La sanificazione degli impianti termo idraulici è un aspetto cruciale per garantire la qualità dell'aria che respiriamo e la sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. In tutti gli edifici troviamo ventilconvettori, climatizzatori, unità trattamento aria. Questi apparecchi sono elementi attraverso i quali l’aria che respiriamo entra in contatto continuamente. Una adeguata sanificazione, oltre a garantire sempre la massima efficienze dell’impianto, è l’unica che può garantirci di vivere in un ambiente che non pregiudichi la nostra salute. Questo articolo esplora i protocolli, le normative e le migliori pratiche per la sanificazione di tali impianti in Italia.
Importanza della Sanificazione
Un ottimo prodotto inserito in un contesto sbagliato o installato in modo non ottimale darà sempre scarsi risultati e potrà essere fonte di problemi continui. La nostra esperienza come installatori e manutentori di impianti tecnologici unita alla conoscenza dei prodotti e delle tecnologie più moderne vi permetterà di ottenere da subito i migliori risultati soddisfando le vostre aspettative.
Anche l’acqua può essere fonte di contaminazione, il batterio più pericoloso è quello della Legionella ed è presente in molti impianti, questo batterio in alcuni casi può anche essere letale. È quindi importante fare prevenzione adottando gli opportuni accorgimenti a livello impiantistico e predisporre un idoneo piano di controllo e manutenzione periodica.
Protocolli Certificati e Servizi Offerti
Un buon servizio di sanificazione prevede l’utilizzo di protocolli certificati e completamente compatibili con l’ambiente. Dopo aver analizzato la situazione iniziale viene studiata e proposta una soluzione mirata a risolvere le criticità evidenziate.
La termografia, grazie alla capacità di rendere visibile la radiazione infrarossa, ci permette di effettuare analisi qualitative su edifici e apparecchiature per individuare problemi in modo non invasivo. È possibile ad esempio cercare tubazioni sotto traccia, perdite su impianti termici ed idraulici, difetti di isolamento e ponti termici (frequente causa di muffe) più o meno estesi, anomalie nella distribuzione del calore negli impianti radianti (zone fredde, impianti malfunzionanti), difetti funzionamento di impianti ed apparecchiature, ecc. Affidarsi ad operatori qualificati è quanto mai importante per sfruttare a pieno le informazioni raccolte dalle termocamere.
Collaboriamo con i migliori progettisti nel settore termico, idraulico ed elettrico per offrire sempre soluzioni efficienti e affidabili. I migliori risultati si ottengono solo quando il progettista ha la possibilità di dialogare da subito con chi deve poi realizzare i lavori, disporre di una squadra affiatata è quindi obbligatorio per raggiungere risultati eccezionali. La grandissima esperienza sul campo offerta dalla nostra rete unita all’accurato studio termotecnico permette di ottenere sempre risultati di grande qualità capaci di soddisfare ogni esigenza nel massimo rispetto delle normative e leggi in vigore.
Il servizio ai nostri clienti non si limita alla consulenza e alla vendita di un impianto o un prodotto ma continua con un servizio di assistenza dedicato. Avere dei tecnici interni qualificati ci garantisce di poter sempre intervenire in tempi rapidi offrendo un servizio di qualità molto efficace che aggiunge valore alle nostre offerte. I moderni sistemi di monitoraggio offrono una analisi dettagliata, disponibile 24 su 24 anche da remoto, per poter confrontare la situazione attuale e fare una proiezione dei costi per farci capire l’effettiva convenienza economica delle proposte che ci verranno fatte. sistemi di monitoraggio che offriamo possono essere noleggiati per brevi periodi in modo da avere rapidamente una visione generica per fare poi delle scelte e degli investimenti in modo consapevole.
