Sono molte le componenti che collaborando tra di loro garantiscono ad un ascensore oleodinamico il funzionamento corretto. L’ascensore a pistone, o oleodinamico, è tra le tipologie più diffuse di impianti di elevazione negli edifici. Il suo impiego principale è nelle strutture residenziali perché permette di ottimizzare i costi e i tempi di installazione. È infatti molto compatto e si adatta a molteplici situazioni.
Leggi l’articolo fino in fondo per avere ben chiaro in mente se l’ascensore a pistone idraulico è il tipo di impianto che fa al caso tuo: esso infatti ha dei vantaggi e svantaggi rispetto ad un ascensore elettrico che lo rende adatto a specifici utilizzi.
Un ascensore, è un dispositivo che si muove lungo un percorso verticale, definito vano, per trasportare persone o merci tra i vari piani di un edificio. Questo movimento avviene all’interno di una cabina, che funge da spazio per ospitare passeggeri o carichi. La maggior parte degli ascensori moderni opera mediante motori elettrici o idraulici, supportati da un contrappeso, che garantisce la sicurezza dell’impianto in conformità con le normative europee vigenti (UNI EN 81-1).
Componenti Chiave degli Ascensori Idraulici
Gli ascensori idraulici sono costituiti da diversi componenti chiave per il loro funzionamento:
- La cabina passeggeri è progettata per il trasporto verticale di persone e oggetti.
- La centralina idraulica, che di solito si trova in un armadio metallico esterno o in un locale macchine, genera la pressione necessaria dell’olio all’interno di un cilindro per muovere l’ascensore.
- Il movimento è facilitato da una pompa che dirige il fluido verso il pistone, e una puleggia attraverso la quale scorrono le funi collegate alla cabina.
- Il pistone, azionato dal fluido proveniente dalla pompa, è quello che effettivamente solleva la cabina.
Invece di un motore elettrico, questi ascensori utilizzano un sistema meccanico basato su pistoni e cilindri con olio minerale in pressione. Per ascendere, la pompa idraulica spinge il liquido nel cilindro, attivando i meccanismi che elevano la cabina ai piani superiori.
Funzionamento del Pistone Idraulico
Il funzionamento del pistone idraulico è un meccanismo all’apparenza complesso ma, come per il funzionamento di un ascensore, è abbastanza semplice da capire. Il pistone idraulico è la parte mobile di un organo idraulico, che si muove grazie ad un fluido. Di base, il movimento avviene grazie all’olio che sommerge il pistone su impulso di una centralina idraulica.
La valvola limitatrice della pressione è un sistema di sicurezza aggiuntivo ed è posta tra la pompa e la valvola direzionale. Si aziona in automatico qualora la pressione ricevuta sia superiore a quella necessaria, spedendo il liquido viscoso nel serbatoio. Quando la cabina deve salire a un piano superiore, la centralina spinge il liquido nel pistone generando il movimento verso l’alto.
I pistoni, che si trovano all’interno dei cilindri, vengono azionati dall’olio minerale in pressione, regolati da una valvola. La portata è così resa personalizzabile. La salita della cabina avverrà dunque, grazie alla pressione dell’olio sui pistoni, il cilindro si estenderà, provocando l’innalzamento dell’argano. Spesso, più il cilindro è grande più sarà lento, perché la quantità di liquido che deve entrare per permettere al pistone di scorrere e percorrere la sua strada sarà maggiore.
Vantaggi degli Ascensori Oleodinamici
Un vantaggio dell’ascensore oleodinamico è certamente la convenienza in termini di consumi energetici in caso di basso utilizzo. Questi impianti, sono più convenienti di quelli a trazione se non vengono utilizzati in maniera intensa. Si stima una convenienza con un uso inferiore alle 150 corse giornaliere.
Altri vantaggi includono:
- Precisione di fermata: Il movimento è controllato e si traduce in una fermata al piano molto precisa e delicata.
- Adattabilità: È un alleato anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche, perché ha una maggiore precisione nell’arrivo al piano rispetto ad un impianto elettrico tradizionale e consente alle persone con disabilità motoria di essere totalmente indipendenti nei movimenti in entrata e uscita.
- Indipendenza in caso di blackout: in caso di blackout l’ascensore a pistone riporterà la cabina al piano terra.
- Ottimizzazione dello spazio: l’impianto non ha bisogno di un contrappeso, permettendo di sfruttare pienamente le dimensioni del vano corsa.
- Silenziosità: Meno rumoroso.
Manutenzione dei Pistoni Idraulici
Per assicurare il corretto funzionamento del sistema di elevazione, è fondamentale eseguire un’attenta manutenzione dei pistoni idraulici. Nella fase di manutenzione dei pistoni idraulici viene controllato lo stato di usura.
Nel condominio la manutenzione ordinaria degli ascensori viene gestita con un contratto stipulato dall’amministratore del condominio e prevede una visita ogni sei mesi per verificare il corretto funzionamento degli impianti e valutare lo stato delle componenti.
Bisognerà prevedere un piano di riciclaggio per l’olio utilizzato. Un uso eccessivo dell’impianto potrebbe portare a un surriscaldamento precoce del liquido.
Normative di Sicurezza
Estratto da D.Min. 28/05/1979 Sono approvate per gli ascensori e montacarichi idraulici le norme e le misure sostitutive di sicurezza, di seguito specificate, elaborate dall' apposita commissione di studio del C.N.R. con delibera n. 760625/383, con i chiarimenti contenuti nella delibera n.
