Dopo molti anni trascorsi nella stessa casa, con gli stessi mobili e gli stessi colori alle pareti, è normale sentire il bisogno di rinnovare gli spazi del vivere quotidiano. Il bagno è uno degli ambienti della casa più spesso soggetti a lavori di ristrutturazione, soprattutto negli ultimi anni in cui si è verificata una vera e propria rivalutazione di questo spazio. Tuttavia, l’entusiasmo che si prova verso il nuovo a volte si spegne velocemente nel momento in cui iniziano le prime difficoltà burocratiche.

La domanda che viene rivolta frequentemente è se occorre presentare un titolo edilizio per la ristrutturazione del bagno all’interno dell’appartamento. La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è una pratica indispensabile per procedere con interventi edilizi di manutenzione straordinaria che comportano modifiche significative agli impianti idraulici, lo spostamento delle pareti o altre trasformazioni strutturali. La CILA permette di semplificare l’iter amministrativo, consentendo di iniziare i lavori senza dover richiedere permessi complessi.

È necessario fare attenzione alla tipologia di lavori da eseguire, poiché per alcune opere si applicano normative edilizie specifiche, e una corretta classificazione degli interventi è fondamentale per evitare problematiche legali e fiscali. In questo articolo, analizzeremo quando la CILA è necessaria per la ristrutturazione del bagno e quali lavori ne richiedono l’utilizzo.

Quando serve la CILA per ristrutturazione bagno?

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è necessaria per alcuni tipi di interventi di ristrutturazione del bagno, ma non per tutti. In alcuni casi, è sufficiente una semplice dichiarazione sostitutiva con la data di avvio dei lavori, mentre in altri si richiedono concessioni, autorizzazioni o comunicazioni specifiche.

La CILA è obbligatoria per interventi di ristrutturazione che comportano modifiche sostanziali di manutenzione straordinaria. La presentazione della CILA richiede l'asseverazione di un professionista abilitato (ingegnere, architetto o geometra). Per le opere che non necessitano della CILA, come la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione arredi), non è richiesto alcun titolo abilitativo e i lavori possono essere eseguiti liberamente.

Premesso che se ci sono variazione degli spazi interni (ampliamento bagno, spostamento delle aperture di porte e finestre, costruzione di tramezzi) va sempre presentata una CILA o una SCIA edilizia, il dubbio si pone se l’intervento non modifica l’ampiezza degli spazi, ma si limita a una riqualificazione e adeguamento degli spazi esistenti.

Quando si parla di ristrutturazione del bagno, ci si riferisce a interventi che possono comprendere: sostituzione dei sanitari, pavimenti e rivestimenti, realizzazione della doccia al posto della vasca (o viceversa), rifacimento completo dell’impianto idrico sanitario ed elettrico, tinteggiatura delle pareti e del soffitto. Gli interventi elencati possono essere distinti in lavori di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria.

La manutenzione ordinaria non comporta modifiche strutturali agli edifici o agli impianti. La manutenzione straordinaria coinvolge modifiche significative alla struttura o ai sistemi esistenti. In particolare una ridefinizione degli impianti, con modifica della disposizione dei sanitari e loro utilizzo (ad esempio sostituzione della vasca con la doccia).

Quando la ristrutturazione del bagno implica la sostituzione di tubazioni di adduzione o scarico, impianti elettrici e massetto, si tratta di una manutenzione straordinaria che richiede la presentazione della CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Come riportato nelle disposizioni del Decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016), la realizzazione e integrazione di servizi igienico sanitari sono opere di manutenzione straordinaria soggette a CILA.

Se l’intervento è di dimensioni più limitate e coinvolge solo la sostituzione di sanitari e rivestimenti, allora si tratta di una manutenzione ordinaria, che va in edilizia libera dove non occorre la presentazione di alcun titolo. In ultimo, importante tenere in considerazione che la presentazione della CILA diventa una ulteriore necessità se si vuole usufruire delle detrazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie.

Esempi pratici di interventi che richiedono o meno la CILA

Alcuni interventi di ristrutturazione del bagno che non richiedono la presentazione della CILA includono:

  • sostituzione dei sanitari vecchi;
  • trasformazione della vasca inutilizzata in una doccia;
  • tinteggiatura delle pareti.

D’altra parte, alcuni esempi pratici di lavori di ristrutturazione del bagno che richiedono la presentazione della CILA sono:

  • sostituzione totale degli impianti;
  • realizzazione di nuove condutture.

Quanto costa fare la CILA per ristrutturazione bagno?

Innanzitutto, i costi per la ristrutturazione del bagno dipendono da diversi fattori, non solo dalla necessità della CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Tra gli elementi che incidono maggiormente sul prezzo complessivo rientrano la complessità dell’intervento, la località e il numero di professionisti coinvolti nella ristrutturazione.

In linea generale, il costo medio per la redazione della CILA da parte di un professionista abilitato, come un ingegnere, un architetto o un geometra, oscilla tra 200 e 500 euro. A questa spesa si aggiungono i diritti di segreteria comunali, che variano da 20 a 100 euro, a seconda del Comune.

Se l’intervento edilizio richiede anche la certificazione degli impianti, come quello idraulico o elettrico, i costi aumentano ulteriormente.

Tabella riassuntiva dei costi della CILA

Elemento Dettaglio Descrizione
Costo medio CILA Tra 200 e 500 euro Costo complessivo per la CILA
Costo della CILA per la ristrutturazione bagno Tra 200 e 500 euro Costo complessivo per la CILA specifica per il bagno
Diritti di segreteria Tra 20 e 100 euro (variabile in base al Comune) Costo aggiuntivo per i diritti di segreteria
Professionisti coinvolti Ingegnere, architetto, geometra Professionisti che redigono e presentano la CILA
Certificazione impianti Costi aggiuntivi per la certificazione idraulica ed elettrica Costi per la certificazione degli impianti idraulici ed elettrici

Ogni Comune applica diritti di segreteria differenti, generalmente compresi tra 50,00 e 150,00 euro. Ad esempio, nel Comune di Padova, richiedere la CILA costa 50 euro, mentre la CILA in sanatoria costa 100,00 euro. Quest’ultima è necessaria per regolarizzare lavori già eseguiti senza aver precedentemente presentato la CILA. Oltre ai costi di segreteria, bisogna considerare i compensi del tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) incaricato di redigere e asseverare la pratica.

Quali sono le sanzioni per chi non presenta la CILA prima dell’inizio dei lavori?

Una volta completati gli interventi di rifacimento bagno, è possibile richiedere la CILA in sanatoria e presentarla in Comune. Se il privato agisce spontaneamente, prima di eventuali controlli, la sanzione prevista è di 333,00 euro. Se invece i lavori rimangono abusivi fino ai controlli, la sanzione sale a 1.000,00 euro.

Se necessaria, la mancata presentazione della CILA porta all’illegalità dell’opera stessa, configurando un potenziale caso di abuso edilizio. Ciò espone il proprietario a rischi consistenti in termini di multe e sanzioni penali. In base all’art. 6-bis del D.P.R. 380/01, la mancata presentazione della comunicazione di inizio lavori asseverata comporta una sanzione pecuniaria di 1.000 euro. Tuttavia, tale sanzione può essere ridotta di due terzi nel caso in cui la comunicazione venga effettuata spontaneamente mentre i lavori sono in corso (CILA tardiva).

Come richiedere la CILA per ristrutturazione bagno

La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), introdotta nell’art. 6-bis del D.P.R. 380/01, non è una richiesta di autorizzazione formale, ma piuttosto una segnalazione che si inoltra al comune competente nel momento in cui si intendono effettuare determinati interventi su un immobile senza modificarne la struttura.

La procedura per la presentazione della CILA prevede il deposito presso lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del comune in cui si trova l’immobile interessato dall’intervento. Alcuni comuni consentono l’invio telematico della documentazione, mentre altri richiedono la consegna manuale o via PEC.

