Martedì sono stati presentati gli ultimi notevoli reperti archeologici trovati nel sito etrusco e romano del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, in Toscana.
Il Sito Archeologico del Bagno Grande
La zona del Bagno Grande di San Casciano comprende due grandi vasche pubbliche realizzate dai Medici secoli fa vicino a una delle fonti termali della zona.
Il comune acquistò il terreno e nel 2019 avviò lo scavo, a cui collaborano alcune università e il ministero della Cultura.
La Scoperta del 2022
Nel 2022 furono scoperte decine di antiche statue di bronzo, che il direttore generale Musei Massimo Osanna definì «la scoperta più importante dai bronzi di Riace».
Campagna di Scavi del 2024
La campagna di scavi del 2024, a cui hanno partecipato 80 studenti di archeologia da università internazionali e 90 specialisti di diversi ambiti, ha permesso di scoprire buona parte della vasca più antica, costruita tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo.
Gli strati stessi del terreno identificano la funzione di culto del luogo. Alternano offerte, scaglie di travertino e argilla, che ha permesso di conservare molti oggetti per secoli.
I Tesori Ritrovati: Statue, Iscrizioni e Oggetti Votivi
Tra le scoperte più importanti ci sono le statue in bronzo, tra cui un corpo nudo maschile tagliato a metà, offerto alla fonte termale da un certo Gaio Roscio vissuto nel I secolo avanti Cristo; un’altra statua di una donna impegnata nella preghiera simile a un’altra trovata nel 2022; un bambino augure, cioè un piccolo sacerdote, datato alla fine del II secolo avanti Cristo, che tiene in mano una palla e sulla gamba ha un’iscrizione che cita la città etrusca Cleusi, l’attuale Chiusi, sempre in provincia di Siena.
Poi sono state trovate teste votive, braccia e gambe con iscrizioni, strumenti di rito come una lucerna, un piccolo toro in bronzo, 10mila monete di età repubblicana e imperiale, una corona e un anello d’oro, gemme e altri gioielli.
A oltre quattro metri di profondità, sono stati ritrovati alcuni serpenti in bronzo di diverse dimensioni.
Uno, di 90 centimetri, è probabilmente un serpente agatodemone, che in greco significa letteralmente “demone buono”, scelto come protettore della sorgente.
Il ministero della Cultura dice che è il più grande mai trovato.
Un Contesto Multiculturale Unico
La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II e il I secolo a.C.
Si tratta di un periodo storico di grandi trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani.
In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale di Roma, nel santuario del Bagno Grande nobili famiglie etrusche e romane dedicarono assieme le statue all’acqua sacra.
Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra.
Dalle iscrizioni sappiamo che i dedicanti giunsero da tutto il territorio di Chiusi e Perugia con molti nomi che ricorrono nel territorio di Siena.
La Deposizione Rituale delle Statue
Le statue dovevano essere posizionate sul bordo esterno della grande vasca sacra e ancorate sugli eleganti blocchi in travertino.
A più riprese, sicuramente nel corso del I secolo d.C., le statue furono staccate dal bordo della vasca e depositate sul fondo.
Dunque non si tratta di uno scarico di materiale sacro nell’acqua calda, ma piuttosto di una deposizione rituale, mediata con la divinità.
Gli atti votivi proseguirono poi fino al IV secolo d.C. con la deposizione di quasi seimila monete (in argento, bronzo e oro).
Solo agli inizi del V secolo d.C. il santuario venne smantellato e chiuso.
Il Museo e l’Area Archeologica di San Casciano dei Bagni
È ormai un importante sito di scavi e di studi il borgo di San Casciano dei Bagni, nel senese, dove ormai due anni fa vennero ritrovate oltre venti statue etrusche in bronzo in perfetto stato di conservazione, cinquemila monete, ex voto e altri manufatti.
Del palazzo, due piani saranno dedicati al racconto della scoperta dei manufatti e alla ricostruzione della vita nell’antico santuario - qui saranno esposte le statue, i gioielli, gli strumenti, le monete -, e altri due andranno a ospitare sala conferenze, caffetteria e bookshop, per un totale di quattro piani (dei quali uno seminterrato) oltre a un grande locale esterno.
Tempistiche per i Progetti Archeologici a San Casciano
Finanziati per la prima tranche con 4,5 milioni di euro dai Grandi Progetti Culturali, museo e parco sono destinati ad aprire gradualmente.
Esaurita entro giugno 2025 la parte progettuale e l’affidamento delle gare, i lavori dovrebbero iniziare nell’autunno del 2025 e concludersi in meno di un anno: la prima inaugurazione è fissata alla fine del 2026, la stessa data in cui è prevista l’apertura dell’hub di ricerca internazionale finanziato dall’Università per Stranieri di Siena.
Nuove Scoperte Archeologiche a San Casciano dei Bagni
Per il completamento ancora non ci sono date definitive, anche perché le tempistiche sono legate al progresso degli scavi, che continuano a dare grandi soddisfazioni.
