Esiste davvero un set di pelli perfetto per la tua batteria acustica? Oggigiorno, la scelta a disposizione di un batterista è particolarmente ampia, ecco perché potrebbe risultare difficile prendere una decisione che sia soddisfacente al 100%. Nelle prossime righe, quindi, abbiamo deciso di chiarire una volta per tutte questa situazione e capire quali sono le migliori pelli per ciascun elemento del tuo drum kit.

Le teste dei tamburi, note anche come pelli, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare il tono e il feeling della batteria. Uno dei materiali più diffusi per le teste dei tamburi è il mylar, un tipo di materiale plastico. È resistente, facile da accordare e produce un suono brillante e mirato. Altri materiali sono le pelli di animali, come la pelle di vitello o di capra.

Oltre ai vari materiali e dimensioni, i batteristi possono scegliere tra una gamma di colori per personalizzare l'aspetto della loro batteria. Questo è un ottimo modo per rappresentare lo stile della band e il genere di riferimento. Anche i batteristi di bande musicali sono coperti da una gamma di teste per tamburi da marcia ad alta tensione appositamente progettate.

Come Scegliere le Pelli Perfette per Batteria?

Per scegliere correttamente una pelle per batteria, ci sono diversi fattori di cui tener conto. Tra questi troviamo il numero di strati, la finitura della pelle, lo spessore degli strati.

  • Numero di strati: Generalmente esistono due tipologie di pelli: a strato singolo oppure a doppio strato. Le pelli a strato singolo sono piuttosto versatili in quanto si adattano a qualsiasi tipo di stile musicale e si caratterizzano da un suono brillante e definito. Di solito, le pelli a strato singolo hanno uno spessore compreso tra 7 e 10 mm, spessore che diminuisce tra 3 e 5 mm quando si tratta di pelli per rullante. Le seconde, invece, sono caratterizzate da due strati di circa 7 mm di spessore. Sono decisamente più resistenti rispetto alle pelli monostrato e possono essere dedicate a stili musicali come rock e metal offrendo un suono più grosso e focalizzato.
  • Finitura della pelle: La finitura extra è importante perché incide sul timbro finale della pelle e lo rende più caldo diminuendo il suo attacco. Ecco perché soluzioni di questo tipo offrono un suono più brillante.
  • Spessore: Un elemento che incide sul sustain della pelle stessa. Devi sapere, infatti, che le pelli a doppio strato vibrano ad una frequenza inferiore proprio in virtù del loro maggior spessore. Ciò significa che si otterrà un timbro con meno armoniche e più ricco di frequenze basse. Invece, le opzioni monostrato offrono un sustain di maggiore durata e più presenza di armoniche.

Alcuni brand scelgono di realizzare anche delle pelle per batterie “idrauliche”, in cui tra i due strati è presente un liquido. Questa opzione offre un suono decisamente più scuro, zero sustain ma sono anche più semplici da accordare. Pertanto, potrebbero essere delle soluzioni indicate per i principianti che si troveranno per la prima volta ad accordare la propria batteria.

Recensioni Pelli Evans

Se sei un batterista, sarà capitato anche a te di dover cambiare le pelli del tuo rullante. Inoltre, ti sarai sicuramente posto anche le seguenti domande: quali scegliere? Quali sono le migliori a cui affidarsi? Per questa guida, abbiamo deciso di affidarci a diverse alternative, tutte di casa Evans, e capire quali sono le differenze più importanti tra le varie opzioni in commercio.

Evans Hydraulic Black

Dal punto di vista estetico, la Evans Hydraulic Black è senza dubbio di grande impatto. Questa pelle per rullante è realizzata con uno strato da 7,5mil, uno di 6,5mil e, in mezzo, e presenta un sottile strato di olio in mezzo per garantire una maggiore durata nel tempo, un suono grasso e profondo. Questa pelle è probabilmente una delle meno versatili e che offre una gamma dinamica minore. Però, per generi musicali come il metal e il rock potrebbe rivelarsi una scelta davvero azzeccata e un buon compromesso per ottenere un suono caldo e basso.

Infine tra le pelli a doppio strato a nostra disposizione per il test avevamo anche una Evans Hydraulic, l’unica pelle sul mercato che possa a ragione essere definita ‘idraulica’, data la presenza di uno strato minimo di olio tra le sue due pellicole dallo spessore rispettivamente di 7.5 e 6.5 mil.