Sanificazione e COVID-19: Cosa Dice la Normativa
Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 25E del 20 agosto 2020 viene specificato (pagg. 27 e 28) che l’ordinaria attività di pulizia degli impianti di condizionamento non rientra tra quelle di “sanificazione”, così come qualificate dalla circolare 28 n. In pratica, si ribadisce quanto da noi già sostenuto (vedi sotto) e cioè che l’ordinaria attività di pulizia degli impianti di condizionamento non rientra tra quelle di “sanificazione” che danno diritto al credito d’imposta del 60% della spesa sostenuta di cui all’articolo 125 del decreto Rilancio n.
La sanificazione COVID-19, così come indicato nella circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020, prescrive sostanzialmente solo il trattamento superficiale considerando esclusivamente gli ambienti, ma la dizione “sanificazione degli impianti”, utilizzata in alcune ordinanze regionali durante l’emergenza Coronavirus, nonché nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, non consente un’interpretazione univoca. “Sanificazione degli impianti” appare più frutto di un’imprecisione lessicale, intesa come mera estensione agli impianti di attività da svolgersi negli ambienti, piuttosto che un’attività definita in modo chiaro sia negli obiettivi che nei confini, anche e soprattutto, in termini di responsabilità da parte degli operatori chiamati in causa.
Su questi impianti deve intervenire un’impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/08 lettera c). Nel caso il tecnico fosse chiamato al rilascio di “certificati di sanificazione” degli impianti, in assenza di specifica documentazione indicata dagli enti preposti, si suggerisce di annotare le attività svolte nel documento fiscale (es. fattura) nel quale si potrà riportare un esplicito riferimento alla pulizia/igienizzazione/”sanificazione” dell’impianto ai sensi della normativa vigente.
Misure Specifiche per Ambienti Lavorativi e Domestici
Ambienti lavorativi: negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione Meccanica Controllata, VMC), questi impianti devono mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24. In questo periodo di emergenza per aumentare il livello di protezione, deve essere eliminata totalmente la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nell’aria. Può quindi risultare utile aprire nel corso della giornata le finestre per aumentare il livello di ricambio dell’aria.
Negli edifici dotati di impianti di riscaldamento/raffrescamento (es. pompe di calore, fancoil, o termoconvettori), tenere spenti gli impianti per evitare il possibile ricircolo del virus in aria (questa posizione assunta dall’ISS non confermata in nessun decreto o circolare del Ministero della Salute lascia molte perplessità per la stessa vivibilità degli ambienti). Se non è possibile tenere fermi gli impianti, pulire settimanalmente in base alle indicazioni fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere bassi i livelli di filtrazione/rimozione adeguati (anche in questo caso posizione questa assunta dall’ISS ma non confermata in nessun decreto o circolare del Ministero della Salute e che lascia molte perplessità anche sul piano dei costi aziendali). Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti durante il funzionamento.
Ambienti domestici: se l’abitazione è dotata di impianto di riscaldamento/raffrescamento (es. pompe di calore, fancoil o termoconvettori) è opportuno: pulire regolarmente, in base alle indicazioni fornite dal produttore e ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti durante il funzionamento. Anche in queste abitazioni è importante aprire regolarmente le finestre e balconi per aumentare il ricambio dell’aria nella stanza/ambiente.
Il Processo di Sanificazione
Ecco come si procede generalmente per la sanificazione di un impianto:
- Questi interventi possono essere condotti sia su macchine centralizzate come UTA, recuperatori, unità esterne che sulle unità terminali interne come fan coils e split.
- Terminata la prima parte di pulizia e rimossi tutti i sedimenti solidi, viene effettuata la sanificazione vera e propria degli impianti.
- A questo punto viene eseguita la sanificazione completa dell’impianto con uno dei più potenti battericidi naturali, l’ozono. A conclusione dell’intervento viene controllata la concentrazione residua degli agenti inquinanti e dei batteri, confrontandola con quella iniziale per validare l’efficacia dell’intervento. Tutte le operazioni sono condotte nel rispetto delle normative di igiene e sicurezza previste dal Testo Unico 81/08.
- Il perossido di idrogeno viene nebulizzato mediante un atomizzatore, il quale crea una nebbia secca che va ad agire su tutte le superfici. La nebulizzazione evapora in pochi secondi senza lasciare traccia di umidità.
