Dalle preistoriche origini della ceramica ai primi rivestimenti in piastrelle, fino agli azulejos e alla nascita, all'inizio del secolo, delle industrie italiane, la piastrella in ceramica ha una storia ricca e affascinante. Dalle piastrelle liberty di inizio 1900 fino alle grandi lastre in grès di oggi, questo articolo esplora le origini, le innovazioni e gli utilizzi di questo elemento fondamentale dell'interior design.

Le Origini Preistoriche della Ceramica

È difficile dare una data precisa alla nascita della ceramica. Certamente è una delle invenzioni più antiche dell'uomo e certamente nasce per caso: qualche nostro progenitore avrà acceso il fuoco in un punto in cui l'acqua aveva ben compattato un terreno argilloso e si sarà accorto che la terra, sotto al fuoco, si era solidificata trasformandosi nel primo, casuale, manufatto in "terracotta".

I Primi Utilizzi

I nostri progenitori, probabilmente, impararono a modellare l'argilla prima di cuocerla comprendendo quanto fosse facile dare forma al crudo. Inoltre compresero che si potevano ottenere risultati migliori mettendola prima ad essiccare al sole per poi cuocerla sul fuoco.

Con tutta probabilità le necessità, in quel periodo, erano di realizzare dei recipienti capaci di contenere l'acqua ed è stato questo, con tutta probabilità, il primo utilizzo della ceramica: trasformarsi da argilla a contenitori impermeabili e durevoli di liquidi.

Le ricerche archeologiche ci confermano che i primi oggetti plasmati e cotti sono principalmente vasellame e contenitori per i cibi. I manufatti più antichi ritrovati, delle scodelle cotte direttamente sul fuoco, risalgono a 16.000 anni avanti cristo e sono stati ritrovati e datati in Cina.

Fino a qualche anno fa si riteneva che i pezzi più antichi fossero quelli ritrovati in Giappone, datati circa 12.000 avanti cristo. Questi primi oggetti sono forme primitive, grezze, poco raffinate, incredibilmente giunte fino a noi, cosa questa che già mette in luce la straordinaria durabilità di questo materiale.

L'Invenzione del Tornio

Una vera e propria rivoluzione si ebbe grazie all'invenzione del piatto girevole (tornio) che agevola la produzione di oggetti quali vasi, piatti, anfore e brocche. Rispetto alla primitiva lavorazione manuale si possono ora ottenere oggetti meno sgraziati, più simmetrici e armoniosi.

La combinazione tra la rotazione continua del piano di appoggio dell'argilla umida e le mani che la plasmano consentono di affinare la tecnica produttiva e rendere più sottili le pareti degli oggetti. Si tratta sempre di recipienti per contenere acqua e cibo e costruiti con un ottica di funzionalità, non decorati, ma di forme armoniose.

La Decorazione della Ceramica

Una seconda evoluzione si ebbe con i primi tentativi di decorazione della ceramica. Dai primi, semplici, graffi fatti all'esterno dei manufatti a tentativi di disegni geometrici ed infine, sempre incidendo la parte esterna, a parole, frasi e scritte.

Ci si rende conto che le frasi o i disegni scritti sulla terra pressata e cotta rimanevano indelebili nei vasi e nelle anfore in terracotta ben più a lungo di quanto succedeva con le parole scritte sui papiri o sulle pergamene.

Qualcuno inizia a pensare che si potrebbe utilizzare la terracotta per riportarvi leggi, imposizioni religiose, codici o per tramandare eventi, fatti storici o teorie matematiche.

La scrittura sull'argilla cruda avviene semplicemente incidendo la superficie ed una volta cotto il manufatto è resistente e durevole. L'alternativa è scolpire i testi sulla pietra, operazione più onerosa e lunga. Certo, la pietra è meno fragile della ceramica, ma la difficoltà dell'incisione è tale per cui non è possibile scrivere lunghi testi. Inoltre la pietra è molto più pesante della ceramica.

Le Prime Piastrelle in Ceramica

Le prime piastrelle in ceramica sono dunque delle lastre su cui sono scritti testi. Al momento si presume che le prime applicazioni siano quelle ritrovate in Mesopotamia e risalenti al periodo 3000 a.C. Queste piastrelle, chiamate tavole cuneiformi, erano realizzate in argilla e avevano una forma rettangolare o quadrata. I testi erano incisi su di esse utilizzando un punzone a forma di cuneo, da cui il nome.

