San Casciano dei Bagni è un borgo medievale perfettamente conservato, panoramico e accogliente alle pendici del monte Cetona, a circa metà strada tra Firenze e Roma. È tra i comuni più a sud della provincia di Siena e questo lo rende favorevole, oltre che per la Toscana, agli spostamenti da e per il Lazio e l’Umbria che con esso confinano. Cosa significa questo? Che forse un weekend non basta e che tutta la zona meriterebbe una vacanza intera!
L’insediamento si sviluppò grazie alla presenza delle acque termali di fama internazionale e la sua storia risale ai tempi degli etruschi e dei romani. San Casciano dei Bagni è al terzo posto in Europa per l’erogazione di acque termali con 42 sorgenti dalla portata complessiva di circa 5,5 milioni di litri di acqua al giorno. Ce n’è per tutti e non può esistere una sosta da queste parti senza godere del beneficio tanto apprezzato dai romani che arrivavano qui percorrendo la Via Cassia.
Cosa Vedere nel Centro Storico di San Casciano dei Bagni
La conformazione urbanistica di San Casciano dei Bagni disegna in modo naturale un percorso che accompagna dolcemente alla scoperta degli angoli più belli. E’ un percorso circolare, così come il centro storico si pone intorno alla sommità del colle dove è posto e alla Collegiata che ne segna il vertice con il proprio campanile.
La visita al borgo di San Casciano dei Bagni normalmente, avviene partendo dalla via d’ingresso principale (via Gramsci) lungo la quale è presenta anche un piccolo parcheggio auto. All'inizio della via Gramsci sulla destra, subito un primo tratto della cinta muraria ben conservata e immersa nel verde. Da qui la strada sale verso il centro storico e sempre sulla desta appare evidente la presenza di un tratto delle antiche e imponenti fortificazioni oggi trasformate in abitazioni e negozi. La strada si restringe fino a confluire in una piccola piazzetta dove è presente anche l’ufficio turistico. e una traccia di una torre difensiva. Seguendo la strada, dopo pochi passi ecco la Porta di Sopra, un semplice arco in cotto lungo un breve tratto di quella che appare come una traccia dell’antica cinta muraria.
Insigne Collegiata di San Leonardo
Proseguendo dritti, dopo aver superato la porta, quasi subito si incontra la grande facciata della Insigne Collegiata di San Leonardo, una chiesa contrassegnata da una lineare facciata in pietra squadrata in cui spicca uno splendido e importante portale gotico strombato in travertino con una certa abbondanza di elementi lavorati, cornici e colonne. Al centro una lunetta un mosaico in cui è presente anche San Leonardo. La chiesa ha subito diversi interventi di modifica nel corso della sua storia che è iniziata nel XI secolo. L’interno si presenta a tre navate con volte a botte e quattro altari laterali. E’ evidente come l’interno sia stato completamente rifatto anche di recente perdendo così l'architettura gotica iniziale.
E’ la chiesa principale di San Casciano. Nel corso dei secoli ha più volte mutato sia la struttura architettonica, sia l’organizzazione ecclesiastica che la governava. Inizialmente era retta da quattro sacerdoti detti Pensionieri di San Guglielmo, in quanto dipendevano da un convento di monaci Guglielmiti posto nei pressi della località Acerona. La dedicazione della chiesa a San Leonardo va forse ricercata proprio alla venerazione del santo presso il convento dell’Acerona. Nel 1618 la chiesa venne elevata al rango di Insigne Collegiata, ad essa faceva capo un Capitolo da sette sacerdoti: l’Arciprete, che era la massima dignità capitolare, e sei Canonici. La nomina dell’Arciprete e dei Canonici spettavano alla Comunità, la quale aveva lo jus padronato della chiesa di S. Leonardo.