Protocolli di Sicurezza e Normative di Riferimento
Il Protocollo di contrasto e contenimento del contagio da Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 integra quello del 14 marzo 2020, alla luce dell’avvio della “Fase 2” di gestione dell’emergenza Covid-19 che prevede una graduale ripartenza delle attività produttive nel Paese. Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico. Stabilisce che nelle aree a maggior endemia (come ad es. la Regione Lombardia) e nelle realtà aziendali con casi sospetti di Covid-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia è necessario provvedere prima della riapertura ad una sanificazione degli ambienti di lavoro con riferimento alla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020, in base alla quale, dopo una fase di pulizia preventiva consistente nel lavare i locali con acqua e con i comuni saponi, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1% (candeggina). Il rapporto ISS n. I Protocolli sulla sicurezza non richiamano l’attività di sanificazione come quella prevista dall’art.
Nella normativa vigente l’attività di sanificazione è regolata da una legge di Settore (Legge 25 gennaio 1994, n. 82 e dal successivo DM 7 luglio 1997, n. c) sono attività di disinfestazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perché molesti e specie vegetali non desiderate. Sono poi definiti requisiti di capacità economico-finanziaria per l’accesso all’attività e per le imprese che svolgono “Attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione” è prevista anche la nomina del responsabile tecnico.
Se un’impresa di pulizia, non abilitata alla sanificazione, ha “sanificato” i luoghi oggetto dell’intervento non può scriverlo in fattura. Suggeriamo, comunque, di allegare alla fattura l’esatta descrizione della prestazione resa, con le fasi di lavoro svolte ovvero di aver svolto attività di pulizia e di disinfezione, indicando luoghi/superfici trattati, i nomi dei prodotti utilizzati e nel caso allegando le relative schede tecniche e la data in cui sono stati erogati i servizi e di indicare la data in cui sono stati erogati i servizi.
Considerazioni Finali
Si rende necessario, in conclusione, svolgere una riflessione sull’esigenza di valorizzazione della professionalità e della competenza nello svolgimento delle operazioni di pulizia e disinfezione per avere la garanzia dell’effettiva decontaminazione. Molte imprese di pulizia per aiutare i propri clienti stanno suggerendo le corrette procedure per ottenere l’effetto della decontaminazione delle superfici. Tale servizio è necessario perché in taluni casi non è possibile garantire interventi professionali continui (es. attività a contatto continuo con il pubblico).
Alcune Regioni hanno emanato ordinanze per contrastare la diffusione del COVID prevedendo la “sanificazione degli impianti aeraulici”. Gli “impianti aeraulici” sono “l’insieme di apparecchiature, dispositivi, accessori e controlli necessari per realizzare la desiderata qualità dell’aria nelle condizioni prefissate”, e quindi sia sotto il profilo del benessere termoigrometrico (temperatura, umidità e ventilazione) che purezza e qualità dell’aria (composto ad es. da canali, bocchette, griglie, unità trattamento aria, vasche). Si comprende facilmente che il dimensionamento e la progettazione di tali impianti dipende dalle caratteristiche fisiche dei locali che si devono trattare.
Vale la regola generale per cui sono abilitate a certificare l’avvenuto processo di sanificazione solo le imprese abilitate alla sanificazione, mentre, per agire sull’impianto, potrebbe essere necessaria anche la presenza del tecnico preposto alla manutenzione dell’impianto. In alcuni casi, ordinanze regionali impongono di ripetere le “operazioni di sanificazione con cadenza periodica e, in particolare, in relazione alle varie tipologie di impianto, a provvedere, con cadenza almeno mensile, alla sanificazione di griglie, bocchette e filtri dell’aria, mediante lavaggio disinfezione/sterilizzazione o mediante sostituzione”.
D’altro canto è fondamentale segnalare che la manutenzione degli impianti di aerazione degli ambienti confinati è un preciso obbligo del datore di lavoro (T.U. sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro D. Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 allegato IV - Requisiti dei luoghi di lavoro, punto 1.9 Microclima, paragrafo 1.9.1) ne definisce proprio la procedura manutentiva. “Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione” (S. O. G.U. n. Sanificazione impianti ambienti indoor ai fini Covid (agg.
