Tutti abbiamo in casa lo scaldasalviette ad acqua, che durante i freddi inverni italiani, è un complemento d'arredo indispensabile. Non solo per scaldare le salviette o per asciugarle, ma anche per riscaldare l’abitazione rendendola calda e accogliente. Nonostante questo a volte capita che che lo scaldasalviette ad acqua smetta di funzionare o, nel migliore dei casi, non scaldi come dovrebbe.
Partiamo con l’affermare che un scaldasalviette ad acqua che non scalda non implica necessariamente l’obbligo di sostituirlo o una grave rottura dell’impianto. Se tale problematica si presenta all’inizio della stagione fredda, quando cioè si ricomincia ad accendere il riscaldamento, è assolutamente normale e risolvibile in poche mosse.
Cause Comuni e Rimedi Rapidi
Aria nell'Impianto
Un classico inconveniente che si riscontra negli scaldasalviette e, in generale, nei caloriferi è la formazione di bolle d’aria all’interno dell’impianto. L’unico inconveniente causato dalle bolle d’aria è una forte riduzione di calore emanata dal calorifero con, però, il medesimo consumo di energia che alimenta il calorifero.
Per fortuna è molto semplice ovviare a questo inconveniente: occorre sfiatare lo scaldasalviette. In parole povere, si deve far uscire l’aria presente nell’impianto, consentendo all’acqua di riprendere il suo normale posto nel calorifero.
Far sfiatare gli scaldasalviette ad acqua è molto semplice. Dotatevi di una bacinella vuota, spegnete la caldaia, aprire il rubinetto posizionato sotto la caldaia fino a raggiungere 2,5 Bar e poi raggiungete il calorifero mal funzionante. Accanto allo scaldasalviette si trova un piccolo sfiatino, una valvola: apritela lentamente fino a quando inizierà a uscire dell’acqua che raccoglierete nella vostra bacinella. Potrete richiudere lo sfiatino solo quando il getto dell’acqua che esce sarà costante.
Questa semplice procedura consente di riavviare alla perfezione i caloriferi e si consiglia di attuarla ogni anno all’inizio della stagione fredda.
Valvole Termostatiche Bloccate
I radiatori possono anche rimanere sempre accesi, pur impostando la valvola termostatica del radiatore a 0, oppure possono rimanere sempre freddi, pur impostando la temperatura della valvola termostatica al massimo, cioè a 5. In entrambi i casi, il problema risiede nella valvola termostatica bloccata che non apre o non chiude correttamente.
Il condomino può fare un primo tentativo, che spesso porta alla risoluzione del problema, ruotando la valvola termostatica del radiatore non funzionante da 0 a 5 e viceversa per alcune volte. In genere, infatti, dopo tale operazione il problema svanisce e il radiatore riprende a funzionare normalmente.
Temperatura di Esercizio e Regolazione
Se i termosifoni risultano tiepidi o freddi durante le giornate con temperature miti sopra i 20° non c’è da preoccuparsi: anzi, vuol dire che la centrale termica posta nel locale caldaia del condominio e i suoi accessori stanno funzionando correttamente. In questi casi interviene la centralina climatica che regola la temperatura dell’impianto (obbligatoria per legge dal 1991 LEGGE n.10 del 9.1.1991 ).
Controllo della Pressione dell’Acqua
Un altro fattore importante da controllare, qualora i termosifoni non funzionino correttamente, è la pressione dell’acqua dell’impianto. Se questa risulta inferiore a 1 bar bisogna regolarla attraverso l’apposita leva, fino a raggiungere un valore ottimale d’esercizio compreso tra 1 e 2 bar.
Se invece la pressione dovesse risultare eccessiva bisognerà abbassarla, intervenendo sul rubinetto che si trova sotto la caldaia che serve a scaricare la pressione dell’acqua. Una pressione eccessiva, infatti, comporta il blocco automatico della caldaia per motivi di sicurezza.
La pressione dell’impianto di riscaldamento si controlla tramite il manometro della caldaia, ricordandosi che lo strumento potrebbe anche essere rotto o malfunzionante rendendo necessaria la sostituzione del componente. Il prezzo di un manometro può andare da 10-20 euro per i modelli più economici fino ad 80-120 euro.
Quando Chiamare un Tecnico
Sebbene a volte sia facile e veloce ovviare a piccoli inconvenienti legati agli scaldasalviette ad acqua, è opportuno attuare durante l’anno una corretta manutenzione sia dei caloriferi che della caldaia. Nel caso in cui dopo aver sfiatato lo scaldasalviette la situazione non si sia risolta, si consiglia di chiamare un tecnico di fiducia e affidarsi a lui per qualsiasi ulteriore intervento.
