Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, ci si riferisce a una parte fondamentale della casa. La sua funzione è quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi.
Progettazione dell'impianto idraulico del bagno
La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione. È bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari.
Le prime utili indicazioni sulla progettazione del bagno sono contenute nel D.M. 5 luglio 1975 in cui si specifica che nel locale devono essere presenti wc, bidet, lavabo, vasca da bagno e doccia. Inoltre, deve essere prevista un’apertura esterna per il ricambio dell’aria o un sistema di areazione meccanica.
Caratteristiche e schema dell'impianto idraulico
La stanza da bagno va pensata nel rispetto di misure e distanze reciproche tra sanitari (le famose dimensioni minime bagno), senza il quale l’uso diventerebbe disagevole. Per impostare un corretto impianto idraulico bagno dobbiamo rilevare con attenzione le misure dei nuovi sanitari, dopo averne calcolato la distanza reciproca, per stendere le tubazioni dell’acqua e degli scarichi nella posizione corretta. L’ordinata distribuzione dei sanitari lungo le pareti facilita la realizzazione dell’impianto idraulico per l’acqua calda e fredda, nonché dello scarico. I percorsi rettilinei rendono più pratica la stesura dell’impianto. I tubi multistrato destinati al passaggio dell’acqua calda devono essere rivestiti con guaine isolanti.
Avere ben chiaro lo schema impianto idrico è di vitale importanza. Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Componenti dell'impianto idraulico
Gli impianti idraulici del bagno prevedono delle tubature di adduzione, cioè destinate a portare acqua calda e fredda ai sanitari. Gli scarichi a seconda della tipologia di impianti possono raggiungere singolarmente la rete fognaria o possono essere collettati nello scarico del wc ed essere immessi nella rete.
Negli impianti più moderni e più attenti alla sostenibilità, le acque di lavandini e docce e vasche (acque grigie) possono essere recuperate, trattate e riutilizzate.
L’impianto idraulico sanitario comprende: l’insieme delle reti, i componenti, le apparecchiature e gli accessori che permettono l’adduzione e la distribuzione dell’acqua calda e fredda nonché i relativi scarichi.
Tubazioni e materiali
In relazione ai materiali, per le tubazioni di adduzione il rame è la soluzione che garantisce prestazioni migliori. Questo materiale non presenta tossicità e resiste molto bene al surriscaldamento dovuto alla cessione di calore dell’acqua calda.
Nel corso dell’elaborazione del progetto dell’impianto idraulico, si stabiliscono anche le tipologie di tubazioni da utilizzare che assicurino resistenza e affidabilità. Una buona installazione sanitaria è quella che garantisce nel bagno un’alimentazione idrica con portata sufficiente e continua senza possibilità di inquinamento né di ristagno. Infatti un impianto sanitario deve essere salubre, comodo, robusto, silenzioso.
Materiali plastici
La normativa vigente prevede che le reti di scarico possono essere realizzate con tubazioni in ghisa, piombo, gres, calcestruzzo, materiale plastico, acciaio zincato, acciaio rivestito. Oggigiorno si registra un ricorso massiccio alle tubazioni in materiale plastico, la qualcosa ha velocizzato la relativa posa in opera, nonché ha permesso di contenere sensibilmente i costi.
Le materie plastiche maggiormente utilizzate per la realizzazione delle condotte di scarico sono il PVC, il polipropilene, il polietilene ad alta densità.
Pendenza degli scarichi
Un dato essenziale a cui occorre porre la massima attenzione in fase di progettazione degli impianti idraulici è la pendenza di deflusso dei tubi di scarico. Le tubazioni di scarico devono avere la necessaria pendenza di deflusso (1 cm/metro).
