Quando si affronta una ristrutturazione di casa, mettere mano agli impianti è uno degli interventi più importanti e complessi. Tra le varie opzioni, la schermatura e l'isolamento dell'impianto idraulico meritano particolare attenzione. Valutando le diverse idee di ristrutturazione casa, puoi mettere in conto il rifacimento dell'impianto elettrico. Senza dubbio si tratta di un lavoro impegnativo in termini economici e di tempo.

Idee di Ristrutturazione Casa: Impianto Idraulico

Una delle idee ristrutturazione casa che puoi prendere in considerazione, riguarda il rifacimento degli impianti idraulici. Con la supervisione e il consiglio di un esperto valuterai se sia il caso di sostituire anche le vecchie tubature o solo effettuare lavori meno invasivi come la sostituzione e installazione nuovi sanitari, per esempio.

Fra le idee di ristrutturazione casa, potresti anche ipotizzare di cambiare la vecchia vasca da bagno per trasformarla in doccia. Le idee per ristrutturazione casa da prendere in considerazione, possono anche riguardare il rifacimento dei pavimenti e degli infissi. Puoi decidere di rimuovere le vecchie piastrelle e sostituirle con delle nuove, oppure, quando possibile, di sovrapporre la nuova pavimentazione a quella già esistente. Sulla scelta del nuovo hai solo l'imbarazzo della scelta: gres porcellanato, parquet, resina, cementina o altri materiali come i pavimenti in laminato o PVC. Puoi spaziare fra colori e fantasie e dare nuovo carattere ai tuoi ambienti.

Isolamento Termico e Acustico: Un Investimento per il Comfort

Tra le idee di ristrutturazione casa da tenere in considerazione, vi sono anche quelle che riguardano la coibentazione e l'isolamento. Per isolare la tua casa dai freddi inverni o dalle sempre più torride estati puoi chiedere di coibentarla, ovvero di far installare dei pannelli sui muri esterni di casa, in modo da non permettere al caldo eccessivo o al freddo di penetrare all'interno. L'isolamento termico è una schermatura che viene realizzata all'interno della tua casa, in meno di una settimana. Il suo scopo è quello di creare una barriera isolante fra le temperature esterne e quella interna.

Si tratta di una soluzione perfetta quando vivi in zone particolarmente fredde o che d'estate raggiungono temperature particolarmente elevate. Quando vivi in zone particolarmente rumorose, dove traffico e sirene disturbano la tua tranquillità o i vicini non si risparmiano in schiamazzi e urla, l'isolamento termico è la soluzione ideale. Potrai richiedere di fissare alle pareti maggiormente esposte all'inquinamento acustico dei pannelli fonoassorbenti che attutiscono i rumori e garantiscono alla tua casa la tranquillità di cui hai bisogno.

Tipologie di Impianto Idraulico

Esistono diverse tipologie di impianto idraulico, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità:

  • Impianto a collettore: In questo sistema, ogni punto di erogazione è servito da una singola tubazione di acqua calda e acqua fredda. Questa tipologia di impianto è realizzata con tubazioni flessibili, perlopiù in multistrato. L’assenza di giunzioni sottotraccia facilita di molto gli interventi di manutenzione ordinaria e anche straordinaria, quando necessari. Siccome ogni punto di erogazione è servito dalla propria tubazione si possono tenere aperti, per esempio, doccia e rubinetto del lavabo senza alcun problema,senza dover incorrere nei fastidiosi cali di pressione e di acqua calda.
  • Impianto idraulico in derivazione: Prevede l’installazione di una tubazione principale, questa volta rigida, che sarà deviata per ogni utenza. Tale derivazione avviene mediante l’utilizzo di particolati componenti idraulici, i raccordi a TEE, chiamati in italiano raccordi a "T". Essendoci giunzioni sottotraccia il rischio che possano danneggiarsi nel tempo è questa volta reale. L’intervento per il ripristino e la sostituzione prevederà inevitabilmente la demolizione della pavimentazione.

Materiali per le Tubazioni

La scelta dei materiali per le tubazioni è fondamentale per la durata e l'affidabilità dell'impianto:

  • Le tubazioni Mannesmann sono ormai in disuso dagli anni ‘80, ma è facile trovarli in fabbricati antecedenti.
  • Se si vuole optare per materiali plastici, la scelta dovrebbe ricadere sui tubi in polipropilene che assicurano una resistenza e un'affidabilità superiori alla maggior parte degli altri materiali plastici.
  • I materiali delle reti idriche sono generalmente l’acciaio zincato, il rame e le materie plastiche (polietilene atossico per acqua potabile e polipropilene).

