La vita quotidiana delle persone disabili è impegnativa a causa delle defezioni che possono limitare i movimenti e l’autonomia. Le attività di tutti i giorni possono però diventare più semplici e agevolate grazie a sistemi di organizzazione appositi. L’obiettivo è di apportare autonomia agli abitanti e le normative di riferimento sono la Legge n. 13 del 09/01/1989 che fa riferimento al superamento delle barriere architettoniche e il D.M. n. 236 del 14/06/89 e il DPR n. 503 del 24/07/96 che si prefiggono l'obbiettivo di garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici.
In queste normative sono contenute le indicazioni e le prescrizioni che garantiscono una buona fruizione degli spazi per le persone disabili, al fine di superare le barriere architettoniche, ovvero gli ostacoli fisici che sono problematici ai fini della mobilità domestica. In questo caso la legge stabilisce che i quadri generali, gli impianti elettrici, le valvole e tutti i terminali come ad esempio i pulsanti e i citofoni siano posizionati in modo da permettere un impiego agevole anche alle persone che si muovono sulla sedia a rotelle. Essi devono essere individuabili, anche in condizioni in cui la luminosità è scarsa e devono essere dotati di una protezione contro il danneggiamento che può avvenire per urto.
Riferimenti Normativi e Guide Utili
Un punto di riferimento importante nella definizione dell’impianto elettrico per persone disabili è ancora una volta la Guida CEI 64-50 per l’edilizia ad uso residenziale e terziario. In questo specifico caso, gli interruttori, le prese, i citofoni e tutti i terminali dell’impianto elettrico devono essere posizionati in un luogo facile da individuare anche se le condizioni di luminosità sono scarse.
La Norma CEI 64-8 attualmente in vigore è la VIII edizione pubblicata nel 2021. La prima edizione della norma impianti italiana CEI 64-8 risale al 1984. Più volte aggiornata nel corso degli anni, si è arrivati all’attuale ottava edizione, pubblicata nel 2021. Essa sostituisce la precedente settima edizione del 2012 assieme a tutte le sue varianti dalla V1 alla V5, l’ultima delle quali del 2019.
Le più importanti novità dell’ottava edizione sono di seguito riepilogate:
- Una serie di modifiche a diversi articoli della Norma CEI 64-8, note come “variante fuoco”, con lo scopo di armonizzare le prescrizioni in essi contenute, con quelle del Codice di Prevenzione Incendi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Decreto 3 agosto 2015 - n. 51.
- Il nuovo Allegato ZA “Classificazione delle influenze esterne” del Capitolo 51 “Regole Comuni” che introduce la classificazione secondo codici prestabiliti, con la quale è possibile eseguire la scelta dei componenti elettrici di un impianto mediante una serie di parametri adatti al luogo di installazione.
- La nuova edizione del Capitolo 37 “Ambienti residenziali. Prestazioni dell’impianto”.
- La nuova edizione della Parte 8-1 “Efficienza energetica degli impianti elettrici” al fine di aggiornarla ai più recenti documenti di armonizzazione europea.
- La prima edizione della nuova Parte 8-2 “Impianti elettrici a bassa tensione di utenti attivi (prosumer)”.
Già dal 2011, la norma CEI 64-8 si era dotata di un apposito capitolo “Ambienti residenziali. Prestazioni dell’impianto”, più volte aggiornato e oggi designato come Capitolo 37, specifico per impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale, situate all’interno dei condomini o di unità abitative mono o plurifamiliari. Le prescrizioni e le raccomandazioni di questo capitolo, aggiuntive a quelle delle altre parti della Norma CEI 64-8, si applicano ai nuovi impianti e ai rifacimenti completi di impianti esistenti in occasione di ristrutturazioni edili dell’unità immobiliare.
La presente Guida ABB alla Norma CEI 64-8 riguarda gli impianti residenziali, quindi si concentra sul Capitolo 37 della norma. Il Capitolo 37, tuttavia, non è indipendente e va utilizzato congiuntamente alle altre parti applicabili della Norma CEI 64-8, oltre che a tutte le altre norme o atti legislativi applicabili agli impianti elettrici nelle abitazioni, in parte richiamate anche nel Capitolo 37 stesso. Tra di essi si ricordano in particolare:
- CEI 0-21 “Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica”
- Guida CEI 64-50 “Edilizia ad uso residenziale e terziario. Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti di comunicazioni e impianti elettronici negli edifici. Criteri generali”
- Guide CEI 64-100 (serie) “Edilizia Residenziale. Guida per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni”
- Guida CEI 306-2 “Guida al cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali”
- Norma CEI 64-21 “Ambienti residenziali Impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità”.
