Il simbolo dell'uomo, anche conosciuto come simbolo maschile, è molto noto e usato in tantissime comunicazioni ma spesso non si comprendono le sue origini e cosa ha contribuito alla sua diffusione. Allo stesso modo, il simbolo femminile è ampiamente utilizzato e riconosciuto.
Il Simbolo Maschile: Interpretazioni e Origini
Un cerchio che “genera e lancia” una freccia indicativamente sempre verso destra: ecco il simbolo che indica generalmente il genere maschile. La forza maschile è interpretata da una freccia, che mostra il movimento, il moto e in generale il fare dinamico. Il simbolo maschile è un’energia vitale.
La freccia ha anche naturalmente un'allusione sessuale, perché riconduce al fallo maschile e quindi allo sperma, un elemento dinamico che contiene energia creatrice maschile e che si muove durante l'atto sessuale per la creazione di una nuova vita. Lo sperma infatti feconda il femminile e così si fa portavoce di una creazione di una nuova vita.
Il simbolo maschile, come quello femminile è legato a un metallo. Mentre il femminile è legato al rame, il maschile è legato al ferro, meno duttile, che ha in sé tanta forza e anche una certa fragilità ai cambiamenti o alle pressioni.
Naturalmente collegato al pianeta Marte, dedicato al dio della guerra, che interpreta le attitudini primordiali abbinate al maschile, cioè la forza e l'istinto del combattere. Non a caso il simbolo è composto da un cerchio e da una freccia obliqua, la freccia obliqua è sempre nella stessa direzione e punta infatti sempre verso Nord Est.
Per la prima volta gli astronomi della Mesopotamia hanno associato il pianeta Marte al dio del fuoco e della guerra: questa associazione è dovuta al colore rosso del pianeta. In chimica questo simbolo è usato per classificare il ferro.
Simboli Pagani
Esistono anche dei simboli pagani per indicare maschio e femmina, che sono stati resi dimenticati a lungo e poi riportati alla notorietà grazie a Il Codice Da Vinci di Dan Brown. Secondo lo scrittore, il simbolo pagano del maschio è una lama, che allude a una sorta di fallo, rappresenta virilità, aggressività e potenza. Il simbolo pagano per il genere femminile è una coppa, viene detto calice, si riconduce a una nave o forse alla forma dell'utero femminile e simbolggia la femminilità e la fertilità del corpo della donna.
Il Simbolo Femminile: Interpretazioni e Origini
Il simbolo femminile, a differenza di quello maschile, fin dall'antichità viene usato dagli appassionati di astronomia per indicare il pianeta Venere. Oggi oltre al pianeta Venere indica la femminilità nel senso più generale del termine.
Quello che viene stilizzato in questo simbolo è uno specchio della divinità greca dell’amore, della bellezza e della fecondità conoscita appunto con il nome di Venere. Il simbolo deriva dallo specchio di Venere, cioè da una stilizzazione dello specchio della dea Venere (raffigurato con il simbolo del cerchio) e del manico di questo specchio (identificato con la croce ribaltata).
L'allusione al cerchio richiama anche il ciclo infinito del giorno, perché questo pianeta veniva considerato dagli antichi sumeri il primo pianeta visualizzato come stella ogni mattino e ogni sera. Si può scorgere alla fine del giorno, al momento del tramonto. Il simbolo di Venere è anche un simbolo alchemico che rappresenta il rame, un materiale di grande importanza con cui venivano forgiati gli specchi nell’antica Grecia.
Anche l'isola di Cipro, isola da cui il mito fa risalire la nascita di Venere, era un luogo famoso per l'esportazione di rame.
Altri Simboli del Femminile
Il segno per indicare la donna, diverso da quello per indicare l'uomo, è il cerchio insieme a tutte le forme caratterizzate da sinuosità e forme tondeggianti e ruotanti. Insomma, il segno per la femmina è tutto ciò che richiama le curve e andamenti sinusoidali, come l'onda, la spirale, il cerchio concentrico, l'ovale, la doccia, la esse, gli anelli intrecciati e via dicendo.
