Nel Nord Italia, Ferrara si distingue come una delle città rinascimentali più significative, governata per oltre tre secoli dalla famiglia degli Este, dal 1240 al 1598, quando passò sotto lo Stato Pontificio.

Il Palazzo dei Diamanti a Ferrara è un maestoso edificio considerato uno dei principali esempi del Rinascimento italiano grazie alla particolarità della sua struttura. Insieme al Castello Estense, il Palazzo dei Diamanti è una delle principali attrazioni turistiche di Ferrara, il cui centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Situato a pochi minuti a piedi dal Castello Estense.

Il Contesto Storico: L'Addizione Erculea

Per comprendere l'importanza storica del Palazzo Turchi di Bagno e la sua posizione nel cuore di Ferrara, è necessario tornare indietro nel tempo, quando la casata d'Este promosse un importante rinnovamento urbanistico che modificò permanentemente la struttura urbana della città verso la fine del XV secolo. Nel 1481, Ercole I° d'Este, dopo la guerra con Venezia, decise di ampliare, valorizzare e rafforzare le difese della città, affidando i lavori a Biagio Rossetti, architetto e urbanista, il quale diede inizio all'Addizione Erculea, un progetto urbanistico che interessò la città dal 1492 al 1510.

Attraverso la modifica delle due strade principali, Via degli Angeli e via dei Prioni, Rossetti diede vita al Quadrivio degli Angeli, un incrocio a cui angoli sorgono tre edifici voluti dalla dinastia estense: il Palazzo Prosperi-Sacrati, il Palazzo Turchi di Bagno e il Palazzo dei Diamanti.

Il Palazzo Turchi di Bagno nel Quadrivio degli Angeli

Progettato verso il 1492 dall'architetto Biagio Rossetti per creare il cosiddetto "Quadrivio degli Angeli" formato dal palazzo dei Diamanti e dal palazzo Prosperi-Sacrati, il palazzo rientra nella grandiosa opera urbanistica attuata da Rossetti sotto il nome di Addizione Erculea.

All’incrocio dei due principali assi di via degli Angeli e via dei Prioni si inseriscono come punti di riferimento della città tre edifici qualificanti e facilmente riconoscibili: Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prospero Sacrati, progettati dallo stesso Rossetti e Palazzo Turchi-di Bagno. È significativa l’attenzione che l’artista ha riservato alla definizione dei particolari d’angolo dei tre edifici, inserendo elementi come balconi, paraste e contrafforti molto caratterizzati.

Di fronte al Palazzo dei Diamanti si contrappone Palazzo Turchi di Bagno con il contrafforte angolare su cui si appoggiano due ordini di paraste corinzie in marmo, in vivace contrasto cromatico rispetto alla muratura in laterizio.

Storia del Palazzo Turchi di Bagno

Il palazzo fu edificato nel 1498 ed i lavori furono in parte seguiti direttamente dal duca Ercole I d'Este prima di venderlo ad Aldobrandino Turchi. Appartenente alla famiglia di Bagno, viene ceduto al demanio militare nel 1933 e pesantemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

In seguito alla ristrutturazione, è stato adibito a sede universitaria e museale: ospita infatti, nel giardino, l'Orto botanico di Ferrara dal 1962 e nel 1964 vi venne trasferito l'allora Istituto di geologia e il Museo di Paleontologia e Preistoria "Piero Leonardi".

Caratteristiche Architettoniche e Funzioni Attuali

Collocato nel cosiddetto ‘quadrivio degli angeli’, il palazzo risale all’epoca dell’addizione erculea. Nel tempo assume le funzioni di caserma e attualmente ospita la Polizia di Stato.

L’edificio della Caserma Bevilacqua si presenta oggi come un complesso composto da tre corpi edilizi: lo stabile centrale di due piani a ferro di cavallo in mattoni rossi e i due corpi minori che affacciano sul viale Ercole I d’Este e che formano le due ali del cortile della caserma.

La vasta proprietà su cui il complesso è sorto nel 1493 circa, appartiene in origine alla famiglia Contrari, che la cede al conte Bonifacio Bevilacqua nell’ambito del grande progetto di Biagio Rossetti dell’addizione di Terranova, voluta dal duca Ercole I d’Este. La nobile dimora viene edificata nel celebre 'quadrivio degli Angeli'.

Il palazzo rinascimentale vive i maggiori fasti in età estense, quando è anche dimora dei conti Rossetti, e nella seconda metà Settecento, quando ne diviene proprietario il gran maresciallo Gian Luca Pallavicini. In seguito viene adattato a uso di caserma e nel corso degli anni ospita: la guardia a cavallo del cardinale legato, poi i Dragoni in età napoleonica, mentre nel periodo post-unitario ospita prima l’esercito poi l’Arma dei Carabinieri e, infine, la Polizia di Stato.

Via Brasavola 32, FerraraIl giardino di via Brasavola 32 ha qualche problema identitario. Il palazzo a cui appartiene infatti ha molti nomi: Turchi ma anche Trotti e Di Bagno, Rondinelli e Buzzi. Sembra che passarono per le sue stanze anche i Pio di Savoia, infine c’è anche chi lo chiama Palazzo Mari. Sicuramente è stato realizzato nel Cinquecento per volere del conte Ippolito Turchi, di fronte all’oratorio di San Lorenzo, già presente nel 1438.

Testimonianze di inizio Novecento - la curiosa guida turistica Ferrara storica ed artistica, scritta da Luigi Fiorentini - lo attribuiscono a varie altre famiglie aristocratiche e borghesi: dopo i Turchi i Dalla Penna, i Rondinelli, i Fiaschi, i Beltramini, un certo Gherardi. Nel 1887 l’immobile venne trasformato nel piccolo seminario e collegio di San Carlo, fondato da monsignor Andrea Baldi. Il canonico ottenne da Don Bosco in persona il permesso di aprire una casa salesiana a Ferrara così, quando il collegio venne trasferito nei chiostri della chiesa di San Benedetto, le sale vennero affidate all’Istituto salesiano, con la successiva direzione di don Michele Rua.

Nella confusione dei vari passaggi di proprietà sembra acquisti il complesso, dopo i religiosi, tale Mari di Sabbioncello San Vittore. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì gravi danneggiamenti causati dai bombardamenti e per lungo tempo restò abbandonato. Un recente restauro l’ha trasformato in un condominio decisamente elegante e signorile. Attraverso il grande portale in laterizio, probabilmente realizzato nel Settecento, si accede alla quiete corte interna, dove le arcate sorrette dalle colonne di marmo circondano il prato centrale abbellito dalle piante in vaso.

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