Bagno Vignoni è un borgo termale antico e famoso, situato all’interno del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia. Principale attrazione è la Piazza delle Sorgenti, il luogo dove iniziarono a sorgere la prime abitazioni, successivamente accompagnate da locande e dalla chiesa dedicata a San Giovanni Battista.
Questa piazza prende il nome dalla grande vasca posta al centro che, con le sue acque colorate e i suoi vapori, crea uno scenario suggestivo e sorprendente, abbellito ulteriormente dagli edifici rinascimentali che la circondano. Tutto l’abitato circonda la vasca termale costituente la piazza principale: qui, sgorga una sorgente termale di acqua calda alla temperatura di ben 52°.
Bagno Vignoni si caratterizza per la presenza di una grande vasca cinquecentesca, con acqua termale che sgorga dalla sottostante sorgente naturale. La vasca era già utilizzata in epoca romana e, a seguire, da personaggi illustri del calibro di Papa Pio II, Caterina da Siena e Lorenzo de’ Medici, per le straordinarie proprietà benefiche e curative delle acque. Bagno Vignoni è infatti ricca di storia: è stata meta famosa tra le famiglie nobiliari, come ad esempio i Medici, ma anche tra i pontefici: il più importante fu Papa Pio II, che possedeva una residenza estiva proprio nella piazza.
Il Parco dei Mulini: Un Percorso Archeologico
A Bagno Vignoni non può mancare una visita al Parco dei Mulini. Il Parco dei Mulini è un percorso archeologico visitabile, voluto dal Comune di San Quirico d’Orcia dal 1999. I lavori al Parco dei mulini sono iniziati nel 1999 e l’inaugurazione è avvenuta nel settembre del 2000.
Il percorso si snoda ai margini del borgo di Bagno Vignoni ed inizia con le vasche e le cisterne di raccolta dell’acqua di scolo, proveniente dalla principale vasca termale del paese. Dalle vasche poste sulla sommità della collina, l’acqua inizia la sua discesa verso il fondovalle, alimentando gli antichi mulini disposti ad altezze degradanti. Dalla piazza scorre l’acqua che andrà a fluire nel fiume del Parco dei Mulini, una zona caratterizzata da rigagnoli e cascatelle ma soprattutto dai quattro mulini realizzati intorno al XII secolo.
Il parco naturale dei Mulini, area naturale protetta situata a Bagno Vignoni, nel comune di San Quirico d’Orcia, è uno dei luoghi più interessanti del circondario di Siena. Il borgo è un piccolo scrigno di tesori, raccolto attorno alla Chiesa di San Giovanni Battista e dal nucleo delle costruzioni, alcune risalenti all’XI° secolo d.C.
Storia dei Mulini
Di origine medievale, il sistema fu abbandonato negli anni ’50, dopo essere stato uno dei principali centri produttivi della zona. La costituzione di un importante polo molitorio a Bagno Vignoni, si deve sostanzialmente a tre fattori: alla presenza della sorgente termale che garantiva un flusso d’acqua abbondante e perenne; alla natura del luogo sfruttando il consistente dislivello tra la sorgente e il fiume Orcia sono stati costruiti ben quattro mulini, posti in sequenza lungo la rupe calcarea; alla posizione strategica, dovuta alla vicinanza con la Via Francigena, poi Strada Romana che lambiva l’abitato di Bagno Vignoni.
La vicinanza con il percorso della Via Francigena rese noto il borgo e le sue acque termali fin dal Medioevo, tanto che l’afflusso alle terme venne addirittura regolato da due editti della Costituzione della città di Siena, nei quali si prescriveva la separazione dei bagni degli uomini da quelli delle donne e le tariffe da applicare per le camere destinate ai fruitori delle terme. Inoltre, nel 1599, venne stabilito l’obbligo “perpetuo” di mantenere nel paese una panetteria, una macelleria, un’osteria ed il personale necessario per l’attività delle terme.
I mulini, in funzione fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono ben quattro, scavati nella roccia, e di questi due sono completamente sotterranei, mentre gli altri due sono parzialmente alla luce del sole. Sono molto singolari in quanto erano utilizzabili anche in estate grazie al costante sgorgare dell’acqua dalla sorgente termale. A difesa e controllo di tutto il sistema venne posizionata la torre dei mulini dove, in caso di assedio o minaccia, veniva stivato il grano.
