Ambienti d’uso quotidiano come il bagno richiedono interventi di manutenzione periodica. Un bagno ormai datato, malfunzionante o che semplicemente non rispecchia i tuoi gusti, necessita di una risoluzione profonda e mirata. In buona sostanza, a meno che non si propenda per un rinnovo blando e superficiale, spesso e volentieri rinnovare il bagno comporta cambiamenti notevoli.

Sei curioso di sapere esattamente come funziona? Per avere un quadro completo è bene che tu conosca quali sono le opere da realizzare in una ristrutturazione, dato che queste influenzeranno costi e tempi. è lecito quindi chiedersi quanto costa rifare un bagno, quale budget bisogna prevedere per il rifacimento di un bagno di 4 mq, quali elementi analizzare per giudicare se un preventivo di spesa per restaurare il bagno sia o meno conveniente e possa essere preso in considerazione. Alla luce di quanto detto è assolutamente comprensibile che ci si chieda quanto costa ristrutturare il bagno scegliendo il travertino piuttosto che le maioliche? A quanto ammonta il budget di spese per realizzare un bagno nuovo se si vive a Roma piuttosto che a Milano?

Fasi della Ristrutturazione del Bagno

Rifare il bagno è una delle parti più complesse di una ristrutturazione, ma anche tra quelle che riserva maggiori soddisfazioni. La ristrutturazione completa del bagno comprende:

  • Demolizione del locale
  • Rimozione impianti esistenti
  • Posa dei nuovi impianti
  • Getto del massetto
  • Posa di pavimento e rivestimenti
  • Montaggio di sanitari, complementi e accessori bagno

Per avere un quadro completo è bene che tu conosca quali sono le opere da realizzare in una ristrutturazione, dato che queste influenzeranno costi e tempi.

Elenco dettagliato delle opere:

  1. Demolizioni e smaltimento: Comprende lo smontaggio degli arredi esistenti, dei sanitari e lo smantellamento dei rivestimenti e del vecchio massetto. Si tratta della parte più rumorosa di tutto l’intervento, dal momento che per la demolizione del vecchio bagno ci si serve del martello pneumatico. La nostra non è certo una precisazione casuale, dal momento che chi procede a rifare il bagno di un appartamento condominiale deve preventivamente ottenere l’autorizzazione in deroga ai limiti di rumorosità.
  2. Nuove tracce e predisposizioni: Potrebbe sembrare vaga, ma in realtà è una delle fasi più importanti del processo di ristrutturazione. Conclusasi questa fase sarà scaduto il termine entro il quale potrai permetterti di cambiare idea sulle predisposizioni concordate sul progetto. Ne approfittiamo per consigliarti caldamente di non fare a meno del progetto su carta.
  3. Installazione dell’impianto idraulico ed elettrico. Tutto questo insieme di impianti occupa anche 15 centimetri.
  4. Impermeabilizzazione delle zone a contatto diretto con l’acqua (doccia o vasca).
  5. Realizzazione dell’intonaco.
  6. Posa pavimenti e rivestimenti: Una volta asciutti il massetto e l’intonaco, potremo procedere con la posa dei pavimenti e dei rivestimenti. Per evitare rinvii, ti consigliamo di definire bene le tue scelte durante la creazione del progetto. Nel caso della carta da parati, solitamente attendiamo che si asciughi l’intonaco e la posa di eventuali piastrelle per effettuare un rilievo misure che garantisca una stampa realizzata ad hoc per quella parete. La risposta giusta è: non subito! Se la tua scelta è caduta sulla tappezzeria, le tempistiche per averla saranno di circa 10-15gg lavorativi dal rilievo misure. Ti consigliamo di tenere conto di questo dettaglio sin dalla fase di progettazione.
  7. Montaggio dei sanitari e della rubinetteria: Una volta posati rivestimenti e pavimenti, e dopo che il tutto sia perfettamente asciutto, passiamo all’installazione dei sanitari e degli arredi: rubinetterie, wc, bidet, lavabo (con eventuale mobile), radiatore o termo-arredo e vasca saranno collegati all’impianto idraulico.
  8. Collaudo finale. A lavori terminati, conviene testare il corretto funzionamento di tutti gli impianti, verificando che non vi siano perdite o malfunzionamenti. In caso di criticità, è bene intervenire immediatamente, così da evitare problemi più gravi in futuro. Superato il collaudo, il bagno viene pulito accuratamente e riconsegnato al cliente, che può finalmente godere di uno spazio rinnovato e funzionale.