Oltre ai canonicati, ai quali si aggiunse in seguito quello della Desponsazione di Cristo, esistevano anche cinque Benefizi, questi erano di padronato di alcune illustri famiglie sancascianesi, le quali provvedevano per proprio conto a nominare i sacerdoti che ne avrebbero assunto la titolarità. I secoli XVII e XVIII rappresentarono il periodo di massimo splendore per la Collegiata, frequentata da vescovi e cardinali sia italiani che stranieri, i quali venivano a San Casciano per le cure termali. La Collegiata di San Leonardo ha subito nei secoli varie modifiche nella propria struttura architettonica. Nella sua forma originaria la chiesa doveva essere disposta secondo l’asse ovest/est, in luogo dell’attuale sud/nord, con ingresso sul lato occupato oggi dall’Oratorio di S. Antonio, come testimonia il ritrovamento dell’attuale portale proprio su quel lato, lo stile utilizzato era senz’altro quello gotico, con abbondanza di elementi di travertino lavorato, come testimoniano, oltre il portale, resti di cornici e colonne. In seguito gli fu dato l’orientamento attuale, probabilmente nel ‘500 quando fu fondata la Compagnia di S. Antonio ed edificata la relativa chiesa. Il campanile fu edificato nel 1606.
Chiesa di Sant’Antonio
Sul fianco sinistro della Collegiata si trova la piccola chiesa di Sant’Antonio di origine cinquecentesca sede dell’omonima confraternita e contraddistinta da un portale squadrato in travertino con due colonne laterali in rilievo. Chiesa ad aula unica che ha subito numerosi interventi e che oggi appare con uno stile orientato al barocco con una notevole presenza di colonne ed elementi decorativi in particolare sugli altari laterali, interessante una statua lignea raffigurante la Madonna con Bambino.
Nella chiesa di S. Antonio, adiacente alla Collegiata, aveva la propria sede la Compagnia di S. Antonio, fondata tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. La Compagnia possedeva inoltre due Spedali, uno in paese e l’altro accanto alla Chiesa di S. Maria della Colonna alle Terme, ogni Spedale era tenuto da uno spedaliere eletto dal Consiglio della Compagnia. Anche la chiesa di Sant’Antonio subì varie modifiche architettoniche, particolarmente nel XVIII secolo. Nel 1741 venne spostata la scalinata che la collegava alla Collegiata, la quale si trovava originariamente a lato dell’altare centrale intitolato a San Cassiano. Nel 1748 si ebbero i maggiori lavori che modificarono l’aspetto interno della chiesa, alla quale venne dato un aspetto barocco grazie alla realizzazione dell’abside circolare e delle colonne in finto travertino. Dieci anni dopo mastro Pietro Sperone terminò gli stucchi che ornano l’abside. All’interno è conservata una statua lignea raffigurante la Madonna con Bambino.
Palazzo Comunale
Originariamente era utilizzato come Palazzo di Giustizia, sede degli organi amministrativi del Comune e residenza del Podestà. La realizzazione dell’adiacente castello ne ha modificato la struttura originale. La facciata e l’atrio sono ornati dagli stemmi di alcuni Podestà di San Casciano. Nella parte sinistra della facciata c’è una colonna dove sono riportate le unità delle antiche misure di lunghezza sancascianesi. Nell’atrio sono conservati altri stemmi dei Podestà ed un architrave del XVI secolo con lo stemma del Comune. Nella stanza del Sindaco è conservata un urna funeraria etrusca in terracotta.
Torre di Celle
La torre probabilmente faceva parte del cassero del castello di Celle. Il centro storico conserva una singolare struttura urbanistica a pianta quadrangolare con vie ampie perfettamente diritte e una grande piazza senza proporzione rispetto alle attuali dimensioni del paese.
A dominare la prima immagine che si ha di San Casciano dei Bagni è il castello con le sue mura e l’elegante torre, integrato così perfettamente nell’ambiente circostante che non fa supporre di essere stato costruito agli inizi del XX secolo. Da piazza Matteotti, come in una terrazza si può ammirare uno dei panorami più belli della campagna toscana.
