Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, si tratta di una parte fondamentale della casa, la cui funzione è quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi. Il modo migliore per non farsi trovare impreparato quando si ha un guasto in bagno, è quello di conoscere il corretto funzionamento degli elementi che sono al suo interno e che vengono utilizzati nel quotidiano. Ci riferiamo in tal senso alla cassetta del WC, che a un certo punto potrebbe presentare dei problemi mandandoti nel panico.
Progettazione dell'Impianto Idraulico del Bagno
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari. Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Componenti Fondamentali dell'Impianto Idraulico
L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno (wc, lavabo, bidet, doccia), la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:
- Lavello cucina: montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, posizionato con il bordo superiore tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento.
- Lavatrice e lavastoviglie: richiedono una presa d’acqua fredda (raramente anche calda) e un rubinetto di alimentazione ad innesto a vite, posizionato tra i 60 e i 70 cm dal pavimento.
- Lavabo bagno: può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana o incassato in un mobile, ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento.
- Vasca e doccia: la vasca, in vari materiali, richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico.
- Bidet: può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda.
- Vaso: può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete.
Tipologie di Impianti di Scarico
Gli impianti di scarico sono di due tipi: a doppio tubo, cioè con un doppio sistema di scarico che tiene separate le acque nere (liquami, WC) dalle bianche (lavandino, bidet, lavatrice...), oppure a tubo singolo nel quale confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche.
Lo scarico a doppio tubo offre il vantaggio di una maggiore igienicità: essendoci due tubi separati non è possibile il riflusso delle acque nere, né del loro sgradevole odore, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno. Lo scarico monotubo è adottato di solito nei condomini e nei grandi complessi edilizi, dove i bagni e le cucine degli appartamenti sono sovrapposti.
Materiali Utilizzati per le Tubazioni di Scarico
La normativa vigente prevede che le reti di scarico possono essere realizzate con tubazioni in ghisa, piombo, gres, calcestruzzo, materiale plastico, acciaio zincato, acciaio rivestito. Oggigiorno si registra un ricorso massiccio alle tubazioni in materiale plastico, la qualcosa ha velocizzato la relativa posa in opera, nonché ha permesso di contenere sensibilmente i costi. Le materie plastiche maggiormente utilizzate per la realizzazione delle condotte di scarico sono il PVC, il polipropilene, il polietilene ad alta densità.
Il Sifone: Un Componente Essenziale
Il collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico è costituito da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone, caratterizzato da una forma ricurva a forma di pera, U, oppure S, all'interno del quale rimane sempre un pò d'acqua che impedisce il ritorno e l'uscita degli odori sgradevoli. Tuttavia, proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta.
Pendenza degli Scarichi
Ogni sanitario possiede una tubazione di scarico che parte dalla piletta, continua nel sifone e termina in un tubo collegato al wc e inserito nel massetto. Il deflusso dell’acqua nell’impianto deve avvenire per gravità atmosferica, ne consegue che le acque di scarico scendono per proprio peso. Pertanto, tutte le diramazioni non verticali devono essere disposte con pendenza verso l’efflusso.
La pendenza dei collettori deve essere la più uniforme possibile e compresa entro i valori di 1% - 5% la pendenza consigliata è del 2% - in modo da favorire un’autopulizia delle condotte. Una sezione sottodimensionata impedisce lo scarico, ma una sezione eccessiva favorisce la formazione di incrostazioni e sedimenti con progressiva riduzione di sezione e possibilità di intasamento.
La Cassetta di Scarico del WC
La cassetta in questione serve per raccogliere l’acqua che servirà per risciacquare il wc dopo il suo utilizzo. La cassetta di scarico può essere incassata dentro il muro o essere posizionata a vista ma si trova sempre e comunque sopra il wc. Ti consigliamo di prestare particolare cura alla manutenzione della tua cassetta di scarico, in particolare se nel tuo bagno hai la soluzione ad incasso.
Se hai scelto la soluzione ad incasso, ti consigliamo la cassetta incassata Geberit UNICA, una scelta davvero affidabile. Il funzionamento della vaschetta dipende principalmente da due oggetti: la batteria e i galleggianti wc. Per risalire alla fonte del problema, devi chiudere l’acqua dello scarico e attendere qualche minuto fino a quando l’acqua non abbia smesso di scorrere.
Il suo compito è quello di raccogliere l’acqua che dovrà finire nel water dopo il suo impiego allo scopo di ripulirlo. La cassetta di scarico può arrivare a contenere fino a 9 litri di acqua e la sua ricarica avviene subito dopo l’utilizzo. Bisognerà quindi aspettare qualche minuto prima di azionarla di nuovo.