Tempistiche necessarie per il rifacimento del bagno

Considera che la durata dei lavori varia in funzione delle opere da eseguire e delle tempistiche di posa che richiedono i materiali/arredi scelti. Se gli interventi riguardano solo il restyling del locale, senza cambiare le piastrelle, smantellare vasche o docce, i tempi si ridurranno, e non solo, anche i costi! Rifare un bagno a regola d’arte richiede dagli 8 ai 12 giorni lavorativi.

La ristrutturazione completa di un bagno di medie dimensioni (5-6 mq) richiede almeno 7-8 giorni lavorativi; con giorni lavorativi si intende dal lunedì al venerdì compresi, sabato escluso (molte imprese non lavorano il sabato).

La durata di una ristrutturazione completa varia mediamente da una a tre settimane, a seconda dell’entità dei lavori e dell’esperienza dell’impresa incaricata. Se si scelgono materiali che richiedono tempi di posa o di asciugatura più lunghi, potrebbe essere necessario aggiungere qualche giorno extra. Per accelerare i lavori, alcuni preferiscono optare per soluzioni più rapide, come pannelli di rivestimento adesivi o tecnologie che permettono di sovrapporre le nuove piastrelle a quelle esistenti, riducendo polvere e macerie.

Permessi necessari per la ristrutturazione

Per la sola ristrutturazione del bagno non servono permessi particolari se non la “Comunicazione di inizio lavori” nel proprio comune. Qualora tu abbia intrapreso la ristrutturazione di tutta la casa, tra cui anche del bagno, è probabile che in comune tu debba aprire altre tipologie di pratiche.

Capire se occorre o meno richiedere permessi per la ristrutturazione del bagno è fondamentale per evitare intoppi burocratici. In linea generale, gli interventi si classificano come manutenzione ordinaria o straordinaria. Se ci si limita a sostituire piastrelle e sanitari, spesso non è necessario presentare alcuna pratica, a meno che il Comune di residenza non preveda regole specifiche.

Manutenzione Ordinaria

La manutenzione ordinaria comprende le operazioni che non comportano variazioni di parti strutturali dell’edificio o degli impianti, come la semplice sostituzione dei rivestimenti o dei sanitari con altri dello stesso tipo. In questo scenario, nella maggior parte dei casi, non vengono richiesti permessi edilizi. La manutenzione ordinaria riguarda le opere leggere, come la sostituzione dei sanitari, il rifacimento dell’intonaco rovinato, la riparazione di un tubo rotto e la riparazione o sostituzione di qualche mattonella del pavimento o dei rivestimenti.

Questi piccoli lavori fanno parte dell’edilizia libera e non richiedono permessi (per l’elenco completo degli interventi, leggi il Glossario Edilizia Libera).

Manutenzione Straordinaria

Al contrario, la manutenzione straordinaria riguarda tutti i lavori che vanno oltre le semplici sostituzioni, come spostare l’attacco del WC, rifare completamente l’impianto idraulico o modificare la disposizione interna.

La ristrutturazione completa - rientra nella manutenzione straordinaria e richiede una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), redatta dal tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere).

Un progetto è indispensabile se la ristrutturazione coinvolge strutture portanti, se si spostano tramezzi o si modificano gli impianti in modo significativo. Affidarsi a un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra) permette di redigere gli elaborati necessari e di garantire che i lavori rispettino le normative antisismiche, igienico-sanitarie ed energetiche.

