Per circa 6.000 anni sono stati applicati intonaci e strati di sacrificio composti da calci aeree e idrauliche. Sappiamo che le prime tracce di malte di calce provengono dalla Mesopotamia, nella terra che oggi si chiama Iraq. Grazie ai Fenici la cultura dell’intonaco a calce si è diffusa in tutta l’area Mediterranea; Egizi, Greci e poi i Romani ne hanno perfezionato la tecnica, producendo manufatti dall’estrema durabilità.

I veneziani del Rinascimento, vivendo in un clima estremamente critico hanno sapientemente migliorato le prestazioni, al punto che ancora oggi a Venezia vediamo intonaci a marmorino discretamente conservati dopo quasi trecento anni, in un clima che possiamo definire il peggiore d’Europa, con cicli di gelo, disgelo, caldo umido, nebbia salina, bora e, da circa 60 anni l’inquinamento chimico di Porto Marghera.

Calce Aerea e Idraulica: Differenze e Caratteristiche

L'articolo confronta intonaci tradizionali a base di calce con quelli moderni cementizi, evidenziando la durabilità delle calci aeree. Si analizzano le caratteristiche del gesso e della calce aerea, focalizzandosi sul processo di carbonatazione per la presa e l'indurimento della calce. Si discute della scoperta romana della calce idraulica artificiale, accelerando lo sviluppo delle opere edili.

Il carbonato di calcio (CaCo3), nella fase di cottura, perde circa il 30% di peso e aumenta leggermente di volume, diventando ossido di calcio (CaO), cioè calce viva. La cottura, in forni a legna, avviene tra i 900° ed i 1.100° C. mentre in forni industriali a metano, carbone o gasolio può arrivare anche a 1.250° - 1.300° C., con il rischio però di snaturare il prodotto finito.

Lo spegnimento della calce viva avviene, in modo tradizionale, in una specie di grossa betoniera, chiamata “ciclone” dove viene introdotta anche l'acqua necessaria allo scopo. Durante l’azione di spegnimento avviene una reazione chimica esotermica, che produce cioè calore, circa 180° C. Se, infatti, continuiamo ad immettere acqua oltre al limite stechiometrico, otteniamo il grassello di calce aerea.

Durante la stagionatura non avviene alcun cambiamento chimico, ma solo fisico. A questo ordine microfisico corrisponde un materiale più compatto e tenace, molto più lavorabile con l’attrezzo, rispetto al grassello non stagionato. Il buon Vitruvio, circa 2.000 anni fa, prescriveva una stagionatura del grassello di 7 anni, prima dell'utilizzo.

La calce aerea bagnata, cioè il grassello, fino a quando non è a contatto con l'aria, non attiva alcun processo di presa ed indurimento. Dobbiamo evidenziare un particolare rilevante: l’idrossido di calcio non è in grado di assimilare direttamente l’anidride carbonica ma questa deve essere trasformata in acido carbonico. Motivo per il quale è importante che il supporto sul quale si applicherà una finitura colorata a calce sia bagnato copiosamente in precedenza, in estate.

Abbiamo quindi visto come l'uomo, in una delle maggiori e meravigliose scoperte che abbia mai fatto in edilizia, sia stato in grado di trasformare la roccia, plasmandola e facendola tornare ancora roccia. La reazione di presa ed indurimento, quindi, non era più di tipo aereo ma idraulico. Cosa rende idraulica la malta di calce aerea? Sono elementi acidi, provenienti dal sottosuolo attraverso le eruzioni vulcaniche, come l'Ossido di Silice, l'Ossido di Alluminio, l'Ossido di Ferro ecc.

Da quel momento in poi lo sviluppo delle grandi opere edili subii un'accelerazione enorme. Nella storia edificatoria si è utilizzato, per la composizione di malte e calcestruzzi, anche un aggregato particolare.

Stucchi a Confronto: Cementizio, Silicio Cementizio, Epossidico e di Calce Naturale NHL

Una volta scelte le piastrelle per la propria casa arriva da fare una scelta che a primo impatto sembra quasi banale: quale stucco utilizzare? Dico “a primo impatto” proprio perché in realtà non è una scelta facile: esistono diversi tipi di materiali tra cui poter scegliere.

