Il ponte sollevatore idraulico è uno strumento fondamentale utilizzato principalmente nelle officine meccaniche e carrozzerie. I ponti sollevatori per auto possono sollevare qualsiasi tipo di veicolo, anche quelli più pesanti, facilitando le operazioni di riparazione e manutenzione.

Tipi di Ponti Sollevatori per Auto

I principali tipi di ponti sollevatori per auto sono:

  • Ponti sollevatori a colonna: Soluzione versatile per diverse esigenze di sollevamento.
  • Ponti sollevatori a pantografo: Utilizzati per veicoli più leggeri come le moto. In questa categoria troverai soprattutto ponti sollevatori a pantografo mobili.
  • Ponti sollevatori a piattaforma: Generalmente adottati dai centri di revisione auto e veicoli.

Anche se ne esistono di elettrici, la maggior parte dei ponti sollevatori per auto sono pneumatici o idraulici (con una pompa idraulica azionata da un motore elettrico).

I semplici ponti sollevatori a pantografo possono alzarsi fino a 1 metro, il che li rende una buona opzione per le officine con soffitti bassi.

Sollevamento Moto: Pedane e Ponti Idraulici

Per la manutenzione ordinaria della moto, spesso è necessario operare in posizioni scomode. Per questo, il mercato offre pedane e ponti idraulici per sollevare la moto in sicurezza. Nonostante le dimensioni contenute, non è sempre facile sollevare una moto.

Il ponte idraulico sollevatore o pedana per moto è composto da una struttura robusta realizzata in acciaio e dotata di un meccanismo idraulico di risalita a pedale. Elemento fondamentale per officine e garage, esso consente un agevole sollevamento del mezzo, tale da permettervi di lavorare sulla vostra moto in tutta comodità e sicurezza.

Una pedana per sollevare una moto, infatti, può costare più di 500 euro, ed è facile superare questa soglia per pedane professionali presenti in garage o officine. Decisamente più economico, invece, un più semplice cavalletto, formato da un cric idraulico e dei supporti in gomma dura antiscivolo con alcuni punti di bloccaggio.

Come Costruire un Cric per Sollevamento Moto

Gli appassionati del fai da te, o semplicemente coloro che non possono permettersi di acquistare una pedana per moto, potranno poi realizzare con autonomamente un cric per sollevamento moto economico e resistente.

Il materiale necessario per realizzare un cavalletto per moto consiste in: 1 martinetto idraulico, dei profilati in ferro, bulloni e brugola, 1 saldatrice ad arco voltaico. Il martinetto idraulico di piccole dimensioni (che solleva sino a 3 tonnellate!) lo troverete facilmente su internet.

Di profilati in ferro quadrati ne serviranno 2 da 3 metri di cui una dovrà avere una quadratura di 3 cm, mentre l’altra sarà di 4 cm, in modo da poter far scorrere quello piccolo nel grande. A questo punto si tratterà di costruire due sgabelli in ferro di 50 cm di altezza, completi di base, con la saldatrice ad arco voltaico. Uno sarà realizzato con il profilato da 3 cm, l’altro con quello di 4 cm.

Infilando i piedi dello sgabello “piccolo” in quello “grande” otterrete un cubo a due basi una superiore, da inserire sotto la moto, e una inferiore che appoggerà stabilmente a terra. Sempre a terra appoggerete il martinetto idraulico, che precauzionalmente fisserete con dei bulloni.

Azionando la leva del pistone idraulico, il martinetto salirà raggiungendo la base superiore, spingerla in alto, mentre scorre nei 4 piedi in profilato.

Sollevare la Moto con un Cavalletto Anteriore

Per smontare le forcelle moto è necessario sollevare la moto con un cavalletto anteriore sottocanotto. Per sollevare la moto con un cavalletto anteriore, spesso pieghevole, è necessario aprirlo e inserire nella boccola del cavalletto il perno idoneo per la moto. Una volta fatto, è necessario posizionare il perno nel foro del canotto di sterzo facendo leva.

La parte superiore del cavalletto sottocanotto ha un design pensato per evitare urti o graffi alle carene.

Sollevare la Moto Dopo una Caduta

Siamo passati tutti (o quasi) attraverso uno dei momenti più imbarazzanti che può capitare su strada: la caduta della nostra moto. La prima cosa da fare è evitare movimenti avventati. Anche la moto più leggera supera di slancio i 100 kg, e sollevarla in maniera errata può portare a importanti danni alla schiena.

La prima cosa da fare è innestare una marcia, per evitare che le ruote girino una volta rimessa la moto sulle sue ruote. In questo modo, la moto rimarrà stabile e non comincerà a spostarsi portando, potenzialmente, ad una nuova caduta. Per sollevare la moto in maniera sicura dopo una caduta è necessario afferrare due punti solidi sulla moto: non è quindi da alzare dalle carene, dal terminale di scarico o dal parabrezza, ma è meglio afferrare parti del telaio, la parte più robusta del veicolo.

