Ristrutturare il bagno è un intervento impegnativo che può spaventare, sia per i costi che per i tempi. Quando si ha un budget limitato - per scelta o esigenza - è utile cercare soluzioni furbe per rinnovare il bagno senza spendere troppo: arredi low cost, idee fai da te, trucchi per un restyling veloce e non troppo costoso.

Non sempre rinnovare il bagno è una scelta; a volte diventa necessario per sostituire vecchie tubature malandate, o per sostituire sanitari molto datati e non più igienici. Il rischio di ottenere un risultato di bassa qualità sia a livello di prodotto che di posa è dietro l’angolo. Ecco qualche idea, più o meno complessa.

Strategie per Rimodernare il Bagno Senza Demolire

Senza demolizione a dire il vero non potremmo parlare di ristrutturazione. Ma non è necessario demolire interamente il bagno! Una delle motivazioni che spingono a rifare un bagno vecchio è questa: eliminare la vasca da bagno e mettere un bel box doccia nuovo e ampio. Una delle soluzioni più furbe è quella di ricoprire le piastrelle dove prima c’era la vasca con pannelli murali o rivestimenti alternativi, senza demolire nulla. Lavoro veloce, senza polvere, non molto costoso.

Se si vogliono installare sanitari sospesi l’intervento comporta una piccola ristrutturazione, perché serve agire su muratura, piastrelle e tubature: le predisposizioni dei sanitari tradizionali non sono compatibili con quelle dei sospesi, e la parete va quasi sempre rinforzata per assicurare la tenuta del peso. In ogni caso, per limitare al massimo costi e tempi, è utile mantenere la posizione dei sanitari esistenti, non spostando le tubazioni.

Riorganizzare lo spazio di un vecchio bagno di dimensioni ampie è possibile pur senza ristrutturare l’intero ambiente. Si può aggiungere una paretina per creare una doccia più grande, per esempio, oppure creare un piccolo vano lavanderia inserendo lavatrice e vani contenitori.

Rivestimenti e Finiture: Alternative alla Demolizione

Per eliminare i rivestimenti esistenti è necessario scollarli (e/o spaccarli) pezzo per pezzo. Quest’operazione incide moltissimo sul costo della ristrutturazione del bagno e sul totale delle ore di lavoro.

Si può fare: esistono pitture idrorepellenti appositamente create per aggrapparsi alla ceramica e resistere all’usura di un bagno normalmente vissuto. Rimuovere le piastrelle, come dicevamo, è un lavoro lungo, complesso e costoso.

Se i tempi sono ristretti e il budget limitato non resta che ricoprire le mattonelle esistenti con nuovi rivestimenti. Quest’ultima opzione, in particolare, risulta particolarmente pratica e veloce soprattutto per chi punta al fai da te: si tratta di pannelli murali che si applicano facilmente con un prodotto adesivo, impermeabili e super facili da pulire.

Capita che, a seguito di scelte sbagliate o non più compatibili con gusti ed esigenze, si decida di rivestire le pareti che inizialmente si era deciso di lasciare senza piastrelle. In alternativa si può rinnovare la parete applicando una finitura differente (un’ecomalta, un microcemento o similari) o una splendida carta da parati per bagno. Il bagno acquisterà un aspetto del tutto nuovo senza intervenire su sanitari e arredamento.

Fai da Te vs Professionista: Cosa Considerare

Sono sincera: io non consiglierei a nessuno di piastrellare il bagno da soli: sarà che non sono pratica ma penso sempre che alcune cose vadano fatte con conoscenza e competenza. Però devo ammettere che chi ha più dimestichezza riesce a eseguire in autonomia alcuni lavori, magari con l’aiuto di qualche tutorial online.

Se il nostro scopo è contenere il costo della manodopera evitare di spostare i sanitari, il lavandino, la doccia o la vasca ridurrà considerevolmente i tempi dei lavori, facilitando gli operatori. Non spaccare la muratura consente di risparmiare un sacco di tempo e soldi. Se la disposizione degli elementi è ancora funzionale si può rimodernare il bagno modificando solo lo stile e sostituendo i pezzi con sanitari moderni, un mobile con lavabo integrato e magari una doccia ampia.