L’estensione delle indagini e l’ampliamento dell’area di scavo nel santuario del Bagno Grande ha portato infatti al rinvenimento del temenos, il muro di recinzione dello spazio sacro.
Lo scavo ha anche messo in luce gran parte della vasca più antica, ricostruita tra i regni degli imperatori Tiberio e Claudio, così come resti di doni e cerimonie qui svoltisi nel corso dei secoli.
Dopo un complesso lavoro di gestione dell’acqua proveniente dalla sorgente, a quasi 5 metri di profondità, lo scavo ha raggiunto nuove sequenze stratigrafiche, e riportato alla luce statue, serpenti in bronzo - di cui uno di 90 centimetri che è probabilmente un “agatodemone”, un demone buono a protezione della sorgente -, strumenti di rito (una lucerna e un piccolo toro in bronzo, un nuovo richiamo al mondo agro-pastorale), monete di età repubblicana e imperiale, metalli preziosi, gemme e gioielli.
Un risultato tanto più notevole se si considera che le operazioni sono rese assai più complicate dal flusso dell’acqua e dal fatto che la parte posteriore della vasca sacra è ancora sepolta nella terra.
Per non parlare delle problematiche legate alle acquisizioni dei terreni privati che circondano l’attuale scavo, indispensabili per allargare le ricerche al contesto in cui il santuario romano era inserito, e alla messa in sicurezza delle strutture antiche per approntarne la visita.
Il Più Grande Deposito di Statue in Bronzo
La conclusione della sesta campagna di scavi al Santuario Ritrovato del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (SI) ha permesso il rinvenimento del più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo.
Si tratta di oltre venti statue che raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro assieme agli antichi dedicanti.
L’eccezionale stato di conservazione all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise sulle statue prima della loro realizzazione.
Lo scavo è coordinato dal prof. Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena e diretto sul campo dal dott. Emanuele Mariotti per conto del Comune di San Casciano dei Bagni; la tutela è diretta dalla dr.ssa Ada Salvi della Soprintendenza di Siena Grosseto e Arezzo.
Più di sessanta studenti e studentesse provenienti da undici università nazionali e internazionali hanno partecipato alle 16 settimane di scavo.
Dichiarazioni
La Sindaca Agnese Carletti ha dichiarato: “Il sogno di ritrovare le antiche terme lega l’attività politico-amministrativa degli ultimi quindici anni e questa nuova grande scoperta ripaga in tutto e per tutto la nostra perseveranza. Ma soprattutto offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita.
Il prof. Jacopo Tabolli, etruscologo dell’Università per Stranieri di Siena e direttore del progetto scientifico ha dichiarato: “Con la conclusione di questa campagna di scavi L’Università per Stranieri di Siena conferma la vocazione per lo studio del multiculturalismo e plurilinguismo nell’antichità. Il santuario con le sue statue appare un laboratorio della diversità culturale, testimonianza unica della mobilità antica etrusca e romana.
Il Soprintendente Gabriele Nannetti, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo ha dichiarato: “ Le scoperte di Bagno Grande costituiscono un’eccellenza straordinaria nel pur ricchissimo patrimonio archeologico sul quale la Soprintendenza è chiamata ad esercitare le funzioni di tutela, confermando ancora una volta che il settore dell’archeologia può sorprenderci in ogni momento con nuove e straordinarie scoperte e possibilità di ricerca.
La dott.ssa Ada Salvi, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo ha dichiarato: “ Le scoperte di Bagno Grande rappresentano una sorprendente novità sotto molteplici aspetti e proprio la pluralità delle informazioni che ci stanno giungendo dallo scavo e dallo studio dei reperti ha dato impulso a un modello di collaborazione tra Direzione Scientifica dello scavo, Concessionario e Soprintendenza, che vede ciascun attore coinvolto per le proprie competenze ed esperienze, e che costituisce per tutti noi un inestimabile momento di arricchimento professionale, culturale e umano, oltre che un importante rafforzamento all’azione di tutela del sito.
Il direttore di scavo Emanuele Mariotti ha dichiarato: “La campagna di scavo che ho avuto l’onore e il piacere di dirigere sul campo per 14 settimane tra giugno e ottobre, ha ottenuto risultati stupefacenti e in parte inaspettati. Sebbene già lo scavo del 2021 avesse messo in luce una parte significativa della grande vasca sacra, del suo deposito votivo e delle architetture che la contornavano, i ritrovamenti e la monumentalità esibita del sito hanno superato le nostre aspettative.
Rai Cultura Presenta
In occasione della presentazione alla stampa dei risultati della campagna di scavo 2024 presso il Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, Rai Cultura presenta in anteprima un filmato della nuova puntata del programma di Rai Storia “Italia, viaggio nella Bellezza” dedicata al Santuario termale etrusco e romano.
La puntata, dal titolo “Oltre il bronzo, lo scavo di San Casciano dei Bagni” e firmata da Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli andrà in onda su Rai Storia a febbraio 2025 e racconterà le nuove scoperte e i nuovi filoni della ricerca - sempre più interdisciplinare - che sta ricostruendo con sempre maggiori dettagli il passato sacro di questo straordinario paesaggio termale.
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