La scelta dei rivestimenti per il bagno è un passo fondamentale nella progettazione o ristrutturazione di questo ambiente. Sia la forma che il colore delle piastrelle influiscono sull’aspetto generale della stanza. Che si tratti della classica posa dritta o di un insolito schema a spina di pesce, per la posa delle piastrelle puoi scegliere tra diversi schemi di posa.
Fattori da Considerare nella Scelta delle Piastrelle
Diversi fattori influenzano la scelta delle piastrelle più adatte al tuo bagno:
- Dimensioni del bagno: Con grandi piastrelle in colori chiari si amplia visivamente la superficie e lo spazio. Per bagni grandi, puoi renderli più accoglienti con piastrelle a contrasto.
- Forma del bagno: Le piastrelle diagonali sono particolarmente adatte per i bagni lunghi e stretti, mentre se applicate anche sulle pareti, creano l’effetto di allungare visivamente un bagno con soffitto basso.
- Stile desiderato: Se desideri un bagno particolare, consigliamo l’uso di forme speciali come le piastrelle esagonali o i mosaici, che aggiungono un tocco unico al design. Gli schemi di posa neutri, invece, permettono di integrare facilmente altri elementi decorativi personalizzati, offrendo più libertà creativa a lungo termine e la possibilità di aggiornare l’ambiente secondo i propri gusti.
Schemi di Posa per Piastrelle: Trasforma il Tuo Ambiente
Ogni tipo di schema di posa ha vantaggi unici, influenzando l’effetto sulla struttura dell'ambiente e sull’aspetto generale della stanza. Scopri come ogni scelta di schema di posa può trasformare l’aspetto e l’atmosfera della tua casa, migliorando l’estetica e l'utilizzo dello spazio.
Posa Dritta
Se vuoi ottenere un aspetto lineare, usa lo schema di posa dritto per le tue piastrelle. Questo classico schema di posa è particolarmente indicato per piastrelle grandi. La disposizione delle piastrelle, sia sulla parete che sul pavimento, è uniforme e lineare. Ciò crea un’atmosfera armoniosa e tranquilla nell’ambiente, ideale per chi cerca un design elegante e senza fronzoli.
Posa a Correre
Nella posa a correre, le piastrelle sono sfalsate a intervalli regolari, di metà in metà. Di fila in fila, la piastrella superiore copre le due inferiori. L’irregolarità di questo schema di posa crea comunque un quadro d’insieme armonioso, particolarmente indicato per i formati rettangolari. Ad esempio, puoi posare le piastrelle rettangolari in stile metropolitana con questo schema, per sottolineare il loro aspetto particolare e dare un tocco moderno ed elegante all'ambiente.
Posa a Correre ad Un Terzo o ad Un Quarto
Nella posa a correre a un terzo o a un quarto, le piastrelle rettangolari sono sfalsate di un terzo o di un quarto. In questo modo si crea un interessante schema a scale, che aggiunge dinamicità e movimento all’ambiente. Se desideri un design variegato per le pareti del bagno, puoi posare le piastrelle piccole con lo schema a correre a un quarto. Questo tipo di schema di posa è ideale anche per un bagno grande, poiché non allunga ulteriormente l’ambiente, ma contribuisce a creare un effetto visivo bilanciato e accogliente.
Posa Libera Senza Schema
Nella posa libera, le fughe sono tutte orientate in una direzione, ma la disposizione delle piastrelle rettangolari è quasi arbitraria. Le piastrelle si susseguono senza uno schema fisso, con l'estremità separata dell'ultima fila che serve da inizio alla successiva. Questo modello di posa è particolarmente indicato per piastrelle con effetto legno, poiché simula la disposizione delle assi sul pavimento, creando un effetto naturale e accogliente. Perfetta per chi cerca un design rustico o elegante, questo schema dona un aspetto organico e fluido agli ambienti.
Schema a Spina di Pesce
Lo schema a spina di pesce è frequentemente utilizzato per i pavimenti in legno e in pietra. Se decidi di acquistare piastrelle sottili, questo schema di posa è perfetto anche per il bagno, poiché, soprattutto nei bagni stretti, l'effetto ottico ingrandisce la superficie. Tuttavia, è importante notare che questo schema è meno adatto per le superfici dei muri, in quanto può creare un effetto di irrequietezza se applicato su tutte e quattro le pareti. Utilizzalo principalmente per i pavimenti per ottenere un risultato elegante e visivamente ampliante.