Di seguito alcuni punti chiave delle normative:
- Art. 5: Le strutture portanti del cilindro devono essere calcolate per sostenere carichi fissi più 1,5 volte il carico mobile massimo sostenuto direttamente o trasmesso dalle funi o catene, calcolato staticamente con coefficiente di sicurezza non minore di 6.
- Art. 6: Il macchinario e le apparecchiature di comando e manovra devono essere installati in un apposito locale che deve avere dimensioni sufficienti per permettere l' ispezione e la manutenzione agevole di tutte le parti.
- Art. 9: Le aperture per il passaggio delle tubazioni e dei conduttori nel vano di corsa devono essere le più piccole possibili.
- Art. 19: Nel caso di emergenza la manovra a mano può essere fatta anche dal personale di custodia istruito per questo scopo.
- Art. 22: Sotto il piano servito più basso deve esservi una extracorsa sufficiente per permettere alla cabina di fermarsi, dopo l' intervento dell' interruttore di fine corsa, o per chiusura delle valvole o comunque per l' azione degli ammortizzatori collocati sotto la cabina.
- Art. 44: Gli impianti devono essere provvisti di interruttori di fine corsa per fermare la cabina in corrispondenza ai piani estremi.
Ascensori Elettrici vs. Oleodinamici
Ascensore elettrico o oleodinamico? È una domanda che si trovano di fronte tanti progettisti incaricati di definire le caratteristiche di nuovi edifici o alle prese con la ristrutturazione di vecchie strutture. I due tipi di impianti di sollevamento presentano caratteristiche diverse, differenti costi e, soprattutto, vantaggi e svantaggi.
L’ascensore elettrico (o ascensore a trazione tramite argano) è un elevatore che si sposta grazie a una particolare macchina di sollevamento: l’argano, che può essere gearlees nei modelli più recenti. Fino ad un paio di decenni fa, l’argano era, posizionato all’interno di un locale macchine dedicato, occupava molto spazio.
Diverso è il funzionamento dell’ascensore oleodinamico (o ascensore idraulico). In questo caso è presente un sistema a pistone in cui viene immesso dell’olio minerale in pressione. È una centralina oleodinamica a mettere in pressione l’olio all’interno del pistone in modo da estenderlo, per raggiungere il piano desiderato. Quando la cabina deve salire a un piano superiore, la centralina spinge il liquido nel pistone generando il movimento verso l’alto.
L’ascensore ad argano, rispetto a un impianto oleodinamico, garantisce un minore consumo di energia e viene quindi considerato più ecologico, perché è pochissimo l’olio del motore da smaltire. L’ascensore ad argano è indicato per edifici particolarmente alti, ovviamente anche grattacieli.
L’ascensore a pistone, o oleodinamico, è tra le tipologie più diffuse di impianti di elevazione negli edifici. Il suo impiego principale è nelle strutture residenziali perché permette di ottimizzare i costi e i tempi di installazione. È infatti molto compatto e si adatta a molteplici situazioni. È un alleato anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche, perché ha una maggiore precisione nell’arrivo al piano rispetto ad un impianto elettrico tradizionale e consente alle persone con disabilità motoria di essere totalmente indipendenti nei movimenti in entrata e uscita.
Il sistema oleodinamico è costituito da una centralina idraulica ( che contiene un motore, il fluido ed un sistema di valvole ) e da un olio minerale. L’olio viene spinto dalla pompa della centralina all’interno del pistone, e la pressione esercitata sfila il cilindro e sposta verso l’alto la cabina. In molti si chiedono quanto consuma l’ascensore oleodinamico, considerando la presenza del liquido e la necessità di utilizzare l’elettricità. Il consumo è maggiore in salita e quindi bisogna tenere sotto controllo questa fase, soprattutto quando si impostano portata e velocità.
La discesa, invece, sfrutta la forza di gravità, ed è controllata da un gruppo valvole che permette il deflusso dell’olio in modo controllato e sicuro. Il movimento è controllato e si traduce in una fermata al piano molto precisa e delicata. Il locale che contiene la centralina ed il quadro di manovra detto locale macchine può essere posizionato a una distanza di 10-15 metri.
L’ascensore idraulico rispetto ad altri modelli ha una velocità e una portata ridotta. L’ascensore senza fossa è il frutto dell’evoluzione tecnologica dei sistemi di elevazione. Con una fossa ridotta ad esempio, è obbligatorio inoltrare una richiesta di autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico e ad un organismo accreditato ai sensi del DPR 16/99.
Nel condominio la manutenzione ordinaria degli ascensori viene gestita con un contratto stipulato dall’amministratore del condominio e prevede una visita ogni sei mesi per verificare il corretto funzionamento degli impianti e valutare lo stato delle componenti.
Un ascensore a pistone ha un prezzo molto variabile. Nella realizzazione del preventivo vanno infatti considerate diverse voci di spesa. Si parte innanzitutto dal calcolo dei lavori di adattamento degli spazi in cui viene installato l’ascensore. Si procede poi con la scelta del modello di ascensore e delle sue caratteristiche.
Se stai pensando di installare un ascensore in un’abitazione privata o in un condominio e vorresti avere assistenza per la realizzazione, puoi rivolgerti ad Alfa Elevatori, azienda che opera a Roma e nella Regione Lazio da oltre quarant’anni e propone soluzioni per installazione e assistenza per impianti di elevazione. Adottare un impianto simile vuol dire rendere indipendenti le persone che hanno problemi con la deambulazione.
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