A volte non è necessario intervenire sulle tubature o rimuovere le vecchie piastrelle per rendere un vecchio bagno più moderno e funzionale. Abbiamo visto più su alcuni spunti per rimodernare un bagno vecchio senza interventi troppo impegnativi, ma che richiedono spesso la presenza di manodopera specializzata per alcuni passaggi come la posa di nuovi rivestimenti o piastrelle, l’installazione dei sanitari o di un nuovo box doccia.

Elisabetta ha deciso di non demolire, di recuperare quanto possibile e di rivestire/ricoprire il pavimento, scegliendo poi nuovi arredi e sanitari. Ha rinnovato lo stile del bagno originale sostituendo la vasca con la doccia, i vecchi sanitari e il mobile, rivestendo le piastrelle esistenti senza demolire. Mi ha raccontato come ha fatto e quanto ha speso. Una splendida dimostrazione di come si possa rifare il bagno senza togliere le piastrelle e senza demolire più di tanto.

Lo so che vi state chiedendo quanto ha speso! Tantissime persone restano stupite davanti ai preventivi per ristrutturare il bagno. Progettare il bagno non significa disporre (a caso) degli elementi d’arredo su una piantina di carta. Progettare una ristrutturazione, quindi, non è così semplice.

Affidarsi al fai da te è una soluzione che rappresenta un compromesso quando il budget è un aspetto intoccabile, e come abbiamo visto tante cose si possono fare senza particolari rischi. Ristrutturare il bagno: fai da te o professionista? Lo so, il contro è il costo, quindi non mi dilungo nemmeno. Avete mai considerato di risparmiare solo sugli arredi e non sulla progettazione? Rivolgersi a una persona competente a volte può farvi risparmiare molto di più, perché conosce soluzioni per riorganizzare gli spazi, conosce i materiali più adatti per rivestire le piastrelle e può dare spunti che potreste non aver mai considerato.

Quando si prevendono alcuni lavori - anche se per una parziale ristrutturazione del bagno in economia - è consigliabile affidarsi a chi ne sa più di noi per evitare danni. Che ne pensate? Avete avuto esperienze o pensato di rimodernare un vecchio bagno in economia e state cercando idee?

Normative e Misure per un Bagno a Norma

Quando si costruisce una nuova abitazione e quando se ne ristruttura una esistente (anche se si interviene su un solo locale, come il bagno), è obbligatorio attenersi alle norme igienico-edilizie e di sicurezza che regolano le caratteristiche degli alloggi abitativi e delle singole stanze, compreso il bagno. Queste norme sono il Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 che disciplina la materia a livello nazionale, ma soprattutto il Regolamento edilizio di cui ciascun Comune è dotato.

All’interno della collezione C-Bath, una visione sulla dimensione bagno secondo Cosentino, Daniel Germani firma il progetto The Bathelier - Travertino, un bagno dall’alto valore estetico concepito come uno spazio di autocontemplazione tutto realizzato con lastre Dekton Pietra Kode Travertino - nei colori Sabbia e Marmorio - dalle elevate performance tecniche.

La legge nazionale (Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975) non indica una superficie minima o massima per il bagno, ma si limita a elencare i componenti indispensabili: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo. Per sapere quanto deve misurare un bagno bisogna controllare che cosa dice in merito il Regolamento edilizio del proprio Comune. In alcuni casi non viene specificata una superficie minima, ma la lunghezza minima della parete più corta. Per fare un esempio, si prenda in considerazione il Regolamento edilizio del Comune di Milano in vigore dal 2014 che prescrive per ogni abitazione un locale bagno (o più di uno) di dimensione adatta ad ospitare complessivamente la dotazione minima di apparecchi sanitari (lavabo, doccia o vasca, water, bidet), con lato minimo non inferiore a 1,20 m. Altrove in Italia, invece, sono specificate le metrature necessarie per il bagno. Ci sono poi località in cui non è previsto l’obbligo di una superficie minima per il bagno, come appunto a Milano, ma questo può essere dimensionato a piacere. E ci sono anche territori urbani dove è importante solo la presenza degli accessori indispensabili.