Le tavole cuneiformi erano un modo efficace per registrare informazioni permanenti. Erano durevoli e potevano essere facilmente trasportate. L'utilizzo delle tavole cuneiformi si diffuse in altre parti del Medio Oriente, inclusa l'Egitto, la Siria e la Palestina. In Egitto, le tavole cuneiformi erano utilizzate per registrare testi religiosi, storici e amministrativi.

Le prime piastrelle furono, infatti, delle "piastre di terra battuta" realizzate per essere un supporto su cui scrivere testi importanti. Su delle lastre di argilla cruda gli incisori scrivevano, quindi, leggi o direttive, piuttosto che frasi religiose o storie di Re e guerrieri. Una volta cotte queste prime piastrelle diventavano dei veri e propri testi di divulgazione, dei "libri", insomma, estremamente durevoli.

Da qui, da questi manufatti, inizia la storia che porterà ai moderni rivestimenti in ceramica che trovi nelle pareti e nei pavimenti di casa tua, ma la strada è ancora lunga.

Le prime piastrelle in ceramica della storia furono, insomma, dei "libri" concepiti così per durare secoli e trasmettere al futuro conoscenze, leggende, storie che difficilmente sarebbero arrivate fino a noi. La prima funzione della lastra in ceramica è stata, quindi, culturale e storica.

Ceramica e Trigonometria

Un esempio notevole di utilizzo delle piastrelle è la tavola matematica nota come "plimpton 322" recentemente decifrata. Il manufatto di ceramica - di circa 3700 anni fa, ritrovato in Iraq - riporta una tabella trigonometrica e, al momento, è la più antica mai trovata al mondo.

Certamente fu utilizzata per il calcolo trigonometrico (scoperto quindi dai babilonesi e non dai greci come si credeva) per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e canali.

Le Prime Decorazioni "Industriali" delle Piastrelle

Un'innovazione interessante - che seppure in forma evoluta viene utilizzata nell'industria delle piastrelle in ceramica per strutturare le superfici - furono i cilindri in calcite. Questi cilindretti bianchi venivano passati, facendoli rotolare, sull'argilla bagnata per creare delle decorazioni che si ripetevano in continuazione.

La decorazione può essere ripetuta semplicemente andando a "rullare" rettangoli di argilla cruda con questo cilindretto. Insomma una volta inciso, un cilindro questo poteva replicare migliaia di volte la decorazione sulle lastre: un concetto industriale di produzione di piastrelle in ceramica decorate.

È davvero sconcertante pensare che questo manufatto cilindrico per decorare l'argilla è stato datato intorno al 3.300 avanti Cristo. Questi cilindri venivano realizzati in marmo o anche in pietre semipreziose, oppure in avorio. Ne sono stati trovati molti nell'area Mesopotamia a dimostrazione che la realizzazione di questi progenitori degli attuali listelli di ceramica decorata era una attività fiorente.

Maioliche Vietresi: Un Po' di Storia

La storia della ceramica vietrese si stima risalente al V secolo a. C., nel periodo etrusco. Le ceramiche di Vietri sul Mare però iniziarono a diffondersi solo verso il 1200 d. C. divenendo uno dei beni più commerciati dalla Repubblica marinara di Amalfi.

Anche l'arte ceramica portata dai maestri abruzzesi di Castelli influenzò la decorazione della maiolica di Vietri, oltre all'impronta bizantina lasciata dai monaci nel salernitano intorno all'IX-XII secc.

La tecnica di produzione delle piastrelle di ceramica vietresi andò affinandosi sempre più, fino a conoscere una svolta decisiva nel periodo tra le due guerre mondiali, quando furono instaurate le leggi razziali in Germania.

Gli ebrei tedeschi che trovarono rifugio sulla Costiera Amalfitana diedero nuovo impulso all'arte vietrese che incamerò gli influssi culturali e gli stilemi tipici della cultura ebraica dando vita a prodotti nuovi, stilisticamente unici, senza rinunciare al carattere artigianale della produzione.

La ceramica vietrese si arricchì in seguito di forme e decorazioni artistiche, che portarono alla creazione di oggetti legati al culto religioso, come le acquasantiere, i pannelli con le piastrelle maiolicate e le edicole votive, che ancora oggi si possono ammirare nei vicoli della zona.

La produzione della ceramica di Vietri non era soltanto di oggetti della quotidianità, ma era composta anche da una certa ceramica colta fatta di piatti per le tavole dei nobili e di mattonelle maiolicate per i pavimenti e rivestimenti di ville e palazzi.

La Ceramica di Vietri per Pavimenti e Rivestimenti

L'azienda Ceramica Pinto, situata a Vietri Sul Mare, vanta un'antica produzione artigianale nel settore della ceramica artistica di arredamento, innovando col tempo la tecnica, conservando inalterata la qualità artigianale.

