Benvenuto in questo articolo, dove esploreremo il funzionamento dell’impianto idraulico di casa. Scoprirai come l’acqua arriva al tuo rubinetto, come vengono gestiti gli scarichi e quali sono i componenti principali che rendono tutto ciò possibile. Con un linguaggio semplice, ti guideremo attraverso il cuore del tuo sistema idraulico, fornendoti consigli utili per la manutenzione e la risoluzione dei problemi comuni.

Indice

  1. Come funziona l’impianto idraulico di casa
  2. Componenti chiave dell’impianto idraulico e loro manutenzione
  3. Consigli per risparmiare acqua e migliorare l’efficienza idraulica
  4. Come prevenire i problemi comuni dell’impianto idraulico

Cos'è un Impianto Idraulico?

L’impianto idraulico di casa è un sistema complesso che gestisce il flusso di acqua potabile e le acque reflue. Si compone principalmente di tubature, valvole, raccordi e dispositivi di controllo che assicurano la distribuzione dell’acqua in tutta la casa. L’acqua potabile viene fornita tramite una rete di tubi pressurizzati che partono da un punto di ingresso principale, generalmente collegato all’acquedotto cittadino. Una volta utilizzata, l’acqua di scarico viene convogliata attraverso un sistema di scarico che la dirige verso la rete fognaria. È fondamentale che l’impianto sia ben manutenuto per prevenire problemi come perdite o ostruzioni, che possono causare danni significativi. Un controllo regolare delle valvole e dei raccordi, insieme a una pulizia periodica dei sifoni, può aiutare a mantenere il tuo impianto idraulico efficiente e funzionale.

Come funziona l’impianto idrico sanitario?

Pensiamo a un sistema di tubi, reti e componenti che costituisce le arterie di ogni edificio: l’impianto idrico sanitario trasporta e distribuisce l’acqua per uso sanitario, ovvero l’acqua che usiamo tutti i giorni in cucina o in bagno. Per capire come funziona l’impianto idrico sanitario è utile soffermarsi sul percorso dell’acqua, l’elemento che lo alimenta e ne costituisce la “linfa vitale”. L’impianto preleva l’acqua dall’acquedotto della rete pubblica, la trasporta fino al punto di erogazione nelle abitazioni, o nell’edificio, e ne permette il deflusso una volta che è stata utilizzata.

L’acqua di un impianto idrico sanitario viene definita sanitaria e può essere calda o fredda. Un generatore produce l’Acqua Calda Sanitaria, abbreviata anche con l’acronimo ACS. Il generatore in questione riceve l’acqua dalla rete pubblica, la riscalda e la immette in circolo nell’impianto idrico. L’acqua fredda non subisce il trattamento dell’acqua calda: viene prelevata dalla rete pubblica e trasportata direttamente verso i terminali, ossia i dispositivi di erogazione degli apparecchi (i comuni rubinetti).

Seguire il percorso dell’acqua, dicevamo, ci permette di descrivere come funziona l’impianto idrico sanitario e di esaminare i nodi cruciali della sua rete. Se potessimo osservare uno schema di distribuzione del sistema idrico e del flusso dell’acqua, vedremmo che l’impianto idrico sanitario di un edificio si divide essenzialmente in due parti.

Funzionamento impianto idraulico: le basi

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:

  • adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
  • scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc).

La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione. Lo schema che segue rappresenta l’impianto idraulico di distribuzione di un bagno con doppio lavabo, wc, bidet e doccia. Sono riportate in rosso le tubature che conducono l’acqua calda sanitaria e in blu quelle dell’acqua fredda.

Impianto di adduzione e distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura.

In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato. Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete.

Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC. Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC.

Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Impianto idraulico di distribuzione e di scarico schema

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.

Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature igieniche dell’impianto idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
  • lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
  • lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
  • vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
  • bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
  • vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Schema impianto idraulico

Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.