Per tutti questi motivi, quando si costruisce o si ristruttura il bagno ci si deve informare presso l’ufficio tecnico del Comune (lo può fare un progettista se il tipo di pratica ne richiede la presenza) per sapere che cosa dice la legge a livello locale.

In generale non si è tenuti ad adeguare alle prescrizioni della normativa un bagno non in regola se l’intervento di ristrutturazione è limitato al solo rinnovamento del suo interno e non ne altera forma e dimensioni.

In molte località sono previste eccezioni sia per il bagno principale sia per il secondo bagno. Per esempio è ammesso l’apparecchio wc-bidet in sostituzione della coppia di sanitaria.

È possibile che le normative locali prescrivano caratteristiche e finiture che il bagno deve avere. Ne è un esempio il Regolamento edilizio di Milano che indica: “pavimenti e pareti devono essere rivestiti sino ad un’altezza di 180 cm in materiale impermeabile, liscio, lavabile e resistente solamente in corrispondenza degli apparecchi sanitari; il soffitto deve essere rifinito con materiale traspirante.”

La legge nazionale (Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975) richiede che in tutti i locali di un’abitazione ci sia illuminazione naturale diretta, tranne che nei bagni e in altri locali. Ma per il bagno specifica che deve esserci un’apertura finestrata per il ricambio dell’aria oppure un impianto di aspirazione meccanica. La normativa locale dà in genere indicazioni più restrittive, specificando nel dettaglio tutti i requisiti in tema di aeroilluminazione naturale. Ricorrendo sempre al Regolamento edilizio di Milano, risulta possibile avere bagni ciechi con ventilazione attivata quando l’abitazione è dotata di sistema VMC (ventilazione meccanica controllata) o ha superficie inferiore a 70 mq. In tutti gli altri casi i locali bagno con aerazione naturale devono essere forniti di finestra apribile all’esterno o verso cavedio, di misura non inferiore a 0,50 mq, per il ricambio dell’aria e comunque pari ad almeno 1/10 della superficie del locale nel caso in cui lo stesso sia superiore a 5 mq. Se il bagno principale della casa ha la finestra, gli altri possono esserne privi.

Questo significa che si può trasformare un ripostiglio oppure utilizzare un altro vano privo di finestra per ricavare un bagno, purché si seguano le indicazioni del Regolamento edilizio in merito all’aerazione attivata.

In base alla legge nazionale (Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975) l’altezza minima interna dei bagni può essere ridotta a 240 cm (invece dei 270 cm richiesti come limite minimo per tutte le altre stanze), in quanto si tratta di locali “accessori”. Questo significa che se l’abitazione ha soffitti molto alti, in bagno è possibile inserire ribassamenti per ricavare vani tecnici o rispostigli sospesi in quota.

Il Regolamento edilizio di Milano, per esempio, impone che il bagno, o comunque l’ambiente contenente il vaso igienico, sia disimpegnato dalla cucina mediante un apposito vano delimitato da serramenti, che può essere l’antibagno, il corridoio o un atrio: “l’ambiente contenente il vaso igienico deve essere delimitato da pareti a tutt’altezza e serramenti; lo stesso dovrà essere disimpegnato dal locale cucina o da quello contenente l’angolo cottura mediante disimpegno dotato di serramenti (antibagno, corridoio/ingresso o altro locale principale-accessorio-servizio avente le medesime caratteristiche)”. Nell’antibagno si può mettere il lavabo.

È la variante V3 alla norma Cei 64/8 ”impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua” (pubblicata il 31 gennaio 2011 ed entrata in vigore il 1° settembre 2011) che stabilisce le prestazioni minime riguardo all’impianto elettrico domestico e prescrive l’installazione di un numero minimo di punti presa per l’energia separati e di punti luce in funzione del tipo del locale, della dimensione e del livello prestazionale dell’impianto. Lo standard minimo (classificato al livello 1 della nuova ripartizione introdotta dalla variante), per il bagno richiede almeno 2 punti presa: solitamente una in corrispondenza dello specchio e una per la lavatrice, considerando di installare anche una presa schuko per tale apparecchio. E due punti luce. Inoltre la variante V3 alla norma Cei 64/8 prescrive che il comando dei punti luce di ogni locale (compreso il bagno) deve essere posto almeno nei pressi dell’ingresso del locale stesso, non importa se interno o esterno; ovviamente vi possono essere anche punti di comando posizionati in altri posti, purché aggiuntivi a quello menzionato.