Termosifone Caldo Solo Sopra o Freddo Sotto
Una delle cose che possono succedere è che, pur se la caldaia è accesa correttamente, i termosifoni presenti nelle varie stanze restino tiepidi o caldi solo a metà. Quando una parte del calorifero rimane fredda o tiepida, mentre solo la parte bassa è calda, non bisogna preoccuparsi in quanto è una cosa del tutto normale.
Infatti, se abbiamo impostato una determinata temperatura, al raggiungimento della stessa la caldaia inizia a erogare meno potenza. In queste circostanze, è normale sentire che solo la parte bassa del termosifone si scalda mentre il resto rimane freddo.
I termosifoni caldi sopra e freddi sotto sono un problema più difficile da risolvere, infatti questa condizione può segnalare la presenza di un guasto più serio. Generalmente, questa anomalia è dovuta all’accumulo di sporcizia nella parte inferiore del calorifero, una situazione che impedisce all’acqua calda di raggiungere le colonne del radiatore.
Il termosifone con grossi addensamenti di sporcizia e altri contaminanti rimane freddo in basso, rendendo il riscaldamento della stanza alquanto difficoltoso, inoltre può anche causare un aumento del consumo di gas metano e un incremento dei costi in bolletta. I depositi di sporcizia, se ignorati per lungo tempo, provocano anche dei danni all’impianto di riscaldamento, pertanto è bene agire il prima possibile.
Dispersioni Termiche
Se le piastre dei termosifoni si riscaldano ma il calore prodotto è insufficiente, probabilmente nella nostra abitazione sono presenti dispersioni termiche, oppure il termosifone è installato a ridosso di una parete umida che affaccia all’esterno dell’abitazione o in prossimità di una finestra.
In questi casi, per aumentare l’efficienza dei termosifoni è possibile installare un pannello riflettente. Si tratta di un intervento semplice che può migliorare la diffusione del calore prodotta dai nostri termosifoni.
Soluzioni Specifiche per Problemi Comuni
- Valvola Bloccata:
- SOLUZIONE A: Sostituire l’otturatore per mezzo del ChangeFix per una soluzione immediata, successivamente svuotare l’impianto ed effettuare un lavaggio secondo le indicazioni fornite dai fornitori di prodotti per lavaggio impianti, se necessario aggiungere degli additivi protettivi o filmanti in fase di riempimento.
- SOLUZIONE B: Allentare la camera di guarnizione superiore (dado esagonale più piccolo dove esce lo spillo) di qualche giro finché l’otturatore si sblocca o se necessario sostituirla (fare attenzione perché ci sarà un leggero trafilamento di acqua dall’impianto). Non tirare l’otturatore con pinze o altri attrezzi che potrebbero danneggiare la superfice dello stelo. Aprire completamente sempre la testa termostatica a fine stagione.
- Direzione del Flusso Incorretta:
- CAUSA: La direzione del flusso dell’acqua non è corretta con quella indicata sulla valvola.
- Sensore Remoto Mal Posizionato:
- SOLUZIONE G: Cambiare la posizione del sensore remoto e individuare una posizione migliore.
- Temperatura di Mandata Bassa:
- SOLUZIONE B: Aumentare la temperatura di mandata.
- Impianto Sbilanciato:
- SOLUZIONE: Bilanciare l’impianto di riscaldamento per mezzo di valvole di bilanciamento a piè di colonna.
- Testa Termostatica Difettosa:
- SOLUZIONE: Togliere la testa termostatica, installare un volantino manuale o cappuccio di copertura originale e serrare fino alla chiusura.
Scaldasalviette Elettrico: Un'Alternativa
Lo scaldasalviette idraulico è collegato all’impianto di riscaldamento e funziona quindi come un termosifone. Quello elettrico funziona quando viene collegato alla presa dell’elettricità. Il funzionamento avviene grazie alla resistenza elettrica interna, al liquido termoconvettore interno ed al termostato di sicurezza collocati all’interno del radiatore.
La resistenza individua la potenza, il liquido termoconvettore favorisce la conducibilità del calore ed il termostato consente il risparmio energetico. Ci sono tre tipi di regolazione della temperatura: fissa, variabile e a distanza. Il sistema fisso è interno, quello variabile consente la regolazione tramite una manopola esterna, il sistema a distanza prevede l’uso di un cronotermostato a raggi infrarossi.
Se lo scaldasalviette elettrico non funziona bisogna usare le stesse accortezze che si hanno per un apparecchio ad elettricità. Non deve essere installato troppo vicino a luoghi dove si utilizza l’acqua per cui deve essere lontano dai sanitari del bagno. Un’altra accortezza per garantire l’adeguato funzionamento dello scaldasalviette elettrico è che non deve essere coperto integralmente in alcun modo perché l’aerazione del radiatore deve essere garantita in modo regolare e costante.
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