Schema Diagonale
Utilizzando lo schema diagonale, le fughe delle piastrelle si incrociano ad angolo retto, formando un motivo a diamante. Questo schema di posa è particolarmente indicato per i formati quadrati e valorizza particolarmente i motivi a scacchi o retrò. Poiché lo sguardo segue le fughe verso i lati, i bagni stretti e lunghi allestiti con lo schema diagonale ne guadagnano in larghezza, rendendo l'ambiente visivamente più spazioso.
Consigli per Bagni di Piccole Dimensioni
Il primo obiettivo di chi si trova alle prese con un bagno di piccole dimensioni è massimizzare lo spazio, non solo per esaltarne la funzionalità ma anche per creare un ambiente elegante e accogliente, in linea col proprio gusto estetico. Scegli sanitari sospesi e arredi salvaspazio per dare all’ambiente un senso di maggiore ampiezza. Mobili con specchi e mensole integrati risultano più ordinati e più pratici. Scegli un'illuminazione adeguata, dosando bene luce naturale e luce artificiale.
Piastrelle di grandi dimensioni per il bagno aiutano a minimizzare le fughe e a creare una superficie continua. Se è questo l’effetto che cerchi, nulla vieta di utilizzare piastrelle di grandi dimensioni anche in un bagno piccolo. Fai attenzione alle fughe, perché in un bagno piccolo saranno per forza di cose osservate da più vicino.
L’effetto legno potrebbe rivelarsi particolarmente indicato per un bagno piccolo, del quale potrebbe accentuare il senso di calda intimità e di raccoglimento all’insegna della natura. Attenzione solo a non scegliere un’essenza troppo scura, che incupirebbe la stanza.
Altezza del Rivestimento: Fattori da Considerare
Documentandovi in rete o visitando i rivenditori di piastrelle, avrete notato rivestimenti che arrivano fino al soffitto e rivestimenti che superano di poco l’altezza del lavabo. Nei bagni piccoli, le piastrelle a tutta parete potrebbero rendere l’ambiente opprimente e poco luminoso. La scelta del rivestimento a tutta altezza è impegnativa anche dal punto di vista della pulizia. Il cosiddetto “rivestimento basso” (con le piastrelle che terminano a circa 120 cm da terra) è un’opzione diffusasi in anni recente ma già molto apprezzata.
Questo tipo di rivestimento è valorizzato al massimo quando si scelgono piastrelle che abbiano il lato lungo di 120 cm, come il formato 60x120 cm (ormai molto diffuso) o doghe effetto legno di questa lunghezza.
Normative sull'Altezza dei Rivestimenti
La normativa sull’altezza dei rivestimenti nei bagni privati, è principalmente disciplinata dai Regolamenti Edilizi dei Comuni: le regole possono cambiare da città a città. Un aspetto comune a moltissimi regolamenti, è che spesso manca un richiamo esplicito alle piastrelle in ceramica. Nella maggior parte dei casi si parla di superfici impermeabili e lavabili. Ciò significa che potresti rinunciare alle piastrelle, in favore di soluzioni altrettanto resistenti all’acqua, come resine, microcemento, carte da parati impermeabili o pitture lavabili.
Errori Comuni da Evitare
- Arredi “a metà strada”: Quando scegli dei rivestimenti “bassi”, devi considerare che alcuni elementi potrebbero trovarsi a ridosso tra le ultime file di mattonelle e il muro non rivestito.
- Mattonelle in doccia troppo basse: A mio parere, l’interno doccia doccia andrebbe sempre rivestito fino ad almeno 220 centimetri.
Alternative alle Piastrelle
Le opzioni per il rivestimento non si fermano alle piastrelle. Il mercato offre altre soluzioni estetiche: meno popolari, ma altrettanto “sartoriali”.
- Resine e microcementi: La soluzione ideale per chi odia le fughe. Con resina e microcemento puoi creare superfici continue e uniformi in un’ampia gamma di colori e finiture, con spessori di pochi millimetri.
- Carta da parati: Una soluzione “di nicchia”, con un altissimo potere di arredo, quindi perfetta per personalizzare l’ambiente e definire lo stile della stanza.