I locali contenenti bagni o docce devono essere classificati, con riferimento alla sicurezza contro i contatti elettrici (diretti e indiretti), come luoghi a rischio aumentato. Nei locali contenenti bagni o docce è opportuno prevedere l’adozione di precauzioni particolari, con lo scopo di evitare condizioni pericolose per le persone. L’impianto elettrico in bagno deve essere eseguito con maggiori prescrizioni tecniche rispetto agli altri ambienti. La norma Cei 64-8, che per la parte “sicurezza” non ha subito modifiche sostanziali con la variante V3, tratta le prescrizioni particolari per realizzare l’impianto elettrico in bagno (o comunque nel locale contenente bagno o doccia). La progettazione e l’installazione degli impianti elettrici nei locali contenenti bagni e docce devono rispondere, oltre che alle prescrizioni generali di sicurezza della norma Cei 64-8, anche a particolari requisiti di sicurezza che riducono il rischio relativo ai contatti diretti o indiretti tipico dell’ambiente bagno.

Un bagno a norma deve essere corrispondente alle indicazioni fornite dal Regolamento edilizio comunale (quando non è stilato si fa riferimento alla legge nazionale che è il Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975). In genere non vengono fornite indicazioni per quanto riguarda la superficie minima del locale, ma piuttosto per quanto riguarda la larghezza minima e la dotazione minima.

Per essere a norma, un bagno deve essere alto quanto stabilito dal Regolamento edilizio locale o dal Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975. Solitamente per i bagni, essendo locali accessori, è ammessa un’altezza inferiore a quella stabilita per gli ambienti principali, ma superiore a quella dei locali di servizi (che sono i corridoi, gli spazi di passaggio, i disimpegni, i ripostigli). Così il bagno può essere alto 240 cm, mentre gli ambienti principali almeno 270 cm e gli ambienti di passaggio 210 cm.

Un bagno può essere piccolo quanto si desidera, purché ci stia la dotazione minima di apparecchi previsti dalle norme locali o dal Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975, ovvero lavabo, doccia o vasca, water e bidet, questi ultimi realizzati anche in unico apparecchio.

Bagno Vintage: Fascino e Tendenze Retrò

La scelta di ristrutturare il bagno, anche quando il lavoro risulti improrogabile, può diventare fonte di preoccupazione e di ansia, dal punto di vista economico ma soprattutto stilistico e funzionale. Basta però una corretta programmazione delle opere e degli step da seguire, unitamente a qualche consiglio, e tutto risulta più facile. Anche rispettare il budget previsto. Ecco allora qualche spunto per affrontare in serenità il progetto e il conseguente cantiere.

Prendere atto dello spazio disponibile è il primo passo da fare, per ristrutturare il bagno: tutto dipende ovviamente dalla superficie del locale, ma una analisi iniziale permette di rendersi conto di ciò che serve, che si vuole aggiungere alla disposizione attu... Tutti i prodotti sono selezionati in piena autonomia editoriale. Se acquisti uno di questi prodotti potremmo ricevere una commissione.

Il bagno non deve essere necessariamente tutto bianco e minimal! Vi spieghiamo come creare un look di tendenza e a cosa dovete prestare attenzione quando acquistate pezzi vintage per il bagno.

Bagno vintage, con i nostri suggerimenti potrete dare al vostro bagno un’atmosfera retrò chic senza sacrificare la funzionalità e il comfort.