I pavimenti in maiolica di Vietri sono ottenuti con due cotture, con supporto (in terracotta da argilla rossa) smaltato e decorato.

Lo smalto è la base per garantire elevata qualità tecnica del prodotto finale, viene preparato ancora in fabbrica, acquistando le migliori materie prime e macinando il tutto nei mulini dell'azienda. È così che viene garantita l'elevata resistenza all'abrasione, la morbidezza estetica del bianco un po' lucido, che cambia tono su ogni piastrella in modo naturale, ottenendo il Bianco Vietri.

Il supporto è calibrato, per consentire l'accostamento migliore delle piastrelle nella fase di posa, per esaltare la continuità del modulo decorativo. Viene utilizzato il supporto di produzione industriale o il cotto artigianale, cotto a legna e rettificato a scalpello.

La decorazione è sempre eseguita a mano, a pennello o con stampo, sia per i semplici colorati (pennellati, spatolati) che per i disegni monocromatici o con diversi colori. Il risultato è una naturale stonalizzazione del colore che rende unica ogni mattonella.

Superfici Ceramiche per il Vivere Contemporaneo

Le ceramiche di Cottovietri sono fatte di materia viva, argille scelte perché nate da una terra priva d'impurità e contaminazioni. Gli impasti di argille, colorate o lasciate nelle loro tonalità naturali di rosso e di giallo, sono pressati a mano in telai di legno costruiti in svariate forme e dimensioni.

La lisciatura delle superfici e la rettifica dei profili sono i passi di pratica artigianale che resta impressa per sempre, grazie all'essiccazione e alla successiva cottura nelle fornaci di pigna. Saranno proprio questi gesti a fare di ogni creazione ceramica un esemplare unico, per dettagli e imperfezioni.

Lasciato al grezzo o lavorato con smalti e decorazioni disparate, ogni manufatto Cottovietri mantiene la sua essenza vitale, quella di una materia capace di contenere in sè la memoria del passato e i riflessi del futuro.

Colortherapy delle ceramiche vietresi, policromia contro monocromia per liberare il proprio estro al fine di rendere uno spazio prezioso e trasformare un ambiente da anonimo a unico.

Le caratteristiche stilistiche e le tecniche di produzione delle ceramiche Cottovietri definiscono una versatilità completamente diversa da quella tradizionale. L'ampia gamma, le possibili varianti di finitura, la scelta dei formati e la loro duttile lavorabilità si uniscono a una straordinaria armonia cromatica che perfettamente si adatta agli spazi più diversi.

La bellezza naturale di queste ceramiche viene così adoperata non solo per esaltare arredamenti ed elementi architettonici naturali, come il legno o il marmo, ma anche per inaugurare stili innovativi, nati dall'armonia dei contrasti.

Impalcature di rame, alluminio o ferro battuto, vetri e specchi che ne riprendono trasparenze e sfumature, fino alle stravaganti forme plastiche, ritrovano accanto alle ceramiche vietresi quell'espressione di organicità perduta, che riesce a donare a un ambiente, spesso troppo artefatto, la sua antica misura d'uomo.

La progettazione di un nuovo ambiente apre a nuove visioni e suggestioni. La ceramica, con l'ingegno e la creatività di chi la sceglie, consente una forta libertà progettuale che solo un ingrediente così duttile può rendere possibile.

L'Arte della Ceramica di Vietri

Le materie prime: terra, fuoco, aria e acqua sono i quattro elementi naturali fondamentali nell'arte senza tempo della Ceramica. Kèramos, era l'antico termine greco che identificava l'argilla utilizzata per forgiare manualmente i manufatti, che nel caso della ceramica vietrese è l'argilla rossa, proveniente dalla provincia di Salerno.

Il fuoco e l'aria fanno sì che l'argilla diventi solida ceramica, ma nello stesso tempo legano gli smalti e i colori al manufatto per sempre in un matrimonio di elementi che restituiscono opere d'arte uniche.

Infine l'acqua, che fin dai tempi antichi simboleggia la vita, è utilizzata in ceramica per miscelare gli impasti e sciogliere i colori, un elemento che rende malleabile alle mani e all'arte dell'uomo ciò che la natura ci presenta in origine come dura e non plasmabile.

La forgiatura è il momento in cui l'argilla rossa da semplice impasto di terra e acqua diventa manufatto, attraverso l'uso del tornio o con l'utilizzo di stampi a mano o presse. Dopo la modellazione il manufatto subisce un naturale processo di essiccazione all'aria e si può procedere alla prima cottura.

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