  • STUCCO CEMENTIZIO - È quello che viene utilizzato praticamente da sempre. Tra le numerose aziende che propongono questo tipo di stucco trovi la Kerakoll con il suo Fugabella, composto in quantità variabile tra il 25-50% da cemento Portland, altrettanto di carbonato di calcio e in piccola quantità (1-2,99%) da calce idraulica naturale NHL, utilizzata come stabilizzante. Lo stucco cementizio di Mapei - che ha una diversa composizione - si chiama invece Keracolor.
  • STUCCO SILICIO CEMENTIZIO - È uno dei prodotti di punta di Mapei, viene chiamato Ultracolor Plus. Contiene un cemento differente dal Portland insieme a silice cristallina e altri componenti. Il grande vantaggio che espone Mapei è l’assenza di macchiature, in quanto questo stucco non produce efflorescenze durante il processo di idratazione.
  • STUCCO EPOSSIDICO - Se Kerakoll e Mapei potessero consigliarti lo stucco, ti spingerebbero senz’altro questo. È un nuovo mercato che stanno cercando di creare proprio le due aziende. Fino a pochi anni fa questo tipo di stucco era utilizzato solo per determinate situazioni particolari (per esempio stuccatura di piastrelle/mosaici in saune o in piscine), ma il marketing porterà questo prodotto sempre più in ambito residenziale.
  • STUCCO DI CALCE NATURALE NHL - In realtà questo è un prodotto che ha poco mercato, ma è comunque degno di nota. Va esattamente nella direzione opposta a quanto abbiamo visto fino ad ora in quanto la resistenza alle macchie è molto scarsa: tuttavia è un prodotto completamente naturale, che resiste ottimamente a batteri e funghi ed è altamente traspirante.

QUALE SCEGLIERE? - Dipende tanto dalla situazione delle case di ognuno di noi. Se i muri hanno una buona traspirabilità e sei su un piano rialzato puoi valutare di fare tutte le fughe con uno stucco epossidico. Al contrario se magari hai un cappotto di polistirene che non fa respirare i muri, valuterei uno stucco molto più traspirante, come quello in calce.

Calce e Bioedilizia

Quando la finalità è l’edificazione di una costruzione in bioedilizia, con materiali naturali, la calce, insieme ad argilla, perlite e terra cruda è uno dei leganti più utilizzati per gli intonaci. La calce si ottiene cuocendo ad alte temperature minerali che contengono grandi quantità di carbonato di calcio, il quale, passati gli 800°, si trasforma in ossido di calcio (anche detto calce viva) e anidride carbonica.

La calce naturale dura di più, perché ha un ciclo di maturazione più lungo di quello del cemento. Quando si ha la possibilità di scegliere un materiale piuttosto che un altro, perché non valutare anche la sua sostenibilità ambientale? Quando si parla di intonaci interni, occorre sempre valutare la salubrità dei materiali utilizzati, così come si fa per tutti quelli che vengono inseriti nello spazio abitativo.

La calce è soltanto uno dei tanti materiali naturali che possono elevare il livello qualitativo e di salubrità di una casa, preservare la salute di chi la abita e, non meno importante, rispettare l’ambiente.

Microcemento vs Pastellone: Un Confronto

Le miscele cementizie e le resine ci permettono di realizzare meravigliose pavimentazioni a basso spessore. Tuttavia, questi materiali sono gli unici idonei alla creazione di superfici continue? Nelle prossime righe indagheremo su cosa è meglio scegliere tra il microcemento e il pastellone: analizzeremo tutte le caratteristiche senza tralasciare alcun dettaglio.

Il microcemento è un rivestimento cementizio polimerico che può essere utilizzato per ambienti interni ed esterni, sia per i pavimenti che per le pareti. Può essere utilizzato a copertura di qualunque tipo di superficie senza ricorrere a fastidiose e onerose opere di demolizione.

Il pastellone veneziano è un composto mischiato poi con acqua. Si origina così il processo di presa idraulica originato dai silicati alluminati presenti nell’argilla frantumata e dagli idrati di calcio contenuti nella miscela di acqua e calce. Tale operazione garantisce eccezionali qualità di permeabilità e durata.

Nella riflessione tra cosa sia meglio tra microcemento o pastellone è possibile notare diversi punti di contatto. Infatti, i due materiali offrono come risultato finale una pavimentazione a basso spessore e priva di fughe. Al tempo stesso, i materiali spiccano per igiene e sicurezza. La mancanza di fughe sui rivestimenti evita l’accumularsi di polvere e soprattutto il proliferare di germi e batteri.

Le stesse qualità le ritroviamo contemporaneamente nel microcemento. Non è certamente un caso se i due materiali sono tra i più utilizzati per le pavimentazioni.

Quali sono invece le misure per il pastellone veneziano? Ciò è dovuto al fatto che le fasi di lavorazione del pastellone veneziano prevedono spesso l’inserimento di inerti a granulometria variabile. Un’altra grande differenza tra microcemento e pastellone risiede nei componenti che li originano. Quelli del pastellone veneziano sono al 100% naturali.