Il Castello di Fighine
Sopra San Casciano dei Bagni e sopra Palazzone, in una posizione strategica tra la tra la valle del Paglia e la val di Chiana, si trova il Castello di Fighine, fortezza medievale risalente all’XI secolo dalla tipica forma quadrangolare e con tre torri angolari. Oggi sembra un nucleo di piccole dimensioni ma l’importanza che ebbe questo luogo è documentata in alcuni scritti storici che equiparavano la realtà di Fighine a Orvieto.
La Repubblica di Siena, avuto definitivamente Fighine, commissionò nel 1446 a Biagio De Stinis l’ampliamento del castello in modo che avesse pianta quadrangolare, delimitato ai vertici dalla torre vecchia (quella quadrangolare, adattata alle nuove esigenze militari grazie alla realizzazione del confesso o contrafforte ed alla riparazione dei merli e dei beccatelli), dalla torre maestra, dalla torre mezza tonda e dalla torre detta “saracinesca”, quest’ultima anche se non nominata nei documenti sopra riportati è documentata in altri successivi e probabilmente proteggeva l’ingresso del cassero. Fu inoltre sbassato un rilievo di terra sulla parte occidentale, in quanto esso costituiva l’unico reale pericolo per un attacco con artiglierie. Il colpo di mano delle truppe pontificie del 1451 interruppe i lavori, anche se questi erano ormai stati ultimati nelle loro linee essenziali. Nel 1466 la Repubblica di Siena inviò il Maestro Giovanni Gori di San Quirico a Fighine per ultimare i lavori.
Appartenuto, tra gli altri, anche al Granduca Cosimo II de’ Medici, attualmente il Castello di Fighine, completamente restaurato, è una dimora privata che comprende altre ville e case e che si presta a uno scenario unico per matrimoni e ricevimenti.
Le Terme di San Casciano
Le acque termali di San Casciano erano certamente in gran considerazione presso gli antichi, come testimoniano gli autori dei trattati sulle terme che si sono succeduti nei secoli, e come confermano gli studi contemporanei. Del resto le testimonianze archeologiche lo confermano, anche se dobbiamo per lo più affidarci alle memorie dei nostri avi per la mancanza di ricerche ai nostri giorni. Come tutti i luoghi termali anche San Casciano affrontò il periodo di decadenza dell’Alto Medioevo, subendo una drastica riduzione demografica ed urbanistica. Ma a differenza di altre località restò saldamente ancorato alla sua identità, conservando sia importanti resti delle strutture termali antiche, sia la memoria dell’uso delle acque se si pensa che nei documenti del X secolo troviamo il toponimo “ad balneo”. E’ logico quindi che alla ripresa della pratica delle cure idroterapiche del XIII secolo si venga a trovare in una posizione di primo piano nell’ambito termale italiano.
Ai suoi “molti bagni” Ugolino da Montecatini dedicò un’ampio spazio nel suo“Tractatus de Balneis” (1417) Dalla legge sulle attribuzioni all’Operaio delli Buttini, Fonti e Bagni del 1590 si rileva che San Casciano e San Filippo sono i Bagni principale dello Stato di Siena e quindi come tali devono essere visitati tre volte l’anno (gli altri solo due).
La vera ripresa del termalismo sancascianese si ha nel XVII secolo e per tutto il successivo. In questo periodo la nostra cittadina è meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea. Gli illustri bagnajoli sono ospitati nelle case dei sancascianesi, e si trattengono per almeno due settimane, il ciclo minino di cure indicato dalle pratiche terapeutiche dell’epoca. Il XIX si apre con una ventata di novità in campo termale proveniente da Francia e Germania, è la stagione dei grandi stabilimenti termali, autosufficienti e con tutti i comfort, adatti all’emergente borghesia industriale. San Casciano non riesce ad adeguarsi e quindi ben presto viene tagliato fuori dal grande giro delle terme italiane.
Dopo aver assorbito tutta l’atmosfera del borgo (e dopo aver assaggiato almeno una nuvola di Arturo!) si potranno visitare le vasche termali in pietra, adiacenti alle terme di epoca romana, Bagno Grande e Bagno Bossolo. Fonteverde è un resort e una spa di eccellenza per il relax e il benessere: voluto dal Granduca Ferdinando I de’ Medici, il palazzo rinascimentale mediceo sorge su una fonte termale che si affaccia sul magnifico panorama della Val d’Orcia. Basta qualche ora nella piscina termale tra getti a collo di cigno e idromassaggi per rimettersi in pace col mondo!
