La trasformazione dell’energia in un sistema idraulico avviene attraverso una pompa che regola la velocità del fluido, convertendo l’energia meccanica in energia idraulica. La pompa ha il compito di garantire la tenuta tra la mandata e l’aspirazione.

Valvole Oleodinamiche: Regolazione e Distribuzione dell'Energia

Le valvole oleodinamiche sono componenti fondamentali per la regolazione e la distribuzione dell’energia negli impianti idraulici. Approfondiamo le differenti tipologie di valvole oleodinamiche utilizzate sia per la regolazione che la distribuzione dell’energia. Le valvole regolatrici, per esempio, determinano quantità costanti di portata rendendo possibile la regolazione delle velocità, attraverso l’impostazione dei valori.

Valvole Regolatrici di Portata

Le valvole regolatrici di portata sono dispositivi utilizzati per regolare il flusso all'interno di un impianto oleodinamico, riducendo o aumentando una qualsiasi portata a valori desiderati. Il regolatore di flusso più diffuso e semplice è quello bidirezionale che controlla i flussi in pratica in entrambe le direzioni. Il regolatore di flusso in oleodinamica nella sua versione più semplice è costituito da un restringimento a sezione fissa.

Quando in oleodinamica si ha l’esigenza quindi di far circolare il flusso solo in una direzione sono utilizzate le valvole regolatrici unidirezionali. Vi sono poi le valvole oleodinamiche regolatrici CETOP il cui sistema di “normalizzazione”, fissa gli standard dimensionali per la Pneumatica e l'Oleoidraulica.

Le valvole bidirezionali CETOP a piastra prodotte da Tognella permettono per esempio un’ottima resa nella regolazione del flusso in entrambi i sensi. Esse si presentano dotate di uno spillo che se adeguatamente configurato consente di ottenere grande linearità di flusso nell’apertura e una regolazione impeccabile e accurata sulla portata caratteristica. Questo avviene per la presenza del doppio sistema decimale presente sulla manopola e grazie ad un anello metallico con scala numerica graduata che permette di individuare, con velocità agli addetti al settore, le condizioni di flusso e pressione.

Tognella propone da più di 60 anni un supporto di qualità all’industria oleodinamica e agli addetti al controllo e alla regolazione delle portate.

Motoriduttori: Tipi e Funzionamento

I motoriduttori sono dispositivi che combinano un motore elettrico con un riduttore di velocità, ottimizzando la coppia e la velocità per specifiche applicazioni.

Oltre a questa preliminare suddivisione, i motoriduttori più comuni sono generalmente di 3 tipi:

  • Motoriduttore a vite senza fine
  • Motoriduttore ad ingranaggi
  • Motoriduttore planetario

Motoriduttore ad Ingranaggi

I motoriduttori ad ingranaggi rappresentano la tipologia di motoriduttori più utilizzata in assoluto, soprattutto nei settori industriali, che necessitano di potenze elevate e sessioni di lavoro molto lungo ed intensive. Proprio per questa caratteristica è molto utilizzato in tutte quelle applicazioni destinate a luoghi pubblici, come teatri, aeroporti, etc. Si tratta di strumenti molto compatti che necessitano di spazi minimi e riescono ad assorbire anche urti di discreta entità, il che li rende perfetti per macchine di movimento.

Motoriduttore a Vite Senza Fine

Il motoriduttore a vite senza fine presenta una ruota dentata cilindrica, i cui denti possono essere diritti o elicoidali. In questo tipo di motoriduttore l’elemento condotto ingrana, appunto, su una vite senza fine, rendendo tutto il processo molto silenzioso. Inoltre, dispone di un arresto molto veloce, motivo per il quale è anche utilizzato negli ascensori.

Questi motoriduttori si suddividono, a loro volta, in 3 sotto-categorie che trovano diverso impiego a seconda del lavoro più o meno gravoso che dovranno svolgere, dell’ingombro che producono e della possibilità o meno di avere più alberi in uscita:

  • Riduttori in linea o coassiali: con albero in uscita allo stesso livello dell'albero motore in entrata;
  • Riduttori ad assi paralleli: sia l'albero motore che l'albero coppia sono posizionati esattamente nella stessa direzione, possibilità di avere assi d’uscita multipli per l’impiego in macchine complesse.
  • Riduttori ad assi ortogonali: l'albero coppia è posizionato ortogonalmente rispetto all'albero motore in entrata.

Motoriduttori Planetari

Possiamo anche qui distinguere due tipi diversi di motoriduttori planetari:

  • Motoriduttori epicicloidali a corona fissa: particolarmente indicati per l’utilizzo in settori industriali. È dotato di satelliti montati su di una porta i quali ruotano ad una velocità ridotta rispetto a quella originariamente sprigionata dall’albero in entrata.

I motoriduttori planetari sono i più utilizzati grazie alla loro duttilità ed efficienza, il che li rende perfetti sia per la costruzione di impianti industriali, i quali devono sopportare lunghe e intensive sessioni di lavorative, sia per le macchine semoventi, poiché presentano un volume tutto sommato contenuto e una grande capacità di assorbire urti.

Riduttori di Pressione

Il riduttore di pressione è un dispositivo utilizzato per regolare e stabilizzare la pressione dell'acqua in un impianto idraulico, proteggendo le apparecchiature e le tubature da eventuali picchi di pressione. I riduttori di pressione, realizzati in materiali come ottone ADZ (CR) resistente alla corrosione, rispondono pienamente ad ogni esigenza di controllo e regolazione della pressione negli impianti idrici civili e industriali.

Per il corretto posizionamento del riduttore di pressione nell'impianto utilizzare la freccia stampata sul corpo che indica la direzione del fluido. I riduttori di pressione possono lavorare in ogni posizione (orizzontale, verticale, obliqua).

Funzionamento del Riduttore di Pressione

Il riduttore opera attraverso un sistema a pistone, compensando automaticamente la pressione a valle per garantire un flusso costante, indipendentemente dalle variazioni di pressione a monte. Per modificare la pressione in uscita è sufficiente allentare la ghiera in plastica nera e ruotare il premolla in ottone; ruotando in senso orario la pressione in uscita aumenta, ruotando in senso antiorario la pressione in uscita si riduce. La corretta regolazione della pressione va fatta ad impianto chiuso.

Il funzionamento del riduttore è basato sull’equilibrio di due forze contrapposte che si sviluppano nel suo interno. La molla produce una spinta verso l’apertura della sezione di passaggio del fluido in contrapposizione con la spinta prodotta dalla pressione dell’acqua (Fig.1). La compressione variabile della molla, recupera le variazioni di pressione della rete idrica pubblica. Aprendo un’utenza idrica la valvolina (1) si sposta verso il basso aprendo il passaggio dell’acqua, ciò è dovuto alla forza esercitata dalla molla sul diaframma (2) che in tali condizioni diventa prevalente rispetto a quella esercitata dall’acqua. Aumentando la richiesta d’acqua si provoca un aumento del passaggio del fluido attraverso la sezione di passaggio causato dalla diminuzione della pressione a cui è normalmente sottoposta la valvolina.

Tabella: Caratteristiche Tecniche Riduttore di Pressione

Caratteristica Valore
Materiale Ottone ADZ resistente alla corrosione
Raccordi 3/4" M
Pressione Massima di Esercizio 25 bar / 360 psi
Temperatura Massima di Esercizio 80 °C
Campo di Regolazione in Uscita 0,5 - 6 Bar / 7 - 90 psi
Pressione Pretarata 3 bar
Attacco Manometro 1/4"

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