nel 1502, degli eserciti francese e spagnolo.

Le prime notizie storiche sul casale medioevale di Santa Maria di Rivonigro come feudo del Vescovo di Rapolla, appaiono in uno scritto del 1152 di mons. Alberto Mercanti, ma la sua storia è ben più antica e molto ci sarà ancora da scoprire se si considerano le tombe rinvenute in località S. Francesco, Cappella del Priore e Padulo, risalenti al IV secolo a. Un’altra citazione compare in un documento angioino del 1277 che parla di “Universitas Rivinigri”. Nel 1648 appare fra le Università del Regno di Napoli. Fino al 1627 vi si professa il cristianesimo di rito greco; fu quasi rasa al suolo dal terremoto del 1694, venne riedificata successivamente dai principi Caracciolo di Torella. Nel 1700, la popolazione crebbe fino a contare 9.000 abitanti, fino a divenire verso la fine del secolo, uno dei centri più importanti del Vulture.

Fra il 1740 ed il 1800 furono costruiti i palazzi signorili dei Corona, Granata, Rotondo, Giannattasio, Catenacci, Fortunato e Catena; che portarono ad una notevole trasformazione urbanistica con considerevoli sostituzioni edilizie, sia dai ceti abbienti sia dalle classi più povere. Nel 1811, per decreto di Gioacchino Murat, Rionero fu elevata a Comune autonomo.

Nel 1860, la città fu al centro dei moti briganteschi; qui si organizzò una delle bande dei briganti comandata dal leggendario generale Carmine Crocco detto Donatelli, nativo di Rionero, il quale fece arruolare nella sua compagnia molti contadini, rendendo la resistenza antiunitaria, una ribellione di classe. Nel 1943, Rionero fu teatro di una feroce rappresaglia nazi-fascista: 16 rioneresi furono trucidati dai tedeschi in ritirata ed altri due morirono nell’assalto ai magazzini dei viveri.

La sua tradizione storica è legata ai nomi di Giustino Fortunato, che si occupò attivamente della Questione Meridionale, e a quello del brigante Carmine Crocco. Il 15,3% del territorio comunale di Rionero in Vulture, circa 814 ettari, rientra all’interno del Parco. È in quest'area, in contrada Monticchio Sgarroni, che si trova la prima riserva al mondo (1971) dedicata alla protezione di una farfalla, la Bramea del Vulture: La Riserva Orientata Statale “Grotticelle”. Il Lago Grande di Monticchio è interamente in comune di Rionero in Vulture, un lago oggetto di studi internazionali sui suoi sedimenti, ma anche sui suoi speciali habitat.

Sulle rive dei laghi sorge sorge l'Abbazia di S. Michele. Situata su due collinette a sud-est del Vulture, che fa da sfondo al suo panorama, Rionero è un comodo accesso al monte e base di escursioni nella zona. Ha un territorio interamente montuoso e collinare trovandosi sulle falde orientali del monte a 645 metri sul livello del mare.

Dintorni di Monticchio Bagni: Arte e Storia

In pochi minuti potrai raggiungere i numerosi luoghi d'arte e centri storici che costellano le pendici del Vulture: Melfi , l'antica capitale normanna di Roberto il Guiscardo, con il borgo medievale dominato dal castello da cui Federico II promulgò le famose "Constitutiones Augustales". Venosa, città di Orazio lungo l'antica via Appia, che conserva il parco archeologico con il complesso monumentale della SS.Trinità, l'anfiteatro e le catacombe ebraiche e cristiane. E poi ancora, Acerenza "Città Cattedrale", Banzi e i suoi mosaici, Monticchio con l'Abbazia di S.

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