Altre Pelli Evans Recensite

  • Evans G1: Sulla G1 di Evans non c’è molto da dire. Si tratta di una pelle per rullante tradizionale, monostrato, sabbiata e molto versatile che si adatta a qualsiasi genere musicale o quasi. La G1 è una pelle per rullante molto sensibile ed è caratterizzata da un rivestimento da 10mil che le conferisce un suono aperto ed espressivo.
  • Evans EC Reverse Dot: Si tratta di una pelle doppia perché ha uno strato inferiore da 10mil e uno superiore sabbiato da 7mil. Una delle differenze più rilevanti di questa pelle rispetto alle G1, è che tutte le armoniche sono praticamente sparite. La Evans EC Reverse Dot ha un suono secco ma allo stesso tempo potente, nonostante la presenza del Dot che garantisce maggiore durata, messa a fuoco e attacco. Si adatta a generi musicali specifici ed è sicuramente meno versatile rispetto alle G1.
  • Evans Genera Dry: Le Evans Genera Dry sono delle pelli per rullante molto particolari perché dotate di piccoli fori agli estremi che servono a far uscire l’aria più velocemente e ottenere un suono più secco. Le Genera Dry dispongono di un singolo strato di pellicola di 10mil che è integrato ad un anello di controllo delle armoniche di 2mil che elimina le armoniche eccessive e si occupa anche di controllare il sustain.
  • Evans Power Center Reverse Dot: La Evans Power Center è una pelle che per certi versi condivide della caratteristiche molto simili alla Evans G1. Infatti, sono entrambe pelli da 10mils, tuttavia, la Power Center ha il dot reverse al centro. Questo elemento le consente di garantire una maggiore durata e un focus extra. La parte centrale della pelle, quindi, si presenta molto flessibile e in grado di fornire un suono più aperto e risonante.

Pelli Evans Super Tough e G2

Le pelli Evans Super Tough esaltano i toni più bassi e la ‘botta’ nelle frequenze medie. Una pelle ‘super tosta’ che nasce dall’accoppiata di due strati da 7.5 mil di spessore.

Partiamo dalla Evans G2, pelle composta da due strati dello spessore di 7 mil ciascuno, con lo strato superiore che normalmente si presenta ricoperto di una sabbiatura standard. La G2 è una pelle ideale per chi cerca un classico suono rock, grosso e robusto, non privo comunque di versatilità e articolazione. Lo spessore doppio attenua infatti i toni più acuti, senza però ‘stoppare’ né strozzare troppo la risonanza.

Pelli Perfette per Altri Elementi della Batteria

Pelli perfette per cassa

Per quanto riguarda le pelli per grancassa, la scelta di una di loro non è poi così immediata. Ci sono dei fattori da considerare che possono influire sulla tua decisione, uno tra tutti il genere musicale che vorrai suonare. Due soluzioni valide sono sicuramente la Remo Powerstroke 4, decisamente più versatile e adatta a suonare praticamente di tutto, e la Evans EMAD 2, quest’ultima più orientata a suoni potenti e decisi.

La pelle per cassa Remo Powerstroke 4 è dotata di un sustain controllato e frequenze basse più importanti. Il tutto viene arricchito da un suono più caldo e un attacco definito. A differenza della prima, la Evans EMAD 2 è una pelle che perde attacco ma che offre una presenza maggiore di frequenze basse. Nel complesso, è un’ottima soluzione per chi è alla ricerca di un suono “preimpostato” e perfetto per situazioni live.

Pelli perfette per tom e timpano

Mettendo da parte la grancassa, è arrivato il momento di parlare delle pelli per tom e timpano. In che modo scegliere l'opzione perfetta? Tra le soluzioni di cui valutare l’acquisto ci sono le Remo Emperor Vintage, delle pelli per batteria con un maggiore spessore e con un attacco più pronunciato. Un altro vantaggio è sicuramente la durabilità, decisamente superiore rispetto a quelle standard. Nel complesso, le Remo Emperor Vintage offrono un suono caldo e si rivelano particolarmente versatili in modo tale da adattarsi alla maggior parte di generi musicali.

Pelli perfette per rullante

Infine, un discorso a parte meritano le pelli per rullante, sia battente che risonante. Per la prima, Evans Genera Dry è sicuramente una delle più indicate perché sono in grado di eliminare le armoniche eccessive e controllare il sustain per ottenere un suono definito e un buon attacco. Per quanto riguarda la pelle risonante, invece, una buona scelta si traduce nella Evans Hazy 300, l’alternativa più venduta delle pelli per batteria Evans e che garantisce un’ampia gamma dinamica con una risposta controllata a tutti i livelli.

Quando Cambiare le Pelli della Batteria?

Le motivazioni che ti spingeranno a cambiare le pelli della tua batteria sono varie: potrebbero essersi rotte, usurate eccessivamente oppure vuoi semplicemente sperimentare nuove tipologie di suoni per capire qual è il migliore per le tue esigenze e quale preferisci di più. Ma ogni quanto cambiare le pelli di una batteria acustica? In linea generale, la risposta dipende anche dalla frequenze di utilizzo del tuo strumento. In caso di uso intensivo, un set di pelli standard può durare da 3 a 4 mesi. Altrimenti, potresti provvedere alla loro sostituzione anche ogni 6 mesi.

Ricordati che anche le pelli risonanti devono essere sostituite con una certa cadenza. Si tratta di pelli che si consumano sicuramente in maniera più lenta. Quindi, considerando sempre un uso intensivo, si stima che possano durare anche fino a 9 mesi.

Il costo medio per il reskin di un singolo tamburo può variare da 30 a 150 sterline, in base alle condizioni e al materiale del tamburo. È essenziale notare che il costo può aumentare rapidamente quando più fusti devono essere reskinnati contemporaneamente.

Gli esperti suggeriscono di cambiare le teste dei tamburi prima della registrazione per ottenere la qualità sonora desiderata. Tuttavia, per le prove e le esecuzioni regolari, si consiglia di sostituire le teste dei tamburi ogni sei mesi circa.

TAG: #Idrauliche

Potrebbe interessarti anche: