La rottura improvvisa di un tubo in un'abitazione può provocare gravi allagamenti, così come la perdita delle tubazioni idriche, fognarie o del riscaldamento centralizzato può essere causa di infiltrazioni che colpiscono gli appartamenti sottostanti. È fondamentale saperlo, perché se non lo è le spese vanno addossate al proprietario esclusivo, che sarà anche tenuto a risarcire i danni causati agli altri condòmini, in quanto egli solo è il soggetto “competente” ad effettuare la manutenzione della propria porzione di tubi e a rispondere di ogni conseguenza, comprese quelle accidentali.

Altrimenti le spese competono al condominio, e vengono ripartite in proporzione ai millesimi di proprietà di ciascuno (compreso, quindi, il danneggiato stesso). Le assicurazioni dei fabbricati sono molto brave ad escludere la responsabilità del condominio per rottura dei tubi, proprio facendo leva su questi aspetti. Bisogna costruire una mappa ideale, in modo da individuare con sicurezza l’appartenenza o meno al condominio del punto in cui è avvenuta la rottura o la perdita, e dunque stabilire o escludere la sua competenza a provvedere alle riparazioni e a indennizzare i proprietari delle unità abitative colpite.

La collocazione del tubo, quindi, è fondamentale per verificare la sua condominialità. Perciò, dopo un veloce ma indispensabile inquadramento teorico, alla stregua dei principi affermati dal Codice civile (tutto parte dalla legge, e le richieste risarcitorie vanno correttamente formulate, altrimenti saranno respinte), ci concentreremo, in maniera pratica, sulla posizione del tubo rotto, per vedere a chi appartiene e dunque chi deve pagare spese e danni.

Come Capire se il Tubo è Condominiale con le Norme del Codice Civile

L’art. 1117 del Codice civile elenca le cosiddette «parti comuni dell’edificio», delle quali il condominio è custode e dunque responsabile. Tra queste, la norma menziona gli impianti idrici e fognari, e dunque le tubazioni che li compongono, insieme ai pozzi, alle cisterne.

Per quanto riguarda la parte termoidraulica e gli altri elementi, come i componenti elettrici (si pensi alla valvola di una pompa idraulica elettrocomandata), sono citati espressamente anche «i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo».

Cos’è il Punto di Diramazione e Perché è Importante

La norma che abbiamo indicato stabilisce che questi tubi, ed i loro collegamenti, sono parti comuni «fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche».

Il punto di diramazione, o di utenza, segna, quindi, il confine tra la parte di tubo condominiale e quella che invece appartiene al proprietario esclusivo. Di solito è delimitato da un contatore o da una chiave di arresto generale. Siccome, però, spesso il punto di diramazione - specialmente negli impianti idrici di vecchia data - si trova sottotraccia e non è ben visibile o chiaramente individuabile, ti forniamo alcune specificazioni pratiche per stabilire dove si colloca nei vari edifici.

Quanti Tipi di Tubi Esistono?

Applicando il fondamentale criterio del punto di diramazione, siamo pronti a capire quando un tubo è condominiale, tenendo conto che esistono quattro tipi diversi di tubazioni:

  • i tubi idrici di afflusso dell’acqua, detti in gergo tubi di carico, che sono sempre a pressione, salvi i casi di interruzioni della rete di fornitura delle “acque bianche”;
  • i tubi termoidraulici degli impianti di riscaldamento o di condizionamento, che sono a pressione solo quando l’impianto è in funzione;
  • i tubi di scarico idrico o fognario (le cosiddette “acque nere”), in cui la pressione è pari a quella dell’ambiente esterno, e non vi è un’energia ulteriore (ad esempio, lo scarico del lavandino o del wc);
  • i tubi di raccolta delle acque piovane (canali, scoli, pluviali e grondaie).

Tipi di Tubi e la Loro Condominialità

Tubo nel Pavimento: è Condominiale?

La presenza di tubi che scorrono sotto al pavimento è molto frequente negli edifici condominiali, e la rottura di uno di essi coinvolge inevitabilmente gli occupanti delle unità abitative sottostanti. Ci sono tubi di servizio che passano in questo modo a servizio dell’intero condominio o comunque di diversi appartamenti, perciò la regola del punto di diramazione non viene derogata. Si pensi, ad esempio, ad una tubazione dell’impianto di riscaldamento che porta l’acqua calda agli abitanti di quel piano: sarà una parte comune, dunque condominiale, fino al punto in cui sbocca nei singoli termosifoni.

Tubo nel Muro: è Condominiale?

Il fatto che il tubo sia murato non è dirimente ai fini della sua condominialità o meno, valendo sempre il criterio generale del punto di diramazione. Ad esempio, se un condòmino ha modificato l’impianto del suo appartamento, incassando determinate tubazioni per alimentare di acqua cucine e bagni, i tubi saranno comunque di sua proprietà se collocati a valle del contatore individuale.

Tubo sul Terrazzo: è Condominiale?

Molte tubazioni, come quelle degli impianti idrici con autoclave, e specialmente quelle degli impianti di riscaldamento centralizzato, sono a salita, quindi attraversano i terrazzi delle unità immobiliari (che, quando sono posti all’ultimo piano, prendono il nome di lastrici solari, avendo una funzione di copertura dell’edificio). Anche in questo caso occorre verificare dove è situato il punto di diramazione per stabilire se il tubo situato sul terrazzo è condominiale o del singolo condòmino.

Ti ricordiamo che, in base alla norma del Codice civile che abbiamo esaminato, la regola del punto di diramazione si traduce, per gli impianti unitari, come quelli termoidraulici centralizzati, nel «punto di utenza», fino al quale il tubo è proprietà comune e oltre il quale diventa di proprietà esclusiva. Ad esempio, se sul terrazzo c’è il contatore generale dell’appartamento, e la relativa chiave di arresto, tutta la parte di tubo a valle sarà del singolo proprietario.

Nel caso di tubo rotto che percorre il lastrico solare ad uso esclusivo, l’articolo 1126 del Codice civile stabilisce che il condominio deve sostenere le spese per riparazioni e risarcimenti nella misura dei due terzi, mentre il rimanente terzo è addossato al proprietario che lo usa come sua terrazza.

Tubo nell’Appartamento: è Condominiale?

Di regola i tubi collocati negli appartamenti non sono condominiali, quando sono esterni e visibili: ad esempio, i flessibili di cui sono dotati i lavandini e gli impianti sanitari, o il raccordo che alimenta l’acqua per la lavatrice e la lavastoviglie. Questa non è altro che un’applicazione concreta della regola del punto di diramazione, essendo situati a valle dello stesso.

Di conseguenza, ogni rottura o perdita di questi componenti, che causa danni agli appartamenti circostanti o sottostanti, obbliga il proprietario al risarcimento dei danni, e l’assicurazione condominiale non interviene. Se l’appartamento è affittato, la responsabilità del proprietario si estende all’inquilino, in quanto è lui il possessore e detentore della cosa, e incaricato della vigilanza e custodia.

Tubo Orizzontale: è Condominiale?

Di norma le tubazioni orizzontali si considerano appartenenti al proprietario dell’unità immobiliare (appartamento o negozio) in cui sono situate, ma non sempre è così: bisogna verificare il punto in cui è situata la chiave di arresto dell’acqua.

Precisamente, nella maggior parte dei casi questo rubinetto generale è collocato all’interno dell’unità immobiliare, o sul balcone o terrazzo (di solito in un’apposita scatola, o, talvolta, senza protezione). In questi casi non è determinante la direzione del tubo, ma il fatto che la rottura sia avvenuta a monte, o a valle, della chiave di arresto, a partire dalla quale la tubazione si considera di proprietà del singolo, e non più del condominio.

Tubo Verticale: è Condominiale?

Quasi sempre i tubi posti in verticale sono condominiali, in quanto la loro funzione è quella di creare una rete idrica o fognaria posta al servizio delle singole unità immobiliari: essi rientrano, quindi, nel novero delle parti comuni. Il fatto che quei tubi attraversano le proprietà individuali non è rilevante per escludere la loro appartenenza al condominio.

C’è una precisazione da fare: se le varie colonne servono soltanto una porzione dell’edificio (ad esempio, una singola scala, o palazzina), i condòmini coinvolti nelle spese di riparazione e indennizzo dei danni saranno soltanto quelli del gruppo di abitazioni interessate. Lo stabilisce l’articolo 1123 del Codice civile, la norma dettata in tema di riparto delle spese.

Raccordo di Scarico Fognario: è Condominiale?

La cosiddetta «braga» è l’elemento di raccordo tra la tubatura orizzontale - di pertinenza del singolo appartamento - e la tubatura verticale, che rientra nella competenza condominiale. L’esempio più frequente è quello dello scarico del wc che si incastona nel canale fognario generale.

Se questo raccordo si rompe, o presenta delle perdite, la giurisprudenza prevalente [1] tende ad addossare la responsabilità al singolo proprietario, perché la braga serve a convogliare i suoi scarichi fognari nella rete comune.

Cosa Fare Quando Si Rompe un Tubo Condominiale?

Se si rompe un tubo che si ritiene condominiale, bisogna:

  1. informare tempestivamente l’amministratore e sollecitarlo ad adottare i provvedimenti opportuni, come l’intervento di un idraulico per la pronta riparazione del guasto;
  2. documentare i danni all’immobile e alle cose detenute all’interno (anche gli arredi potrebbero essersi rovinati);
  3. chiedere una perizia tecnica per accertare il punto di rottura, se non è chiaro in partenza, e dunque stabilire se si tratta di una parte comune o di un tubo di proprietà esclusiva, in modo da indirizzare correttamente le richieste di riparazione e risarcimento danni.

Gli elementi fondamentali di una rete di distribuzione dell'acqua, in un edificio o in casa, sono costituiti dai collettori e dalle montanti. Indipendentemente dalle dimensioni dell'edificio, è possibile individuare uno o più collettori orizzontali in prossimità del punto di consegna dalla rete pubblica. Dai tali collettori orizzontali si diramano uno o più montanti verticali per l‘adduzione dell'acqua ai piani di un appartamento su più livelli o a più appartamenti localizzati ai diversi piani di un edificio. Le derivazioni interne permettono la distribuzione dell'acqua nei vari appartamenti e nei vari ambienti di questi ultimi. Il principio della distribuzione a partire da un collettore di riferimento si ripete all'interno del singolo appartamento.

Qual'è il valore giusto di pressione acqua in casa? I valori di esercizio medi di riferimento della pressione acqua per un'abitazione civile vanno da: minimo di 1,5 Bar; massimo di 3 Bar. In questo range, tutti i comuni elettrodomestici presenti nelle abitazioni (lavatrici, lavastoviglie, caldaie a gas, ecc.) funzionano perfettamente. Per ogni punto di distribuzione dell'acqua sono previste, in funzione dei terminali utilizzati, determinati valori di portata e di pressione. Tali dati sono forniti accuratamente dalle aziende produttrici dei vari tipi di terminali. Essi devono garantire il controllo del flusso e la dovuta sicurezza Per i rubinetti di uso generico, presenti nelle comuni abitazioni, i valori di riferimento in termini di portata e di pressione sono rispettivamente dell'ordine di 0,3 litri al secondo e di circa una decina di m.c.a. (metri di colonna acqua). Con riferimento ai rubinetti con caratteristiche standard in cucina e bagno, i valori di pressione e portata di riferimento sono circa la metà di quelli appena descritti. Tali valori negli ultimi anni sono stati oggetto di studio al fine di ridurre i consumi idrici, con la conseguente riduzione della spesa energetica complessiva degli edifici.

Dati di riferimento per gli impianti idrici In fase di progettazione di un sistema idrico, pur tenendo conto di tutte le contromisure per la riduzione della spesa energetica degli edifici, è necessario considerare le portate massime per gli impianti idrici previste nei periodi del maggior utilizzo degli stessi impianti. Tali sono i valori delle portate in funzione dei quali devono essere dimensionate le tubazioni delle reti di distribuzione. In numeri, occorre sostanzialmente tenere conto delle portate nominali dei rubinetti, del numero dei rubinetti, del tipo utenza, delle frequenze di utilizzo dei rubinetti e quindi delle ore continue di utilizzo nei periodi di massimo sfruttamento delle risorse idriche. Le norme forniscono dei riferimenti per tali dati ma anche l'adozione di un semplice modello probabilistico può condurre ad ottimi risultati. Un altro dato fondamentale per la progettazione è costituito dalle caratteristiche di pressione e portata nel punto di consegna dell'acqua dall'ente erogatore. Nel punto di consegna la pressione ha mediamente un valore dell'ordine di 35 o 40 m.c.a.

Tipi di tubi flessibili e loro applicazioni

Le tubazioni flessibili vengono impiegate in numerosi settori industriali, nei veicoli e negli impianti edili: Faizanè offre un'ampia gamma per tutti. Le tubazioni flessibili sono prodotti realizzati per soddisfare un gran numero di esigenze, in settori industriali che, a prima vista, sembrano molto distanti tra di loro. Nell’impiantistica industriale, poi, i tubi flessibili in materie plastiche e i classici tubi in gomma hanno un’impiego vastissimo per convogliare aria, acqua, olio minerale, ma anche sostanze chimiche e petrolchimiche, vapore, alimenti e molto altro. Tra i materiali plastici più impiegati nella produzione di tubi troviamo, senza dubbio, il PVC, o polivinilcloruro, che si è affermato, negli anni, sia grazie al suo costo moderato e alla sua versatilità di utilizzo, sia per le sue proprietà chimiche che lo rendono, se lavorato in modo appropriato, atossico e adatto per il contatto con alimenti.

I tubi flessibili in tessuto sono solitamente realizzati in vari materiali con un inserto in tessuto. Sono resistenti alla pressione e all'abrasione. Il poliammide viene utilizzato per la produzione di tubi per aria compressa, grazie alla sua buona resistenza chimica e all'elevata resistenza alla pressione. Questi tubi in plastica sono particolarmente resistenti all'abrasione e durevoli. I tubi in polietilene, solitamente del tipo a bassa densità (LD-PE), hanno anche un'elevata resistenza chimica e sono più economici da acquistare. Nel settore dell'aria compressa, esistono tubi in PVC che sono dotati di un tessuto speciale integrato e possono essere utilizzati per pressioni molto elevate. Questo tipo di tubo per aria compressa viene utilizzato in combinazione con i serbatoi dei compressori ed è progettato per pressioni elevate. I tubi per aria compressa in gomma sono utilizzati per i lavori di verniciatura, ad esempio, e sono progettati per essere extra antistatici. Il tubo antistatico per aria compressa è solitamente realizzato in PU e viene utilizzato negli impianti elettrici, nei dispositivi medici, ecc. Applicazione. Questo speciale tubo per aria compressa viene sempre utilizzato quando è necessario garantire un elevato livello di protezione contro le scintille volanti.

Quando si tratta di scegliere il tubo giusto, molti utenti di aria compressa si preoccupano di quale diametro interno debba avere un tubo per aria compressa o un tubo per aria compressa. Di norma, non è facile rispondere a questa domanda, poiché la scelta del diametro del tubo giusto dipende naturalmente dall'applicazione specifica o dallo strumento ad aria compressa utilizzato. Tuttavia, se vuole semplificarsi le cose, è meglio scegliere un tubo per aria compressa che copra il consumo d'aria di molte applicazioni e strumenti e che sia sufficientemente lungo. Alla domanda sul diametro, i nostri consulenti esperti consigliano spesso tubi per aria compressa con un diametro interno di 10 mm e una lunghezza pratica di 10 metri. Questo è assolutamente sufficiente per la maggior parte delle applicazioni di aria compressa. Perché non dare un'occhiata al robusto Tubo flessibile Super-Flex DLS-SK-SF 15,5-10/10m DGKD730031 di Schneider . Avete bisogno degli accessori giusti? Ha ancora domande o desidera un consiglio su tubi e materiali?

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