Le problematiche connesse con la stabilità arginale e la tutela delle opere idrauliche erano già note in tempi remoti. Gli interventi ed i servizi di tutela, pur già esistenti, vennero sistematizzati su tutta l'asta praticamente dall'unità d'Italia con l'istituzione degli uffici provinciali del Genio Civile, ed in seguito con l'emanazione del R.D. 25 luglio 1904 n.523: "Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie", e del R.D. 2669/1937.

Tali disposizioni di legge, tuttora vigenti seppure con qualche integrazione e modifica, hanno regolato e regolano tuttora l'attività di Polizia Idraulica e Servizio di Piena. In particolare il R.D. 523/1904 all'art. Le principali attività consistono nella progettazione ed esecuzione degli interventi sulle opere idrauliche di prima, seconda e terza categoria, di cui al Testo Unico n. 523/1904, sull'intero bacino del Po, nonché nei compiti Polizia Idraulica e Servizio di Piena sulle opere idrauliche di prima, seconda (R.D. 2669/1937) e terza categoria arginata (art.

Risulta di particolare importanza la legge 183/89 sulla difesa del suolo, con la quale vennero istituite le Autorità di Bacino, grazie alla quale sono state emanate importanti normative quali il "Piano Stralcio delle Fasce Fluviali" (P.S.F.F., 1995), in cui per la prima volta è stata introdotta, a livello di bacino, la suddivisione delle pertinenze fluviali in fasce aventi diverso grado di interesse da parte dei fenomeni di deflusso: fascia A o di deflusso della piena ordinaria, fascia B o di esondazione per la piena di riferimento (Tr= 200 anni), fascia C o inondazione per piena catastrofica (Tr= 500 anni). Le attività iniziate col P.S.F.F.

Il Passaggio di Competenze ad AIPo

Dal 2010, in base a una convenzione sottoscritta tra Regione Emilia-Romagna e AIPo sono state conferite a quest'ultima le competenze fino ad allora esercitate dall'ARNI, l'Azienda Regionale per la Navigazione Interna. Con l'approvazione di apposite norme (art. 37 della L.R. n. 9/2009 e l'art. 54 della L.R. n. 24/2009) l'Emilia-Romagna ha infatti stabilito la soppressione dell'ARNI (istituita nel 1989), riappropriandosi delle sue funzioni e assegnandole dal 1° febbraio 2010 all'AIPo.

Il Ruolo del Consorzio di Bonifica di Piacenza

Il Consorzio esercita le funzioni e svolge i compiti finalizzati alla difesa del suolo, ad un equilibrato sviluppo del territorio, alla tutela e alla valorizzazione delle produzioni agricole e dei beni naturali con particolare riferimento alle risorse idriche e al loro uso plurimo.

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza è stato istituito con la Legge della Regione Emilia-Romagna n. 5 del 24 aprile 2009. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha qualifica di persona giuridica pubblica che si amministra per mezzo di organi propri i cui componenti vengono eletti dai consorziati. Ha carattere associativo cioè riunisce tutti i proprietari di immobili, terreni e fabbricati che si trovano all’interno del comprensorio di bonifica ed è retto dal principio dell’autogoverno, come recita lo Statuto dell’Ente, approvato dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna con delibera n. 1385 in data 20 settembre 2010.

I consorziati, ovvero gli utenti che concorrono alla copertura delle spese di funzionamento dell’Ente con il pagamento del contributo consortile, convocati nell’Assemblea elettorale, determinano con il proprio voto, la composizione dei componenti gli Organi di Amministrazione. Al Consiglio di Amministrazione sono riservati gli atti fondamentali del governo dell’Ente, quali la nomina del Presidente e dei due Vice Presidenti, dei componenti il Comitato Amministrativo, di due membri effettivi e di due supplenti del Collegio dei Revisori ad esclusione del Presidente del Collegio, nominato ai sensi dell’art. 15 della L.R. 2 agosto 1984, n. 42.

Il Collegio dei Revisori dei Conti vigila sulla gestione amministrativo-contabile del Consorzio.

La legge regionale n.42 del 2 Agosto 1984 stabilisce che, per lo svolgimento dell’attività di bonifica, le proprietà consorziate (immobili agricoli ed extra-agricoli,iscritti al catasto edilizio urbano ed al catasto terreni), ricadenti nel comprensorio e che traggono un beneficio conseguito o conseguibile dall’attività svolta dal Consorzio, contribuiscano alle spese di esercizio e manutenzione delle opere di bonifica, sulla base dell’entità del contributo, che varia a seconda del beneficio che ciascun immobile riceve dall’attività del Consorzio. Il contributo dovuto viene calcolato sulla base dell’applicazione del Piano di Classifica, validato dalla Regione Emilia Romagna, alla spesa risultante dal bilancio preventivo.

Il PNRR e la Rinaturazione del Po

Il Po è un’area prioritaria per la connettività ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Proprio per questo, l’investimento di “Rinaturazione dell’area del Po” previsto dal PNRR-Next Generation EU avvia una diffusa azione di ripristino ambientale, compiendo un primo passo per la più grande e importante azione di recupero ecologico e di adattamento nel nostro Paese.

Progetto Cassa di Espansione del Torrente Baganza

In questa sezione è possibile scaricare la documentazione inerente l'iter del progetto della cassa di espansione del torrente Baganza, che sarà realizzata a sud della città di Parma. L'opera idraulica potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e garantirà quindi un elevato grado di sicurezza ai centri urbani di Parma e di Colorno anche a fronte di una piena eccezionale.

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