Al suo interno, è posizionato un galleggiante, il compito del quale è quello di bloccare l’afflusso di acqua nel momento in cui ha raggiunto il livello massimo. Non temere però, il sistema di scarico prevede la presenza di un canale di riserva dove mandare l’acqua e scongiurare così il pericolo che strabordi se il galleggiante si rompesse o funzionasse male.
La soluzione più facilmente gestibile in caso di guasto è quella a vista, in quanto la cassetta può essere controllata senza problemi. Diverso è invece il caso della soluzione a incasso, poiché se la cassetta è inserita all’interno del muro, può comportare maggiori difficoltà nel raggiungerla.
La soluzione dello scarico del WC a incasso ha il vantaggio di farti scegliere se svuotare la cassetta completamente dei suoi 9 litri d’acqua o se invece farne uscire il minimo. Oltre a questo fattore d’indubbio vantaggio ambientale, bisogna considerare anche l’aspetto estetico. Le tipologie più moderne sono a zaino, nel senso che la cassetta è situata dietro il WC, quasi alla stessa altezza, ed è collegata a esso da un piccolo tubo.
Se infatti senti l’acqua scorrere senza sosta, una specie di gorgoglio incessante, è bene che tu intervenga. Dovrai togliere l’erogazione dell’acqua, aspettare qualche minuto e subito dopo controllare la situazione all’interno della cassetta.
Capire il funzionamento dello scarico del WC è abbastanza semplice come individuare eventuali danni. L’ultimo consiglio che ti diamo è di pensare bene alla tipologia di cassetta da adottare nel caso tu abbia deciso di ristrutturare il bagno.
Manutenzione e Sostituzione dei Sanitari
Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra. Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario.
Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare. Consiglio: prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
La sostituzione della rubinetteria è un'operazione relativamente semplice nel fai da te.
Schema Impianto Idraulico
Analizzate tutte le componenti di un comune impianto idraulico, è possibile realizzare lo schema dell’impianto, necessario sia in fase di cantierizzazione dell’opera per comunicare all’impresa esecutrice tutti i dettagli necessari alla sua realizzazione, che in fase di approvazione del progetto.
Sfiato del Bagno: Importanza e Tipologie
Se stai progettando un bagno, sia in un edificio di nuova costruzione che per una ristrutturazione, ricorda di non sottovalutare l’installazione di un adeguato sfiato per il bagno. Gli sfiati bagno sono componenti essenziali degli impianti di scarico, progettati per garantire che l’aria viziata e i gas maleodoranti provenienti dagli apparecchi igienici non fuoriescano nell’ambiente domestico. Questi sfiati consentono un flusso d’aria unidirezionale, che evita il ritorno dei cattivi odori nel bagno e dei rumori provenienti dai sifoni.
Esistono diverse tipologie di sfiati, tra cui quelli a tetto, a parete o valvole di sfiato interne. La scelta dipende da fattori specifici della tua situazione e delle tue preferenze.
Ecco un elenco dei principali sistemi di ventilazione utilizzati nell’ambito degli impianti di scarico:
- Ventilazione a tetto (sfiato a tetto): Consiste nell’installazione di un tubo di ventilazione che si estende sopra il tetto dell’edificio.
- Valvole di ventilazione: Sono dispositivi che consentono all’aria fresca di entrare nel sistema di scarico e impediscono ai gas maleodoranti di uscire.
- Ventilazione forzata: Comporta l’utilizzo di un ventilatore posizionato nell’impianto di scarico stesso o all’interno di ciascun apparecchio igienico per migliorare la circolazione dell’aria e favorire il flusso dei liquidi e dell’aria.
- Ventilazione con sifoni antivento: Questo tipo di sifone impedisce l’ingresso di aria dall’esterno nell’impianto di scarico, prevenendo così la fuoriuscita di odori.
- Ventilazione a gravità: Si basa sulla differenza di peso tra l’aria calda e l’aria fredda per creare un flusso naturale nell’impianto di scarico.
Normativa di Riferimento
La UNI EN 12056-2 “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Impianti per acque reflue, progettazione e calcolo” è la normativa di riferimento per la progettazione dei sistemi fognari all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.
La UNI EN 12380 del 2014, invece, definisce proprio la classificazione, i requisiti e la valutazione di conformità delle valvole di aerazione dei sistemi di scarico a gravità.
Distribuzione dell'Acqua: A Collettore o Tradizionale
Per la distribuzione di piano è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, posato in soluzione unica senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze.
I collettori devono essere posizionati in una cassetta dedicata, in un punto facilmente accessibile per facilitare le eventuali operazioni di manutenzione.
Impianto Idraulico di Distribuzione e di Scarico Schema
Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:
- a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
- tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.
Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc.
Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.
Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli.
Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.
L’impianto di scarico è costituito da:
- tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
- tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
- colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
- sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.
In sintesi, una corretta progettazione, l'utilizzo di materiali appropriati e una manutenzione regolare sono essenziali per garantire un sistema di scarico efficiente e duraturo nel tempo.
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