Il tema della regolarità intestinale è cruciale per il benessere generale e spesso viene trascurato fino a quando non si manifestano fastidi significativi. Avere un apparato digerente sano significa eliminare regolarmente le feci per allontanare scorie e tossine dal corpo.
La stitichezza, detta anche stipsi, è la difficoltà ad espletare le funzioni intestinali a causa del rallentamento del transito delle feci. Si parla di stipsi (o stitichezza) quando i movimenti intestinali diventano meno frequenti e le feci sono difficili da espellere.
Il termine “stipsi” deriva dal greco “styphein” che significa “stretto” e, in generale, fa riferimento alla difficoltà di evacuare, che può avere un impatto notevole sulla qualità della vita dei soggetti che ne soffrono.
Frequenza Normale dell'Attività Intestinale
Per essere considerata fisiologica, una regolare attività intestinale prevede che si vada di corpo da un minimo di tre volte alla settimana ad un massimo di non più di tre volte al giorno.
Il semplice fatto di non evacuare ogni giorno non significa soffrire di stitichezza, o stipsi. Generalmente, infatti, si parla di stipsi se non si espletano le funzioni intestinali almeno tre volte a settimana, ma questa non è assolutamente una regola generale.
In condizioni normali, una persona dovrebbe evacuare tra le tre volte al giorno e le tre volte alla settimana. Tuttavia, se si supera il limite di 3-4 giorni, potrebbero iniziare a manifestarsi sintomi spiacevoli come ad esempio senso di gonfiore, dolori addominali, e una sensazione generale di disagio.
Ricorda! Sebbene la frequenza dei movimenti intestinali vari notevolmente da persona a persona, se trascorrono più di tre giorni senza evacuare, il contenuto dell'intestino potrebbe indurirsi, rendendo difficile o addirittura doloroso il passaggio.
Tipi di Stitichezza
La stitichezza può andare e venire e durare giorni o settimane. La maggior parte delle persone soffre di stitichezza di tanto in tanto (stitichezza occasionale): il disturbo, in questi casi, si manifesta per periodi brevi e può durare da pochi giorni a qualche settimana.
La stitichezza cronica è costituita da ripetuti episodi di stitichezza nell'arco di tre mesi o più. Per esempio, le persone con disturbi gastrointestinali cronici come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) possono soffrire di stipsi a intermittenza per anni.
Questa condizione può essere transitoria, se si presenta in maniera occasionale e a seguito di alcuni eventi, o cronica, se si presenta periodicamente. Mentre in quest’ultimo caso, le cause sono da ricercare in patologie o condizioni sottostanti, nel caso della stitichezza transitoria queste possono essere legate a cambiamenti nella routine, viaggi, assunzione di particolari farmaci, stress, sedentarietà, scarsa idratazione o alimentazione povera di fibre.
Cause della Stitichezza
Le cause possono essere molteplici e sono spesso legate a cambiamenti nella dieta o nello stile di vita.
La stipsi nel tempo può essere all’origine di complicanze come le emorroidi (dovute a sforzo eccessivo) o a ragadi (dovute al passaggio di feci dure che stirano gli sfinteri anali). Essa consiste nell’avere meno di tre defecazioni alla settimana. Quando questo fatto dura tre o più settimane, viene considerato stitichezza cronica.
Nella maggior parte dei casi la stipsi è un sintomo, non una malattia. Come la febbre la stitichezza può essere causata da molte situazioni diverse.
Cause Comuni
- Dieta inadeguata: Ricca di grassi animali (carne, latticini e uova), di zuccheri (torte e dolciumi vari), ma povera di fibre (verdura, frutta e cereali integrali).
- Sindrome dell’Intestino Irritabile: Questa sindrome è spesso accompagnata da stipsi.
- Cattive abitudini comportamentali: Ignorare o reprimere lo stimolo ad andare di corpo.
- Viaggi: La gente spesso diventa stitica durante i viaggi.
- Gravidanza.
- Farmaci: Molti farmaci sono causa di stitichezza.
- Disturbi della motilità del colon.
- Abuso di lassativi.
Una delle principali cause della stitichezza cronica è seguire una dieta povera di fibre (presenti principalmente nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali), ricca di grassi animali (per esempio di carne, latticini e uova) e zuccheri (contenuti principalmente nei dolci).
Molte persone che soffrono di stipsi hanno la tendenza a ignorare o reprimere lo stimolo a defecare quando si presenta per la paura di provare dolore durante l’evacuazione.
L’assunzione di alcuni farmaci, anche per altre patologie, può indurre la stitichezza come effetto collaterale.
Spesso trascurata, la regolarità intestinale è un aspetto della salute che ha un’importanza vitale e che permette alle persone di vivere con spensieratezza la propria quotidianità.Non andare in bagno con regolarità, infatti, può portare a una serie di complicanze all’organismo.
Fattori di Rischio
La stitichezza può colpire chiunque, ma vi sono alcuni fattori che possono aumentare le probabilità di insorgenza di tale condizione.
I vecchi soffrono di stipsi molto più dei giovani adulti. Una dieta inadeguata, la scarsa introduzione di liquidi, lo scarso movimento fisico, molti farmaci e comportamenti errati portano alla stitichezza.
Rischi della Stitichezza Prolungata
Quando trascorrono troppi giorni senza evacuare, l’intestino potrebbe subire effetti negativi che possono ripercuotersi anche sul benessere complessivo.
Non riuscire ad espellere le feci non colpisce esclusivamente il sistema digestivo, ma anche il corpo nel suo insieme.
Generalmente, la stitichezza correttamente gestita non comporta complicanze gravi perché nella maggior parte dei casi il suo trattamento agisce con efficacia e tende a risolvere la condizione. Tuttavia, non defecare a lungo può essere rischioso soprattutto quando la stipsi non viene trattata correttamente.
In casi particolarmente gravi, restare più di 4-5 giorni senza evacuare può portare a un indurimento delle feci che le rende molto difficili da espellere, aumentando il rischio di complicazioni come emorroidi e ostruzioni intestinali.
Nel dettaglio, le complicanze che possono presentarsi sono:
- Emorroidi: vene dilatate e tortuose che si trovano nella parete inferiore del retto anale.
- Prolasso rettale: protrusione del retto attraverso l’ano provocata dallo sforzo durante l’evacuazione.
- Fissurazione anale: ferita nella cute dell’ano che può essere provocata dal passaggio di feci dure.
- Malattia diverticolare: patologia che può svilupparsi se le pareti dell’intestino crasso sono danneggiate dall’aumento della pressione.
- Fecaloma: disturbo che si manifesta quando la massa fecale si indurisce e blocca il transito delle feci.
- Coprostasi: è conseguenza del ristagno e dell'indurimento delle feci negli ultimi tratti dell'intestino.
- Perforazione intestinale: se le feci in eccesso si accumulano nell'intestino, potrebbero esercitare troppa pressione sull'intestino.
Quando Preoccuparsi
La verità è che non esiste una regola universale che indica il tempo massimo che una persona può trascorrere senza andare in bagno e senza doversi preoccupare. Ad ogni modo, ci sono alcuni sintomi correlati alla stipsi a cui prestare attenzione.
È necessario porre particolare attenzione se la stipsi compare all’improvviso in persone adulte con una familiarità per i tumori intestinali, soprattutto se associata a sangue nelle feci e dimagrimento ingiustificato.
Se non vai di corpo per più di 4-5 giorni e noti sintomi come dolori addominali intensi, gonfiore persistente, nausea o vomito, è essenziale consultare un medico. Una stipsi prolungata può essere il segnale di un problema più serio, come un blocco intestinale o altre patologie che richiedono un trattamento specifico.
Nel dettaglio, sia che si tratti di bambini, adulti e anziani è consigliabile rivolgersi al medico in presenza di questi sintomi:
- Gonfiore addominale evidente.
- Feci dure e difficili da espellere.
- Sensazione di pesantezza addominale.
- Nausea e vomito.
- Febbre.
- Sangue nelle feci o sanguinamento rettale.
- Incapacità di espellere gas intestinale.
- Perdita di peso involontaria.
Rimedi e Trattamenti per la Stitichezza
Curare questa condizione diventa, quindi, fondamentale non solo per tutelare la propria salute intestinale, ma anche per evitare di incorrere nelle complicanze appena elencate.
Per cercare di trattare la stipsi, il primo accorgimento da seguire è quello di modificare le proprie abitudini alimentari scorrette.
Modificare il proprio stile di vita, in questi casi, risulta fondamentale per trattare efficacemente tale condizione: consigli utili, in questo senso, sono l’assunzione di alimenti ricchi di fibre, una corretta idratazione e la pratica regolare dell’attività sportiva.
Partendo da questo quadro clinico, il medico potrà valutare la somministrazione di una terapia (se ritiene di aver accertato la causa scatenante) oppure richiedere ulteriori esami e test di laboratorio per indagare a fondo sullo stato di salute del paziente.
Modifiche dello Stile di Vita
- Aumenta l’apporto di fibre: Le linee guida suggeriscono di consumare almeno 25/30 grammi di fibre al giorno. Dunque, inserisci nella tua dieta cibi come frutta, verdura, cereali integrali e legumi.
- Bevi molta acqua: una corretta idratazione è essenziale per ammorbidire le feci e facilitarne l’espulsione.
- Non ignorare lo stimolo: quando avverti il bisogno di evacuare, non posticipare.
- Pratica una regolare attività fisica: come camminare velocemente o andare in bicicletta.
Si può cominciare, per esempio, incrementando l’apporto di frutta e verdura, che sono ricche, oltre che di vitamine e sali minerali, anche di fibre, così come i cereali integrali.
Altrettanto importante è seguire una corretta idratazione: bere una quantità sufficiente di liquidi (acqua e bevande non zuccherate, come le tisane) contribuisce ad ammorbidire le feci e, di conseguenza, favorisce la loro evacuazione.
Trovare il tempo per fare esercizio fisico moderato, come camminare velocemente o andare in bicicletta. Gli esperti raccomandano di effettuare almeno 2+1/2 ore di attività fisica alla settimana (circa una mezz’ora al giorno).
Lassativi
Ulteriori rimedi, che devono preferibilmente essere suggeriti da un medico, sono i lassativi, che favoriscono il movimento intestinale aiutando l’organismo a espellere le feci.
I lassativi più comuni si possono acquistare in farmacia, nei supermercati e in erboristeria, senza la prescrizione medica. In commercio, esistono diversi tipi di lassativi che agiscono con meccanismi differenti e sono classificati proprio in base al funzionamento.
Il Medico Gastroenterologo è esperto nel capire quando è necessario un lassativo e soprattutto quale tipo è il più idoneo per quella persona. Esistono infatti numerosi tipi di lassativi che agiscono in maniera diversa nell’intestino.
Tipi di Lassativi
- Lassativi di massa: Questi lassativi, come lo psyllium, la crusca, i semi di lino e la metilcellulosa, sono integratori di fibre vegetali in grado di aumentare il volume delle feci.
- Lubrificanti ed emollienti fecali: Questi agiscono rendendo le feci untuose, morbide e lubrificate per consentirne un passaggio più agevole nell’intestino e attraverso l’ano.
- Lassativi osmotici: Sono costituiti da sostanze che richiamano acqua nell’intestino, aumentano così di volume e diventano morbide e questo ne accelera il transito, favorendo l’evacuazione.
- Lassativi stimolanti: Agiscono stimolando le contrazioni ritmiche dei muscoli dell’intestino e diminuendo l’assorbimento di acqua ed elettroliti dal colon.
Rimedi per la Stitichezza nei Bambini
Anche i più piccoli soffrono di stipsi e ciò può destare preoccupazione nei genitori, ma fortunatamente esistono strategie utili per affrontare questo disturbo nei bambini. I rimedi per la stitichezza nei bambini sono di varia natura e comprendono:
- Piccole ma significative variazioni nella dieta.
- Buone abitudini quotidiane da trasmettere ai più piccoli.
- Prodotti per ammorbidire le feci.
Per trattare la stipsi nei neonati è fondamentale arricchire la loro alimentazione di acqua, succhi di frutta diluiti e frutta (più o meno sminuzzata).
Il pediatra può consigliare il consumo di una piccola quantità giornaliera di succo di prugna, pera o mela (30-120 ml in base all’età).
Rimedi per la Stitichezza negli Anziani
La stitichezza è un disturbo molto comune nella terza età per ragioni di varia natura, come: maggior utilizzo di farmaci costipanti, minor apporto di fibre e ridotta attività fisica. In generale i rimedi per la stitichezza per gli anziani sono molto simili a quelli per gli adulti e comprendono, quindi, leggere modificazioni nel regime alimentare, interventi sullo stile di vita e, se necessario, supporto di farmaci.
Proprio perché le persone anziane assumono spesso farmaci e possono presentare altre patologie, solo in seguito a un confronto approfondito con una figura specializzata sarà possibile individuare un trattamento personalizzato.
Consigli Aggiuntivi
Cercare di andare in bagno sempre alla stessa ora anche se lo stimolo è assente. In tal caso è utile provocare lo stimolo con una supposta di glicerina.
L’immagine mostra la posizione ideale per defecare, si noti la schiena e la presenza di un piccolo sgabello sotto i piedi, ad alzare le ginocchia.
Brevi periodi di stipsi sono frequenti anche nelle persone sane e giovani. Minimi cambiamenti dietetici e delle abitudini di vita possono aiutare a risolvere la stitichezza senza che vi sia la necessità di ricorrere al medico o assumere farmaci.
La cosa più importante è sapere che una cura che funziona deve essere seguita per molto tempo e con costanza.
Poiché la stitichezza non insorge in un giorno non ci si deve aspettare che essa si risolva in un giorno.
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