Preservare una buona qualità dell'acqua deve essere l'obiettivo principale di coloro che progettano, installano, gestiscono il funzionamento e fanno manutenzione alle reti di distribuzione idrica. Come prescrive il DM 37/2008 gli impianti idrici e sanitari, indipendentemente dalla propria destinazione d’uso e dalle proprie dimensioni, sottostanno all’obbligo di progetto realizzato da un progettista abilitato o da schema redatto dal responsabile tecnico della ditta installatrice. La Direttiva Europea 98/83/CE, recepita in Italia con il DL 31/2001, definisce la qualità minima dell’acqua da garantire agli utenti. Le Linee Guida per la prevenzione della legionellosi, oltre a illustrare gli aspetti teorici del batterio, specifica i principali accorgimenti da mantenere per la salvaguardia degli impianti sanitari.

All'interno della rete, l'acqua è tenuta alla pressione di circa 5 - 6bar, in modo tale da poter raggiungere i piani più alti degli edifici, mentre nelle tubazioni di distribuzione dell'acqua nei fabbricati la pressione non deve superare i 3bar per evitare rumori, colpi d’ariete e rotture delle tubazioni. A tal fine si utilizzano dei riduttori di pressione che mantengono a valle dell'impianto la pressione stabilita.

Un altro esempio è SANCO di KME ITALY - DIV. Un impianto all’avanguardia per il ricircolo dell’acqua calda sanitaria per edifici residenziali e pubblici è Smartloop Inliner di VIEGA che tiene in movimento l’acqua calda in tutta la linea primaria, riducendo la dispersione termica e i rischi di stagnazione dell’acqua e di proliferazione di batteri. Ogni edificio che si collega alla rete pubblica deve essere dotato di un contatore che permette di misurare la quantità di acqua consumata da ogni utenza (m 3).

Trattamento dell'Acqua

L'acqua potabile distribuita dagli impianti idrici, pur essendo conforme agli specifici valori stabiliti dalla legge, può comunque contenere una serie di sostanze (ad es. sali incrostanti) che possono causare gravi danni sia alle reti distribuzione sia agli apparecchi che utilizzano l'acqua stessa. Tra i filtri di depurazione c’è F78TS di HONEYWELL, adatto a installazioni ad elevata domanda d'acqua in grandi edifici residenziali per la fornitura centralizzata e in applicazioni commerciali e industriali.

Tra le stazioni di dosaggio c’è DOSACLOR di GEL, un sistema di dosaggio antilegionella per il controllo e il dosaggio proporzionale del disinfettante Gelclor e dell’anticorrosivo Gelfilmex, in impianti con accumulo acqua calda sanitaria.

Impianti di Scarico

Gli impianti di scarico delle acque usate sono costituiti dalla rete di tubi che servono a smaltire all'esterno dell'unità abitativa le acque in uscita da lavabi, wc, docce, vasche, lavandini della cucina, ecc. I tratti orizzontali della rete sono installati sempre con una leggera pendenza ( che va dall’1 al 4 %) per facilitare il deflusso. Il deflusso dell’acqua nell’impianto deve avvenire per gravità atmosferica: ne consegue che i liquami scendono per proprio peso.

Nell’impianto devono essere collegate tubazioni che permettono, attraverso una presa ed uno sbocco, una continua circolazione d’aria. Le tubazioni che raccolgono i liquami e li convogliano nei collettori devono essere dimensionate adeguatamente, con diametri appropriati onde evitare ostruzioni dei condotti che provocherebbero emissioni di odori verso i locali abitati, elevata rumorosità di scarico e ritorni di schiuma.

I collettori di scarico sono tubazioni suborizzontali che raccolgono i liquami provenienti dalle colonne di scarico e li convogliano nelle fogne. Tra i collettori per l’incasso a parete c’è IS BOX PLUS MPLUS di I.V.A.R. Ad ogni base di colonna è buona norma posizionare un’ispezione. Il diametro dell’ispezione deve essere uguale a quello del tubo fino a 110 mm. Per i tubi con diametri maggiori l’ispezione mantiene un’apertura di 110 mm.

La fitodepurazione è un processo per depurare le acque reflue civili (cucina, bagno), che utilizza le piante come filtri biologici in grado di ridurre le sostanze inquinanti in esse presenti.

Funzionamento dell'Impianto Idraulico

In linea generale, l’impianto idraulico ad uso civile si suddivide, in due principali tipologie:

  • adduzione e distribuzione dell’acqua (fredda e calda), proveniente da acquedotto o serbatoio;
  • scarico delle acque nere, nella rete fognaria comunale, o, in assenza, in fossa settica.