Alla CILA devono essere allegati vari documenti, tra cui:

  • relazione tecnica asseverata dal tecnico abilitato;
  • documentazione catastale (visura, planimetria);
  • elaborati grafici (stato di fatto e situazione di progetto);
  • documentazione sullo stato legittimo dell’immobile;
  • documentazione sulla sicurezza;
  • documentazione sulla regolarità contributiva;
  • ricevuta di pagamento di eventuali diritti di segreteria da pagare al comune;
  • atto di provenienza;
  • documenti di identità (del proprietario dell’immobile, del tecnico esperto).

Una volta presentata al comune, la CILA non richiede ulteriori autorizzazioni e consente all’interessato di iniziare i lavori immediatamente, nello stesso giorno in cui viene consegnata all’ufficio tecnico.

A proposito di perdere tempo, per chiudere il cerchio circa il rifacimento di un bagno, parliamo di un fattore delicato che spesso è la causa di stress e della decisione di non ristrutturare il bagno: le tempistiche dei lavori. Ovviamente, non esiste un lasso di tempo standard. Ogni intervento richiede più o meno tempo a seconda del tipo di lavoro che il bagno necessita. Se il bagno non è particolarmente datato, i lavori di ristrutturazione potrebbero richiedere dai 2 ai 5 giorni. Se invece presenta delle perdite o è fondamentale sostituire alcuni componenti importanti come l’impianto idraulico, i tempi per il rifacimento potrebbero allungarsi a 6 o 7 giorni.

È abbastanza facile intuire che i lavori di tipo ordinario sono quelli che servono a mantenere efficienti gli impianti, le finiture e le strutture. Ad esempio sostituire i sanitari vecchi, trasformare la vasca inutilizzata in una doccia più pratica, veloce e in grado di farci risparmiare spazio. La tonalità delle pareti non ti convince più e vuoi ritinteggiare? Sono tutte cose che puoi fare nell’ambito della manutenzione ordinaria. Per lavori simili, solitamente non devi presentare alcun tipo di dichiarazione, ma tutto dipende dai regolamenti vigenti all’interno del Comune di residenza.

Bonus ristrutturazione e CILA

Molti proprietari sfruttano o desiderano usufruire delle agevolazioni fiscali per rinnovare il bagno, ma è importante fare una distinzione tra gli interventi che rientrano nell’edilizia libera, per i quali non è necessario alcun titolo abitativo, e quelli che richiedono invece la CILA.

In particolare, per la ristrutturazione del bagno è possibile beneficiare del bonus ristrutturazione bagno che prevede una detrazione differenziata fino al 2027 in base alla tipologia dell’abitazione:

  • per il 2025 l’aliquota è al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolati per le abitazioni principali, mentre per le seconde case la detrazione spetta al 36%; in entrambi i casi il massimale di spesa è pari a 96.000 euro;
  • per il 2026 e 2027 l’aliquota è al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolati per l’abitazione principale e al 30% per le seconde case; il massimale di spesa rimane pari a 96.000 euro.

Inoltre, con il bonus mobili, è possibile ottenere una detrazione fiscale del 50% sull’acquisto dei mobili destinati all’arredo del bagno, fino a un massimo di spesa di 5.000 €. Tuttavia, per poter usufruire di questa agevolazione, è necessario che l’acquisto dei mobili avvenga contestualmente a interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, o ristrutturazione edilizia dell’immobile. Al contrario, le opere di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura delle pareti o la sostituzione della rubinetteria, non sono invece ammissibili per la detrazione.

Le spese sostenute per la redazione e presentazione della CILA sono detraibili al 50% nel quadro del bonus ristrutturazione 2025. Le consulenze tecniche necessarie alla ristrutturazione del bagno possono essere diverse e sono tutte detraibili se collegate a un intervento ammesso al bonus. Se nel 2025 decidi di ristrutturare il bagno, ricorda che la CILA e le consulenze tecniche sono non solo fondamentali per eseguire i lavori in regola, ma anche detrabili al 50% grazie al bonus ristrutturazione.

La CILA è richiesta per la ristrutturazione completa del bagno. Se hai intenzione di cambiare gli impianti, la pavimentazione o la struttura delle pareti ti servirà una documentazione adeguata, compilata da un professionista (un architetto, un geometra o un ingegnere) da presentare al Comune.

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