Il simbolo dell'uomo, noto come simbolo maschile, è ampiamente utilizzato nella comunicazione, ma le sue origini e la sua diffusione non sono sempre chiare. Allo stesso modo, il simbolo femminile è altrettanto diffuso, ma spesso non se ne conoscono tutti i significati.

Che cos'è un Simbolo?

Un simbolo è un segno che rappresenta contenuti o valori particolari o universali. Ad esempio, la bandiera è un simbolo della patria, mentre il focolare domestico simboleggia la famiglia. L'umanità ha sempre avuto bisogno di simboli per esprimere idee e concetti.

Il Simbolo di Genere: Femminile e Maschile

Un simbolo di genere è un pittogramma utilizzato per rappresentare il sesso biologico o il genere sociologico in vari campi, dalla medicina alla biologia, dalla sociologia alla politica di genere. I bagni pubblici sono uno dei luoghi più comuni in cui si trovano questi simboli, soprattutto a partire dagli anni '60.

Tendenzialmente, il simbolo maschile ha la forma dello scudo e della lancia di Marte, il dio della guerra. Il simbolo femminile, invece, rappresenta lo specchio in bronzo della dea Venere.

Più che dagli dèi, però, i simboli sembrano derivare dai due pianeti Marte e Venere appunto, dunque da simboli astrologici, e gli elementi del ferro e del rame, in relazione all'alchimia. La tradizione alchemica si pone all'origine dei moderni simboli occidentali che indicano maschile e femminile.

Uno degli obiettivi degli alchimisti è condurre l'iniziato a ritrovare unità con se stesso, fondendo in un insieme tutti gli elementi che si contrappongono come maschile e femminile, in modo da eliminare la tradizionale separazione tra i due generi.

In origine, il simbolo in questione veniva usato per indicare il sesso delle piante, cioè il sesso dell'individuo in un dato incrocio, dal momento che la gran parte delle piante è ermafrodita. I simboli nel corso del tempo mutano, conservando sempre una certa integrità; negli ultimi anni, ad esempio, in medicina si predilige il simbolo del quadrato per il maschile e quello del cerchio per il femminile.

Il Simbolo Maschile: Interpretazioni

Il simbolo maschile è un cerchio con una freccia che punta verso destra. La freccia rappresenta la forza, il movimento e l'azione dinamica. È un'energia vitale con un'allusione sessuale al fallo maschile e allo sperma, l'elemento creatore maschile che si muove durante l'atto sessuale per la creazione di una nuova vita. Il simbolo maschile è legato al ferro, un metallo forte ma anche fragile, e al pianeta Marte, dedicato al dio della guerra.

Secondo lo scrittore Dan Brown, il simbolo pagano del maschio è una lama, che allude a una sorta di fallo, rappresenta virilità, aggressività e potenza.

Il Simbolo Femminile: Interpretazioni

Il simbolo femminile raffigura uno specchio della divinità greca dell’amore, della bellezza e della fecondità, Venere. Il simbolo deriva dallo specchio di Venere, un cerchio con una croce ribaltata. Il cerchio richiama il ciclo infinito del giorno, mentre il simbolo è anche legato al rame, un materiale importante per la creazione di specchi nell'antica Grecia.

Il simbolo pagano per il genere femminile è una coppa, viene detto calice, si riconduce a una nave o forse alla forma dell'utero femminile e simbolggia la femminilità e la fertilità del corpo della donna.

Il Simbolo Femminile in Sociologia

La distinzione di genere è binaria, indica il maschio e la femmina nel loro ruolo stereotipato di ciò che ci si aspetta che sia maschile e femminile. Per quanto riguarda il simbolo femminile, invece, ci si ricollega a Venere, la dea romana dell'amore e della bellezza, la cui corrispondente greca è Afrodite. Il segno raffigura lo specchio, uno strumento usato prevalentemente per intravedere orgoglio e aspetto esteriore, caratteristiche tendenzialmente associate alla donna.

L'icona standard di donna, infatti, prevede una figura caregiver, gentile, premurosa e bella: tutti elementi caratteriali che la società ha associato al genere femminile. In relazione all'alchimia, di cui abbiamo menzionato l'origine, il simbolo del vettore è un'icona che indica uno specchio di bronzo con una maniglia.

I Diversi Simboli del Femminile

Il simbolo femminile non è certo solo uno univoco, benché lo specchio di bronzo sia certamente il più famoso e riconosciuto nella cultura occidentale. Il segno per indicare la donna, diverso da quello per indicare l'uomo, è il cerchio insieme a tutte le forme caratterizzate da sinuosità e forme tondeggianti e ruotanti.

  • Il cerchio: Figura perfetta priva di inizio e fine, simboleggia il ventre materno, l'unione, la compiutezza e l'ospitalità.
  • L'onda sinusoidale: Rappresenta la morbidezza, la fluidità e la capacità di adattamento, qualità associate alla donna.
  • La spirale: Richiama il momento della nascita e la rotazione interna del feto durante il parto.
  • I cerchi concentrici: Simboleggiano l'espansione progressiva del ventre materno durante la gravidanza e l'energia che si espande dal centro interiore.
  • La goccia: Indica il nutrimento materno, il latte che stilla dal capezzolo e la linfa che nutre il figlio.
  • L'uovo: Simboleggia una nuova vita, la fertilità e il ciclo mestruale.
  • La esse: Ricorda le curve sinuose del corpo femminile.
  • Gli anelli intrecciati: Richiamano la struttura del DNA e la ciclicità della vita.
  • Il fuso circolare: Stilizzazione della vulva, rappresenta il corpo femminile nella sua semplicità e nudità.

