L'officiosità idraulica è un concetto fondamentale nell'ingegneria idraulica e nella gestione delle risorse idriche. Comprendere il suo significato è essenziale per garantire la sicurezza idraulica del territorio e per preservare l'equilibrio degli ecosistemi fluviali.

Cos'è l'Officiosità Idraulica?

L'officiosità idraulica si riferisce alla capacità di un corso d'acqua, come un fiume o un canale, di convogliare in modo efficiente le acque di piena, evitando esondazioni e danni al territorio circostante. Essa dipende da diversi fattori, tra cui la geometria dell'alveo, la presenza di vegetazione, la pendenza del letto e la presenza di eventuali ostacoli.

Manutenzione Fluviale e Officiosità

La manutenzione fluviale è un aspetto cruciale per preservare l'officiosità idraulica. È come curare un giardino selvaggio: troppo poco e diventa una giungla pericolosa, troppo e si perde la sua natura. È usuale sentir parlare di "Pulizia" degli alvei, intendendo con questo l’eliminazione di vegetazione e sedimenti.

Riflettiamo: ci sembrerebbe sensato ambire alla "pulizia" delle spiagge con analogo significato, cioe’ di eliminare vegetazione (es qualche arbusto aromatico, essenza della Mediterraneita’) e sedimenti, cioe’…la spiaggia stessa? E’ semplicemente assurdo: un fiume naturale, geomorfologicamente ed ecologicamente in buono stato, e’ caratterizzato da disuniformità legate proprio ai due componenti e da continue modifiche (particolarmente in occasione delle piene). Non e’ "sporco", semplicemente ..e’.

La rivelazione che ti sorprenderà: un tratto di fiume “naturale” può trattenere parecchia più acqua durante le piene rispetto a un tratto completamente “devegetato e reso uniforme”! O viceversa, uno privo di vegetazione e disuniformita’, puo’ portare significativamente di piu’.

Esempi di Interventi per il Ripristino dell'Officiosità Idraulica

Diversi interventi possono essere realizzati per ripristinare o migliorare l'officiosità idraulica di un corso d'acqua. Alcuni esempi includono:

  • Risagomatura delle sezioni trasversali: consiste nella rimozione dei sedimenti in eccesso e nella modellazione dell'alveo per favorire il deflusso delle acque.
  • Pulizia dell'alveo: rimozione della vegetazione che ostruisce il regolare deflusso e che occupa l’area golenale.
  • Consolidamento delle sponde: stabilizzazione delle sponde per prevenire l'erosione e il rischio di frane.

Il presente progetto si riferisce agli interventi da realizzare per la sistemazione e il ripristino dell’officiosità di un tratto di circa 600 ml del Fiume Agri in agro di Policoro e Scanzano Jonico (MT) mediante la realizzazione di “interventi di compensazione”. Tale “modus operandi” consiste nella realizzazione di interventi di ripristino e mantenimento dell'officiosità dei corsi d'acqua appartenenti al demanio idrico regionale, da realizzarsi in conseguenza di calamità naturali o diretti a prevenire situazioni di pericolo.

I lavori vengono realizzati previo affidamento degli stessi a ditte specializzate mediante avviso pubblico/manifestazione di interesse, sulla base di progetti definitivi. Come già detto, l’obiettivo è quello di ripristinare l’officiosità di un tatto vallivo del Fiume Agri mediante risagomatura delle sezioni trasversali con pulizia dell’alveo dai depositi in eccesso nonché dalla vegetazione che ostruisce il regolare deflusso e che occupa l’area golenale in sx idraulica.

I rilievi diretti effettuati in sito e lo studio di ortofoto temporali, associati ai dati bibliografici disponibili in letteratura, hanno permesso di individuare le principali criticità lungo il tratto considerato. In particolare, gli interventi programmati sono volti prioritariamente al ripristino della sezione utile al deflusso della portata di piena ordinaria nonché alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico connesso al deflusso di portate riferite a periodi di ritorno elevati.

E’ stata condotta, quindi, l’analisi idrologica per determinare sia la portata di piena ordinaria riferita, per gli alvei incassati di pianura, ad un periodo di ritorno pari a circa 1-2 anni sia le portate al colmo per i periodi di ritorno pari a 30, 200 e 500 anni. A seguito di ciò, si è proceduto all’analisi idraulica per la determinazione dei tiranti idrici in funzione dalle portate considerate.

In riferimento alle diverse fasi progettuali si evidenzia che l’impostazione progettuale è stata definita tenendo conto di quanto previsto dal DM50/2016 - art.23 comma 4 secondo cui “la stazione appaltante, in rapporto alla specifica tipologia e alla dimensione dell’intervento indica le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni fase della progettazione.

Caso Studio: Il Consorzio di Bonifica Friulana

Il nuovo progetto di ripristino dell’officiosità idraulica affidato dalla stazione appaltante Consorzio di Bonifica Friulana alla progettazione dell’Ing. Fossalon è una fertile area agricola ricavata tramite bonifica nella prima metà del XX secolo. Rimase a lungo semi isolata, finché la spinta economico-turistica dalla vicina località balneare di Grado portò alla costruzione di un ponte sul canale del Primero capace di collegare l’area all’entroterra.