- Rivestimenti resilienti: Si tratta di pannelli murali in Spc o Lvt, da incollare sulla parete intonacata - al grezzo o imbiancata - o sui vecchi rivestimenti in ceramica.
Come Posare Correttamente le Piastrelle
Prima della posa delle piastrelle, il possatore sul cantiere deve verificare il tono, il calibro, la scelta del materiale, mentre durante la posa deve prelevare sempre il materiale attingendo da più scatole per ottenere un mix cromatico ideale. Il posatore deve utilizzare i collanti idonei per le varie destinazioni d’uso e seguire le indicazioni del produttore riportate sulle confezioni nella scelta dei collanti.
Dopo un’accurata preparazione, è fondamentale applicare in modo pulito la colla per piastrelle nella quantità esatta. Per le piastrelle da parete, la tecnica di posa gioca un ruolo cruciale per garantire fughe uniformi. Prima della posa, prenditi il tempo necessario per scegliere le piastrelle più adatte alla tua parete. Per calcolare la quantità di materiale necessario, misura attentamente le superfici delle pareti da piastrellare e aggiungi un margine del 10% per coprire eventuali scarti o rotture.
Glossario dei Termini Tecnici
Ecco alcuni termini tecnici utili per la posa delle piastrelle:
| Termine | Definizione |
|---|---|
| Adesivo per piastrelle | Miscela in polvere di agenti leganti idraulici, di aggregati inerti (sabbia e pietrisco) e di additivi organici. |
| Area di contatto | Si tratta della porzione sul retro della piastrella in grès e della porzione di letto di posa che entra in contatto con l'adesivo dopo che la piastrella è stata posata. |
| Assorbenza della piastrella | Alcune piastrelle hanno la caratteristica di assorbire una certa quantità d'acqua. |
| Bagnabilità | Con questo termine si fa riferimento allla capacità di uno strato di adesivo spalmato con la spatola dentata di "bagnare" la piastrella, cioè di coprirne l'intera superficie. |
| Deformabilità | Capacità di un adesivo per piastrelle, una volta indurito (quindi qualche giorno dopo la posa) di essere deformato da tensioni tra la piastrella ed il fondo di posa senza che si creino delle fratture o dei danni nella piastrellatura. |
| Disegno o schema di posa | Lo schema di posa è il progetto, redatto dal progettista o dall'arredatore, della disposizione delle piastrelle nei locali. |
| Dislivello | Con questo termine intendiamo una differenza di livello tra due ambienti adiacenti che si può verificare nel letto di posa (massetto o pavimento esistente) oppure anche nella piastrellatura ultimata. |
| Durabilità di una piastrellatura | La durabilità di un pavimento in piastrelle dipende sia dalla scelta del materiale che dalle tecniche di posa ed è la capacità della piastrellatura di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche tecniche, funzionali ed estetiche. |
| Fuga | La fuga è la distanza tra due piastrelle adiacenti che potrà essere riempita con dello stucco. |
| Giunto | Il giunto è una interruzione della piastrellatura, un taglio, che viene previsto dal progettista con specifiche finalità a seconda del tipo di giunto. |
| Ingobbio | Si tratta di uno degli elementi che costituiscono la piastrella e più precisamente dello strato che si pone sulla piastrella per evitare che aderisca ai rulli all'interno del forno. |
| Intonaco | Per intonaco si intende lo strato che viene fatto aderire al muro grezzo al fine di regolarizzarne la superficie. |
| Larghezza della stuccatura | Con larghezza della stuccatura intendiamo la distanza tra due piastrelle adiacenti e non, come si crede, la dimensione del distanziatore utilizzato tra le piastrelle. |
| Malta | Con questo termine si intende il conglomerato costituito da una miscela di leganti (ad esempio cemento o calce) con acqua, inerti di granulometria adeguata, ed eventuali additivi. |
| Massetto desolidarizzato | Massetto "staccato" dal sottofondo mediante uno strato separatore, solitamente un telo di nylon oppure un isolante acustico. |
| Massetto in aderenza | Massetto che aderisce sul sottofondo mediante la stesura di boiacca di adesione o di un adesivo. |
| Massetto rinforzato | Il massetto può avere una rete di rinforzo in acciaio o in fibra di vetro oppure possono essere inserite delle fibre all'interno dell'impasto che si legano tra di loro. |
