La storia di Raffaele Bagni è segnata da eventi tragici che hanno profondamente colpito l'ex calciatore Salvatore Bagni e la sua famiglia. Nel 1992, il figlio Raffaele morì fra le braccia di Salvatore Bagni all'età di 3 anni a causa di un incidente stradale.

L'Incidente Fatale

«Eravamo tutti e cinque in macchina, guidava mia moglie - racconta al Corriere -. Stavamo andando pianissimo, a 38 km/h. Un’auto non rispettò lo stop e andammo a sbattere contro un muretto. È stata fatale l’apertura dell’airbag. In quel momento ce l’avevo in braccio e non sedeva dietro perché era stato appena allattato e temevamo che potesse vomitare. Noi genitori abbiamo cercato di restare vicini ai suoi fratelli, affidandoci a degli psicologi anche per quello che è successo dopo».

Il Trafugamento della Salma e la Richiesta di Riscatto

La salma poi, venne trafugata. «Ce l’hanno portato via per la seconda volta. Saranno stati almeno in quattro a scavalcare il cancello e a entrare in quel cimitero, prelevando la bara dall’alto. Ci chiesero dei soldi, 300 milioni di lire, anni dopo un procuratore ci disse che probabilmente sarebbero serviti per finanziare il sequestro Soffiantini. Alle chiamate dei sequestratori rispondevo direttamente io, dovevo cercare di intrattenerli il più possibile per far sì che i Ros li intercettassero. Li avrei pagati, ma me lo impedirono. Un giorno ci accordammo, ci saremmo dovuti incontrare a Predappio. Mi misi alla guida con una valigetta di soldi falsi e il giubbotto antiproiettile».

Il Mancato Aggancio con i Banditi

Salvatore Bagni poi rivela come andò con i rapitori della bara del figlio Raffaele: «Avevo una macchina dietro e tre agenti del Ros nascosti con me. Dovevo avere una bicicletta sul tettuccio così che i sequestratori mi potessero riconoscere, poi mi avrebbero lanciato dei segnali luminosi dopo una quarantina di chilometri. Abbiamo ripetuto il tragitto per tre o quattro volte, nessuno si è fatto vivo. Forse avevano capito che non ero solo, forse non mi hanno visto. Quel giorno c'era una nebbia fittissima».

Nonostante la disponibilità della famiglia al pagamento del riscatto, la salma non venne mai restituita. Bagni rivela di non aver mai desiderato avere un altro figlio dopo questa terribile esperienza: «Non esiste la copia di un figlio. Ne avevo già avuti tre, avevo già la mia famiglia. Decisi di farmi sterilizzare».

Altri Casi di Trafugamento di Salme Celebri

Dal caso di Enrico Cuccia a quello di Serafino Ferruzzi, dal figlio del calciatore Salvatore Bagni fino addirittura alle spoglie di Charlie Chaplin, la storia recente ha già conosciuto il trafugamento di salme di persone note, come accaduto ad Arona per Mike Bongiorno. In tutti gli episodi la finalità è stata sempre quella estorsiva.

  • Enrico Cuccia: Il 17 marzo del 2001, infatti, era stata la cittadina di Meina, sempre affacciata sul Verbano, ad essere portata alla ribalta per il trafugamento dei resti dell'ex "dominus" indiscusso di Mediobanca Enrico Cuccia, lì sepolto accanto alla moglie. Dopo una lettera in cui i rapitori non chiedevano riscatto assicurando che avrebbero restituito la salma quando l'indice Mib avesse raggiunto quota 50.000, il riscatto venne invece chiesto, di sette miliardi e mezzo di lire. Ma il 31 marzo successivo la bara di Enrico Cuccia venne ritrovata dalla polizia in una baita sopra Condove (in Val di Susa). Il 3 dicembre Giampaolo Pesce, 40 anni, e Franco Bruno Rapelli, 43, torinesi, gli autori del furto, due "dilettanti" secondo gli investigatori, vennero condannati a meno di due anni di carcere, e quindi ottennero la sospensione condizionale della pena.
  • Serafino Ferruzzi: Dall'alta ingegneria della finanza a uno dei vecchi capitani dell'industria italiana, Serafino Ferruzzi, suocero dell'ex presidente della Montedison Raul Gardini, che aveva sposato la figlia Idina. La salma del fondatore del gruppo "Ferruzzi agricola finanziaria", morto l'11 dicembre 1979 cadendo con il suo aereo nei pressi di Forlì, venne trafugata il 31 ottobre 1987 dalla tomba di famiglia a Ravenna. Con una lettera i rapitori chiesero 10 miliardi di lire, i Ferruzzi rifiutarono di "sottostare a un ricatto così odioso" e anche una seconda richiesta del gennaio 1998 venne rifiutata. La salma non è mai stata ritrovata.
  • Charlie Chaplin: Il caso più clamoroso di trafugamento di salma con richiesta di riscatto è avvenuto tuttavia all'estero, il 2 marzo 1978, con il furto dal cimitero di Corsier sur Vevey, in Svizzera, della bara contenente le spoglie di Charlie Chaplin. Autori due rifugiati politici, un polacco e un bulgaro, che chiesero 600.000 dollari. La bara venne poi ritrovata il 17 maggio successivo vicino al villaggio di Neuville, in Francia.
  • Juan Domingo Peron: E' rimasta infine avvolta nel mistero la vicenda dell'ex presidente argentino Juan Domingo Peron. Il giugno 1987, nel cimitero di Chacarita a Buenos Aires, fu profanata la sua tomba e alcuni ignoti amputarono e rubarono le mani, chiedendo un riscatto di otto milioni di dollari.

Salvatore Bagni Oggi

Salvatore Bagni oggi ha 68 anni e gira il mondo a scovare nuovi talenti del calcio. In passato è stato un grande giocatore di Napoli (dove ha vinto uno scudetto) e Inter, su tutte, nonché della Nazionale azzurra. La sua amicizia con Diego Armando Maradona è una delle più solide che Dieguito ha avuto fin prima di morire.

La Forza di Rialzarsi

Una tragedia che sconvolse la sua vita ma che non ha impedito a Bagni di rialzarsi: "La foto della bara lasciata sul parabrezza dell’auto in un giorno di nebbia, sembrò tutto così assurdo. Un mese con i carabinieri in casa, aspettando invano una telefonata. Raffaele c’è ogni giorno, lo sentiamo accanto a noi. Il problema non è quel corpo che non è più al cimitero perché io ho fede. Ma subito ci siamo preoccupati degli altri figli. Io ho fatto finta di essere meno piegato dalla vicenda, ma ero quello più sconvolto. E ora con il sorriso positivo affronto la vita.

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