- Cerchio: Figura perfetta priva di inizio e fine, che simboleggia il ventre materno e l'armonia.
- Onda Sinusoidale: Rappresenta la morbidezza e la fluidità, opposto di rigido e duro.
- Spirale: Richiama il momento della nascita e la rotazione del feto durante il parto.
- Cerchi Concentrici: Simboleggiano l'espansione e l'aumento progressivo dell'energia dal centro interiore, come il ventre materno in attesa.
- Goccia: Indica il nutrimento materno, come il latte che stilla dal capezzolo.
- Uovo: Simboleggia una nuova vita in procinto di nascere e la fertilità.
- Esse: Richiama le curve del corpo femminile, come i fianchi e il seno.
- Anelli Intrecciati: Simili alla struttura del DNA, rappresentano la ciclicità e la trasformazione.
- Fuso Circolare: Stilizzazione della vulva, simbolo del corpo femminile nella sua semplicità.
Utilizzi dei Simboli di Genere
Il simbolo maschile e il simbolo femminile sono dei simboli di genere e sono dei pittogrammi, detti anche glifi, sono come icone che vengono generalmente utilizzate per rappresentare il sesso biologico o il genere sociologico. Vengono utilizzati in tanti ambiti differenti dalla biologia alla medicina, dalla genealogia alla sociologia e alla politica di genere.
Dagli anni '70 sono state utilizzate per esprimere l'orientamento sessuale e l'ideologia politica. Ad esempio per parlare di omosessualità maschile vengono usati due simboli maschili interconnessi. Ancora oggi il simbolo maschile e il simbolo femminile sono usati in pubblicazioni scientifiche per indicare il sesso di un individuo o di un paziente.
Eppure, quotidianamente ci troviamo a interagire con dozzine di pittogrammi. Hanno il compito di aiutarci in ogni azione che facciamo e guidarci in uno spazio pubblico, in un’app mobile o in una piattaforma digitale o fisica. Un pittogramma non è altro che una delle forme più semplici e stilizzate di disegno, utilizzata convenzionalmente per veicolare un significato o un messaggio.
La nascita dei pittogrammi è antichissima: viene fatta risalire addirittura al 30.000 a.C. circa, quando ogni disegno rappresentato nelle pitture rupestri aveva un preciso significato. Agli inizi del Novecento il filosofo Otto Neurath sviluppa il sistema Isotype, ossia il sistema codificato e universale dei moderni pittogrammi. Lo scopo sarebbe quello di poterli applicare in tutti i contesti e a tutti gli oggetti possibili.
In questo sviluppo di un sistema di pittogrammi moderni non mancano i due segni forse più utilizzati in assoluto: il pittogramma dell’uomo, rappresentato da una silhouette maschile stilizzata e il pittogramma della donna, rappresentato da una silhouette femminile stilizzata. Due pittogrammi che - nella loro estrema semplicità - riescono a essere compresi in modo immediato da persone di ogni età e livello di alfabetizzazione.
Simboli precisi che, nonostante l’evoluzione sociale e culturale costante, sono rimasti inalterati nel tempo.
Criticità e Riflessioni Inclusive
Analizzando i pittogrammi da un punto di vista femminista e inclusivo emergono delle criticità che meritano una riflessione. La struttura anatomica delle due figure è identica e non ci sono connotati sessuali che fanno capire quale pittogramma rappresenti l’uomo e quale la donna (per fortuna, direi). Una scelta sicuramente intelligente, ma che imprime e divide le persone in una logica binaria, rappresentandole secondo uno stereotipo ben preciso: l’uomo porta i pantaloni, la donna la gonna.
La scelta intrapresa segue fortemente il genere di una persona, ossia quell’insieme delle norme e consuetudini che definiscono il ruolo di una persona nella società, dalla società. Un contesto di applicazione che sicuramente conosciamo e con cui interagiamo anche frequentemente è la segnaletica nei bagni pubblici - oggi più che mai generatrice di barriere e disagio.