- Sezione 701 della Norma CEI 64-8 “Locali contenenti bagni o docce”
- Sezione 751 della Norma CEI 64-8 “Ambienti a maggior rischio in caso di incendio” per le unità abitative costruite prevalentemente in materiale combustibile (CA2).
- Sezione 722 della Norma CEI 64-8 “Alimentazione dei veicoli elettrici”
- Legge 11 novembre 2014, n. 164 per la predisposizione di adeguati spazi installativi e di accessi agli edifici per garantire la realizzazione a regola d’arte degli impianti di comunicazione elettronica.
In particolare, per le unità abitative costruite prevalentemente in materiale combustibile (CA2) il Capitolo 37 richiama l’applicazione della Sezione 751. Inoltre, il Capitolo 37, nel caso di impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale destinati ad essere utilizzati da parte di persone con disabilità o specifiche necessità, indica l’integrazione del Capitolo 37 con la Norma CEI 64-21.
Classificazione in Base alle Prestazioni dell’Impianto
Nel “Capitolo 37 - Ambienti residenziali. Prestazioni dell’impianto” è presente la classificazione per “livelli” degli impianti elettrici nelle abitazioni, in relazione alle prestazioni dell’impianto e al numero di circuiti terminali. I livelli secondo cui devono essere classificati gli impianti sono 3; ciascun livello è contraddistinto da una dotazione funzionale minima e da una suddivisione minima dei circuiti terminali, entrambe in funzione della superficie dell’appartamento.
La scelta del livello prestazionale è oggetto di accordo fra committente e impiantista/progettista ed è consigliabile che sia riportata nella documentazione allegata alla “Dichiarazione di Conformità alla Regola dell’Arte” rilasciata dall’impresa installatrice (ai sensi del DM 37/08). Il primo livello è quello base, obbligatorio per la conformità dell’impianto alla Norma CEI 64-8. I livelli due e tre, non obbligatori, hanno lo scopo di valorizzare impianti con prestazioni più elevate del minimo necessario e offrono la possibilità di classificare l’impianto di maggiore pregio, analogamente a quanto avviene già per gli impianti termici, dove il parametro di riferimento è il risparmio energetico.
Il livello due prevede prestazioni maggiori del livello uno come, ad esempio, un numero maggiore di prese di corrente e di circuiti, il videocitofono e almeno due funzioni per sicurezza non elettrica, comfort ed efficienza energetica. Il terzo livello indica un impianto innovativo di pregio e prevede, fra l’altro, anche le funzioni domotiche.
Secondo la Norma CEI 64-8, la superficie dell'abitazione (insieme al livello prestazionale prescelto) è il parametro per la definizione del minimo numero di circuiti e delle altre dotazioni minime obbligatorie. Gli impianti elettrici delle unità abitative devono essere dimensionati per una potenza impegnata di almeno 6 kW, indipendentemente dal livello prestazionale, dalla superficie e dalla stipula di un eventuale contratto di fornitura dell'energia elettrica per una potenza inferiore.
Coerentemente con la Delibera 467/2019/R/eel dell’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) relativa all'ammodernamento delle colonne montanti vetuste degli edifici, la Norma CEI 64-8 capitolo 37 richiede che l’impianto elettrico dell’abitazione sia dimensionato per almeno 6 kW. In altri termini, occorre che il montante sia dimensionato almeno per una corrente corrispondente a 6 kW e l’interruttore generale dell'impianto sia già adeguato a 6 kW, anche se l’utente ha un contratto da soli 3 kW.
Le prescrizioni del “Capitolo 37 - Ambienti residenziali. Prestazioni dell’impianto” si applicano agli impianti elettrici realizzati in edifici di nuova costruzione e ai rifacimenti completi di impianti elettrici esistenti, eseguiti in occasione di ristrutturazioni edili dell’edificio.
Realizzazione del Montante e dei Centralini
Il montante senza masse può realizzare semplicemente utilizzando cavi unipolari posti in un unico tubo protettivo isolante, oppure cavi multipolari con guaina (questi posti anche in un tubo metallico o su passerella metallica), alloggiati anche con altri montanti nello stesso tubo (si veda CEI 64-8, art. 520.1 parte commento). La sezione del montante deve essere scelta non solo tenendo conto della portata in relazione alla potenza dell’impianto, ma anche considerando la caduta di tensione, in base alla sua lunghezza.
Una pratica consigliata è quella di prevedere una caduta di tensione lungo il montante non superiore al 2% circa, in modo che, ipotizzando un’ulteriore caduta di tensione nell’impianto domestico di un altro 2%, la caduta totale dal punto di consegna ai diversi apparecchi utilizzatori non superi il 4% (così come raccomandato dalla norma CEI 64-8, art. 525). Negli edifici di nuova costruzione è consigliabile un certo margine nel dimensionamento del montante, al fine di facilitare successivi incrementi della potenza installata senza la necessità, nel limite del possibile, di dover sostituire il montante per passare ad una sezione superiore, operazione a volte complessa, se non addirittura impossibile.