Componenti chiave dell’impianto idraulico e loro manutenzione

Per garantire un funzionamento ottimale dell’impianto idraulico, è essenziale conoscere i suoi componenti principali e come prendersene cura. Ecco un elenco puntato dei principali elementi e alcune raccomandazioni per la loro manutenzione:

  • Tubi di alimentazione: Assicurati che siano privi di perdite e corrosione. Un controllo visivo periodico può prevenire problemi gravi.
  • Valvole di controllo: Verifica che siano facilmente accessibili e funzionanti. Apri e chiudi le valvole occasionalmente per evitare che si blocchino.
  • Raccordi: Controlla che siano ben sigillati. Se noti perdite, sostituisci le guarnizioni per mantenere un sistema ermetico.
  • Sifoni e scarichi: Pulisci regolarmente per evitare ostruzioni. Utilizza prodotti specifici o metodi naturali come bicarbonato e aceto per mantenerli liberi.
  • Pompe di sollevamento (se presenti): Controlla il corretto funzionamento e rimuovi eventuali detriti che potrebbero bloccare il meccanismo.

Una corretta manutenzione di questi componenti non solo previene inconvenienti, ma prolunga la vita dell’intero sistema idraulico, garantendo una fornitura d’acqua efficiente e senza interruzioni.

Sistema idrico pressurizzato

Con l'uso simultaneo di numerosi dispositivi di erogazione dell'acqua, la pressione nel condotto dell'acqua diminuisce. Per evitare che ciò accada, mantenendo una pressione sufficiente nella conduttura domestica, è possibile utilizzare un sistema idrico pressurizzato, ovvero che tenga l'acqua sotto pressione. Sciacquone del vaso sanitario, seconda o terza doccia in casa, lavelli multipli, apparecchiature come lavastoviglie, lavatrici, macchine da caffè, sistemi di irrigazione.

Funzionamento di un sistema idrico pressurizzato

Un sistema idrico pressurizzato è composto da una pompa per pressurizzazione, che aspira acqua attraverso la connessione di aspirazione, dopodiché l'acqua viene pompata nel vaso di espansione. Non appena il vaso di espansione è pieno, la pompa si spegne automaticamente. Il vaso di espansione (di solito con una capacità di ± 20 litri) è ora pieno d'acqua.

La pompa per pressurizzazione è anche collegata a un tubo in mandata. Questo tubo, detto anche di scarico, può, ad esempio, trasportare l'acqua verso diversi punti di erogazione (come un certo numero di rubinetti o degli irrigatori) in casa. Non appena viene aperto un punto di erogazione, l'acqua viene immediatamente trasportata dal vaso di espansione al rubinetto. Se vengono prelevati solo pochi litri d'acqua, la pompa non ha bisogno quindi di accendersi, poiché il vaso di espansione contiene acqua a sufficienza per alimentare il rubinetto.

Non appena il vaso di espansione sta per svuotarsi, la pompa si riaccende automaticamente per alimentare il vaso di espansione. Quando è di nuovo pieno, la pompa si spegnerà automaticamente.

In questo modo si evitano i cosiddetti colpi d'ariete e si preservano sia l'impiato, sia la pompa.

In linea di principio, una pompa per pressurizzazione è una pompa per irrigazione dotata di un pressostato (meccanico o elettronico) e di un vaso di espansione. La differenza è che una pompa per irrigazione non si accende e non si spegne automaticamente (a meno che non vengano utilizzati dispositivi di controllo come il DAB Control D) quando c'è bisogno di acqua, ma funziona in modo continuo. Dotando quindi una pompa per irrigazione di un pressostato, questa pompa si trasforma in una pompa per la pressurizzazione. Comunque rimane una pompa di pressurizzazione anche senza vaso di espansione.

Esistono pompe, come la DAB ESYBOX e ESYBOX MINI3 e la TALLAS D-EBOOST, che sono elettroniche ed hanno il pressostato integrato. La differenza è che il valore della pressione viene trasformato in un segnale digitale, ma il funzionamento è lo stesso.