Le tempistiche per l’approvazione di pratiche edilizie possono variare in base alle procedure e al carico di lavoro degli uffici comunali. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la CILA consente di iniziare i lavori subito dopo la presentazione della pratica, mentre la SCIA potrebbe richiedere un’attesa più lunga.

È importante rispettare queste regole: lavorare senza i dovuti titoli abilitativi può comportare sanzioni economiche e l’obbligo di ripristinare la situazione originaria.

CILA per la ristrutturazione del bagno

Quando la ristrutturazione del bagno implica la sostituzione di tubature, impianti e massetto, si tratta di una manutenzione straordinaria che richiede l’ottenimento della CILA, la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Questo requisito è giustificato dalle disposizioni del Decreto SCIA 2, che elenca le varie opere di manutenzione straordinaria soggette alla CILA, tra cui rientra la “realizzazione e integrazione di servizi igienico-sanitari“.

Alcuni interventi di ristrutturazione del bagno che non richiedono la presentazione della CILA includono:

  • Sostituzione dei sanitari vecchi
  • Trasformazione della vasca inutilizzata in una doccia
  • Tinteggiatura delle pareti

D’altra parte, alcuni esempi pratici di lavori di ristrutturazione del bagno che richiedono la presentazione della CILA sono:

  • Sostituzione totale degli impianti
  • Realizzazione di nuove condutture

Costi della ristrutturazione

Il costo di una ristrutturazione del bagno può variare in modo significativo a seconda delle dimensioni dell’ambiente, dei materiali scelti e della complessità degli interventi. In media, per un bagno di circa 5-6 metri quadri con finiture di fascia media, il preventivo può oscillare in media tra i 5.000 e i 15.000 euro.

Il costo per rifare il bagno da zero può variare considerevolmente in base a diversi fattori, tra cui le dimensioni dello spazio, la qualità dei materiali e la professionalità dell’impresa incaricata. Con noi la ristrutturazione dello stesso bagno può avere costi totalmente diversi, in base ai materiali e gli arredi che si scelgono. A questo importo dovrai aggiungere quello degli arredi, sanitari e rubinetterie delle marche e modelli scelti in showroom.

Il consiglio che ti diamo è di stabilire un budget reale oltre il quale non vorresti spingerti. Avere la risposta a questa domanda ti sarà utile per fare delle scelte consapevoli, ponderate ed in linea con il tuo budget. A volte, per quanto una lavorazione possa incidere sul costo della manodopera, non è possibile prescindere da essa. È proprio per questo che ti abbiamo fornito queste informazioni. Così che tu riesca a individuare cosa può costituire una priorità e cosa invece no.

Voci di costo principali:

  • Demolizione e smaltimento: la demolizione e lo smaltimento di sanitari, pareti, pavimento e mobili con la successiva rimozione dei detriti.
  • Posa delle piastrelle: il prezzo va dai 20 ai 40 euro al metro quadrato.

Esempio di costi medi

Secondo i nostri professionisti, il costo medio per lavori di rifacimento si aggira intorno ai 300 - 1.000 euro al metro quadro, con un costo medio di circa 3.500 euro per la maggior parte dei lavori.

Ovviamente, i costi variano in base alla tipologia di intervento:

  • Cambio vasca-doccia: tra i 700 euro e i 1.500 euro
  • Installazione dei sanitari: dai 300 euro ai 1.200 euro
  • Installazione dei rivestimenti e la tinteggiatura: dai 100 euro ai 400 euro
  • Demolizione e il rifacimento del massetto: tra i 500 euro e i 1.000 euro
  • Posa delle piastrelle: dai 300 euro ai 1.200 euro
  • Installazione dei punti luce e delle tracce: tra i 50 euro e i 500 euro

Spese aggiuntive da considerare:

  • Diritti di istruttoria del Comune
  • Spese per l’acquisto dei materiali
  • Costi per la manodopera necessaria ai lavori
  • Parcella del tecnico incaricato

Come risparmiare sui costi

Infine ti consigliamo, per risparmiare sui costi, di scegliere sanitari, mobili e complementi d’arredo in offerta.