Per garantire il contenimento delle acque, soprattutto durante le abbondanti piogge, prevenire il dissesto idrogeologico e favorire l’attività agricola, è stato costruito il reticolo idraulico e l’impianto idrovoro di Vittoria (progettato nel 1908 e realizzato negli anni ’30), intervento statale di grande importanza per tutta la zona. Il bacino afferente all’idrovora Vittoria (di circa 2000 ha) è costituito da una vasta area agricola e residenziale posta mediamente a quota inferiore del livello del mare, protetto da questo tramite un sistema di arginature perimetrali poste mediamente a 3 m sopra il livello del medio mare (la max marea arriva a +2,00 s.l.m.m.).

Proprio per questa conformazione il bacino necessita di una rete di raccolta delle acque costituita da canali artificiali in terra (principali e secondari) che siano in grado di raccogliere ed allontanare le acque meteoriche e superficiali per convogliarle verso l’impianto di sollevamento meccanico posto nella zona più depressa. L’urbanizzazione iniziata nella seconda metà del secolo scorso e il cambiamento climatico hanno determinato un incremento delle portate di piena in occasione di precipitazioni intense, con la necessità di implementare via via negli anni la potenzialità delle pompe idrovore fino a superare agli oltre 10 mc/sec attuali.

La necessità di provvedere alla rimozione del sedimento presente sul fondo canale si rende indispensabili per garantire il funzionamento dell’intero sistema idraulico. I canali artificiali in terra richiedono una continua attività di manutenzione, di rimozione dei sedimenti del fondo e il consolidamento delle scarpate. Nel bacino di Vittoria, inoltre, ricco di mercurio naturale, la gestione del sedimento è particolarmente problematica e può essere riutilizzato solamente all’interno del corpo idrico se finalizzato al miglioramento idraulico e gestionale del corso d'acqua, in un’ottica di economia circolare.

L’intervento, lungo circa 640 m e previsto su entrambe le sponde del canale, si concretizza con la realizzazione di una doppia palificata in legno (pali tronco-conici con diametro variabile da 25 cm in testa a 18 cm in punta, posti ad interasse di 0.33 m e lunghi 6.0 m) formata da due file parallele di pali ad interasse trasversale di circa 1.50 m; in sede di progetto a base di gara, il contrasto in testa delle due file di pali era affidato ad una struttura metallica di collegamento e ripartizione tra le teste pali.

La struttura metallica di ripartizione originariamente prevista in progetto era in acciaio autoproteggente, costituita da travi longitudinali a cavallo delle due file di pali, collegate trasversalmente. Ciascuna trave veniva prevista formata da due correnti longitudinali in profilo L100x50x6mm, a sinistra e destra del palo, su cui appoggiano con il lato corto; i profili a “L” sono collegati trasversalmente da travi IPE 80. Sul modulo base di 6.0 m, si prevedevano quindi 6 collegamenti trasversali IPE 80 (ogni 1.0m circa oltre a due per lato in prossimità del collegamento trasversale tra le due paratie) e 2 collegamenti tra le due file di pali, con interasse reciproco di 3.0 m.

In sede di gara d’appalto, tra i criteri di valutazione dell’Offerta Tecnica, veniva appunto valutata la possibilità di fornire una soluzione migliorativa “per la realizzazione della connessione trasversale tra le due palificate nei confronti della protezione contro i fenomeni corrosivi verso gli agenti aggressivi considerate le condizioni ambientali dell’opera (agenti atmosferici, presenza d’acqua, contatto con terreno,..)”; la soluzione che è stata premiata dall’Amministrazione appaltante (Consorzio di Bonifica Pianura Friulana) è quella proposta dell’Appaltatore Adriacos S.r.l.

Dal punto di vista geotecnico, il sito in esame è posizionato in una zona litoranea a Est dell’abitato di Grado (Go), in corrispondenza del canale artificiale di bonifica adduttore dell’idrovora Vittoria, conseguente all’azione di bonifica dell’intera area perilagunare prossima alla laguna di Marano e Grado. In questa zona, in particolare, i depositi creati dal delta del fiume Isonzo contendono all’azione del mare la formazione di aree caratterizzate da stratificazioni sabbiose e limo-sabbiose, intercalate a elementi argillosi o anche organici.

Il terreno di bordo del canale esistente su cui si sono intestate le palificate in legno è caratterizzato da una fitta alternanza di limi sabbiosi, sabbie limose, limi argillosi sabbiosi, mediamente consistenti e solo in profondità, dove compaiono banchi sabbiosi, addensati. La falda acquifera, regolata dalla presenza delle idrovore, si attesta sostanzialmente alla quota del canale di adduzione, a circa -1.5 m dal piano campagna circostante.

Le azioni sismiche devono essere riferite ad un terreno di modeste caratteristiche geotecniche, per le quali si adotta una categoria del sottosuolo “D” ai sensi della tab. 3.2.II del D.M. esecuzione dei pali verticali da 6m di lunghezza e presenza della trave di ripartizione e contrasto superiore; riempimento interno e a monte della paratia e scavo lato valle fino a circa -3.25 m dal p.c.

I risultati dell’elaborazione di calcolo hanno consentito di verificare le due paratie in pali e la struttura di ripartizione; le sollecitazioni trasmesse dal modello geotecnico in testa palificata sono state quindi inserite in una apposita modellazione ad E.F.

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