Se non hai mai trovato della muffa in bagno, probabilmente è perché non hai controllato tutti gli angoli. Data l’umidità che il bagno trattiene ogni giorno, è infatti difficile che non inizi a formarsi della muffa nei punti più difficili da asciugare, come le fughe delle piastrelle, gli angoli o le giunture dei sanitari. È uno dei problemi più comuni in ogni casa, ma è anche facile da evitare, se non lo si lascia aggravare eccessivamente.

Perché si forma la muffa nel bagno?

La muffa in bagno non è sempre evidente, anzi, per sua natura prospera nei punti più bui e isolati, dove l’umidità rimane intrappolata e l’aerazione o la luce del sole non riescono a eliminarla naturalmente. La principale causa della muffa è la mancanza di un’adeguata ventilazione, che non consente l’eliminazione dell’umidità, cioè delle goccioline di acqua sospese nell’aria o depositate sulle superfici del bagno. Allo stesso modo la favorisce l’acqua non asciugata che rimane nel lavandino o nella doccia.

Il problema è in genere aggravato se il bagno è ricco di materiali più difficili da asciugare, come legno, carta da parati, tappetini o altri tessuti.

All’interno di uno spazio umido e poco ventilato come il bagno è facile che proliferino batteri e muffe. Il bagno è l’ambiente domestico all’interno del quale facilmente proliferano batteri e muffe. Ciò accade perché il vapore acqueo si diffonde nello spazio e si deposita sulle superfici che incontra, rischiando di danneggiarle. L’utilizzo di acqua calda, infatti, fa aumentare i livelli di umidità e, quindi, favorisce la formazione di muffa.

È normale che, all’interno dei bagni, il tasso di umidità sia più elevato rispetto agli altri ambienti domestici. Tuttavia, è bene che non superi determinati valori. Infatti, per evitare la formazione di muffa in bagno, è necessario tenere sotto controllo il tasso di umidità e la temperatura. L’umidità dovrebbe aggirarsi tra i 22°C e i 24°C, mentre il tasso di umidità dovrebbe essere compreso tra il 50% e il 60%.

Le tipologie umidità che, più di frequente, causano la formazione di muffa in bagno sono l’umidità da infiltrazione e l’umidità da condensa. L’umidità da infiltrazione si verifica quando l’abitazione non è correttamente impermeabilizzata rispetto al terreno ricco di acqua o quando l’impianto idrico è danneggiato e si assiste ad una perdita. L’umidità da condensa, invece, si manifesta quando l’aria carica di vapore acqueo viene a contatto con una superficie più fredda. Su queste superfici, il vapore si condensa, formando veli d’acqua che ristagnano.

Quando all’interno del bagno ci sono elevate quantità di condensa, l’umidità aumenta. Questa condizione favorisce la formazione di muffa, la comparsa di cattivi odori, macchie e crepe sulle pareti e, nei casi più gravi, la disgregazione dei muri a causa del distacco dell’intonaco. Per scongiurare possibili complicanze, è necessario effettuare con regolarità interventi di controllo.

In sostanza, l’acqua contenuta nell’aria aumenta di quantità, fino a condensare e a depositarsi sulle superfici, soprattutto se sono a una temperatura inferiore rispetto a quella dell’aria. Questa è una condizione che, più di tutto il resto, favorisce la formazione di muffa in bagno. Un altro rischio è connesso al grado di ventilazione dei locali, che se è insufficiente non permette la corretta circolazione dell’aria e la riduzione dell’umidità interna.

La muffa, infatti, può formarsi anche a causa dell’umidità di risalita o in presenza di un ponte termico, ossia di una differenza di temperatura tra due elementi che formano la struttura.

Stachybotrys chartarum: i tratti distintivi della muffa nera

Può capitare di notare delle macchie nere o verde scuro sulle pareti senza capire di cosa effettivamente si tratti. È molto importante sapere che la presenza di queste macchie è provocata da un tipo di muffa molto particolare, la Stachybotrys chartarum, nota anche con il nome di muffa nera.

La muffa nera è un micromicete saprofita del genere Stachybotrys, della famiglia delle Stachybotryaceae, appartenente all'ordine delle Hypocreales. Nota come "invisible killer" o "silent killer", è una delle 10 muffe più temute al mondo, per la sua capacità di produrre micotossine potenzialmente nocive per gli esseri umani.