Il documento chiarisce gli aspetti principali da tenere in considerazione per il mantenimento delle condizioni di salubrità dell’aria negli ambienti indoor, sia domestici che lavorativi. L’istituto superiore della sanità ha pubblicato una nuova guida generale sull’uso dell’Ozono (vers. possano verificarsi danni ossidativi alle attrezzature, funzionali o estetici, e altri materiali presenti negli ambienti trattati. L’articolo 17, comma 6, lett. a-ter), DPR n.
Pertanto, in considerazione di quanto detto sopra, l’applicazione dell’IVA sulle prestazioni di pulizia e sanificazione è effettuata, rispettivamente, con reverse charge e con modalità ordinaria. Di conseguenza, è opportuno che nella medesima fattura, emessa nei confronti dello stesso committente, siano tenuti distinti gli importi riconducibili ad una mera pulizia (in reverse charge) da quelli riconducibili alla sanificazione/disinfezione (con modalità ordinaria di applicazione dell’IVA). La comunicazione di cui all’art. 35, c.3, DPR 633/72, costituisce un adempimento tributario che ordinariamente deve essere effettuato entro trenta giorni.
Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, è disciplinato dall’articolo 125 del D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio), che ha abrogato il precedente analogo incentivo introdotto dal D.L. 18/2020 (Cura Italia) rimodulato dal D.L. Dal 20 luglio al 7 settembre 2020, le imprese che hanno sostenuto costi per la “sanificazione” degli ambienti di lavoro e per l’acquisto di dispositivi di protezione, devono inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione dell’ammontare dei costi comprensivi delle spese che prevedono di sostenere fino al 31 dicembre 2020.
I nostri esperti sono a tua completa disposizione, senza impegno, per qualsiasi necessità in merito alla sanificazione professionale degli impianti di climatizzazione per privati e aziende.
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SANIFICAZIONE VS PULIZIA
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Come Funziona la Sanificazione di un Impianto di Condizionamento?
IL PROCESSO DI SANIFICAZIONE
Ecco come si procede a sanificare un impianto di climatizzazione per la tua casa o la tua azienda, contribuendo a debellare legionella e COVID-19.
- Analisi preliminare: Un’ispezione visiva e tecnica sono fondamentali per poter comprendere appieno lo stato dell’arte dell’impianto. A tale scopo è necessario prevedere un accurato sopralluogo dei locali - sempre gratuito con AirClima - in modo da poter valutare e impostare la migliore strategia di intervento.
- Pulizia e sanificazione: Il primo intervento consiste nell’aspirare e rimuovere polveri, muffe e batteri presenti all’interno dell’impianto. Subito dopo si procede con una disinfezione chimica delle singole componenti del sistema: split, condotti, filtri, scambiatori dell’aria, canalizzazioni di mandata, ripresa ed estrazione.
- Check di funzionamento: Successivamente alla fase di pulizia e sanificazione, viene testato nuovamente l’impianto di climatizzazione per assicurarsi che ogni componente continui a funzionare in modo corretto.
AirClima opera sempre con grande professionalità nel corso di tutti i processi di valutazione, pulizia, sanificazione e ripristino degli impianti HVAC, seguendo i protocolli previsti dalla procedura per la valutazione e la gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di aria condizionata: forte della sua esperienza più che trentennale, è in grado di valutare attentamente il contesto in cui andrà eseguito l’intervento e il tipo di pulizia da prevedere per ogni componente dell’impianto di climatizzazione, determinando il grado di sanificazione più adatto ai locali. AirClima è in grado di garantire una elevata durata nel tempo in relazione alla corretta funzionalità dell’impianto di condizionamento trattato e alla sua profonda igienizzazione, anche attraverso la fornitura di interventi periodici di pulizia, sanificazione e manutenzione di tutti i componenti dell’impianto, così da assicurare in ogni momento un'aria salubre e un risparmio costante.