In quale porta dovrebbe entrare una persona che si identifica come non-binary o transgender? Perché dovrebbe sentirsi rappresentata da un pittogramma in pantalone o in gonna? E ancora: in quale porta - secondo questa rappresentazione - dovrebbe entrare una madre che accompagna un figlio maschio o un padre che accompagna una figlia femmina?
Un discorso a parte merita, infine, il bagno per persone con disabilità: pensiamo sia davvero inclusivo rappresentare la totalità delle persone disabili attraverso una silhouette di una persona in sedia a rotelle impressa sulla porta?
Un primo tema delicato su cui dovremmo riflettere è: sarebbe più intelligente, funzionale e inclusivo attribuire un pittogramma a ogni identità oppure progettarne uno che le racchiuda tutte? Credo che la risposta non sia né solo la prima né solo la seconda opzione. Quello che potrebbe invece essere utile a seconda del contesto e del messaggio che vogliamo veicolare.
Tornando al discorso sui bagni pubblici: potrebbe essere più funzionale creare un bagno genderless? Sicuramente sarebbe più inclusivo e magari accorcerebbe anche i tempi di attesa. Alcuni locali ed esercizi pubblici attenti al tema dell’inclusività o locali queer hanno già fatto questa scelta.
E dal punto di vista formale ed estetico come potremmo superare l’associazione stereotipata uomo-pantalone e donna-gonna? In rete circolano delle soluzioni curiose come ad esempio aggiungere un terzo pittogramma di una persona che indossa una gonna e un pantalone a metà.
Penso che sarebbe bello - in un futuro prossimo - immaginare e progettare un sistema di segnaletica che non ponga il sesso e il genere socialmente attribuito come barriera e come passaggio fondamentale per accedere a uno spazio fisico o continuare un’esperienza digitale. Dovremmo invece chiederci se sapere o indicare questa informazione abbia una reale utilità. Pensiamo a quante app e piattaforme digitali in fase di registrazione ci chiedono il nostro genere: quante volte questo dato serve realmente a migliorare l’esperienza dell’utente?
L'Adozione dei Bagni Gender Neutral
In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.
Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno.
Storia ed Evoluzione dei Pittogrammi
L'ascesa dei pittogrammi internazionali iniziò a Vienna nel 1924. Il museo sociale ed economico della città cercò di comunicare i propri dati in un modo facilmente comprensibile per qualsiasi visitatore, sostituendo così i numeri con i pittogrammi. Questa nuova tecnica, chiamata Metodo di Vienna per le statistiche delle immagini, era così efficace che ha rapidamente guadagnato popolarità in tutto il mondo.
Le organizzazioni governative e altri musei hanno quindi incaricato l'istituzione di Vienna di creare ulteriori segni pittorici per loro. La popolarità dei pittogrammi è facile da spiegare: non è necessario conoscere alcuna lingua straniera per capirli, e non si doveva nemmeno essere in grado di leggere nella propria lingua.
Una delle applicazioni di maggior successo del linguaggio pittorico sono, ovviamente, i pittogrammi nelle toilette. La loro applicazione è stata in gran parte curata dall'operatore delle ferrovie statali britanniche - British Railways.
Nel 1974, il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti ha incaricato l'American Graphic Institute di progettare pittogrammi per tutti i mezzi di trasporto pubblici: stradali, ferroviari, aerei e marittimi. In collaborazione con gli specialisti di graphic design di Cook e Shanosky Associates, l'istituto creò 34 marchi che rappresentano ascensori, scale mobili, bagni pubblici o spogliatoi.
Ci sono ancora molti paesi che utilizzano i propri sistemi per contrassegnare i servizi igienici. In Polonia, ad esempio, i servizi igienici delle donne sono contrassegnati da un cerchio, mentre i bagni degli uomini sono contrassegnati da un triangolo. In Lituania, usano una piramide rovesciata per i servizi igienici degli uomini e una piramide standard per le donne.
Probabilmente tutti conosciamo i simboli per uomini e donne sotto forma di una ruota con una freccia (♂) e una ruota con una croce (♀). Ma non abbastanza bene. Secondo i miti greci, Venere è il pianeta delle donne e Marte il pianeta degli uomini.
Sessismo nei Pittogrammi?
Può un’immagine stilizzata essere sessista? Basta paragonare le due figure nelle fotografie qui sopra - posizionate fuori da due toilette - per farsi una propria opinione. A sinistra c’è l’immagine semplificata di un uomo. È in cravatta, forse in giacca, abbigliamento casual ma stile ufficio. A destra, quella di una donna, in apparente vestito intero, mano sul fianco, petto in fuori, un po’ ammiccante. Sembra l’icona di quelle donnine anni 50, le pin-up tutte curve e cotonatura alla Marilyn Monroe. Lui pronto a mettersi al lavoro alla scrivania. Lei pronta per la passerella in una sfilata di moda.
Una lotta, la loro - ma che deve e dovrebbe essere di tutti - diventata più intensa e commossa dal femminicidio di Giulia Cecchettin. Una lotta che, sì, passa anche attraverso l’evidenziare una piccola stonatura visiva, una distorta rappresentazione di una donna su un cartello.
Il Dibattito sui Bagni Pubblici e la Separazione di Genere
Il New Yorker ha pubblicato un articolo che ragiona sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine. Il dibattito su questo argomento, scrive la giornalista Jeannie Suk, è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne.
Le implicazioni di questa discussione quindi vanno ben oltre i bagni, avverte Suk. «I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e sessualità».
Qualche tempo prima, occupandosi dello stesso argomento, il New York Times aveva definito il 2015 “the Year of the Toilet”. La domanda che sempre più persone si fanno è, in breve: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?
«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk. La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.
I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa.
È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi.
Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni. La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima.
Questi stessi principi dell’età vittoriana (riassumibili nella parola “paternalismo”) hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di ambiti distinti in base al sesso e alla designazione di alcuni spazi fisici riservati alle donne, inclusi i bagni dei locali pubblici: spazi sicuri e nascosti in un mondo in cui le donne erano e continuano a essere oggetti da proteggere.
Simboli Creativi per Toilette
Spesso quando entriamo in un locale non facciamo neppure caso al bagno che ha, specialmente se ci scappano certi bisogni, ma se la toilette ha un elemento originale o un simbolo creativo sicuramente resta impresso nella memoria. "Paese che vai usanze che trovi" si dice, ma in questo caso si può modificare il proverbio in "bagno che vai simbolo che trovi".
Già quando si viaggia e si cambia paese le scritte sono diverse e spesso anche i comuni simboli femminili e maschili si differenziano. Ma a volte ci sono certi bar, ristoranti o locali dove i simboli dei bagni sono dei veri e propri elementi creativi che vale la pena osservare.
E così si trovano posti dove il bagno degli uomini è indicato con un semplice "Bla" e quello delle donne con infiniti "Bla" proprio per sottolineare che le donne nel bagno sono solite parlare tanto. Oppure il bagno maschile è indicato con una banana e quello femminile con una patata.
Ma ce ne sono di ancora più originali come i simboli della birra tra le gambe maschili e del bicchiere da martini dry tra le gambe femminili per distinguere il bagno degli uomini da quello delle donne in un bar, oltre che la differenza di consumazioni generalmente esistente tra uomo e donna.
| Locale | Simbolo Uomo | Simbolo Donna | Motivazione |
|---|---|---|---|
| Bar | "Bla" | "Bla Bla Bla Bla..." | Umore sul parlare delle donne |
| Ristorante | Banana | Patata | Simboli umoristici |
| Pub | Birra tra le gambe | Martini dry tra le gambe | Differenza di consumazioni |
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