Tadelakt vs Piastrelle in Ceramica per il Bagno

Il bagno piastrellato è sicuramente il più diffuso e comune nelle case d’Italia e d’Europa. Le piastrelle possono essere di varie tipologie, prime fra tutte sono le piastrelle in ceramica che sopratutto durante gli anni 80‘ rappresentavano la scelta più usuale sia per le pavimentazioni che per i rivestimenti dei bagni.

La materia prima che compone il Tadelakt è la calce. Alcune rocce calcaree presentano al loro interno impurità silicee; da questa tipologia di rocce è possibile ottenere la calce idraulica senza l’aggiunta di parti esterne, come nel caso della calce di Marrakech.

La materia prima principale che compone la piastrelle in ceramica è l’argilla (argilla bianca e argilla rossa) che in base alle sue caratteristiche ed agli altri elementi presenti, può essere di diverso tipo: Il Grès, molto diffuso per le mattonelle dei bagni e della cucina.

Per preparare il Tadelakt Originale è sufficiente mescolare la Calce di Marrakech con l’acqua nelle giuste dosi. E’ durante questa fase che è possibile utilizzare i pigmenti all’interno delle terre naturali per creare un’infinità di colori e sfumature. Fin dall’antichità, con le prime testimonianze 29 e il 23 a.C. nei testi di Vitruvio, veniva utilizzati dei pigmenti di varia origine che fossero sufficientemente forti da non “perdersi” all’interno della calce, per colorare il prodotto.

Il metodo più tradizionale per la personalizzazione delle piastrelle è lo smalto. Gli smalti sono composti dalla mescolanza di diversi minerali e vengono applicati sulla superficie per poi essere portati a fusione per assicurarne un’ancoraggio duraturo e uniforme.

Una volta ultimata la veloce preparazione della calce per il Tadelakt, si procede all’applicazione direttamente sulle superfici interessate. E’ molto importante che la superficie su cui si va a posare il tadelakt sia “aggrappante”, cioè che grazie alla sua porosità consenta al materiale di legare bene senza scivolare nella parte esterna e consenta una corretta stesura.

Per l’applicazione della piastrelle va inizialmente preparato il sottofondo, assicurandosi di non avere dislivelli rilevanti. Una volta preparato l’impasto, che può essere realizzato con sabbia-cemento oppure con colle e collanti specifici, va staso in modo uniforme per ottenere una superficie liscia e regolare che deve risultare ancora umido.

Il Costo della malta cementizia per piastrelle varia da 20 a 60 euro per un sacco da 25 kg. Il costo delle piastrelle è chiaramente il più vario e la qualità incide molto sul prezzo. Il Tadelakt Originale è un’arte che oggi pochi artigiani padroneggiano pienamente. Il Costo della Originale Calce di Marrakech è indicativamente 70€ a sacco (22 Kg) - Per realizzare 1 mq occorrono circa 5 kg di calce.

Il Tadelakt è un materiale molto antico e non necessità di nessuna particolare manutenzione. La sua durata nel tempo, come quella di molti prodotti a calce, è elevatissima e ne sono testimonianza le opere secolari realizzate con questa tecnica. E’ possibile rinnovare lo strato di sapone nero ogni 3-4 anni per rinnovarne l’aspetto e renderlo nuovamente lucido.

In conclusione il tadelakt si presenta come un’ottima alternativa al più “classico” bagno in piastrelle e si rivela un’eccellente soluzione per realizzare o ristrutturare un bagno senza l’utilizzo di piastrelle. La pulizia del bagno in piastrelle risulta molto semplice ed immediato grazie alla sua superficie che non permette allo sporco di radicarsi in profondità, Risulta molto duratura nel tempo, la sua problematica principale restano gli interventi di ripristino nel caso in cui le piastrelle vengano danneggiate o scheggiate.

Pavimento in Pastellone: Caratteristiche, Vantaggi e Prezzi

Pur essendo un tipo di pavimento dalle origini antichissime, il pastellone è ancora oggi molto usato, sia nel restauro che nelle nuove costruzioni. Il fatto di essere versatile, pratico e personalizzabile lo rende molto richiesto anche per i pavimenti moderni. Le nuove tendenze dell’interior design, che prediligono superfici lisce e continue, hanno riportato in auge questa tipologia di pavimentazione.