Le acque condotte nello scarico possono essere suddivise in acque bianche (quelle provenienti da lavatrici, lavabi, docce, ecc.) ed acque nere (provenienti dagli scarichi nel wc). La parte dell’impianto che si occupa di condurre l’acqua ai diversi accessori, è appunto detto impianto di distribuzione.

Impianto di Adduzione e Distribuzione

L’impiego efficace dell’acqua all’interno di un edificio richiede un impianto di adduzione e distribuzione ben progettato e funzionale. Questo sistema è responsabile del trasporto dell’acqua potabile dalle fonti di approvvigionamento (serbatoi o reti pubbliche) verso i punti di utilizzo all’interno della struttura. In genere, l’impianto inizia con un contatore, un dispositivo di chiusura (saracinesca, rubinetto di arresto) e un filtro per garantire la qualità dell’acqua in ingresso, seguito da una pompa o da un sistema di pressurizzazione che assicura il flusso costante e adeguato.

Il percorso dell’acqua comprende tubazioni principali e diramazioni che portano ai vari punti di prelievo, come rubinetti, docce e apparecchi sanitari. È essenziale che queste tubazioni siano dimensionate correttamente per evitare perdite di pressione e garantire un flusso sufficiente in ogni punto della rete. Per servire i vari punti di erogazione dell’acqua in un edificio, occorrono colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani. Le tubazioni di distribuzione possono essere in rame, rivestito in materiale plastico, o in PVC.

Le colonne montanti devono, invece, avere una sezione via via decrescente verso l’alto e possono essere in acciaio zincato, polietilene ad alta densità (PEAD), in rame o in PVC. Per l’impianto di distribuzione dell’acqua è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore, in cui ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un unico tubo, senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. In questo modo la chiusura di una singola utenza non pregiudica il funzionamento delle altre e si evitano giunture che sono spesso causa di perdite. I collettori devono essere posizionati in una cassetta incassata dedicata, posta in un punto facilmente accessibile per eventuali operazioni di manutenzione. La stessa cassetta ospita un collettore per l’acqua calda ed uno per l’acqua fredda.

Per dimensionare l’impianto di distribuzione e di carico occorre tener in conto le unità di carico (UC) dei singoli dispositivi che compongono l’impianto.

Impianto di Scarico

Questo sistema è progettato per convogliare le acque reflue provenienti da lavandini, docce, wc e altri apparecchi sanitari verso la rete fognaria o il sistema di trattamento delle acque reflue. Le tubazioni di scarico devono essere dimensionate correttamente per evitare intasamenti e garantire un flusso adeguato. Spesso, le tubazioni di scarico sono realizzate in PVC o polipropilene, materiali che offrono resistenza alla corrosione e alla formazione di incrostazioni. È essenziale che l’angolazione delle tubazioni sia accuratamente calcolata per consentire il corretto deflusso delle acque reflue gravitazionalmente. Inoltre, l’installazione di dispositivi come sifoni e ventose previene l’ingresso di odori sgradevoli negli ambienti interni e contribuisce a mantenere il sistema igienico e funzionale nel tempo.

Tipologie di Impianti di Scarico

Gli impianti di scarico possono essere di due tipi:

  • a doppio tubo, cioè realizzati con due tubi distinti per lo scarico, per smaltire separate le acque nere e quelle bianche;
  • tubo singolo nel quale confluiscono indistintamente le acque nere e quelle bianche.

Qualora fosse possibile, è sempre consigliabile avere un impianto di scarico a doppio tubo perché offre il vantaggio di una maggiore igienicità. Optando per questa soluzione, infatti, si evita che il riflusso e il cattivo odore delle acque nere, risalgano attraverso gli scarichi di lavandini, docce, vasche, ecc. Ad ogni modo, per evitare il fenomeno del riflusso, esistono dei componenti di collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico, costituite da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone.

Il sifone può avere una forma ricurva a “pera”, a“ U”, oppure a “S”, che ospita sempre una piccola quantità d’acqua in grado di impedire il ritorno e l’uscita degli odori sgradevoli. Proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone tuttavia rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo talvolta il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Per questo, i sifoni devono essere sempre ispezionabili e pulibili, in modo da poter asportare le sostanze che causano l’intasamento.

L’impianto di scarico è costituito da:

  • tubazioni orizzontali con leggera pendenza (superiore all’ 1%) che collegano i singoli apparecchi di servizio ad una cassetta di ispezione;
  • tubazione orizzontale, con pendenza superiore all’1%, che collega la cassetta di ispezione alla braga situata sotto al WC;
  • colonna di scarico (o fecale) che si sviluppa verticalmente, destinata a ricevere le acque nere e a convogliarle nell’impianto fognario pubblico, previa il passaggio in un pozzetto d’ispezione;
  • sfiato di ventilazione, collocato generalmente sulla copertura del fabbricato.