A livello visivo, tuttavia, è immediatamente riconoscibile dal colore dei miceli spugnosi sulle pareti, che risultano di un colore nero catramoso, con sfumature talvolta verdi e marrone.

Come tutte le specie di muffa presenti in natura, la muffa nera sui muri si forma per effetto dell'umidità. Materiali ricchi di cellulosa, come legno, cartongesso, carta, tessuti, poliuretani, offrono ad esempio un substrato favorevole allo sviluppo della muffa nera in casa, anche se è stata spesso isolata anche su lastre di gesso e carta da parati.

Tra le superfici più favorevoli al suo attecchimento, quelle particolarmente porose delle pareti, che, attirando e trattenendo l'umidità, creano le condizioni favorevoli alla sua proliferazione.

In presenza di un substrato ospitale, le spore si riproducono velocemente, diffondendosi sulle superfici con una velocità di circa 2,5 cm al giorno. La progressione è così rapida che la muffa nera può colonizzare un ambiente anche in sole 48 ore, propagandosi su intere superfici anche nel giro di pochi giorni.

Muffa nera tossica: i sintomi connessi all'esposizione

La letteratura su questo organismo oggi è particolarmente ampia e, oltre a sancire chiaramente che la muffa nera è tossica, fa luce sulle possibili conseguenze legate a una esposizione prolungata al ceppo fungino. Oggi l'evidenza sperimentale permette di confermare che l'esposizione in ambienti infestati da muffa nera può esacerbare i problemi respiratori nelle persone asmatiche e creare disturbi di varia natura in soggetti immunodepressi, fragili o affetti da malattie polmonari.

I sintomi che causa sono diversi e possono variare da individuo a individuo, ma ce ne sono alcuni che si riscontrano più di frequente:

  • Asma
  • Bronchite
  • Mal di gola
  • Polmonite
  • Irritazioni oculari ed eruzioni cutanee
  • Stanchezza cronica, caduta dei capelli, abbassamento delle difese immunitarie

Tra gli altri sintomi connessi all'esposizione alla muffa nera, vale poi la pena ricordare riniti, nausea, mal di stomaco, febbre, vomito, affaticamento, dolori muscolari e mal di testa.

Le cause dei disturbi associati alla muffa nera, in ogni caso, sembrerebbero ricondurre ai frammenti di molecole bioattive dei miceli, che, qualora inalati, possono penetrare nelle narici ed entrare nell'organismo.

Come Prevenire la Muffa in Bagno

La migliore difesa è la prevenzione. Dato che la causa principale è l’umidità stagnante causata da una ventilazione non sufficiente, il primo modo per prevenirla è installare una ventola e utilizzarla durante e dopo ogni doccia o bagno. Se l’esposizione e il clima esterno lo consentono, in alternativa si può aprire la finestra del bagno per lasciar ricambiare l’aria.

Il miglior modo per evitare la comparsa di muffa in bagno è la prevenzione. I metodi a disposizione sono numerosi e quelli più efficaci si basano sul ricambio d’aria e sull’utilizzo di materiali di rivestimento adatti ad ambienti umidi, come il bagno. Innanzitutto, per prevenire la muffa, è consigliabile favorire l’aerazione naturale dall’ambiente.

Dopo un utilizzo intensivo di acqua calda in bagno, che può verificarsi a seguito di una doccia, è bene aprire le finestre e lasciare areare per qualche minuto. In alternativa, è possibile installare sulla finestra del bagno una griglia di ventilazione. Quest’ultima è dotata di un dispositivo che aziona automaticamente la ventola quando il tasso di umidità all’interno del bagno supera determinati valori.

Se il bagno non dispone di finestre, la soluzione ideale per una corretta aerazione dell’ambiente, è rappresentata dall’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata a flusso singolo o doppio. Così facendo, è possibile garantire al bagno un efficace ricambio d’aria.

Altre soluzioni che è possibile prendere in considerazione sono i deumidificatori o l’utilizzo di pittura antimuffa per il rivestimento del bagno. I deumidificatori sono apparecchi che servono ad eliminare l’umidità in eccesso, aspirando l’aria, filtrandola e facendola passare attraverso un evaporatore. Successivamente, l’aria secca viene reimmessa nella stanza.