Per la loro natura e caratteristiche i mulini hanno richiesto sempre una manutenzione impegnativa dovuta ai processi di sedimentazione calcarea che richiedeva una frequente ripulitura con l’asportazione del tartaro. Della nascita dei mulini non si hanno notizie certe l’unico cenno storico sicuro risulta dallo statuto della comunità di Rocca a Tentennano, la Charta Libertatis del 1207, in cui si cita la presenza dei mulini.
Nel 1893 nella Carta Idrografica d’Italia i mulini acquisiscono una nuova denominazione in ragione della loro posizione: mulino da capo, mulino buca, mulino di mezzo, mulino da piedi. Vi sono inoltre notizie relative alla portata d’acqua di circa 33 litri al secondo, quasi il doppio dell’attuale. L’altro documento che fornisce notizie dettagliate sui mulini è la relazione del Marchese Angelo Chigi del 1915.
Caratteristiche dei Mulini
I Mulini di Bagno Vignoni si distinguono per due aspetti di fondo: per l’utilizzo di acqua termale, captata con un sistema di canalizzazione direttamente dalla vasca delle sorgenti; per la morfologia in gran parte ipogea, con ambienti scavati nella rupe di travertino formata dai depositi carbonatici dell’acqua termale. La scelta di realizzare ambienti ipogei costituisce una soluzione per certi versi geniale; vista la forte acclività della rupe calcarea, la costruzione di strutture tradizionali, con volumi fuori terra, avrebbe richiesto livellamenti e sbancamenti notevoli, risultando di fatto impraticabile.
I primi due, disposti lungo la rupe calcarea, sono totalmente ipogei. Il mulino di mezzo, disposto al piede della rupe ed il mulino da piedi, situato al termine di un canale che si sviluppa lungo la strada di pedecolle, presentano invece strutture in parte fuori terra (le stanze delle macine) e in parte interrate (i locali delle ruote, detti carcerai).
- Mulino di Sopra: Era direttamente alimentato attraverso un condotto conico che partiva dalla vasca inferiore ed era interamente scavato nella roccia.
- Mulino di Mezzo: Così come gli altri, era strutturato su due piani: in quello inferiore erano allocate le pale, mosse dalla corrente, e nell’altro (quello superiore) le macine, disposte orizzontalmente.
Restauro e Recupero
Le opere di restauro della struttura dei mulini, effettuate nella seconda metà del ‘900, hanno riportato alla luce le vasche di accumulo ed i canali, ricoperti ed ostruiti, nel corso degli anni, da terra e sedimenti. Alcuni canali minori ramificavano il flusso principale appunto per alimentare sia le quattro vasche termali che i due grandi bacini.
Il progetto di recupero dei mulini di Bagno Vignoni è stato promosso dall’Amministrazione comunale di San Quirico d’Orcia e finanziato in parte dall’Unione europea con il programma Raphael per il recupero del patrimonio archeologico industriale. Questa opera di alta ingegneria aveva anche un carattere estremamente originale che ben si adatta alla morfologia del territorio costituendo un primo esempio di “sviluppo sostenibile”: sfruttare il banco di travertino con l’inserimento di tre dei quattro mulini, due dei quali ipogei il che rappresentò anche un valido sistema di difesa. Inoltre tutte le strutture furono realizzate “in negativo” evitando livellamenti e sbancamenti che avrebbero anche allungato i tempi di costruzione.
Come Arrivare
In auto:
- Da Firenze, prendere l’autostrada A1 in direzione Roma e uscire a Valdichiana-Bettolle-Sinalunga. Proseguire sulla SS326 verso Pienza e poi seguire le indicazioni per San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni.
- Da Roma, prendere l’autostrada A1 in direzione Firenze e uscire a Chiusi-Chianciano Terme. Seguire le indicazioni per Chianciano Terme, poi per Montepulciano, Pienza e infine Bagno Vignoni.
In treno:
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi-Chianciano Terme, servita da treni regionali e intercity. Dalla stazione, è possibile prendere un autobus o un taxi per raggiungere Bagno Vignoni, distante circa 30 km.
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