Afferra, quindi, due punti solidi, e piegate le gambe in maniera quasi completa. Non usare la schiena per sollevare di nuovo la moto, ma anzi sfrutta la forza delle tue gambe per dare la giusta spinta durante il sollevamento e proteggere la schiena. Non esagerare, poi, con la forza con la quale sollevi la moto. Devi, infatti, arrivare a poggiarla di nuovo su due ruote, e non a “ribaltarla” dall’altro lato.

Una volta sollevata e ferma sulle sue ruote, posiziona la moto sul cavalletto per assicurarvi che sia il più stabile possibile. Non cercare, quindi, di sollevare la moto in modo sbagliato o eccessivamente sforzato, perché potreste causare danni a voi stessi o alla moto.

Sicurezza e Prevenzione dei Rischi

Sono tanti i fattori di rischio per gli operatori che lavorano nelle autofficine presenti sul nostro territorio. Fattori che possono dipendere non solo dalla mancanza di buone prassi e/o dallo stato delle attrezzature e impianti utilizzati, ma anche dall’esposizione ad agenti fisici (ad esempio rumore e vibrazioni), ad agenti chimici, alle azioni di sollevamento e trasporto manuale di carichi, al rischio elettrico e al rischio incendio.

Il sollevamento del veicolo è “una condizione indispensabile per certe lavorazioni, mentre per altre lavorazioni può essere un ausilio al fine di ridurre posture scomode di intervento”.

Le attrezzature e macchine utilizzabili includono:

  • Ponte sollevatore: “un apparecchio posto stabilmente sul pavimento dell'autofficina. Ne esistono di diversi tipi e portate”.
  • Sollevatore portatile: “si tratta di un piccolo sollevatore dotato di ruote per essere utilizzato dove è necessario. Il funzionamento è pneumatico e la discesa è protetta da un sistema meccanico dentato in modo da evitare che, in caso di rottura dell'impianto oleodinamico, l'abbassamento non possa avvenire per più di uno stop”.
  • Crick per il sollevamento manuale: “si tratta di un apparecchio manuale ad azionamento oleodinamico a leva. L'apparecchio è dotato di un pedale di abbassamento rapido”.

Interventi Prevenzionistici

Il documento si sofferma in particolare sul ponte sollevatore e indica che si può evitare la caduta dal ponte o dalla piattaforma in caso di difetto all’impianto idraulico (per esempio rottura della tubazione) “equipaggiando il cilindro di alzata con una valvola predisposta a tale scopo”. Inoltre gli errori di manovra “possono essere evitati se l’impianto idraulico sotto la piattaforma di sollevamento è concepito in modo da precludere la possibilità di un abbassamento manuale accidentale”.

Altre indicazioni:

  • “i dati necessari per il funzionamento sicuro del ponte o della piattaforma di sollevamento e le indicati in modo chiaro e ben visibile per l’utente e collocati nei pressi degli organi di comando del mezzo di sollevamento e le indicazioni della portata nominale devono figurare sia sul ponte e la piattaforma che presso il quadro di comando;
  • non è consentito superare la portata nominale indicata sull’impianto;
  • l’utente è responsabile del corretto e sicuro esercizio del mezzo;
  • prima di azionare il sollevamento occorre accertarsi che nessuno sia messo in condizioni di pericolo".

“il quadro di comando deve essere collocato in posizione che permetta una sicura manovra sull’impianto e che governi tutta la zona ove è ubicato; il quadro deve comprendere almeno un pulsante di comando della salita ed un pulsante di comando della discesa ed un pulsante di arresto di emergenza; i pulsanti di alzata e discesa devono essere opportunamente protetti contro ogni azionamento accidentale e quello di emergenza, non protetto, deve essere del tipo a fungo e di colore rosso".

“i ponti e le piattaforme sollevabili devono essere muniti di un dispositivo collocato sotto la parte inferiore della struttura mobile, atta ad arrestare la corsa di discesa del mezzo qualora parti del corpo del lavoratore interferiscano nella zona pericolosa interessata dalla struttura in movimento. Tali dispositivi possono essere costituiti da barriere immateriali (fotocellule) oppure da pannelli montati sotto tutti i lati e collegati ad un sistema di blocco, atti ad arrestare immediatamente la corsa qualora avvenga un contatto con un corpo estraneo (es.: piede del lavoratore)".

Si indica che “è vietato introdursi sotto l'autoveicolo sollevato e sostenuto solo dal crick. Prima di introdursi sotto l'autoveicolo, l'addetto deve posizionare i cavalletti di sostegno”.

Tipologie di Ponti Sollevatori e Loro Applicazioni

Il ponte sollevatore in una carrozzeria, come in una officina o dal gommista, è una presenza scontata. Eppure questo attrezzo tanto fondamentale che non può considerarsi scontato, un pezzo di arredamento industriale. Infatti, per quanto il ponte sollevatore auto abbia la funzione di alzare la vettura e accedere al sottoscocca, le sue svariate applicazioni e tecnologie di sollevamento ne fanno davvero un attrezzo ricco di caratteristiche e di varianti.

