La spollonatura è una delle operazioni di potatura verde normalmente effettuate per la gestione della chioma delle viti. Essa consiste nell’eliminazione dei tralci infruttiferi che partono dal tronco, e in parte anche dalla testa delle viti, detti comunemente polloni. Tali tralci si formano sul legno vecchio dalle gemme dormienti o dai ricacci del portainnesto, e utilizzano a loro vantaggio gli elementi nutritivi che risultano invece utili per la crescita dei tralci fruttiferi.

Il loro proliferare incontrollato rischierebbe quindi di far disperdere buona parte delle sue potenzialità nutritive alla pianta. Il controllo dei succhioni generati nella parte basale del tronco è una operazione completamente meccanizzabile che, in funzione dell’andamento climatico, delle caratteristiche e della varietà dell’uva, viene solitamente eseguita tra aprile e giugno. Il momento ideale per intervenire è quello in cui i germogli originati dalle gemme latenti del tronco si trovano ancora in “fase vitrea”, ovvero non sono ancora completamente lignificati e hanno una lunghezza compresa tra i 10 e i 20 cm.

La spollonatura ha anche un significato sanitario, infatti è ormai assodato come i polloni favoriscano l’insorgenza di infezioni primarie delle malattie crittogamiche, quali soprattutto la peronospora o il marciume nero della vite (noto anche come Black-rot) e questo a causa del fatto che le infezioni primarie partono di norma da un inoculo presente sul terreno e i tralci alla base dei tronchi sono i più esposti nei periodi piovosi.

Tecniche di Spollonatura: Manuale, Chimica e Meccanica

Sebbene la tradizionale spollonatura eseguita manualmente con forbici (oggi per lo più elettriche o pneumatiche) e carrellini agevolatori sia l’unica che permette di operare contemporaneamente sia sul tronco che al centro della pianta, essa ha purtroppo nell’estrema lentezza della sua esecuzione un grosso limite che la rende alquanto onerosa. Ad esempio per spollonare un ettaro di viti di Merlot con circa 2500 piante presenti, è necessario impiegare circa 20-30 ore da parte di una persona già esperta, e di questi tempi anche la reperibilità di manodopera di buon livello è sempre più un problema.

L’alternativa che invece garantisce la minimizzazione dei tempi di lavoro è quella relativa alla spollonatura mediante l’utilizzo di prodotti chimici come il glufosinate ammonio, il carfentrazone-etile, il pyraflufen-etile o l'acido pelargonico. Seppur le ultime evoluzioni di queste macchine siano dotate anche di sistemi atti a recuperare il prodotto non andato a bersaglio per riutilizzarlo senza disperderlo nell’ambiente, l’utilizzo della spollonatura chimica è di fatto bandito nei disciplinari biologici e comunque non gradito a molti viticoltori, ma comporta anche il vantaggio, utilizzando al contempo principi attivi diserbanti, di consentire nel medesimo passaggio anche l’effettuazione del diserbo (chimico) nel sottofila.

La tecnica più spesso adottata in vigna è quella che prevede l’utilizzo delle spollonatrici meccaniche, ovvero di macchine capaci sia di aumentare comunque in maniera drastica la produttività dell’operatore rispetto alla spollonatura effettuata manualmente, sia di trovare proficuo impiego anche con le stringenti limitazioni dei disciplinari biologici.

Spollonatrici Meccaniche: Tipologie e Funzionamento

Si tratta di una famiglia abbastanza estesa di macchine prodotte da molti costruttori nostrani, la cui commercializzazione iniziò tuttavia in Francia a partire dai primi anni ’70 del secolo scorso. Nelle prime realizzazioni si trattava di macchine dotate di due spazzole cilindriche controrotanti ad esse verticale, dotate di flagelli realizzati con materiali flessibile e operanti a circa 300/500 giri/min. In epoche successive sono poi state messe anche macchine dotate di telai scavallanti e modelli che utilizzano rotori ad asse orizzontale in luogo dell’asse verticale.