La pittura antimuffa è formata da resine acriliche ideali per limitare la proliferazione di muffa e batteri all’interno del bagno.

L’accorgimento importante è principalmente uno: arieggiare regolarmente e sufficientemente a lungo. Fai in modo di arieggiare ogni giorno, mattino e sera, per almeno 5 minuti. Arieggia anche ogni volta che fai il bagno o la doccia e dopo aver eseguito la pulizia. Arieggia soltanto verso l’esterno e non in direzione degli altri locali.

Il pavimento bagnato deve essere asciugato e gli asciugamani troppo bagnati devono essere fatti asciugare all’esterno o lavati. Non bisogna inoltre essere troppo parsimoniosi con il riscaldamento. Se fuori fa freddo, non va spento il riscaldamento, in modo da evitare ponti termici.

Tieni sempre sotto controllo il livello di umidità in bagno, che potrai facilmente monitorare con l’ausilio di un igrometro. In assenza di finestre, arieggiare il bagno è decisamente più complicato. In questo caso si possono utilizzare soltanto i sistemi di ventilazione forzata.

Se questi non sono (abbastanza) efficaci, è assolutamente necessario trovare un’alternativa. Talvolta può essere utile un deumidificatore.

Consigli per prevenire la muffa nel bagno

  • Arieggia rapidamente: dopo il bagno o la doccia, spalanca le finestre per almeno cinque minuti lasciando circolare l’aria.
  • Tieni le finestre aperte a ribalta: durante i mesi più caldi, lascia le finestre aperte a ribalta per tutto il giorno.
  • D’inverno, il vapore del bagno può essere usato per aumentare i livelli di umidità negli appartamenti con poca umidificazione: sarà sufficiente lasciare aperta la porta del bagno. In appartamenti molto umidi, invece, la porta del bagno deve rimanere chiusa.
  • Sigillare e isolare: Se i muri esterni dell’edificio o gli infissi non sono ben coibentati, l’acqua nella stanza condensa più rapidamente. Un isolamento efficace può aiutare a regolare la temperatura e l’umidità all’interno della stanza riducendo così la formazione di muffa.
  • Riscaldare il bagno: L’aria calda assorbe più umidità rispetto all’aria fredda: questo significa che la condensa su porte e finestre è minore nelle stanze riscaldate.
  • Dopo la doccia o il bagno, elimina tutta l’umidità residua con un panno e lascia sempre la porta della doccia aperta.
  • La tenda della doccia, se presente, va stesa affinché si asciughi più velocemente.
  • Previeni i ristagni di umidità nel bagno: metti subito ad asciugare asciugamani e tappeti bagnati anziché lasciarli sul pavimento.
  • Lo scaldasalviette è un’opzione molto pratica per asciugare velocemente gli asciugamani e contemporaneamente riscaldare la stanza.
  • Non appendere indumenti bagnati nel bagno.
  • Installa un deumidificatore che mantenga l’umidità a livelli ottimali.

Come Eliminare la Muffa nel Bagno

E se la muffa è già cresciuta? Se la muffa ricopre già una superficie estesa e ha intaccato le pareti o è addirittura penetrata nei muri e nell’isolamento, è il caso di affidarsi a professionisti del settore che sappiano non solo eliminarla ed evitare che si diffonda nel resto della casa, ma anche individuare la causa primaria del problema per evitare che si ripresenti in futuro.

Quando ciò accade, la tendenza maggiore è quella di utilizzare alcuni prodotti antimuffa facilmente reperibili in commercio. Secondo i “rimedi della nonna”, per debellare la muffa, è consigliabile utilizzare aceto bianco, bicarbonato di sodio, sapone nero e limone. In alternativa, è possibile fare affidamento ai prodotti antimuffa studiati per eliminare le spore.

Molto spesso, per eliminare la muffa dal soffitto della doccia, viene consigliato di utilizzare la candeggina. Tuttavia, è bene specificare che si tratta anche in questo caso di una credenza popolare. Infatti, la muffa sui muri è difficile da debellare con la candeggina, in quanto quest’ultima non garantisce risultati efficaci e a lungo termine. Ciò accade perché la candeggina non è in grado di agire direttamente sull’origine del problema.