I pro e i contro di ogni tipo di installazione sono descritti di seguito:

Tipo di Installazione Pro Contro
Con serbatoio Quando il serbatoio è pieno, la pompa si arresta automaticamente. La pompa si avvia automaticamente per integrare l'abbassamento del livello dell'acqua. Occupa più spazio.
Senza serbatoio (meccanica) È più piccola per l'assenza di un serbatoio ed è quindi più adatta a spazi ridotti. Deve sempre funzionare quando si utilizza l'acqua, con conseguente rumorosità e consumo di energia aggiuntivo.
Senza serbatoio (elettronica) È più piccola per l'assenza di un serbatoio ed è quindi più adatta a spazi ridotti. Si accende e si spegne solo quando serve. Rileva anomalie dell'impianto e si spegne definitivamente quando ci sono perdite di acqua minime (gocciolamento). Ha necessità di un serbatoio aggiuntivo esterno per evitare i colpi d'ariete.

Pompaacquashop.it raccomanda l'uso di un sistema di pressurizzazione con serbatoio, come quelli presenti nel loro assortimento. Si possono adottare dei serbatoi anche di dimensioni ridotte da collegare sull'uscita della pompa.

Montaggio del sistema idrico di pressurizzazione

Un sistema idrico pressurizzato deve essere installato in un luogo ben ventilato, asciutto e protetto dal gelo, preferibilmente in un luogo facilmente accessibile. Per un impianto ben fatto, sono importanti i seguenti aspetti:

  • La pompa deve essere collegata con una messa a terra.
  • La pompa deve essere posizionata in un punto elevato, cioè non a livello del terreno.
  • Una valvola di sicurezza deve essere montata sulla bocca d'ingresso della pompa.
  • Su questa valvola di sicurezza deve essere posizionato un filtro (da pulire regolarmente), se non già inserito all'interno della pompa.
  • I tubi di alimentazione dell'acqua devono essere collegati mediante speciali raccordi/adattatori in PVC o ottone. Questi elementi di collegamento hanno un raccordo ad inserimento su un lato e un boccaglio a vite sull'altro lato.

Consigli per risparmiare acqua e migliorare l’efficienza idraulica

Risparmiare acqua non solo è vantaggioso per l’ambiente, ma può anche ridurre significativamente le bollette domestiche. Ecco alcuni suggerimenti pratici per ottimizzare l’efficienza del tuo impianto idraulico:

  • installa rubinetti e docce a basso flusso per ridurre il consumo senza sacrificare la pressione dell’acqua;
  • controlla regolarmente la presenza di perdite nei tubi e nei raccordi, poiché anche piccole perdite possono causare un grande spreco d’acqua nel tempo;
  • considera l’installazione di un sistema di recupero delle acque piovane per usi non potabili, come l’irrigazione del giardino;
  • e infine, utilizza elettrodomestici efficienti dal punto di vista idrico, come lavatrici e lavastoviglie con certificazione energetica.

Implementando questi semplici accorgimenti, potrai contribuire a un uso più sostenibile delle risorse idriche.

Come prevenire i problemi comuni dell’impianto idraulico

Mantenere il tuo impianto idraulico in buone condizioni può evitare costose riparazioni future. Idraulico Express Milano, da poco attivo con il servizio ‘’Idraulico Milano Baggio”, ci ha suggerito alcuni consigli per prevenire i problemi più comuni:

  • Ispezione regolare: Controlla periodicamente lo stato delle tubature e dei raccordi per individuare eventuali segni di usura o corrosione.
  • Evita ostruzioni: Non gettare mai grassi, oli o materiali non biodegradabili negli scarichi. Usa filtri nei lavandini per prevenire l’accumulo di detriti.
  • Manutenzione stagionale: Nei mesi invernali, proteggi le tubature esterne dall’ingresso di aria fredda per prevenire congelamenti e rotture.
  • Controllo della pressione dell’acqua: Assicurati che la pressione non superi i livelli raccomandati, poiché una pressione eccessiva può danneggiare le tubature.
  • Installazione di sistemi di filtraggio: Considera l’installazione di filtri per ridurre il contenuto di minerali e prevenire l’accumulo di calcare.

Seguendo questi consigli, potrai ridurre il rischio di problemi idraulici e garantire un funzionamento efficiente del sistema nel tempo.

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