Nei Dintorni di San Casciano dei Bagni
La visita al borgo può continuare imboccando il vicolo che si trova quasi difronte alla Collegiata. La nostra bella Italia ci regala ancora delle giornate spettacolari e l’autunno tinge la campagna Toscana di colori incredibili.
La vista dai numerosi punti panoramici collinari fa spesso catturare con lo sguardo le province di tre regioni diverse e Lazio e Umbria sono proprio a pochi minuti d’auto. In Umbria in provincia di Terni, a poco più di 50 km, c’è un capolavoro dell’architettura gotica, senza alcun dubbio una delle più belle chiese d’Italia che va assolutamente vista: è il Duomo di Orvieto. Si rimane incantati dinnanzi all’imponenza della basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, al rosone, alle guglie, ai mosaici, ai dipinti, all’organo, tutto in ottimo stato di conservazione.
Civita di Bagnoregio
A circa 60 km da San Casciano dei Bagni (e a 24 km da Orvieto) c’è Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo e dunque in Lazio.
Gastronomia Locale
La visita al borgo può continuare imboccando il vicolo che si trova quasi difronte alla Collegiata. La nostra bella Italia ci regala ancora delle giornate spettacolari e l’autunno tinge la campagna Toscana di colori incredibili.
Tappa obbligata da Il Campanile di Arturo Tosoni, che da una vita intera passa le notti nel suo laboratorio per rifornire la pasticceria di deliziosi dolci artigianali che chiamano il bis a qualunque ora della giornata. Imperdibile la nuvola!
Su prezioso consiglio di Serena dei casali Mori siamo state a cena in uno di quei posti che vorremmo sempre dietro casa: cibo davvero buono e prezzi davvero onesti. Alla Domus Etrusca, Cristiano propone un menù fisso tipico toscano, a seconda delle verdure di stagione e dei buoni pezzi di carne del suo macellaio di fiducia: antipasto, primo, secondo e dolce, acqua di fonte e vino del consorzio a volontà. Perché ricordiamoci che siamo nelle terre del Chianti: è cosa buona e giusta renderne onore! Attenzione perché i posti sono pochi: è necessario prenotare ben in anticipo.
Cantine e Degustazioni
Dicevamo appunto terre del Chianti (e non solo) e infatti, non a caso, i produttori di Palazzone ricevono riconoscimenti e medaglie d’oro dalla fine del XIX secolo, mettendo in bottiglia il meglio del Sangiovese che caratterizza le colline argillose della zona, assieme agli altri vitigni del disciplinare come Malvasia, Canaiolo, Colorino e Trebbiano. Se amate il buon vino e volete rimanere a bocca aperta visitando una cantina storica davvero unica e scenografica, tra le cose da segnare per il vostro weekend godereccio, c’è la visita alla cantina di Giacomo Mori. Un tunnel di botti e grotte scavate nel tufo che si sviluppa in una discesa verticale e che, varcando un ampio portone in legno, fa inaspettatamente risalire in un bosco di querce e castagni.
Tabella riassuntiva dei punti di interesse
| Punto di Interesse | Descrizione |
|---|---|
| Insigne Collegiata di San Leonardo | Chiesa principale del borgo con portale gotico e interni rifatti. |
| Chiesa di Sant’Antonio | Piccola chiesa cinquecentesca con stile barocco. |
| Palazzo Comunale | Antico Palazzo di Giustizia con stemmi e reperti storici. |
| Castello di Fighine | Fortezza medievale risalente all'XI secolo. |
| Terme di San Casciano | Famosa per le sue 42 sorgenti termali. |
| Duomo di Orvieto | Capolavoro dell'architettura gotica (a breve distanza). |
| Civita di Bagnoregio | Suggestivo borgo nel Lazio (a breve distanza). |
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