Il pastellone è un rivestimento a calce dall’aspetto liscio simile al marmo. Si usa per realizzare superfici continue a base di calce di circa 5-6 mm. Questo tipo di lavorazione veniva usata già dai romani, soprattutto nella città di Venezia, per cui è conosciuto anche con il nome di “pastellone veneziano”. Composto al 100% di calce naturale, senza alcun additivo, è formato da due strati. Il sottofondo viene ricavato da un impasto di calce spenta e materiale inerte vario, che viene poi livellato e battuto a rifiuto.

Oltre alle caratteristiche di resistenza e durevolezza, il pastellone ha dei vantaggi anche a partire dalla realizzazione stessa. Innanzitutto, può essere posato su un pavimento già esistente, anche se è presente un impianto di riscaldamento radiante. La superficie impermeabile consente una notevole facilità di manutenzione e di pulizia, con un conseguente risparmio di tempo.

Il pavimento in pastellone di calcio è anche eco-compatibile perché realizzato esclusivamente con materiali naturali, senza resine, additivi chimici o sintetici. Per questo motivo, può essere utilizzato senza alcun problema in tutte le costruzioni realizzate secondo i parametri della bio-edilizia. Inoltre, da non sottovalutare la possibilità di personalizzare al 100% il colore, per cui ha caratteristiche di massima versatilità. Anche i colori utilizzati vengono ottenuti con miscelazione di pigmenti vegetali e minerali naturali.

Essendo composto di un materiale traspirante, il pastellone in calce può essere utilizzato anche in ambienti molto umidi. Non va sottovalutato neanche il fatto che un pavimento in pastellone è praticamente eterno.

L’architettura contemporanea ha riscoperto il pavimento in pastellone di calce poiché le ultime tendenze in materia di interior design prediligono le linee lisce e lucide e hanno una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale. Le attuali esigenze di sobrietà e minimalismo trovano in questa pavimentazione la soluzione ideale.

Il costo di un pavimento in pastellone è sicuramente inferiore rispetto a quello di un pavimento con caratteristiche simili ma in resina. Questo perché l’applicazione e i tempi di posa sono molto più rapidi: il pavimento in pastellone viene realizzato in pochissimi passaggi e può essere calpestato da subito. Un pavimento in calce dello spessore dai 3 ai 5 mm ha un costo medio sugli 80-90 euro al mq.

Non tutte le imprese effettuano questo tipo di lavorazione, per cui è sempre bene informarsi per trovare tecnici specializzati per ottenere un lavoro eseguito a regola d’arte.

Intonaco a Calce vs Intonaco a Cemento: Salute e Igiene

La calce è stata abbandonata, negli ultimi 50 anni, a favore del cemento che garantisce una più facile lavorabilità. Ma ora sta ritornando protagonista degli intonaci, richiesta per una serie di caratteristiche, prima fra tutte il comportamento igroscopico. Se possiamo darvi un consiglio, beh, non abbiamo alcun dubbio: va certamente preferita la calce. Se avete la pazienza di leggere questo articolo converrete con noi che il miglioramento in termini di comfort abitativo, grazie alla calce, è davvero importante!

L'origine del nome è bellissima: intonaco deriva infatti dal latino tunicare, "vestire" e da una supposta forma "intunicare", "coprire con la tonaca. Il termine si è affermato nel secolo XIV per indicare il rivestimento che si dà al muro a scopo protettivo.

L'intonaco interno ha la funzione di assorbire l'umidità superficiale delle pareti che si forma perchè la temperatura scende sotto il punto di condensa. Un buon intonaco deve evitare i fenomeni di gocciolamento. Quello che dovremo pretendere da un intonaco è, quindi, un ottimo rado di igroscopicità, ossia una ottima capacità di assorbire e disperdere lentamente, sia verso l'esterno sia verso l'interno, l'eccesso di umidità relativa presente nell'ambiente.

Un intonaco fatto a regola d'arte consiste in almeno tre strati: lo strato inferiore (rinzaffo sottile) ha lo scopo di fornire l'indispensabile aderenza alla muratura degli strati successivi di intonaco; il secondo strato, l'intonaco vero e proprio, dello spessore di 15/ 18 mm (intonaco grezzo) svolge i compiti propri all'intonaco (potere traspirante, igroscopico, idrorepellente, resistenza etc) infine lo strato ultimo, dallo spessore di qualche millimetro (intonaco fine) viene lisciato con frattazzo o pennello e diventa la base per l'ultimo trattamento di pittura.