L'Ascesa dei Pittogrammi Internazionali

L'ascesa dei pittogrammi internazionali iniziò a Vienna nel 1924, quando il museo sociale ed economico della città cercò di comunicare i propri dati in modo facilmente comprensibile per qualsiasi visitatore, sostituendo così i numeri con i pittogrammi. Questa tecnica, chiamata Metodo di Vienna per le statistiche delle immagini, era così efficace che ha rapidamente guadagnato popolarità in tutto il mondo.

La popolarità dei pittogrammi è facile da spiegare: non è necessario conoscere alcuna lingua straniera per capirli e non si deve nemmeno essere in grado di leggere nella propria lingua.

Una delle applicazioni di maggior successo del linguaggio pittorico sono i pittogrammi nelle toilette. Nel 1974, il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti ha incaricato l'American Graphic Institute di progettare pittogrammi per tutti i mezzi di trasporto pubblici: stradali, ferroviari, aerei e marittimi. In collaborazione con gli specialisti di graphic design di Cook e Shanosky Associates, l'istituto creò 34 marchi che rappresentano ascensori, scale mobili, bagni pubblici o spogliatoi.

Ci sono ancora molti paesi che utilizzano i propri sistemi per contrassegnare i servizi igienici (purtroppo per i visitatori stranieri). In Polonia, ad esempio, i servizi igienici delle donne sono contrassegnati da un cerchio, mentre i bagni degli uomini sono contrassegnati da un triangolo. In Lituania, usano una piramide rovesciata per i servizi igienici degli uomini e una piramide standard per le donne.

Molte persone presumono che i simboli del triangolo e del cerchio abbiano qualcosa a che fare con la forma dei genitali o la forma delle sagome: donne incinte e un uomo con le spalle larghe.

Secondo i miti greci, Venere è il pianeta delle donne e Marte il pianeta degli uomini. Marte ha il nome greco Thourus, che inizia con la lettera Θ (theta), e Venere i greci chiamavano Phosphoros, che inizia con la lettera Φ (phi). Poiché i giovani astronomi hanno riscritto lettere per secoli, non siamo sorpresi che ci sia stata una distorsione. Dalle lettere iniziali, alla fine sono emersi i personaggi che conosciamo oggi: la ruota freccia e ruota con croce.

Alcuni designer hanno vinto e hanno inventato nuove idee per i pittogrammi. Oltre alle bambole classiche, abbiamo anche registrato segni di pesca e banana sui servizi igienici, scatole blu e rosse, décolleté da donna e scarpe basse da uomo, fiocchi e cravatte, ecc.

Bagni Gender Neutral

In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno.

Criticità e Inclusività

Analizzando i pittogrammi da un punto di vista femminista e inclusivo emergono delle criticità che meritano una riflessione. La struttura anatomica delle due figure è identica e non ci sono connotati sessuali che fanno capire quale pittogramma rappresenti l’uomo e quale la donna. Una scelta sicuramente intelligente, ma che imprime e divide le persone in una logica binaria, rappresentandole secondo uno stereotipo ben preciso: l’uomo porta i pantaloni, la donna la gonna.

Un contesto di applicazione che sicuramente conosciamo e con cui interagiamo anche frequentemente è la segnaletica nei bagni pubblici - oggi più che mai generatrice di barriere e disagio. In quale porta dovrebbe entrare una persona che si identifica come non-binary o transgender? Perché dovrebbe sentirsi rappresentata da un pittogramma in pantalone o in gonna? E ancora: in quale porta - secondo questa rappresentazione - dovrebbe entrare una madre che accompagna un figlio maschio o un padre che accompagna una figlia femmina?

Un primo tema delicato su cui dovremmo riflettere è: sarebbe più intelligente, funzionale e inclusivo attribuire un pittogramma a ogni identità oppure progettarne uno che le racchiuda tutte? Quello che potrebbe invece essere utile a seconda del contesto e del messaggio che vogliamo veicolare. Tornando al discorso sui bagni pubblici: potrebbe essere più funzionale creare un bagno genderless? Sicuramente sarebbe più inclusivo e magari accorcerebbe anche i tempi di attesa.

Per concludere, penso che sarebbe bello - in un futuro prossimo - immaginare e progettare un sistema di segnaletica che non ponga il sesso e il genere socialmente attribuito come barriera e come passaggio fondamentale per accedere a uno spazio fisico o continuare un’esperienza digitale. Dovremmo invece chiederci se sapere o indicare questa informazione abbia una reale utilità.

Il Dibattito sui Bagni Pubblici

Il dibattito sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne. Le implicazioni di questa discussione quindi vanno ben oltre i bagni.

La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.

I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa.

Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni. La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima.

E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere? Se una donna trans può usare il bagno delle signore il messaggio implicito è che sì, è accettata come donna. Se un uomo trans può usare il bagno degli uomini, vale la stessa cosa.

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