Alla base del montante è necessario installare un interruttore per la protezione da sovracorrente del montante stesso, posto in un primo quadro distante non più di 3 metri dal Punto di Connessione (PdC) alla rete del Distributore, che è costituito dai morsetti del contatore. La Norma CEI 0-21, art. 7.4.4 lo definisce Dispositivo Generale (DG) di utente. La seguente tabella fornisce esempi di dimensionamento e di protezione da cortocircuito del montante tramite interruttori magnetotermici ABB posti alla sua base.
Il quadro elettrico dell'unità abitativa (QUA), comunemente detto centralino, deve essere dimensionato con un 30% di spazio libero a disposizione (per eventuali futuri ampliamenti), con un numero minimo di due moduli liberi. Per ogni unità abitativa è richiesta, inoltre, la predisposizione di:
- Scatola di Terminazione Ottica di appartamento (STOA) in tutte le unità abitative di livello 1, 2, 3;
- Quadro Distribuzione Segnali di Appartamento (QDSA) per le unità di livello 2 e 3.
Il centralino è il cuore dell’impianto elettrico di una abitazione ed è accessibile anche a coloro che non sono persone addestrate, come potrebbero essere gli utenti dell’abitazione. L’interruttore generale deve essere identificato chiaramente, per consentire un’immediata individuazione a chiunque ne abbia accesso. La norma non precisa la tipologia dell'interruttore generale che, quindi, può essere un interruttore magnetotermico, un interruttore differenziale puro, un interruttore differenziale magnetotermico o anche un interruttore di manovra sezionatore.
Specifiche per Strutture Ricettive e Servizi Igienici Accessibili
Tutte le strutture ricettive devono soddisfare dal punto di vista impiantistico le leggi e le norme relative all'abbattimento delle barriere architettoniche. Nelle strutture alberghiere deve essere previsto, e ne deve essere garantita l'accessibilità, almeno un locale servizi igienici per disabili in tutte le parti e i servizi comuni fruibili dal pubblico e in ogni caso in almeno due camere ogni quaranta o frazione di quaranta (nei campeggi e villaggi turistici almeno il 5% delle superfici destinate alle unità di soggiorno temporaneo, con un minimo di due unità).
In tutti questi ambienti l'accessibilità deve essere consentita anche ai dispositivi di comando e segnalazione, quali interruttori, campanelli, pulsanti di comando, prese a spina, apparecchi citofonici e telefonici, ecc., che per questo devono essere collocati in posizione comoda, ad altezza compresa tra i 40 e i 140 cm, protetti dagli urti e facilmente individuabili ed utilizzabili, anche in condizioni di scarsa illuminazione, dalle persone disabili.
I servizi igienici fruibili da parte di persone disabili devono essere dotati di opportuni corrimano e i comandi elettrici devono essere installati in posizione comoda e facilmente raggiungibile. In prossimità della vasca da bagno e del wc, deve essere previsto un campanello di allarme facilmente raggiungibile. La suoneria deve essere collocata possibilmente in un luogo presidiato (ad esempio la reception) o comunque in un locale dove sia consentita un'immediata ricezione del segnale di richiesta di aiuto inviato.
Specifica Tecnica CEI 64-21
A Giugno 2021 è stata pubblicata la Norma CEI 64-21 che sostituisce completamente la questa specifica tecnica - “Ambienti residenziali: impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifica necessità” con lo scopo di fornire prescrizioni da applicare agli impianti elettrici di unità immobiliari a uso residenziale utilizzati da persone con disabilità o con necessità specifiche” nei casi in cui vengano espressamente richieste dal committente.
Le specifiche necessità delle persone PNA sono suddivise in nove tipologie in funzione tipo di disabilità:
- D1 PNA per età avanzata (con poca forza fisica, difficoltà nel movimento, problemi di equilibrio);
- D2 PNA a causa di difficoltà motorie negli arti inferiori (che comportano l’utilizzo di sedie a rotelle o deambulatori);
- D3 PNA a causa di difficoltà motorie negli arti superiori (difficoltà nell’uso di entrambi gli arti superiori);
- D4 PNA a causa di difficoltà di percezione visiva (con visus residuo visivo non superiore a 2/10 o riduzione del campo visivo non superiore al 50%);
- D5 PNA a causa di cecità (con visus residuo visivo non superiore a 1/10 o con residuo perimetrico binoculare non superiore al 10%);
- D6 PNA a causa di sordità parziale (con difficoltà nel percepire i suoni o le parole);
- D7 PNA a causa di sordità totale (con incapacità di percepire i suoni o le parole);
- D8 PNA a causa di incapacità o difficoltà di parlare;
- D9 PNA a causa di difficoltà cognitive (che possono manifestare comportamenti imprevedibili in grado di mettere in pericolo l’altrui e la propria incolumità).
Le prescrizioni impiantistiche fornite dalla Specifica Tecnica CEI 64-21 sostituiscono, modificano o integrano quelle del Capitolo 37 della norma CEI 64-8 e riguardano in particolare la realizzazione e la definizione di alcune parti dell’impianto e l’introduzione di alcuni sistemi operativi di gestione quali:
- Punto di consegna, con particolare attenzione alla protezione dal rischio di incendio e alla selettività fra le protezioni (art. 4).
- Quadro dell’unità abitativa (art. Nella Specifica Tecnica si consiglia di effettuare la protezione contro le sovracorrenti e contro i contatti indiretti rispettivamente con interruttori magnetotermici e con interruttori magnetotermici differenziali ad aumentata resistenza agli scatti intempestivi o dotati di dispositivo di richiusura automatica (ARD). Si consiglia inoltre di installare, su ogni linea, degli interruttori del tipo magnetotermico-differenziali e di separare il circuito di alimentazione di eventuali apparecchi elettromedicali. Nel caso di persona PNA con difficoltà cognitive (D9) il quadro dovrà essere dotato di chiusura e apertura esclusivamente con chiave.
- Gestione degli accessi interni ed esterni al fine di ridurre l’impatto delle barriere architettoniche (cap. Numerose sono le prescrizioni per la gestione degli accessi che riguardano gli artt. 6.1 - 6.7).
- Gestione dell’illuminazione (art. Le prescrizioni per la gestione dell’illuminazione riguardano gli artt. 7.1 - 7.3).
- Gestione termica per la regolazione della temperatura degli ambienti, che deve preferibilmente essere dotata di un sistema automatico (art. 8);
- Gestione degli allarmi (art. Occorrerà prevedere, quando ciò sia richiesto in funzione delle necessità e della sicurezza delle persone PNA, una serie di allarmi tecnici quali gli artt. 9.1 - 9.6).
- Gestione dell’assistenza (art. Molto importante è la gestione dell’assistenza, con impianti in grado di interfacciarsi e comunicare con l’esterno per monitorare, controllare e assistere, la persona PNA quali gli artt. 10.1, 10.2, e 10.3).
- Continuità di servizio e del controllo carichi (art. La definizione della continuità del servizio elettrico è riconducibile agli artt. 11.1).
A fronte di ognuna delle tipologie di disabilità (D) di cui sopra la Specifica Tecnica nella norma vengono indicate le dotazioni impiantistiche minime previste.
Barriere Architettoniche e Dimensioni Minime
Ancora oggi le barriere architettoniche rappresentano spesso un ostacolo quotidiano che può limitare gravemente l’indipendenza degli utenti. Decreti (D.P.R.) n. 384/78 e 236/89 regolamentano le condizioni di vivibilità e sicurezza di ogni ambiente abitativo, sia pubblico che privato secondo le indicazioni tecniche di riferimento contenute nella circolare ministeriale L.L. P.P. n. 1669. Le dimensioni minime del bagno per disabili devono garantire sufficiente spazio di manovra per chi utilizza una sedia a rotelle.
Spazi e Misure Essenziali:
- Spazio di manovra in corridoi e passaggi: almeno 150 cm di diametro per consentire una rotazione completa della carrozzina.
- Larghezza porta disabili: un accesso facilitato è essenziale per garantire la fruibilità del bagno.
- Misure WC per disabili: il wc va posto nella parte opposta all’accesso. L’asse della tazza deve essere posto ad una distanza minima di 140 cm dalla parete laterale sinistra e ad una distanza minima di 40 cm dalla parete laterale destra.
- Lavabo: Deve essere posto preferibilmente nella parete opposta a quella cui è fissata la tazza WC lateralmente all’accesso. Il piano lavabo deve essere posto ad un’altezza di 80 cm dal pavimento. Il lavabo deve essere del tipo a mensola. Le tubazioni di carico e scarico dell’acqua devono essere sotto traccia per evitare ingombri sotto il lavabo.
- Corrimano: Il locale deve essere provvisto di un corrimano orizzontale continuo fissato lungo l’intero perimetro del locale (escluso lo spazio interessato dal lavabo e dalla porta). Il corrimano deve essere fissato all’altezza di 80 cm dal pavimento e ad una distanza di 5 cm dalla parete.
- Doccia: Deve essere a pavimento.
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