Questa pubblicazione fornisce un approccio alle reti idrauliche negli impianti termotecnici e risponde alle mutate esigenze progettuali, relative a problemi di ottimizzazione, oltre che di dimensionamento degli impianti.
Teoria e Componenti delle Reti Idrauliche
Il volume esamina le problematiche inerenti le diverse tipologie di reti idrauliche e le loro applicazioni negli impianti termotecnici, presenta i componenti fondamentali delle reti (corpi termici, tubazioni, pompe, valvole di regolazione) ed analizza i legami con le grandezze che determinano il loro funzionamento nell’ambito idraulico.
Tipologie di Reti Idrauliche
In questa seconda edizione sono stati ampliati i contenuti della parte teorica ed è stato aggiornato il software TUTTELERETI. In particolare vengono ampliate le tipologie di reti con l’aggiunta delle reti con pannelli radianti e reti fognarie. Nuove tipologie di calcolo comprendono l’inserimento di serbatoi a livello variabile, il confronto fra reti, le pompe a velocità variabile, il dimensionamento delle valvole di regolazione per liquidi, gas, vapore, il calcolo di progetto e di verifica di singole tubazioni.
Software TUTTELERETI
L’acquisto del volume consente, attraverso il servizio G-cloud di Grafill, il download di TUTTELERETI, software di calcolo per il dimensionamento e l’analisi di una vasta tipologia di reti idrauliche fino ad una massimo di 120 rami. Il software effettua il calcolo nominale ed il calcolo reale, con metodo iterativo di Cross, permettendo la determinazione del punto di lavoro delle eventuali pompe inserite (fino a 5). Effettua il bilanciamento delle utenze selezionando automaticamente la posizione e la taratura dei detentori. L’utente può scegliere, per ogni singolo ramo, se effettuare il calcolo di progetto (specificando tubazioni diversa da quella di default) oppure di verifica.
L’input dei dati avviene attraverso una finestra grafica che comprende sia la geometria della rete in forma unifilare, che i dati ad essa associati, secondo comandi che possono riguardare i singoli rami, parte di essi, l’intera rete. In alternativa il file grafico può essere prodotto con AutoCAD ed importato.
L’elaborazione produce i risultati in forma numerica in un tabulato in formato *.rtf. In aggiunta può essere prodotto un file *.xls dei risultati. Gli stessi risultati e i dati d’ingresso possono essere associati allo schema geometrico della rete in un file grafico *.dxf. L’archivio dati comprende oltre 600 tubazioni.
Gli esempi a corredo del programma coprono tutte le tipologie di reti e permettono di apprezzare immediatamente le capacità di calcolo ed apprenderne l’uso in tempi rapidi.
Unitamente al software TUTTELERETI sono disponibili le seguenti utilità:
- Glossario (principali termini tecnico-normativi);
- F.A.Q.
Impianti Aeraulici: Definizione e Funzioni
L’impianto aeraulico è un sistema o un insieme di componenti che utilizza l’aria allo scopo di assolvere determinate funzioni in relazione a determinate condizioni di benessere desiderate negli ambienti interni.
È opportuno rimarcare la differenza tra climatizzazione, invernale e/o estiva, e riscaldamento e/o raffrescamento. Con climatizzazione si intende infatti un controllo termo-igrometrico, quindi sia della temperatura sia dell’umidità dell’aria interna. In questo caso è fondamentale la parola “controllo”, da intendersi come possibilità di poter settare e regolare il parametro.
Torniamo quindi alle funzioni che può assolvere un impianto aeraulico. Abbiamo già parlato della climatizzazione o del riscaldamento/raffrescamento (detto anche termo-ventilazione). Il ricambio dell’aria è, infatti, indispensabile in tutti gli ambienti dove vi è la permanenza di persone. Negli edifici privi di impianti aeraulici, la ventilazione è attuata con l’apertura delle finestre o con tecniche di ventilazione naturale.
Negli edifici dotati di impianto aeraulico, non è che non si possano aprire le finestre, ma tale pratica è comunque sconsigliata (a meno di situazioni particolari come malfunzionamenti o blocchi dell’impianto).
Tipologie di Impianti Aeraulici
Sempre a livello di classificazione e tipologie di impianti, un impianto aeraulico può essere l’unico impianto presente (in questo caso si dice “impianto a tutt’aria” o “a sola aria”) oppure essere affiancato ad un impianto idronico (i cosiddetti “impianti misti aria/acqua). Anche gli impianti ad espansione diretta (ad esempio i comuni “split”) non sono impianti aeraulici.
Tra un impianto a tutt’aria ed un impianto misto aria-acqua vi è la sostanziale differenza che il primo si deve far carico, oltre che del ricambio d’aria e quindi delle esigenze di ventilazione, anche dei carichi termici (sensibili e latenti) invernali e/o estivi. Tale sostanziale differenza si riflette sul dimensionamento e sulle scelte progettuali. Come tutti sanno infatti vi è una relazione stretta tra carico termico, portate, sezione delle condotte e velocità dell’aria.
Ciò determina delle portate per ambiente, che sono calcolate tenendo conto della superficie utile e del numero di occupanti (le norme tecniche forniscono precisi valori a riguardo). Ma un impianto aeraulico, come abbiamo detto, può assolvere anche la funzione di climatizzare. In questo caso l’aria è fluido-termovettore e quindi responsabile di fornire o rimuovere un determinato carico termico. La portata per fare ciò può quindi essere maggiore della portata minima di ventilazione.
Un’altra distinzione che si può fare sugli impianti aeraulici riguarda i flussi di aria. Più nel dettaglio, la maggior parte degli impianti sono “a doppio flusso”, ovvero prevedono sia un’immissione che un’estrazione dell’aria in modo canalizzato. Vi possono però essere anche impianti “a semplice flusso”, quindi caratterizzati o solo da immissione o solo da estrazione canalizzata.
Facendo sempre il paragone con l’aerazione naturale, è da considerare che un altro vantaggio della ventilazione meccanica è la possibilità di recuperare il calore dall’aria estratta, che appunto in caso di semplice apertura di finestre andrebbe perso. Tale possibilità è garantita da un recuperatore, che è un componente dell’impianto a doppio flusso.
Esistono in commercio dispositivi localizzati e puntuali che essenzialmente sono delle unità ventilanti a flussi d’aria asincroni. In parole più semplici, tali dispositivi, funzionano per un certo tempo in modalità di immissione e per altro tempo in modalità estrazione. Ora, sebbene tali dispositivi possano anche essere dotati di recuperatore (solitamente di materiale ceramico) è bene tener presente che essi difficilmente riusciranno a raggiungere le prestazioni, energetiche e di filtrazione dell’aria, di un impianto di ventilazione meccanica a doppio flusso canalizzato, dotato di recuperatore e idonea filtrazione.
Chiudiamo questa panoramica sugli impianti aeraulici citando l’altra classica distinzione tra gli impianti, ovvero quelli a portata costante e quelli a portata variabile. Per ciascuna delle due tipologie, esistono poi delle sotto-categorie in funzione delle strategie di regolazione (centralizzata o localizzata) della configurazione (per singola zona o multi-zona) e del fatto che siano a temperatura costante o variabile.
TAG: #Idrauliche
