Nel corso della vita, la presenza di sangue macroscopicamente visibile nelle feci o sulla carta dopo la defecazione è un evento che avviene con una certa frequenza: almeno il 50% delle persone presenta prima o poi questo sintomo, isolato o ricorrente, più o meno frequente ed importante. La prima cosa da fare è non considerarlo una cosa normale. Può essere - e il più delle volte lo è - un sintomo poco fastidioso di una malattia di scarsa importanza, ma non è normale perdere sangue dall’ano quando si va di corpo!

Ovviamente, sono importanti frequenza ed entità del sanguinamento. Riscontrare occasionalmente tracce di sangue sulla carta igienica è abbastanza comune. Questo segno, di per sé poco preoccupante, è tipico di varie patologie, alcune delle quali possono essere molto gravi.

Tipologie di sangue nelle feci

Le feci ematiche assumono un aspetto diverso, in termini di colore, quantità e altre caratteristiche, a seconda dell'origine (tratto digestivo superiore o inferiore), quindi a quanta azione digestiva il materiale fecale è stato esposto prima dell'evacuazione. In altre parole: la velocità del flusso di sangue attraverso il tubo digerente determinano le modalità di presentazione di tale sintomo.

Si parla di ematochezia quando si rilevano tracce di sangue sulla carta, al momento dell’igiene dopo la defecazione. Quasi sempre l’ematochezia è causata da processi patologici che colpiscono il canale anale nella sua parte terminale. Spesso il sanguinamento è accompagnato da segni e sintomi, che possono dare un’idea della patologia alla base del problema, quasi sempre riconducibile alla presenza di una ragade o di emorroidi infiammate. Anche patologie gravi come i tumori del canale anale o del retto distale possono però presentarsi con questo sintomo, ed essere sottovalutati a lungo.

Si definisce invece rettorragia un sanguinamento più importante, con perdita di sangue ben visibile, che spesso arriva a macchiare la tazza. Il sanguinamento, anche in questo caso, tende a cessare spontaneamente nel giro di pochi secondi o minuti: essendo ben evidente provoca in genere maggior sconcerto e viene solitamente percepito come più pericoloso. Un sanguinamento importante dall’ano durante l’evacuazione, ma che può essere anche indipendente dalla defecazione, è il segno di una rettorragia. La rettorragia è un’emorragia di origine rettale o sigmoidea, e quindi della parte più bassa dell’apparato digerente; può essere causata da tumori, malattie infiammatorie intestinali, o cause anorettali benigne (ragadi, emorroidi).

A volte, la presenza di sangue non è visibile macroscopicamente, ad occhio nudo, ma viene rivelata dall’esame chimico delle feci: si parla di ricerca del sangue occulto fecale (SOF o Hb feci). L’importanza di questo esame non è ovviamente quella di confermare la presenza di sangue già visibile e segnalato dal paziente, ma di rilevare modesti sanguinamenti non altrimenti evidenziabili. Ecco quindi che riveste un ruolo molto importante come tecnica di screening, in quanto lesioni tumorali, ancora così piccole da non dare sintomi clinici evidenti, possono manifestarsi con microsanguinamenti, evidenziabili proprio con la ricerca del sangue occulto fecale.

È importante sottolineare che, sebbene la presenza di sangue occulto possa essere indicativa di problemi, il test stesso non è sufficiente per fare una diagnosi definitiva.

Con questo nome si indica l’emissione di feci nerastre, semiliquide e maleodoranti per la presenza di sangue parzialmente digerito. Feci di colore scuro (quasi nero), semi liquide e maleodoranti sono il segno di melena. La melena è il sintomo caratteristico di un sanguinamento di notevole entità, che origina dalla parte prossimale del tubo digerente, ovvero esofago, stomaco o duodeno. Il sangue, di solito in quantità rilevante, viene degradato dall’acido presente nel succo gastrico e poi viene parzialmente digerito, assumendo le caratteristiche suddette. La melena è il sintomo della presenza di “sangue digerito”, ovvero di un sanguinamento che ha inizio nella parte alta dell’apparato digerente, (esofago, stomaco o duodeno) e scende lungo tutto il tratto intestinale. In quasi la metà dei casi, la melena è associata a vomito con sangue (ematemesi): tra le cause, patologie come ulcera gastrica o duodenale sanguinante, varici esofagee, gastriti, ulcere, sanguinamenti gastrici da farmaci (antinfiammatori o anticoagulanti), infezioni, tumori.