Inoltre, la candeggina muffa sui muri è formata da principi attivi estremamente volatili che non riescono ad attecchire sull’intonaco e sulle pareti. Di conseguenza, non garantisce la risoluzione dei problemi derivati dalla formazione di muffa e funghi.

Se la muffa è già un problema del proprio bagno, è necessario intervenire immediatamente per evitare possibili danneggiamenti delle componenti o eventuali complicanze a carico della salute degli inquilini. Se l’infestazione non è troppo estesa, è possibile adottare alcune misure correttive per debellare la muffa definitivamente.

In queste situazioni è consigliabile rivolgersi ad un’azienda specializzata nel settore come Murprotec che dispone di tutti gli strumenti necessari per garantire al cliente l’ottima qualità del risultato finale.

Se noti un’infestazione di muffa di dimensioni superiori a 0,5 m² nella tua abitazione, non cercare in alcun caso di eliminarla autonomamente. Infestazioni di questa entità possono essere eliminate definitivamente e in profondità soltanto da esperti. Se vuoi andare sul sicuro, puoi richiedere prima una perizia.

Se l’infestazione è di dimensioni ridotte - inferiore a 0,5 m² - puoi eliminare la muffa anche da solo. Tieni tuttavia conto della tua salute nel decidere ed evita di intervenire se non ti senti sicuro. Se sei immunodepresso, non devi assolutamente intraprendere alcuna azione in autonomia, indipendentemente dall’entità dell’infestazione.

Attenzione: non limitarti a eliminare la muffa, ma ricerca anche le cause che hanno condotto alla sua formazione. Indossa innanzitutto indumenti protettivi e una mascherina. Se la muffa si è formata sulle pareti o sul soffitto, versa dell’antimuffa su un panno. Se si è formata sulla carta da parati, non c’è nulla da fare. Togli la carta dalla parete e gettala nei rifiuti.

La maggior parte dei bagni sono piastrellati. La muffa si forma in particolare nelle fughe di silicone tra le piastrelle. Puoi sconfiggere il nemico con un agente antimuffa e un vecchio spazzolino da denti. Potrebbe essere necessario ripassare le fughe.

La verniciatura deve essere eseguita soltanto dopo un intervallo sufficientemente lungo che consenta il risanamento delle aree interessate.

Muffa nera: come eliminarla

Essendo l'umidità la causa principale della formazione della muffa nera, un modo per prevenirne lo sviluppo incontrollato è sicuramente migliorare il ricircolo dell’aria nell'ambiente. Basta infatti un naturale ricambio dell’aria per limitare la percentuale di umidità presente nei locali della casa.

Per la pulizia dello Stachybotrys chartarum dalle pareti, si può tentare con dei rimedi naturali, come per esempio:

  • Pulire le pareti interessate con dell’acqua in cui avrete sciolto del bicarbonato: il bicarbonato infatti, è un metodo molto utile ed efficace per eliminare o almeno diminuire la presenza degli aloni verdi scuri o neri sulle pareti dell'abitazione;
  • Passare sui muri di casa un composto di acqua e aceto: l'aceto può disinfettare le pareti uccidendo, provvisoriamente, i possibili batteri che generano la muffa;
  • Posizionare il sale grosso nelle stanze con più umidità: anche se hanno un effetto limitato, i cristalli di sale hanno la capacità di assorbire una certa quantità di umido, riducendo così la possibile formazione di muffe in locali piccoli e poco arieggiati.

Tra i rimedi naturali contro la muffa, vale la pena segnalare anche gli oli essenziali, soprattutto quelli estratti da piante con azione antimicotica, come il Thymus vulgaris o la Melaleuca alternifolia, che sembrerebbero avere una certa efficacia nel controllo della muffa.

Ovviamente non esistono solo rimedi naturali: dopo aver scoperto la presenza della Stachybotrys chartarum e averla eliminata dalle pareti, è possibile utilizzare delle pitture antimuffa, le quali contengono una soluzione a base d’acqua, priva di ipoclorito di sodio o cloro, in grado di rimuovere definitivamente le spore della muffa e le macchie nero-verdi che compaiono sulle pareti interne o esterne dell’abitazione. Tuttavia, nel tempo tendono a perdere la loro efficacia, di conseguenza, devono essere riapplicate con una certa frequenza.