| Piastrella ceramica | Sottile strato di ceramica realizzato mediante pressatura e cottura di miscele di argilla e minerali, utilizzata per rivestire pavimenti e pareti. |
| Piastrelle smaltate | Piastrelle che presentano uno strato superficiale vetroso applicato sul supporto prima della cottura in forno. |
| Piastrelle lappate o levigate | Piastrelle che hanno subito una lavorazione meccanica dopo l'uscita dal forno, per rimuovere finemente lo strato superficiale in modo da renderle lucide e brillanti (levigatura) o rendere liscia la superficie (lappatura). |
| Piastrella rettificata | Piastrella di ceramica i cui bordi vengono, appunto, rettificati, cioè ritagliati in modo da essere a spigolo vivo, più precisi e rettilinei. |
| Piastrellatura | La piastrella è l'elemento di base della piastrellatura che è, invece, il frutto dell'insieme di letto di posa (massetto o fondo), adesivo, piastrella e posa in opera del tutto. |
| Planarità della piastrellatura | Per planarità si intende la conformita, rispetto alle norme Uni En della piastrellatura rispetto al piano orrizzontale o verticale. |
| Posa a malta o a boiacca cementizia | Il sistema di posa a malta o a boiacca cementizia è un metodo ormai obsoleto che prevedeva l'applicazione delle piastrelle su di uno strato di malta cementizia fresco su cui veniva posto un sottile strato di boiacca (miscela di acqua e cemento). |
| Posa con doppia spalmatura | La posa con doppia spalmatura si esegue applicando l'adesivo sia sul letto di posa che sul retro della piastrella in modo da assicurare la presenza del collante in tutta la superficie senza la presenza di bolle d'aria al di sotto della piastrella. |
| Primer | Si tratta di additivi o liquidi che possono avere diverse funzioni. |
| Progettazione della piastrellatura ceramica | Per progettazione della piastrellatura intendiamo la scelta delle piastrelle, del supporto, dello schema di posa, del metodo di posa, dell'adesivo da utilizzare, della larghezza delle fughe e del tipo di stuccatura. |
| Scivolamento (scivolamento verticale nullo) | Quando si parla di scivolamento si intende il movimento verso il basso che fa una piastrella applicata in parete mediante un certo tipo di adesivo. |
| Scivolosità | Riferito ad una piastrellatura significa la capacità di una superficie di provocare lo scivolamento e la caduta delle persone. |
| Sigillante cementizio per fughe | Il sigillante altro non è che lo stucco che si utilizza per riempire le fughe, cioè gli interstizi tra una piastrella e l'altra. |
| Sigillante in resina per fughe | Il sigillante in resina - o stucco epossidico - è una miscela di resine sintetiche, aggregati di granulometria opportuna ed additivi in cui l'indurimento avviene per una reazione chimica. |
| Sigillante elastico per giunti | A differenza delle fughe, nei giunti di dilatazione, di frazionamento e perimetrali, va utilizzato un materiale che rimanga nel tempo elastico in modo da garantire il corretto funzionamento dei giunti. |
| Smalto | È lo strato superficiale della piastrella: conferisce resistenza alla piastrella (è lo smalto che sopporta l'abrasione da calpestio ed i graffi) e ne caratterizza l'estetica. |
| Spatola dentata | La spatola dentata è la dotazione di base di ogni posatore e serve per stendere il collante sul fondo di posa e/o sul retro della piastrella. |
| Strato di impermeabilizzazione | L'impermeabilizzazione ha lo scopo di impedire il passaggio di acqua agli strati sottostanti. |
| Strato di livellamento | Detto anche livellina o rasatura ha lo scopo di compensare scostamenti di livelli o di planarità nel fondo di posa. |
| Strato di regolarizzazione | Detto anche rasatura consiste nell'applicazione di materiale per compensare, in parete, una displanarità. |
| Strato drenante | Modalità di posa che favorisce il deflusso dell'acqua attraverso la piastrellatura. |
| Stuccatura | Operazione di riempimento delle fughe con il sigillante cementizio o a base di resine. |
| Tempo aperto | Il tempo aperto di un adesivo è l'intervallo di tempo all'interno del quale l'adesivo mantiene le sue caratteristiche. |
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