Apparecchiature Igieniche dell’Impianto Idraulico

Le apparecchiature che compongono l’impianto idraulico solitamente includono:

  • lavello cucina - montato su staffe di acciaio o inserito in un mobile predisposto, il lavello deve essere posizionato in modo che il bordo superiore si trovi tra gli 80 e gli 85 cm dal pavimento. Le tubazioni per l’acqua calda e fredda devono avere un diametro di almeno 1/2 pollice e devono essere collegate a un gruppo miscelatore che permetta la regolazione della temperatura dell’acqua. Il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere dotato di un sifone ispezionabile e deve seguire una pendenza superiore all’1% per convogliare l’acqua in un pozzetto ispezionabile;
  • lavatrice e lavastoviglie - per la presa d’acqua destinata alla lavatrice o alla lavastoviglie, è necessario solitamente predisporre una presa d’acqua fredda, con rare eccezioni per alcuni modelli di lavatrici che richiedono anche una presa d’acqua calda. Il rubinetto di alimentazione deve essere del tipo ad innesto a vite e posizionato a un’altezza compresa tra i 60 e i 70 cm dal pavimento. Anche per lo scarico, che deve essere situato a circa 80 cm dal pavimento, è essenziale prevedere un pozzetto ispezionabile e una pendenza del tubo non inferiore all’1%;
  • lavabo bagno - anche il lavabo del bagno può essere montato su staffe di acciaio, appoggiato su una colonna in porcellana, appoggiato o incassato ad un mobile bagno. In tutti i casi, è importante posizionarlo ad un’altezza di circa 80 cm dal pavimento. Il rubinetto, solitamente monocomando (in cui la miscelazione dell’acqua avviene sollevando e ruotando verso destra o sinistra la leva del rubinetto), deve essere dotato di rubinetti di arresto per consentire l’isolamento in caso di rotture. Anche il tubo di scarico, con diametro di 40 mm, deve essere corredato di sifone ispezionabile e seguire una pendenza superiore all’1%;
  • vasca e doccia - la vasca, solitamente in ghisa o in acciaio smaltato, può essere scelta, nei prodotti di più recente fattura, in acrilico (o metacrilato), resina, vetroresina o corian. Richiede un erogatore d’acqua con attacchi da 1/2 pollice e uno scarico con tubo da 40 mm, con pendenza superiore all’1% e dotato di pozzetto ispezionabile. Analogamente, per la doccia è necessario prevedere un piatto per la raccolta dell’acqua, un braccio a snodo con rubinetto e uno scarico con le stesse specifiche di pendenza e dimensioni del tubo. Anche i piatti doccia possono essere in resina o in materiale acrilico, composti da un impasto che li rende resistenti, leggeri ma anche personalizzabili per colore, forma e dimensione;
  • bidet - può essere appoggiato direttamente sul pavimento, filo muro oppure sospeso su staffe. È provvisto di miscelatore monocomando per l’erogazione dell’acqua calda e fredda. Lo scarico, da 40 mm., è provvisto di sifone e deve preferibilmente confluire in un pozzetto ispezionabile;
  • vaso - il vaso può essere con scarico a pavimento o attacco a parete, sospeso o filo muro. È già fornito coni sifone integrato. Lo scarico deve essere eseguito con bocchettone da 70/80 mm, con pendenza superiore all’1%, fino alla colonna di scarico verticale, che è di almeno 100 mm di diametro. La cassetta per la raccolta dell’acqua (sciacquone) può essere esterna oppure ad incasso nella parete. Ha una capacità da 10 litri ed è alimentata da un tubo da 3/8 di pollice con rubinetto di arresto.

Sicurezza sul lavoro

  • Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs.
  • Impiegare attrezzature in buono stato di conservazione (Art. 71 comma 4 lettera a) del D.lgs.
  • Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es.

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

  • Casco di protezione: Dispositivo utile a proteggere il lavoratore dal rischio di offesa al capo per caduta di materiale dall'alto o comunque per contatti con elementi pericolosi.
  • Scarpe antinfortunistiche: Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abrasioni/perforazione/ferite degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni.
  • Guanti protettivi: Per la protezione delle mani.
  • Mascherina protettiva: Per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron.
  • Cuffie o tappi antirumore: I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire.
  • Occhiali protettivi: Con lente unica panoramica in policarbonato trattati anti graffio, con protezione laterale.

TAG: #Idraulico

Potrebbe interessarti anche: