Il tema della regolarità intestinale è cruciale per il benessere generale e spesso viene trascurato fino a quando non si manifestano fastidi significativi. Avere un apparato digerente sano significa eliminare regolarmente le feci per allontanare scorie e tossine dal corpo.
La frequenza con cui si va in bagno varia da persona a persona, ma è importante capire quali sono i limiti considerati normali e quando è il caso di intervenire. In condizioni normali, una persona dovrebbe evacuare tra le tre volte al giorno e le tre volte alla settimana.
Cos'è la Regolarità Intestinale?
Per essere considerata fisiologica, una regolare attività intestinale prevede che si vada di corpo da un minimo di tre volte alla settimana ad un massimo di non più di tre volte al giorno. L’atto dell’evacuazione è molto soggettivo e dipende dal tipo di alimentazione, dalla quantità di fibre ingerite, dallo stile di vita, dall’attività fisica. L’attività è regolare se espletata 3-4 volte a settimana.
Tuttavia, se si supera il limite di 3-4 giorni, potrebbero iniziare a manifestarsi sintomi spiacevoli come ad esempio senso di gonfiore, dolori addominali, e una sensazione generale di disagio.
Quando Preoccuparsi: Sintomi da Non Ignorare
Ad ogni modo, ci sono alcuni sintomi correlati alla stipsi a cui prestare attenzione. Nel dettaglio, sia che si tratti di bambini, adulti e anziani è consigliabile rivolgersi al medico in presenza di questi sintomi:
- Gonfiore addominale evidente
- Feci dure e difficili da espellere
- Sensazione di pesantezza addominale
- Nausea e vomito
- Febbre
- Sangue nelle feci o sanguinamento rettale
- Incapacità di espellere gas intestinale
- Perdita di peso involontaria
Rischi della Stitichezza Prolungata
Quando trascorrono troppi giorni senza evacuare, l’intestino potrebbe subire effetti negativi che possono ripercuotersi anche sul benessere complessivo.
In casi particolarmente gravi, restare più di 4-5 giorni senza evacuare può portare a un indurimento delle feci che le rende molto difficili da espellere, aumentando il rischio di complicazioni come emorroidi e ostruzioni intestinali.
Vediamo quali sono i rischi di non defecare per periodi prolungati, per comprendere quando preoccuparsi e come intervenire in base alle diverse fasi della vita e dell’età.
La stitichezza viene spesso sottovalutata ma si tratta di una condizione che può portare complicanze, soprattutto se non trattata correttamente. In particolare, le complicanze che possono presentarsi sono:
- Emorroidi: vene dilatate e tortuose che si trovano nella parete inferiore del retto anale e che possono comparire in seguito a uno sforzo eccessivo durante la defecazione.
- Prolasso rettale: protrusione del retto attraverso l’ano provocata dallo sforzo durante l’evacuazione. In alcuni casi lo sforzo fa fuoriuscire dall’ano una piccola parte della parete intestinale. Questo disturbo, detto prolasso rettale, può causare la secrezione di muco dall’ano. In condizioni normali l’unica terapia possibile è l’eliminazione della causa del prolasso, ad esempio dello sforzo o dei colpi di tosse.
- Fissurazione anale: ferita nella cute dell’ano che può essere provocata dal passaggio di feci dure.
- Malattia diverticolare: patologia che può svilupparsi se le pareti dell’intestino crasso sono danneggiate dall’aumento della pressione necessaria per spingere feci piccole e dure. Il danneggiamento delle pareti dell’intestino crasso causa la formazione di diverticoli, vale a dire sacche simili a palloncini che possono infiammarsi provocando la diverticolite.
- Fecaloma: disturbo che si manifesta quando la massa fecale si indurisce e blocca il transito delle feci, causando l’occlusione del tratto inferiore dell’intestino. Coprostasi: è conseguenza del ristagno e dell'indurimento delle feci negli ultimi tratti dell'intestino. La massa fecale solida e immobile che ne risulta (fecaloma) rende estremamente difficile il passaggio del materiale fecale e può provocare un'ostruzione.
- Perforazione intestinale: se le feci in eccesso si accumulano nell’intestino, potrebbero esercitare troppa pressione sull’intestino. Ciò può causare la perforazione o la lacerazione dell’intestino, mettendo in comunicazione l’interno del lume con la cavità peritoneale o un altro organo vicino. La perforazione intestinale è una gravissima complicazione che tende a presentarsi all'improvviso e in modo drammatico, con un forte dolore addominale seguito dai segni dello shock.
Cause Comuni della Stitichezza
La stipsi può essere causata da diversi fattori, spesso legati a cattive abitudini quotidiane o a condizioni mediche sottostanti:
- Dieta povera di fibre: un consumo insufficiente di fibre rallenta il transito intestinale, rendendo le feci più compatte e dunque più difficili da espellere.
- Scarsa idratazione: bere poca acqua influisce negativamente sulla consistenza delle feci, rendendole secche e dure.
- Cattive abitudini comportamentali: Un individuo può diventare stitico se ignora o reprime lo stimolo ad andare di corpo. Questo succede quando non si vuole utilizzare bagni pubblici per questioni igieniche o per troppa ressa. Dopo un po’ di tempo lo stimolo non è più percepito e ciò porta a stipsi.
- Assunzione di farmaci: L’assunzione di alcuni farmaci, anche per altre patologie, può indurre la stitichezza come effetto collaterale.
- Viaggi: La gente spesso diventa stitica durante i viaggi.
- Gravidanza.
- Ragadi ed Emorroidi.
Rimedi e Consigli per Mantenere la Regolarità Intestinale
Per cercare di trattare la stipsi, il primo accorgimento da seguire è quello di modificare le proprie abitudini alimentari scorrette.
Uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, idratazione adeguata e un’attività fisica regolare, può fare una grande differenza nel mantenere l’intestino attivo.
Ecco alcuni consigli utili:
- Aumenta l’apporto di fibre: Le linee guida suggeriscono di consumare almeno 25/30 grammi di fibre al giorno. Dunque, inserisci nella tua dieta cibi come frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Le fibre aiutano infatti ad aumentare il volume delle feci e a rendere più facile il loro passaggio.
- Bevi molta acqua: una corretta idratazione è essenziale per ammorbidire le feci e facilitarne l’espulsione. Altrettanto importante è seguire una corretta idratazione: bere una quantità sufficiente di liquidi (acqua e bevande non zuccherate, come le tisane) contribuisce ad ammorbidire le feci e, di conseguenza, favorisce la loro evacuazione.
- Non ignorare lo stimolo: quando avverti il bisogno di evacuare, non posticipare. Molte persone che soffrono di stipsi hanno la tendenza a ignorare o reprimere lo stimolo a defecare quando si presenta per la paura di provare dolore durante l’evacuazione.
- Praticare una regolare attività fisica: praticare una regolare attività fisica, come camminare velocemente o andare in bicicletta. Trovare il tempo per fare esercizio fisico moderato, come camminare velocemente o andare in bicicletta. Gli esperti raccomandano di effettuare almeno 2+1/2 ore di attività fisica alla settimana (circa una mezz’ora al giorno).
- Consulta un medico: Se non vai di corpo per più di 4-5 giorni e noti sintomi come dolori addominali intensi, gonfiore persistente, nausea o vomito, è essenziale consultare un medico. In caso di stitichezza e forti dolori, non ci sono dubbi: è opportuno rivolgersi ad un medico per impostare un piano terapeutico.
Lassativi: Tipi e Utilizzo
I lassativi più comuni si possono acquistare in farmacia, nei supermercati e in erboristeria, senza la prescrizione medica. In commercio, esistono diversi tipi di lassativi che agiscono con meccanismi differenti e sono classificati proprio in base al funzionamento.
La decisione di assumere un lassativo ed eventualmente quale scegliere dovrebbe essere presa da un medico: i lassativi per uso orale sono in commercio in forma liquida, di compresse, di polvere e di granuli idrosolubili.
Ecco alcune tipologie:
- Lassativi di massa: questi lassativi, come lo psyllium, la crusca, i semi di lino e la metilcellulosa, sono integratori di fibre vegetali in grado di aumentare il volume delle feci.
- Lubrificanti ed emollienti fecali: questi agiscono rendendo le feci untuose, morbide e lubrificate per consentirne un passaggio più agevole nell’intestino e attraverso l’ano. L’olio di vasellina è il tipo più diffuso. I lassativi emollienti lubrificano le feci, facendole muovere nell’intestino con maggior facilità.
- Lassativi osmotici: sono costituiti da sostanze che richiamano acqua nell’intestino. Le feci aumentano così di volume e diventano morbide e questo ne accelera il transito, favorendo l’evacuazione. Tra i preparati appartenenti a questa categoria i più comuni sono quelli a base di lattulosio, polietilenglicole, sali di magnesio, mannite e sorbitolo.
- Lassativi stimolanti: agiscono stimolando le contrazioni ritmiche dei muscoli dell’intestino e diminuendo l’assorbimento di acqua ed elettroliti dal colon. A differenza di altre tipologie, questi hanno un effetto molto rapido che si palesa in circa 6-12 ore dall’assunzione.
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