Tabella riassuntiva delle tipologie di sangue nelle feci

Tipologia Caratteristiche Origine probabile
Ematochezia Sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci Canale anale, retto distale
Rettorragia Sanguinamento abbondante che macchia la tazza Retto, sigma
Melena Feci nere, semiliquide e maleodoranti Esofago, stomaco, duodeno
Sangue occulto Non visibile a occhio nudo, rilevabile con esami specifici Qualsiasi tratto del tubo digerente

Cause del sangue nelle feci

Quale che sia il tipo o la quantità di sangue che si perde a livello anale, ricordiamo che è sempre da considerare un evento patologico, che a volte è la prima manifestazione di una patologia anche molto grave. La presenza di sangue nelle feci è un sintomo che può generare comprensibile preoccupazione, ma da cosa può dipendere? Le origini possono essere molteplici e spaziare da condizioni comuni e benigne, come le emorroidi, fino a patologie più serie che richiedono un’attenta valutazione medica. Prima di lasciarsi prendere dall’ansia, è importante quindi capire che la comparsa di sangue nelle feci non ha cause necessariamente gravi, ma rappresenta comunque un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Le cause del sangue nelle feci possono essere suddivise in due grandi gruppi, a seconda della zona in cui si verifica il sanguinamento: le cause ano-rettali, localizzate nel tratto terminale dell’intestino, e le cause intestinali o sistemiche, che coinvolgono porzioni più alte del colon o dell’intestino tenue. Quando si nota la presenza di sangue nelle feci, non necessariamente il problema è nell’ultimo tratto dell’intestino (il colon-retto). Infatti, il sangue nelle feci può essere causato da varici esofagee o danni alla parete dell’esofago, cioè la struttura anatomica che dalla bocca permette la discesa del cibo nello stomaco, traumi o corpi estranei, ulcere gastriche o gastriti.

Cause ano-rettali

Le origini ano-rettali sono le più frequenti e, spesso, di natura non grave. Il sangue è solitamente rosso vivo, ben visibile sulla carta igienica, sulle feci o nel water, e compare soprattutto durante o subito dopo l’evacuazione. I motivi alla base possono essere:

  • Emorroidi. Le classiche vene gonfie del canale anale, che sotto sforzo (come durante la defecazione) possono rompersi e sanguinare. Le emorroidi rappresentano una delle cause più comuni di sangue nelle feci. Queste sono vene gonfie nella zona anale e rettale, che possono sanguinare durante la defecazione.
  • Ragadi anali. Piccole lesioni della mucosa anale che che si formano spesso in seguito a stitichezza o evacuazioni difficoltose, causando dolore intenso e sanguinamento. Le piccole ferite chiamate ragadi anali possono causare sanguinamento durante i movimenti intestinali. Queste ragadi sono spesso il risultato di stitichezza o di uno sforzo eccessivo durante la defecazione.
  • Fistole e ascessi anali. Infezioni o infiammazioni più profonde che possono causare perdite di pus e sangue, spesso associate a gonfiore, dolore locale e febbre.