I ponti sollevatori più diffusi sono quelli a due colonne che si dividono tra sollevamento elettromeccanico ed elettroidraulico. Questi ponti sono fissati al pavimento e tramite due colonne alzano l’auto agganciandole con quattro bracci alle cui estremità sono presenti i punti di sollevamento che si regola nell’altezza con una chiocciola. Questo sistema è molto diffuso perché occupa poco spazio in carrozzeria e permette di lavorare agevolmente sia al sottoscocca sia alle sospensioni: le ruote infatti restano libere e scariche durante il sollevamento.

I ponti a cilindri interrati sollevano l’auto lasciando molta libertà di movimento nel sottoscocca e nei vani ruota. Sono ancora meno ingombranti (all’esterno) in carrozzeria ma richiedono opere murarie complesse: bisogna infatti effettuare lo scavo nel pavimento per annegare il sistema idraulico di sollevamento (anche fino e oltre 2,5 metri di profondità).

Nei ponti sollevatori a doppia forbice, il pistone idraulico di alzata è integrato in una struttura a doppia forbice multi braccia che si estende verso l’alto sollevando l’auto. Sono studiati per i lavori di carrozzeria quindi lasciano libertà di movimento lungo le fiancate a scapito del sottoscocca. Sono molto “sottili” adatti a vetture sportive con assetto ribassato e luce a terra ridotta.

Questi sistemi di sollevamento alzano la vettura attraverso le ruote: l’auto sale sul ponte su due binari e viene sollevata. Sono usati soprattutto per lavorare sugli assetti come il controllo convergenza in cui la vettura deve essere con massa a terra per poter valutare le inclinazioni e le geometrie delle ruote.

A tutt’oggi il modello di sollevatore più richiesto dalle officine di autoriparazione è quello a due colonne, nonostante in questi ultimi anni, per la necessità di velocizzare i tempi di carico, scarico e posizionamento della vettura, il ponte a doppia forbice stia prendendo sempre più piede.

Dal punto di vista del funzionamento i ponti a due colonne sono di due tipologie: elettromeccanici ed elettroidraulici. Quelli elettromeccanici lavorano con una vite senza fine per colonna comandata da motori elettrici. I ponti elettroidraulici invece hanno una centralina che fornisce l’energia a un motore che agisce su un pistone oppure su due pistoni idraulici.

I ponti sollevatori sono fatti di ferro. Ma la qualità del materiale utilizzato può variare. Questo ferro ha la caratteristica di essere particolarmente lavorabile, adatto alla piega, ed è in grado sotto sforzo di flettere e di ritornare alla sua configurazione iniziale.

La tendenza degli operatori di settore è quella di spostarsi verso articoli sempre più funzionali e adatti alle tipologie di lavoro che eseguono. Quindi il ponte a doppia forbice, sicuramente più immediato dal punto di vista logistico, sarà scelto per le tipiche operazioni rapide su ruote, freni e il cambio olio. Il due colonne da parte sua risulterà necessario per determinati lavori di meccanica, quelli di una certa importanza, come i lavori sui giunti o i semiassi, quelli relativi al sottoscocca, ma anche la semplice sostituzione di una marmitta.

Importante poi il fattore costi. Il ponte due colonne rappresenta infatti l’entry level, cioè il modello di ingresso anche dal punto di vista del prezzo perché che sia elettromeccanico, o che sia elettroidraulico, costa meno rispetto al ponte a doppia forbice.

Occorre infine ricordare un sistema che sta andando per la maggiore negli ultimi anni, ossia il ponte a pedana lunga dal quale fuoriesce un ulteriore piccolo sollevatore che lavora sottoscocca lasciando quindi libere le ruote e permettendo molteplici operazioni.

Manutenzione Regolare dei Sollevatori

Una manutenzione regolare ha lo scopo di garantire la funzionalità dell’attrezzatura e, soprattutto, la sicurezza dell’operatore che la usa quotidianamente.

Gli interventi possono essere effettuati da tecnici autorizzati delle Case costruttrici di attrezzature, o da tecnici dei concessionari, oppure può essere eseguita anche dal proprietario dell’officina che autocertificata e risponde dell’attività eseguita.

I sollevatori elettromeccanici devono infatti disporre oltre che di un sistema di sicurezza uomo presente con un impianto elettrico a 24 volt, di almeno due organi di sicurezza che siano in grado, in caso di malcuranza da parte dell’operatore di bloccare il sollevatore.

Risoluzione Problemi Comuni

Se il sollevatore rimane bloccato dopo aver svitato la valvola, potrebbe essere necessario spurgare il circuito idraulico. Prova ad allentare la vite di sfiato e pompare, oppure capovolgilo un attimo e poi riprovi. Assicurati di aver rimesso l'olio nel circuito prima di eseguire queste operazioni.

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