Un altro metodo per prevenire la presenza di muffa nera tossica è optare per la ventilazione automatica degli ambienti domestici. Questa tipologia di ventilazione permette un costante ricircolo dell’aria, volto a prevenire la possibile presenza di umidità eccessiva e la conseguente insorgenza di muffa sui muri.

Come eliminare la muffa nel bagno

  • il primo rimedio consiste nel creare una soluzione di aceto bianco e acqua, da inserire all’interno di uno spruzzino.
  • il secondo rimedio, invece, consiste nel preparare una soluzione spray con del borace - una polvere naturale a base di sodio di facile reperibilità - diluito all’interno dell’acqua.
  • infine, per rimuovere efficacemente la muffa nella doccia o all’interno delle fughe delle piastrelle, è possibile trattare la zona con dei prodotti antimuffa specifici.

Suggerimento 1: prodotti di pulizia contro la muffa nel bagno

In particolare sulle superfici lisce, è possibile eliminare completamente la muffa usando acqua e prodotti normalmente disponibili in commercio. Applica un prodotto pulente sulle parti interessate, pulisci la superficie, quindi asciuga accuratamente.

Sulle superfici ruvide puoi aggiungere della candeggina per un’azione disinfettante. La candeggina contiene cloro ed elimina efficacemente le spore della muffa. Non utilizzare la candeggina insieme a prodotti acidi poiché questa combinazione produce gas tossici. Lo stesso effetto sulle spore della muffa si ottiene con l’alcol etilico con una concentrazione dal 70 all’80%.

Si raccomanda di testare sempre i prodotti pulenti su una piccola superficie: in questo modo non si corre il rischio di danneggiare le superfici.

Suggerimento 2: consultare un professionista

Se la muffa è penetrata in profondità nelle guarnizioni in silicone o si è allargata sulle pareti, bisogna eliminarla velocemente con tecniche specifiche. Se la muffa ricompare insistentemente nello stesso punto, è preferibile consultare una ditta specializzata: in questi casi, è importante ricercare le cause per cui si è formata.

Dopo una ristrutturazione professionale, l’applicazione di una speciale pittura per ambienti ad alto tasso di umidità può prevenire la ricomparsa della muffa.

Salute e muffa in bagno

Salute e muffa in bagno non vanno d’accordo. Anche se non è del tutto corretto dire che la muffa è tossica, è vero che può compromettere il benessere delle persone ed essere dannosa per la salute. La muffa sulle pareti, infatti, rilascia spore microscopiche nell’aria, che possono essere inalate. Le conseguenze sono principalmente connesse all’apparato respiratorio e si aggravano quanto più è prolungata e intensa l’esposizione alla muffa.

Alcune persone, poi, possono anche essere allergiche alle muffe, con importanti complicazioni. Alcune tipologie di questi microrganismi, infine, possono essere più pericolose di altre, soprattutto per le persone deboli o con difese immunitarie compromesse.

Cosa fare se si nota la comparsa di muffa in un appartamento in affitto?

Se noti la comparsa di muffa nell’appartamento in affitto, devi innanzi tutto informare il padrone di casa, indipendentemente dall’entità dell’infestazione. Quest’ultimo è tenuto a verificare i danni e a eliminare la muffa o a richiedere un intervento per risolvere il problema. Non procedere mai in autonomia. Nel peggiore dei casi potresti essere costretto a sostenere i costi.

Se si stabilisce che l’inquilino non è responsabile della formazione di muffa, il locatore è tenuto a provvedere rapidamente alla sua eliminazione. Il padrone di casa è tenuto a pagare per la rimozione e per gli eventuali danni causati. Se il locatore non reagisce alla richiesta di verificare la presenza di muffa, è necessario procedere per iscritto.

Tabella riassuntiva: Cause, Prevenzione e Rimedi

Causa Prevenzione Rimedi
Eccessiva umidità Ventilazione adeguata, deumidificatori Prodotti antimuffa, pulizia accurata
Mancanza di aerazione Installazione di ventole, apertura finestre Rimozione manuale, prodotti specifici
Infiltrazioni d'acqua Riparazione perdite, impermeabilizzazione Intervento professionale
Condensa Riscaldamento adeguato, isolamento termico Pittura antimuffa

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