Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione che interessano gli immobili, rifare il bagno è tra i lavori più richiesti e costosi. Un bagno datato, oltre ad essere esteticamente poco piacevole, di solito è anche poco funzionale: può essere scomodo, angusto e con perdite di acqua. Per questi motivi, quando si ristruttura una casa, molti scelgono di rifare il bagno.
Ristrutturare un bagno richiede una pianificazione accurata. Dalla definizione del budget al layout fino alla scelta di materiali e imprese, ogni fase ha un ruolo preciso per ottenere un risultato di qualità. La ristrutturazione del bagno può essere eseguita in diversi modi, con opere più o meno impegnative, che vanno dal rifacimento intero dell’ambiente, ad una più semplice rivisitazione degli arredi e delle finiture.
Ma prima di procedere è importante aver chiaro il risultato finale, il preventivo di spesa e il quadro delle detrazioni in vigore. Questi elencati sono alcuni degli aspetti più importanti da prendere in considerazione per evitare brutte sorprese.
Come Procedere?
Ora dovresti avere le idee più chiare sull’argomento. Ma prima di procedere è importante aver chiaro il risultato finale, il preventivo di spesa e il quadro delle detrazioni in vigore.
Al di là di come si vorranno eseguire i lavori, è sempre una buona idea fare un po’ di ricerche personali e prendere ispirazione, sfogliando riviste di design e navigando sul web, visitando showroom e negozi di arredamento. Si devono definire un layout e scegliere tutti i materiali, per pavimenti, rivestimenti, sanitari, mobili e rubinetteria.
Monitora ogni fase: demolizione, impianti, posa pavimenti, installazione sanitari e finiture.
Cosa Comprende la Ristrutturazione Completa del Bagno?
La ristrutturazione completa del bagno comprende: demolizione del locale, rimozione impianti, posa dei nuovi impianti, getto del massetto, posa di pavimento e rivestimenti, montaggio di sanitari, complementi e accessori bagno.
Fasi del Lavoro
Ho diviso il lavoro in sei fasi, che tuttavia NON corrispondono alla durata delle opere, perché l’intervento - in genere - richiede più tempo. Vediamole nel dettaglio…
- Demolizione e Tracce: Nella prima giornata avviene la demolizione del bagno e l’esecuzione delle tracce a parete. L’impresa - come prima cosa - smonta sanitari e complementi d’arredo, distrugge rivestimenti, pavimento, massetto e rimuove impianto idrico-sanitario e cassetta di risciacquo del wc. Poi c’è l’esecuzione delle tracce a parete, ovvero il percorso che seguirà una parte del nuovo impianto idrico-sanitario e/o elettrico. La prima fase richiede circa 1 giorno di lavoro: i tempi variano in base a metratura del locale e organizzazione dell’impresa.
- Posa Impianti: Nella seconda giornata avviene la posa del nuovo impianto idrico-sanitario, ovvero l’insieme di reti e apparecchiature che distribuiscono acqua calda e fredda, oltre agli scarichi delle acque. Nei bagni moderni, il materiale più usato per questi impianti è il multistrato, così chiamato perché i tubi sono composti da strati di vari materiali.
- Posa Massetto: Il livellamento del pavimento occupa il quarto step nel percorso di ristrutturazione.
- Posa Pavimento: Nei bagni con parquet si posano prima i rivestimenti e poi il pavimento in legno, in modo da evitare graffi e altri danni alla superficie.
- Posa Rivestimenti: Ci siamo quasi: dopo il pavimento tocca ai rivestimenti. I materiali più usati per i rivestimenti sono quelli ceramici, quindi grès o altri prodotti della categoria (mattonelle monocottura, bicottura, mosaico…).
- Montaggio Sanitari: Una volta posati rivestimenti e pavimenti, e dopo che il tutto sia perfettamente asciutto, passiamo all’installazione dei sanitari e degli arredi: rubinetterie, wc, bidet, lavabo (con eventuale mobile), radiatore o termo-arredo e vasca saranno collegati all’impianto idraulico.
Quanto Tempo Richiede?
La ristrutturazione completa di un bagno di medie dimensioni (5-6 mq) richiede almeno 7-8 giorni lavorativi; con giorni lavorativi si intende dal lunedì al venerdì compresi, sabato escluso (molte imprese non lavorano il sabato). Per ristrutturare un bagno possono essere sufficienti una decina di giorni, anche per il fatto che generalmente si tratta di ambienti dalle dimensioni contenute. Chiaramente, la durata delle opere varia a seconda della tipologia di intervento che si realizza. Le dimensioni dello spazio influenzano significativamente la durata dei lavori di ristrutturazione edilizia: i bagni più ampi richiedono naturalmente tempi più lunghi per ogni fase, dalla posa delle piastrelle al cartongesso.
Permessi Necessari per la Ristrutturazione del Bagno
I permessi previsti dalla legge dipendono dalla tipologia di interventi necessari. In presenza di lavori di manutenzione ordinaria non servono particolari autorizzazioni, mentre le cose cambiano per i lavori straordinari.
Manutenzione Ordinaria vs. Straordinaria
Per ristrutturare il bagno della propria abitazione, è importante sapere se gli interventi rientrano nella categoria di manutenzione ordinaria o straordinaria. Nel primo caso, non è necessario richiedere alcun permesso e la sostituzione di sanitari o la tinteggiatura delle pareti possono essere effettuati senza alcuna comunicazione esterna. Al massimo, alcuni comuni richiedono la compilazione del Certificato di Inizio Lavori.