Iniziare con piccoli interventi estetici consente di ottenere un risultato sorprendente senza incidere troppo sui costi. Verniciare i vecchi rivestimenti con smalti appositi, ad esempio, è un modo veloce ed economico per rinnovare l’aspetto di mattonelle ormai datate. Un altro stratagemma consiste nel riutilizzare i sanitari in buone condizioni, verniciarli se possibile o sostituire soltanto la tavoletta del WC e la rubinetteria.

Agevolazioni fiscali per la ristrutturazione del bagno

Ristrutturare o rinnovare il bagno sarà ancora conveniente nel 2024. Se gli interventi da realizzare rientrassero nell’ambito della Manutenzione Straordinaria, Ristrutturazione o Risanamento Conservativo, potrai richiedere il Bonus Mobili. Per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria è possibile usufruire dell’Iva agevolata al 10%. Sul valore residuo dei beni l’Iva sarà al 22%. L’agevolazione non si applica su mobili, accessori e tutti quei beni considerati non finiti. La recente Legge di bilancio ha riconfermato il Bonus ristrutturazione per abbattere i costi del rifacimento di un bagno.

Ristrutturare il bagno è una delle parti più complesse di una ristrutturazione, ma anche tra quelle che riserva maggiori soddisfazioni. Abbiamo visto che la ristrutturazione del bagno con offerte speciali può essere conveniente quando non ci sono particolari esigenze. Il costo sale se si modificano gli spazi interni creando, ad esempio, una parete in cartongesso e apportando piccole modifiche all’impianto elettrico e idraulico.

Bonus Ristrutturazione

Se stai pensando di ristrutturare il bagno della tua abitazione, è importante conoscere gli incentivi a tua disposizione. Se l’intervento rientra nella categoria di manutenzione straordinaria, puoi richiedere alla Agenzia delle Entrate il Bonus Ristrutturazione, che ti consente una detrazione fiscale pari al 50% della spesa sostenuta. Il rimborso, che verrà effettuato tramite le tasse future da pagare nei 10 anni successivi, corrisponderà al 50% della spesa sostenuta per l’intervento, fino ad un massimo di 96.000 euro.

La detrazione del 50% comprende tutti quegli interventi annoverabili nella manutenzione straordinaria e dunque puoi usufruirne solo se decidi di fare una ristrutturazione completa. Il bonus può essere richiesto sia dal proprietario di casa che dall’affittuario, dai comodatari e dai soci di cooperative.

Bonus Mobili

Chi accede al bonus Ristrutturazioni ha diritto ad un’ulteriore agevolazione: il bonus mobili ed elettrodomestici, anch’esso confermato per tutto il 2025. Il bonus mobili consiste nella detrazione Irpef del 50% su un importo massimo di 5.000 euro per il 2025.

Importante: la detrazione ti spetta anche quanto i beni acquistati sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto dell’intervento edilizio! Esempio: ristrutturi il bagno - col bonus ristrutturazioni - e usi il bonus mobili per l’acquisto di elettrodomestici e arredi di altre stanze. L’importo massimo detraibile è 2.500 € (iva compresa), per spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.

Sia nel caso del bonus Ristrutturazioni che del bonus mobili, tutti i pagamenti devono essere effettuati con bonifico o carta di debito o credito.

Consigli utili

  • Pianifica in anticipo: la pianificazione è fondamentale per una ristrutturazione del bagno senza stress. Pensa alla disposizione dei sanitari, alla scelta dei materiali e al budget disponibile.
  • Scegli il momento giusto: il momento migliore per ristrutturare il bagno dipende dalle tue esigenze e dalla disponibilità degli artigiani.
  • Organizza il cantiere in modo da limitare i disagi: cerca di isolare la zona del bagno e di proteggere i pavimenti e le pareti circostanti.
  • Rivolgiti a professionisti: il primo consiglio consiste nel rinunciare al fai-da-te. Non sempre il risparmio è guadagno!

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