L'intonaco a base calce assolve egregiamente a queste esigenze, a differenza dell'intonaco a base cemento la cui igroscopicità è drammaticamente più bassa. Purtroppo la maggiore facilità nella stesura di un intonaco a base cemento e quindi il minor costo ha generato una enorme diffusione degli intonaci cementizi negli ultimi 50 anni a discapito della calce.

L'intonaco a base di calce, applicato in parete, funziona come un disinfettante naturale: grazie alla sua capacità di assorbire l'acqua superficiale dalle pareti toglie nutrimento a spore, batteri e muffe evitandone la prolificazione. Inoltre è caratterizzato da altissima traspirabilità e porosità, altro elemento sfavorevole alla formazione di muffe.

Calce: Storia, Chimica e Tecnica

La calce è il classico legante dei materiali da costruzione dell'antichità. Viene preparata mediante cottura di rocce calcaree (CaCO3). Queste, per decomposizione termica, si dissociano in ossido di calcio (Ca0) e anidride carbonica. Il processo avviene rapidamente verso i 1000°C. La massa porosa della calce formatasi, posta in contato con acqua, si trasforma in idrossido di calcio, Ca(OH), capace di indurire lentamente all'aria.

Poiché la trasformazione dell'ossido nell idrossido di calcio avviene con un forte sviluppo di calore, il primo veniva e viene ancora chiamato calce "viva" ed il secondo calce "spenta". L'idrossido di calcio, mescolato con acqua e sabbia, è in grado di formare una malta capace di indurire lentamente all'aria.

Inizialmente la malta perde la sua plasticità originale (presa) a seguito dell'evaporazione di una parte dell'acqua di impasto. Successivamente si verifica un lento e progressivo indurimento per la precipitazione di cristalli di CacO, a causa della reazione dell'idrossido di calcio con l'anidride carbonica dell'aria.

La resistenza meccanica a compressione di una malta di calce raggiunge valori di una decina di Mpa molto lentamente. Aggiungendo pozzolana alla calce, la malta è in grado di indurire più rapidamente, soprattutto a contatto con l'acqua.

L'impiego della pozzolana, per il miglioramento delle malte di calce nei confronti dell'azione dell'acqua, fu una delle scoperte più rivoluzionarie degli antichiRomani nel settore delle costruzioni: soprattutto nelle opere idrauliche e marittime, ma anche in quelle semplicemente esposte all'azione della pioggia, l'impiego della pozzolana nelle malte a base di calce comportò un miglioramento in termini di prestazioni meccaniche e di durabilità come è testimoniato dallo stato di conservazione di molte opere costruite oltre 2000 anni fa.

Inserendo argilla nella miscela Nel trattamento termico a circa 900-1000° di una marna calcarea, miscela naturale di calcare e argilla, si forma l'ossido di calcio che successivamente si combina con la silice e l'allumina dell'argilla formando prodotti (silicato biocalcico e alluminato monocalcico) capaci di indurire con l'acqua.

In sostanza, la produzione di calce idraulica ha affrancato i costruttori dalla disponibilità di pozzolana, non sempre localmente reperibile, per la produzione di malte idrauliche meccanicamente più resistenti e capaci di indurire anche senza essere a contatto dell'aria.

La calce idraulica, la cui produzione industriale è iniziata nel XVIII secolo, può essere considerata il precursore del moderno cemento portland.

Prodotti a Base Calce Disponibili

Vediamo ora i prodotti che puoi acquistare nei nostri magazzini per edilizia e che fanno parte della famiglia delle Calci:

  • Il grassello di Calce: si riferisce generalmente alla calce spenta (idratata), ottenuta dalla cottura di pietra calcarea con impurità inferiori al 10%.
  • Il latte di calce: Diluendo il grassello fino a ottenere uno sciroppo denso, si ricava il latte di calce, utilizzato per la tradizionale pittura a calce.
  • La calce idrata in polvere: la produzione della calce idrata è piuttosto semplice: dopo la cottura, la pietra calcarea viene frantumata, idratata con la quantità d'acqua necessaria e finemente macinata.
  • La calce idraulica in polvere: si ottiene dalla cottura di pietre calcaree contenenti argilla. Durante la cottura, la silice e l'allumina nell'argilla formano composti che induriscono con l'acqua.

Tra gli intonaci a base calce oggi disponibili sul mercato, e tra i vari marchi che trattiamo, noi preferiamo e consigliamo BIOCALCE di KERAKOLL. È un intonaco certificato, eco-compatibile, di pura calce naturale NHL 3.5 a norma EN 459-1, per intonacature altamente traspiranti. La composizione naturale di questo intonaco lo rende un prodotto ideale nel GreenBuilding e permette di evitare l'inquinamento domestico.

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