- Manutenzione Ordinaria: riguarda le opere leggere, come la sostituzione dei sanitari, il rifacimento dell’intonaco rovinato, la riparazione di un tubo rotto e la riparazione o sostituzione di qualche mattonella del pavimento o dei rivestimenti. Questi piccoli lavori fanno parte dell’edilizia libera e non richiedono permessi.
- Manutenzione Straordinaria: la ristrutturazione completa rientra nella manutenzione straordinaria e richiede una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), redatta dal tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere).
Hai bisogno di un permesso - a maggior ragione - quando modifichi la superficie del bagno (allarghi o restringi la stanza), se aggiungi o abbatti una parete (es. realizzi un antibagno), se apri o chiudi dei fori (es. cambi la posizione della porta) e se crei un nuovo bagno.
In questi casi, la pratica è la CILA o la SCIA: dipende dalla modifica. In merito alla necessità della CILA, chiedi conferma a un tecnico di zona, che conosce le eventuali delibere dell’Ufficio tecnico del Comune.
La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata)
La CILA è il documento più comune richiesto per la ristrutturazione bagno che include interventi su impianti idraulici, elettrici o modifiche alla distribuzione degli spazi. La CILA è il documento più comune richiesto per la ristrutturazione bagno che include interventi su impianti idraulici, elettrici o modifiche alla distribuzione degli spazi.
La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), introdotta nell’art. 6-bis del D.P.R. 380/01, non è una richiesta di autorizzazione formale, ma piuttosto una segnalazione che si inoltra al comune competente nel momento in cui si intendono effettuare determinati interventi su un immobile senza modificarne la struttura.
La procedura per la presentazione della CILA prevede il deposito presso lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del comune in cui si trova l’immobile interessato dall’intervento. Alcuni comuni consentono l’invio telematico della documentazione, mentre altri richiedono la consegna manuale o via PEC.
Documenti da allegare alla CILA:
- Relazione tecnica asseverata dal tecnico abilitato
- Documentazione catastale (visura, planimetria)
- Elaborati grafici (stato di fatto e situazione di progetto)
- Documentazione sullo stato legittimo dell’immobile
- Documentazione sulla sicurezza
- Documentazione sulla regolarità contributiva
- Ricevuta di pagamento di eventuali diritti di segreteria da pagare al comune
- Atto di provenienza
- Documenti di identità (del proprietario dell’immobile, del tecnico esperto)
Una volta presentata al comune, la CILA non richiede ulteriori autorizzazioni e consente all’interessato di iniziare i lavori immediatamente, nello stesso giorno in cui viene consegnata all’ufficio tecnico.
Costi e Bonus per la Ristrutturazione del Bagno
Il costo per rifare il bagno da zero può variare considerevolmente in base a diversi fattori, tra cui le dimensioni dello spazio, la qualità dei materiali e la professionalità dell’impresa incaricata.
La ristrutturazione del bagno comporta una serie di spese tra cui:
- Diritti di istruttoria del Comune
- Spese per l’acquisto dei materiali
- Costi per la manodopera necessaria ai lavori
- Parcella del tecnico incaricato
Tuttavia, esistono anche incentivi fiscali e bonus che permettono di detrarre una parte delle spese sostenute.
Bonus Ristrutturazioni
I lavori di manutenzione ordinaria NON sono detraibili, quelli di manutenzione straordinaria si. Esempio: il solo cambio dei sanitari - o delle piastrelle - non è detraibile, perché è manutenzione ordinaria. Al contrario, il completo rifacimento del bagno usufruisce del Bonus Ristrutturazione.
Prevede una detrazione dall’Irpef del 50%, calcolata sulla spesa sostenuta per lavori di manutenzione straordinaria; la cifra portata in detrazione è ripartita in 10 quote annuali - di pari importo - che recuperi nelle 10 dichiarazioni fiscali degli anni successivi. Esempio: ristrutturi il bagno e spendi 10.000 euro. Porti in detrazione 5.000 euro (il 50%), divisi in 10 quote di 500 € ciascuna: non è un rimborso in denaro ma uno sconto fiscale.
L’importo massimo detraibile è 96.000 € (iva compresa), per spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.
Puoi detrarre anche le spese relative a progettazione, gestione delle pratiche e acquisto dei materiali.
Come Pagare i Lavori
I pagamenti vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, in cui risulti la causale del versamento (con riferimento alla norma), codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o numero di partita iva del beneficiario del pagamento.
Bonus Mobili e Ristrutturazione del Bagno
Il completo rifacimento del bagno offre la possibilità di accedere a un altro bonus (in aggiunta al bonus ristrutturazioni). Parlo del Bonus Mobili, che prevede una detrazione dall’Irpef del 50%, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici - di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) - destinati ad arredare un immobile da ristrutturare.
Importante: la detrazione ti spetta anche quanto i beni acquistati sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto dell’intervento edilizio! Esempio: ristrutturi il bagno - col bonus ristrutturazioni - e usi il bonus mobili per l’acquisto di elettrodomestici e arredi di altre stanze.
L’importo massimo detraibile è 2.500 € (iva compresa), per spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
L’elenco dei mobili detraibili è disponibile nella guida dell’Agenzia delle Entrate.
La seguente tabella riassume le detrazioni fiscali per la ristrutturazione del bagno:
| Bonus | Detrazione | Spesa Massima Detraibile | Scadenza |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazioni | 50% | 96.000 € | 31 dicembre 2024 |
| Bonus Mobili | 50% | 2.500 € | 31 dicembre 2025 |
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