Varia è invece la tipologia di flagelli utilizzati, tutti accomunati dalla elevata flessibilità dei materiali, necessaria per minimizzare i danni ai tralci della vite. Che si tratti di spollonatura effettuata meccanicamente o chimicamente, in entrambi i casi non si può poi prescindere da una successiva opera di rifinitura manuale, la cui entità in vigneti con circa 2500 piante/ettaro è stimabile intorno alle 4-8 ore/ha, con i valori più elevati da attribuire ai casi ove preventivamente si sia operato con la spollonatura chimica. In tal caso occorre a volte distaccare manualmente i polloni basali essiccati dal principio attivo utilizzato, ma che rimangono ancora fisicamente attaccati al tronco.

In ogni caso, per una scelta oculata, è importante considerare le varie caratteristiche di ogni macchina, dato che in funzione dei sistemi di rotazione o dei materiali utilizzati, il costo della spollonatura può cambiare in maniera sostanziale per via della necessaria periodica sostituzione dei materiali sottoposti ad usura. Importante è anche la valutazione delle reali esigenze idrauliche, dato che si tratta di attrezzi piuttosto esigenti da questo punto di vista.

Considerazioni sull'Impianto Idraulico

È importante dunque scegliere una macchina che si adatti al meglio alla trattrice già esistente in azienda, questo per cercare di evitare (quando possibile) di dover acquistare una macchina dotata di una centrale idraulica propria azionata mediante albero cardanico. È quindi necessario conoscere innanzitutto le esigenze in termini di portata idraulica della spollonatrice, ovvero di quanti litri d’olio al minuto ha bisogno per fornire le sue massime performance, dopodichè bisogna verificare che i distributori del trattore siano effettivamente in grado di fornire tale portata.

Occorre però fare molta attenzione in questa verifica e rivolgersi anche alla casa madre o al concessionario di fiducia, perché non sempre i dati dichiarati dal costruttore, ovvero i dati di portata massima della pompa idraulica, corrispondono poi alla portata effettivamente prelevabile da un singolo distributore. Inoltre sarebbe anche meglio verificare che la portata richiesta sia disponibile ad un regime motore inferiore a quello massimo (regime al quale si dispone della portata dichiarata), affinchè sia poi possibile operare in campo mantenendo il motore a regimi parzializzati, con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di consumo, rumorosità e usura del trattore.

Configurazione e Montaggio delle Spollonatrici

Di norma le spollonatrici meccaniche utilizzano un telaio portante, di acciaio e/o di alluminio, che mediante dispositivi di regolazione idraulici permettono alla macchina di adattarsi ai differenti ambiti di lavoro. Per maggiore comodità le spollonatrici si accoppiano preferibilmente sulla parte anteriore del trattore mediante piastre di ancoraggio, oppure vengono portate dal sollevatore anteriore. Un particolare riscontro commerciale hanno ottenuto i modelli dotati di telaio scavallante ad “U” rovesciata, che consente di operare contemporaneamente su entrambi i lati del filare.

Piuttosto diffusi sono però anche i modelli portati dal sollevatore posteriore e operanti in posizione posteriore-laterale, anche se esistono dei modelli portati ventralmente, che essendo fissati alla parte centrale del trattore, consentono di mantenere il baricentro del cantiere più centrale, e per questo sono apprezzati nelle zone più declivi. Un po’ come per le spollonatrici chimiche, l’impiego di quelle meccaniche è sconsigliato su viti giovani (con meno di 3-4 anni) poiché potrebbero crearsi lacerazioni del ceppo quando è ancora poco lignificato. Ad ogni modo, per evitare scortecciamenti è conveniente usare flagelli morbidi e operare a bassi regimi di rotazione.