Cause intestinali o sistemiche

Per quanto riguarda le cause intestinali o sistemiche, il sangue è più scuro, miscelato alle feci o addirittura simile al catrame (in gergo medico melena), segno che proviene da tratti più alti del tubo digerente. Alcune di queste condizioni richiedono un inquadramento specialistico accurato, come ad esempio:

  • Diverticoli del colon. Piccole sacche che si formano nella parete intestinale e possono infiammarsi (diverticolite) o sanguinare, a volte anche in modo importante.
  • Polipi intestinali. Sporgenze benigne della mucosa intestinale che, pur essendo inizialmente innocue, possono talvolta sanguinare e, in rari casi, trasformarsi in forme tumorali. Per questo vanno tenuti sotto controllo. I polipi intestinali sono escrescenze anomale che possono svilupparsi nel colon o nel retto. Sebbene la maggior parte dei polipi sia benigna, alcuni possono diventare cancerosi nel tempo.
  • Tumore del colon-retto. Una delle cause più serie. All’inizio può non dare sintomi evidenti, ma il sangue nelle feci - visibile o occulto - può essere uno dei primi segnali, insieme a cambiamenti dell’alvo (stipsi o diarrea), sensazione di svuotamento incompleto o perdita di peso inspiegabile.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali. Le condizioni come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, classificate come malattie infiammatorie intestinali, possono causare sanguinamento rettale.
  • Altre cause: coliti, diverticolite, ovvero il processo infiammatorio dei diverticoli, e anche ischemia o infarto intestinale.

Quando preoccuparsi e cosa fare

Non tutti i sanguinamenti intestinali indicano una patologia importante, ma anche un singolo episodio di sangue nelle feci merita attenzione, soprattutto se non è riconducibile a cause già note o se si presenta in modo improvviso. Alcuni segnali, però, devono essere considerati indicatori di un possibile problema grave.

È, quindi, bene iniziare a trattare seriamente la questione se:

  • Il sanguinamento si presenta più volte o con una certa continuità
  • È associato a dolore addominale, perdita di peso o anemia
  • Le feci si presentano nere o molto scure, segno di un sanguinamento più alto
  • Sono presenti alterazioni dell’alvo (stitichezza persistente o diarrea cronica)
  • Si ha familiarità per patologie intestinali o tumori del colon

Da tener presente il possibile esordio con sanguinamento di questo tipo delle neoplasie del retto - sigma, della malattia diverticolare del colon, delle Malattie Infiammatorie croniche intestinali (Rettocolite Ulcerosa).

La presenza di sangue nelle feci, sia che si tratti di ematochezia, melena o rettorragia non è mai da sottovalutare ed è consigliabile rivolgersi sempre al proprio medico, evitando qualsiasi rimedio fai-da-te.

La distinzione tra sanguinamento durante la defecazione e sanguinamento indipendente dalla defecazione può fornire ulteriori informazioni utili per la diagnosi. Esistono, però, 2 diverse tipologie di sanguinamento: durante la defecazione e a prescindere dalla defecazione. In entrambi i casi, è richiesto un ulteriore approfondimento.

In questa situazione, se l’episodio di sanguinamento è isolato e/o si manifesta con semplici tracce ematiche sulla carta igienica (in inglese paper bleeding), non vi è nessuna ragione per preoccuparsi; solitamente, si tratta di piccole perdite ematiche dal tessuto emorroidario marginale.

Cosa fare in questi casi?

La figura di riferimento in caso di sangue nelle feci è il chirurgo coloproctologo o proctologo, specialista nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’ano, del retto e del colon. È il medico più indicato per valutare:

  • il tipo di sanguinamento;
  • l’eventuale necessità di esami endoscopici;
  • la presenza di patologie proctologiche o intestinali;
  • l’indicazione a un trattamento conservativo o chirurgico.

Affidarsi a un professionista esperto consente di ricevere una diagnosi accurata e di impostare una terapia personalizzata, evitando sia allarmismi inutili sia trascuratezze che potrebbero rivelarsi rischiose.

È importante sottolineare che la coprocoltura rappresenta un fondamentale strumento diagnostico per individuare la presenza di batteri responsabili di infezioni gastrointestinali attraverso l’analisi di un campione di feci.

La consapevolezza e agire tempestivamente sono essenziali per preservare la salute intestinale. Non esitare a consultare il tuo medico e a considerare esami di laboratorio specializzati per una diagnosi precoce e un intervento mirato. Investi nella tua salute oggi per godere di un futuro in cui il benessere è protagonista.

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