I pozzi per acqua sono opere ingegneristiche che interagiscono con il sottosuolo e con l'acquifero captato. Infatti, il pozzo per acqua è un'opera realizzata nel sottosuolo per l'estrazione di acqua di falda e tale opera richiede una ben precisa progettazione per la sua ottimizzazione.

Tipologie di Pozzi

Esistono diverse tipologie di pozzi, tra cui:

  • Pozzi artesiani: Sono molto più profondi, raggiungendo 100 metri o più, sono più stretti e non hanno bisogno di pompe meccaniche per far risalire l’acqua.
  • Pozzi freatici: Attingono a falde più superficiali in cui l’acqua perde in purezza. Inoltre tali falde non sono in pressione e per prelevare l’acqua sono necessarie pompe meccaniche, spesso si tratta di pompe sommerse che tirano l’acqua fino alla superficie. Il pozzo freatico inoltre è meno profondo di quello artesiano, in genere massimo 20 metri contro 100 metri o più, ed è più grande, in particolare in larghezza.

Come Realizzare un Pozzo per Acqua

Prima di tutto, si scava con una trivella meccanica e piano piano si scende a tappe in profondità con la trivellazione, secondo la lunghezza delle aste perforanti. Una volta raggiunta l’acqua si procede ancora per una certa breve distanza senza rinforzare le pareti perché si metterà solo il nostro ghiaietto. Si finisce quindi di trivellare e si inserisce un tubo in PVC nel pozzo. A questo punto si infila lungo l’asse dello scavo una pompa sommergibile attaccata al tubo di prelievo.

Costi di Realizzazione

Il costo di un pozzo per acqua dipende soprattutto dalla profondità. La maggior parte dei proprietari di case spendono dai 3.000 ai 14.000 euro, o dai 75 ai 200 euro per metro per l'installazione di un pozzo.

Normativa e Permessi

Tutte le acque, sotterranee e superficiali, appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico, sono quindi un bene pubblico. Tale disposizione non si applica alle acque piovane non ancora convogliate in un corso d'acqua o non ancora raccolte in invasi o cisterne, il cui utilizzo è libero.

Le acque costituiscono una risorsa limitata che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.

L’uso e il prelievo delle acque pubbliche sono regolamentati da leggi dello Stato (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque pubbliche e impianti elettrici e successive R.D. n.1775 del 11/12/1933 e s.m.i.) e della Regione Emilia-Romagna (Regolamento regionale n.41 del 20/11/2001, per la disciplina del procedimento di concessione di acqua pubblica).

Prelievo soggetto a concessione: chiunque - persone fisiche, in forma singola o associata, e persone giuridiche di diritto pubblico o privato - abbia necessità di utilizzare acqua pubblica ad uso non domestico, acque superficiali (fiumi) e sotterranee (pozzi e sorgenti), deve presentare una domanda di concessione.

A carico del richiedente rimangono gli adempimenti previsti dalla Legge 04/08/1984 n. 464, per le perforazioni che superano i 30 m di profondità, ovvero la comunicazione dell’inizio dei lavori di perforazione all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - Via Vitaliano Brancati n. 48, 00144 Roma) nei trenta giorni antecedenti il loro inizio e dovrà far pervenire allo stesso Ufficio, entro trenta giorni dall'ultimazione dei lavori, una relazione sui risultati della ricerca, secondo quanto disposto dalla stessa legge, utilizzando esclusivamente gli appositi moduli scaricabili sempre sul sito web di Ispra.

Il termine fissato dal Regolamento regionale per la conclusione del procedimento istruttorio avviato con la domanda di concessione è di 150 giorni nel caso di concessione ordinaria e di 60 giorni nel caso di concessione semplificata. I termini sono sospesi in caso di richiesta pareri e di richiesta di integrazioni, come indicato all’art. 24 comma 5 del RR n. 41/2001.

Arpae ha la facoltà di imporre prescrizioni ed anche di non dare il proprio assenso alla realizzazione delle opere e dei relativi prelievi in relazione ai risultati dell'istruttoria tecnica sulla compatibilità del prelievo richiesto. Ha anche facoltà di effettuare controlli, avvalendosi di agenti accertatori (polizia idraulica, polizia provinciale, polizia municipale, guardie forestali, carabinieri), sulla veridicità inerente l'uso dell'acqua, e sul rispetto delle prescrizioni e discipline dell'uso stesso.

Pozzo Artesiano ad Uso Domestico

Il pozzo artesiano ad uso domestico è un impianto tecnologico come tutti gli altri della tua casa. Serve a prelevare acque pubbliche dalle falde sotterranee per attività quali l’irrigazione del giardino. Per uso domestico si intende che l’utilizzo di tale impianto non deve avere alcun fine produttivo. Ergo, se annaffi l’orto e poi vendi i pomodori rischi di essere sanzionato.

Permessi e Autorizzazioni

L’uso domestico non è subordinato ad autorizzazione formale, si intenderà ottenuta secondo il principio del silenzio assenso. A chiusura della realizzazione sarà necessario inviare la scheda pozzo debitamente compilata. Essa va inoltrata tramite la modulistica che trovate solitamente sul sito dell’organo competente.

Bonus Verde

Ad oggi 2023 la realizzazione del pozzo artesiano uso domestico rientra negli interventi agevolati dal bonus verde.

Sanzioni

Come esiste una normativa di riferimento per la perforazione, esistono le relative sanzioni applicate se il pozzo è abusivo ed esse variano da 250€ a 2500€.

Risparmio e Sostenibilità

Essa è tanto più influenzata dalla presenza di questo impianto tanto più è grande il giardino. I costi per l’irrigazione dello stesso tramite la normale erogazione idrica sarebbero, infatti, molto alti. Il risparmio dettato dalla sua presenza non è solo di tipo economico diretto, bensì anche indiretto. Più sostenibilità uguale vantaggio, anche in termini di prezzo.

Pozzo in Caso di Vendita Immobiliare

Il pozzo artesiano uso domestico diventa motivo di discordia con i possibili compratori per diversi motivi. In primo luogo quando la sua esistenza non risulta ben espressa nella proposta di acquisto. La presenza della scheda pozzo depositata prova che l’opera non è considerabile abuso. Fattore importante anche in ordine agli aspetti di sicurezza verso abitanti e terzi frequentanti l’immobile. La sua assenza, per contro, è prova di abuso ed in questo caso la cessione va gestita secondo i criteri della vendita immobile con difformità urbanistiche.

Se il pozzo risulterà non censito, sarà da valutare attentamente la possibilità di sanatoria e deposito di una nuova scheda. La situazione del pozzo, l’eventuale necessità di sanatoria di un pozzo artesiano abusivo o della sua chiusura sono tutti fattori che vanno verificati prima della messa in vendita. Se mancano, il pozzo dovrà essere chiuso e nuovamente perforato e quindi i costi lieviteranno. Tutti i costi relativi a sanatoria o perforazione di un pozzo artesiano sono deducibili in sede di formazione della base imponibile della plusvalenza immobiliare.

Consigli Utili

Quello che posso consigliarti, oltre alle linee guida generali che trovi in questo articolo, è di interpellare direttamente gli uffici competenti della tua Regione o, in alternativa, ditte specializzate del tuo territorio.

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