Tipologie di Spollonatrici Meccaniche: Assi Verticali e Orizzontali

Le spollonatrici meccaniche possono essere suddivise in due differenti categorie a seconda del principio di funzionamento su cui si basano, esistono infatti quelle con rotori ad asse verticale, e quelle con rotori ad asse orizzontale. Entrambe hanno un telaio portante a posizionamento comandato idraulicamente, spesso scavallante, e che porta uno o due rotori muniti di flagelli in materiale sintetico di vario spessore e con differenti proprietà meccaniche. Di norma i rotori vengono sempre azionati idraulicamente dalla trattrice e l’energia cinetica impressa ai flagelli consente loro di distaccare i polloni dal tronco.

Le spollonatrici ad asse orizzontale sono state introdotte più recentemente, consentono un efficace azione di diserbo meccanico del sottofila, ma si adattano meno a determinate forme di allevamento.

Esempio di Modello: Spollonatrice Idraulica COD.1310

La Spollonatrice Idraulica COD.1310 è stata progettata per rispondere alle esigenze avanzate di agricoltori e viticoltori che richiedono precisione e potenza nel processo di spollonatura. Questo strumento altamente efficiente è dotato di un sistema idraulico potente, capace di tagliare con massima precisione senza danneggiare le piante. Con la sua ampia capacità operativa, la Spollonatrice Idraulica può affrontare anche i carichi di lavoro più pesanti, garantendo un risparmio di tempo e di manodopera significativo.

Il design robusto e la costruzione di alta qualità assicurano una lunga durata del prodotto, anche in condizioni di uso intenso. Facile da manovrare e da mantenere, questo strumento è una scelta essenziale per chi cerca un alleato affidabile nel miglioramento della produttività e nell’ottimizzazione delle tecniche di coltivazione.

Spollonatura e Diserbo Ecologico

La spollonatrice e diserbatrice ecologica CUCCHI è concepita per l’eliminazione dei polloni (succhioni) della vite, delle erbe infestanti nei filari di vigneti, frutteti, oliveti. I polloni vengono eliminati dai fili del rotore su cui si possono inserire di materiale diverso a seconda dell’utilizzo (filo in materiale speciale per una spollonatura delicata anche su piante giovani oppure in nylon per le infestanti più tenaci).

Il telaio è dotato di spostamento laterale manuale o idraulico (a richiesta) e la testata ha l’antiurto meccanico con sensibilità variabile per poter lavorare sia ad asse inclinato che parallelo. La spollonatrice effettua un’ottimo diserbo meccanico soprattutto attorno ai ceppi, rendendo inutile il ricorso al diserbo chimico. Grazie a questa caratteristica, alla velocità di lavoro e al doppio lavoro simultaneo, si ottiene un elevato livello di produttività.

Le ruote d’appoggio regolano l’altezza di taglio e spollonatura. rotore porta fili lungo 50 cm. montaggio fili fino a 8 mm. attacco a 3 punti cat.

Caratteristiche della Spollonatrice VBC

La SPOLLONATRICE VBC è concepita per l’eliminazione dei polloni della vite, delle erbe infestanti nei filari di vigneti. I polloni vengono eliminati dal cavo in gomma speciale del rotore. Il cavo è fissato sul rotore tramite delle viti in acciaio e la loro sostituzione è semplice e veloce.

La SPOLLONATRICE PER ERBA VBC, con il suo motore ad ingranaggi, riesce a far ruotare l’albero e il suo cavo in gomma speciale con anima interna fino a una velocità di 2000 RPM.

La spollonatrice SC permette di effettuare un trattamento localizzato alla base della pianta senza rischi di fuori uscita del prodotto rispettando così la pianta stessa e l’ambiente.

Tabella Riassuntiva delle Caratteristiche Tecniche

Caratteristica Descrizione
Tipo di Spollonatura Meccanica, chimica, manuale
Principio di Funzionamento Rotori ad asse verticale o orizzontale
Alimentazione Idraulica
Materiali Acciaio, alluminio, materiali sintetici (flagelli)
Applicazioni Vigneti, frutteti, oliveti

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