Tipologie di impianti idraulici
Gli impianti idraulici del bagno devono essere sempre in perfetta efficienza. Esistono diverse tipologie di impianti idraulici per il bagno, ognuna con le proprie caratteristiche e modalità di installazione:
- Impianto idraulico in derivazione: Questo tipo di impianto prevede l’installazione di una tubazione principale rigida deviata per ogni utenza. La derivazione avviene mediante l’utilizzo di particolari componenti idraulici, i raccordi a TEE (in italiano raccordi a T), costituiti da tre porte, una di ingresso e due uscite. I raccordi a TEE permettono di deviare l’acqua in funzione del comando e quindi, in un impianto a derivazione la tubazione non è continua, ma viene interrotta ogni volta che bisogna derivare un’utenza; la rete di distribuzione dell’acqua è realizzata in serie. Tuttavia, essendoci giunzioni sottotraccia, il rischio di danneggiamento è reale e l’eventuale intervento di ripristino e di sostituzione dovrà prevedere inevitabilmente la rimozione della pavimentazione.
- Impianto idraulico a collettore: Questo tipo d’impianto viene detto anche “sistema a ragno”. Un impianto di questo tipo prevede una tubazione che, partendo da un collettore arriva ai singoli apparecchi di servizio sanitario, per cui ogni punto acqua di erogazione del bagno è servito soltanto da un tubo. L’assenza di giunzioni sottotraccia semplifica molto gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; infatti, il rischio di lesioni o rotture accidentali durante la messa in esercizio dell’impianto è pressoché assente, nonostante l’impianto di carico sia un sistema che funziona per pressione. Le tubazioni potrebbero subire dei danneggiamenti durante la posa e prima del getto del massetto se non sono accuratamente protette.
- Distribuzione a collettore: Per la distribuzione di piano è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, posato in soluzione unica senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. I collettori devono essere posizionati in una cassetta dedicata, in un punto facilmente accessibile per facilitare le eventuali operazioni di manutenzione.
Impianti di scarico
Gli impianti di scarico sono di due tipi: a doppio tubo, cioe' con un doppio sistema di scarico che tiene separate le acque nere (liquami, WC) dalle bianche (lavandino, bidet, lavatrice...), oppure a tubo singolo nel quale confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche.
Lo scarico a doppio tubo offre il vantaggio di una maggiore igienicita': essendoci due tubi separati non e' possibile il riflusso delle acque nere, nè del loro sgradevole odore, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno.
Lo scarico monotubo e' adottato di solito nei condomini e nei grandi complessi edilizi, dove i bagni e le cucine degli appartamenti sono sovrapposti.
Naturalmente lo scarico a doppio tubo dà maggiore igienicità: essendoci due tubi separati non è possibile sentire l’odore sgradevole delle acque nere, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno.
Nelle case singole e nelle villette che non possiedono un impianto di fognatura collegato alla rete di scarico pubblica, l'eliminazione delle acque nere avviene attraverso consutture che scaricano in uno speciale serbatoio, chiamato "fossa settica" oppure "pozzo nero".
Il sifone
Il collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico è costituito da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone, caratterizzato da una forma ricurva a forma di pera, U, oppure S, all'interno del quale rimane sempre un pò d'acqua che impedisce il ritorno e l'uscita degli odori sgradevoli.
Tuttavia, proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta.
Manutenzione degli impianti idraulici
Gli impianti idraulici del bagno devono essere sempre in perfetta efficienza. La manutenzione ordinaria prevede la pulizia di pozzetti di scarico e l’eventuale svuotamento della fossa biologica. Per evitare la formazione di cattivi odori è bene pulire con attenzione i filtri del piatto doccia e altri, eliminando eventuale materiale trattenuto.
La manutenzione straordinaria si effettua invece in caso di perdite o ristrutturazioni. Si tratta spesso di interventi con sostituzione di tubature e rifacimento degli impianti che possono rendere inagibile il bagno per alcuni giorni.
Sostituzione sanitari e rubinetteria
Sostituzione dei sanitari: per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra.
Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario. Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare. Prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
Sostituzione rubinetteria: questa operazione risulterà essere la più semplice tra tutte quelle del fai da te.