Il vintage è trendy, e non solo nella moda. Oltre a siti web come Pamono, Catawiki o 1stdibs, nuovi negozi vintage stanno aprendo in molte città che diventano meta di shopping super gettonata per gli amanti del design. E non si tratta solo di pezzi classici, come tavoli e sedie di Jean Prouvé o lampade di Verner Panton per la zona giorno. I mobili e accessori vintage sono fantastici anche per il bagno, che si tratti di una vecchia vasca da bagno freestanding in ghisa, di una vecchia credenza trasformata in lavabo o di piastrelle restaurate che ora vivono una seconda vita su pavimenti o rivestimenti. Non è solo un approccio sostenibile, ma anche vantaggioso per l’ambiente: a seconda della struttura e dello stile, gli elementi vintage conferiscono allo spazio un certo calore, opulenza e ricchezza, di cui possono beneficiare soprattutto i bagni moderni, progettati in modo più funzionale. Non sorprende quindi che sempre più produttori di bagni e rubinetterie, come Axor o The Water Monopoly stiano seguendo la tendenza, lanciando linee di prodotti in stile retrò.

Consigli per un Bagno Vintage di Successo

  • Pavimenti e rivestimenti di recupero: Utilizzare piastrelle antiche, assi di legno o marmo di recupero per un'estetica retrò.
  • Palette di colori: Scegliere colori neutri e tonalità tenui per valorizzare gli elementi antichi.
  • Mobili d'epoca: Adattare cassettiere o armadietti vintage come lavabi o contenitori.
  • Accessori con una storia: Aggiungere rubinetti antichi o specchi decorativi per un tocco glamour.
  • Lavandini e vasche d'antan: Considerare l'acquisto di lavabi o vasche d'epoca, abbinandoli a rubinetti nuovi.
  • Tessuti e volant: Utilizzare tessuti e tendine per un fascino giocoso e familiare.

Rinnovare Senza Demolire: Soluzioni Pratiche

Rinnovare il bagno senza demolizioni è possibile, anche quando si desidera cambiare completamente mood e non si tratta solo di modificare i colori. Grazie a rivestimenti e prodotti di finitura altamente performanti, è facile trasformare una stanza della casa senza ristrutturare o demolire. E, talvolta, senza neppure sostituire alcun elemento. In bagno, persino i vincoli maggiori, ovvero i rivestimenti in piastrelle di ceramica, non costituiscono un problema: si possono infatti ricoprire con carte decorative, resine e smalti specifici; e, nel caso dei pavimenti, ci sono anche lastre ultrasottili e materiali speciali. Per limitare ancora di più il budget di spesa, anche arredo e sanitari in buono stato possono essere semplicemente rinnovati. Al vecchio mobile basterà sostituire le maniglie e dare una mano di vernice spray dall’effetto laccato; ai sanitari si cambierà la rubinetteria (occasione giusta per scegliere modelli a risparmio idrico) e, se lo si desidera, anche il colore con un prodotto specifico dall’applicazione fai-da-te.

Contemporaneo: rinnovato con arredi e palette cromatica sofisticati, nuovi sanitari e nuove finiture a terra e a parete. Per una semplice sostituzione, quello nuovo deve poter essere installato allo stesso modo: attenzione, quindi, alla tipologia e al numero di fori. È vincolante la modalità di scarico: se è a parete, è compatibile con vaso sospeso e non; quello a terra, invece, richiede un vaso a pavimento. Se uguale per dimensioni e tipo, il nuovo wc non comporta la risistemazione del rivestimento a terra o a parete.

Relooking del Bagno: Esempi e Prodotti Utilizzati

Questo progetto prevede la sostituzione degli elementi d’arredo e della rubinetteria e la sovrapposizione di nuove finiture a quelle già esistenti. Tutto senza intervenire sugli impianti o sulla muratura. La riuscita dipende dalla scelta mirata di tutti i nuovi prodotti.