Rischi di una Mancata Sanificazione
I RISCHI DI UNA MANCATA SANIFICAZIONE
Alcuni dei rischi che possono occorrere se non si provvede a sanificare un impianto di climatizzazione. I danni provocati da polveri e microrganismi, normalmente annidati in grandi quantità all’interno delle condotte degli impianti di climatizzazione, sono molto spesso (e a torto) sottovalutati.
Gli impianti di trattamento dell’aria danno infatti modo a colonie batteriche (come la legionella) e fungine (micotiche) di formarsi in un ambiente per loro ideale, rendendo pericolosa e potenzialmente nociva l’aria respirata all’interno dei locali in cui viviamo, lavoriamo e trascorriamo gran parte del nostro tempo libero. Soprattutto pensando ai sempre più frequenti contagi da COVID-19, un impianto di climatizzazione può rappresentare una delle cause principali di inquinamento “Indoor” (ossia inquinamento degli ambienti chiusi) poiché, con il trascorrere del tempo e a causa della sua primaria funzione, subisce inevitabilmente fenomeni di sbilanciamento e contaminazione. E’ possibile riscontrare questo tipo di alterazioni e contaminazioni pressoché in qualsiasi impianto di trattamento dell’aria: si tratta delle principali cause di mutamento dei parametri di salubrità dell’aria normalmente previsti.
Le attuale normative prevedono e regolamentano la regolare gestione igienica e la sanificazione degli impianti di condizionamento. Non attuarle e ignorarle può facilmente creare problemi e intaccare seriamente un’azienda da un punto di vista legale. Un impianto di condizionamento in pessime condizioni da un punto di vista igienico risulterà decisamente inefficiente (vedendo il problema da un punto di vista energetico) e genererà un costante spreco di denaro.
Sanificazione degli Impianti Idrici e Legionella
La Legionella rappresenta un serio pericolo per la salute umana, ma spesso non viene considerata con la giusta attenzione. Ma come si effettua concretamente la sanificazione di un impianto che distribuisce acqua? Le tubature e le componenti dell’impianto che distribuiscono l’acqua in un albergo, un ospedale, una struttura aziendale o industriale, non sono trasparenti. Gli interventi di sanificazione che possono essere “shock” o “in continuo”, hanno l’obiettivo di abbattere la carica batterica negli impianti idrici, non eliminarla del tutto. In generale, come ci suggeriscono anche Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, è consigliabile sanificare gli impianti idrici almeno una volta all’anno.
E veniamo ora alla scelta del metodo di sanificazione. Per gli impianti idrici ne esistono diversi, come ad esempio il trattamento con ozono, la clorazione, il perossido di idrogeno, la termo-disinfezione e altri ancora. La decisione di quale sia il più adatto va effettuata da personale specializzato, dopo un’analisi approfondita delle condizioni dell’impianto, delle esigenze della struttura e del grado di contaminazione.
La sanificazione delle acque di un impianto può avvenire attraverso due tipologie di interventi, di tipo fisico (es. Quando viene riscontrata la presenza di Legionella nell’impianto idrico, per prima cosa è necessario procedere ad attività di pulizia dell’impianto e di sue specifiche parti (es.
Metodi di Sanificazione per Impianti Idrici
Questa tipologia di trattamento è legata soprattutto alla temperatura, ed è impiegata principalmente nei sistemi di distribuzione dell’acqua ad uso civile perché meno invasiva e più facile da attuare. Misura più preventiva e sistemica che avviene in modo continuo, mantenendo sempre la temperatura dell’acqua di un impianto al di sopra dei 50°C.
Il trattamento chimico prevede l’uso di vari tipi di disinfettanti. Consiste in una singola immissione della sostanza fino a una concentrazione di cloro libero di 30-50 mg/L in tutta la rete idrica. Ha il vantaggio di agire efficacemente sul biofilm, ma con dei limiti. Successivamente al trattamento shock è possibile installare un impianto supplementare collegandolo all’impianto idrico.
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