  • Il Rivestimento: Le piastrelle a parete saranno pitturate con uno smalto all’acqua specifico (composizione epossidica), formulato appositamente per essere applicato sulla ceramica,senza necessità di preparare il supporto. Per ottenere un buon risultato,ovvero una superficie uniforme, con colorazione compatta e coprente, serviranno due mani di smalto.
  • Il Lavabo: Un nuovo lavabo sostituirà quello esistente utilizzando però gli stessi attacchi. Quindi anche il nuovo miscelatore sarà da appoggio sul lavabo come il precedente, anche se ora occuperà la posizione centrale.
  • I Sanitari: Saranno sostituiti anche vaso e bidet, con nuovi modelli coordinati al lavabo per stile e colore, ma scelti di dimensioni e caratteristiche tecniche tali da permettere l’utilizzo degli attacchi agli impianti esistenti. Il nuovo prodotto sovrapposto al pavimento permetterà di colmare eventuali parti mancanti di rivestimento a terra.
  • Il Box Doccia: Rettangolare anziché ovale come prima, la nuova cabina contribuisce a caratterizzare l’immagine dell’ambiente, con profili e rubinetteria neri, di tendenza. Anche in questo caso, gli elementi scelti si collegheranno agli impianti senza richiedere modifiche
  • Il Muretto: La controparete esistente resterà naturalmente al proprio posto e sarà coinvolta nel restyling estetico. All’interno, infatti, sono alloggiate le tubazioni dell’impianto idro-sanitario che non verrà modificato. Sarà nuova, invece, la placca con i tasti di risciacquo del wc.

Prodotti Utilizzati (Esempio):

  • Siwa di Cielo: Sistema componibile per la zona lavabo con mobile in ceramica e struttura in acciaio verniciato nero. Sanitari a terra, filo muro, in ceramica della serie Smile.
  • Rigenera Satin/Semi Gloss: Smalto all’acqua specifico per piastrelle.

Pochissime sostituzioni, tanta creatività e soprattutto l’uso di prodotti idonei all’applicazione su rivestimenti esistenti e non direttamente sulla muratura.

Il piatto sarà quello esistente che non verrà sostituito, ma potrà modificare aspetto con nuove pareti in cristallo fumé, dai profili cromati abbinati alla rubinetteria. Si tratta, però, di un acquisto non indispensabile, perché anche il box già presente potrà integrarsi bene nel cambio di look.

La vasca rimane al suo posto e sarà rinnovata per quanto riguarda la rubinetteria: un nuovo gruppo a parete dotato di miscelatore a risparmio idrico, sostituirà quello vecchio, utilizzandone gli attacchi. In questo caso servirà l’intervento di un idraulico che dovrà chiudere il foro inutilizzato. I muretti di sostegno della vasca saranno rifiniti con un prodotto specifico, lo stesso utilizzato anche per altre pareti a tutt’altezza, che si applica direttamente sulle piastrelle dopo aver passato due mani di fondo.

Vaso e bidet restano quelli esistenti; saranno sostituiti il miscelatore e la placca di risciacquo, non tanto per una questione estetica quanto per contenere il consumo di acqua. Si utilizzeranno gli attacchi presenti (sul bidet i fori del vecchio rubinetto saranno mascherati con medagliette di metallo smaltate di rosa). L’intera parete sarà rinnovata con un rivestimento decorativo da applicare sopra le piastrelle.

Sembra un altro, senza essere sostituito, grazie al colore diverso della parete e al nuovo specchio con applique coordinate.

Verrà ricoperto con un rivestimento vinilico adatto al bagno, a basso spessore, così non sarà necessario nemmeno tagliare l’anta della porta.

Prodotti Scelti (Esempio):

  • Specchio Lumière di Riflessi
  • Lampade Nh Parete di Artemide
  • Tavolino Amane di Maisons du Monde

Per completare il bagno nel suo nuovo mood è prevista l’aggiunta di alcuni nuovi complementi. Lo specchio è Lumière di Riflessi con la cornice in metallo verniciato finitura oro rosa. Una misura L 32 x P 15 cm. Prezzo, cadauna, 295 euro. Misura L 48 x P 48 x H 61,5 cm. Prezzo 99,99 euro. Si posa senza colla. Prezzo al mq 22 euro. Per l’applicazione su piastrelle servono prima 2 mani di Rasante Ceramica EVO, la prima con rete di rinforzo. Prezzo al mq, Iva e manodopera escluse, del sistema completo, 50 euro. È realizzato con materiali naturali, eco-compatibili, privi di PVC e certificati Chineleaves di WallPepper®/Group (a destra in foto). Su misura, è fornito in rotoli con larghezza a partire da 57 cm. Prezzo a partire da 109 euro.

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