Pietro Sironi nasce l’8 novembre del 1937 a Palazzolo Milanese nel comune di Paderno Dugnano. Si sposa con Silvia Pizzi nel 1961 e ha due figli, Mauro e Stefano. L’attività sportiva, la moto, era la sua distrazione, la sua passione sin dal 1953.

Pietro nella sua carriera creerà diverse realtà imprenditoriali, alcune di queste sono ancora in essere. Ma ci soffermeremo su una in particolare, la Speedy Working Motors, ovvero, quella che tutti noi appassionati di fuoristrada conosciamo come SWM.

La Nascita di SWM

SWM nasce ufficialmente l’11 luglio 1971, con sede a Palazzolo Milanese e stabilimento a Rivolta d’Adda. Grazie alla voglia di innovazione, è proprio in quel primo periodo che le moto in uscita dalla loro officina, sono veri e propri laboratori di ricerca e sviluppo.

Nel 1972 si vedrà l’inizio della produzione, anche se in maniera ancora artigianale; lo stesso anno nasce anche un team ufficiale di tutto rispetto. Sui campi di gara: Fausto Vergani, Antonio Redrezza, Giuseppe Signorelli, Pierluigi Rottigni e Gualtiero Brissoni, sono i piloti che rappresentarono ufficialmente l’azienda di Sironi.

A settembre dello stesso anno la squadra SWM viene chiamata per la Six Days Cecoslovacca e si classificherà in 10° posizione. Il primo titolo non arriva dalla Regolarità, ma dal Cross e precisamente dal Campionato Italiano Cross 125cc con Afro Rustignoli.

Uno dei primi trionfi internazionali arriva alla Six Days dell’isola di Man nel 1975, e precisamente nel Vaso d’argento, che viene vinto dal Team SWM composto da: Brissoni, Gagni, Petrogalli e Rottigni.

I trionfi nei Campionati Italiani, Europei e Mondiali di SWM si susseguono senza sosta, sia nell’Enduro, che nel Cross e anche nel Trial (1). Chi di noi “vecchi” non ricorda i Modelli 125 Six Days con motore Sachs, gli RS GS equipaggiati Rorax o la Trial Jumbo che conquistò il mondiale Trial?

E come poter dimenticare le innovazioni tecniche, come il prototipo da trial 2wd o il primo trial al mondo raffreddato ad acqua? Nel 1981 poteri esterni lo inducono a un nuovi progetti industriali da realizzare anche in Sud Italia, per poter competere con le nuove realtà giapponesi.

Una di queste è la diversificazione strada e fuoristrada. La produzione fuoristrada a Rivolta d’Adda e strada a Vitalba Atella (PZ). Il progetto naufraga malamente per le contrapposizioni sindacali, (basate su errate informazioni) e conseguenti blocchi aziendali, sino alla prima chiusura che avvenne nel 1984.

Pietro Sironi: Innovatore

Tre i brevetti a suo nome, quello degno di nota, per quanto riguarda il mondo dei motori, riguarda il brevetto d’invenzione industriale N° 1216887 (1987), un motore a scoppio a due tempi regolato meccanicamente turbo compresso. Prototipo realizzato e funzionante, mai prodotto in serie per mancanza di fondi, proposto alle più importanti aziende mondiali del settore motoristico, ma la pretesa era quella della cessione gratuita del brevetto.

Nel 1979, ricevette il PREMIO MONDIALE INTERPRETOL in occasione dell’OTC. (Offshore Tecnology Conference), tenuta a Huston dal 2 al 5 Maggio 1977, per aver ideato e costruite macchine da primato, nel campo dell’agonismo internazionale.

La Rinascita di SWM

A fine 2019 durante la ricerca di una moto leggera ed agile da utilizzare nelle magnifiche motocavalcate vintage (per accompagnare Claudio), abbiamo trovato una stupenda SMW trial 320 GUANACO tl del 75 (da sistemare) in una sperduta officina del basso mantovano. A Gennaio al Motor Bike Expo di Verona abbiamo visitato con più attenzione lo stand ufficiale SWM e abbiamo preso informazioni.

Poi sapete come vanno queste cose: quando hai qualcosa in testa sembra che ogni cosa ti riporti a quella! Ad inizio febbraio abbiamo avuto l’onore di visitare la Casa motociclistica SWM, Speedy Working Motors! La sede dello stabilimento è Biandronno in provincia di Varese. Il nome di questa località non mi è nuovo ed in un primo momento non mi è stato chiaro il motivo.

SWM nasce nel 1971 a Palazzolo Milanese dall’imprenditore Pietro Sironi e l’amico pilota/tecnico Fausto Vergani. Le motociclette, con motori a 2 - principalmente Sachs e Rotax, si impegnarono nei Campionati di Regolarità, Cross, Trial e già agli esordi ebbero ottimi risultati fino a vincere il Titolo Mondiale Trial nel 1981. Prima Casa Italiana a riuscirci!

A livello commerciale nel 1979 la SWM RS 125 GS venne definita la migliore moto dell’anno! All’entrata dello stabilimento troviamo un elegante show room dove sono presenti i modelli SWM più rappresentativi “della nuova era”. Enduro, cross, cafè racer, scrambler e super moto. Dalle piccole 125 cc alle più generose 600 cc. Cerchi in lega e ruote a raggi da 17″, 19″ fino a 21″.

Veniamo accolti da Ennio Marchesin, Direttore Marketing e Responsabile Commerciale Italia SWM, ed entriamo subito sul vivo! Ci racconta del suo passato lavorativo in Cagiva ed Aprilia e di quanto crede in questo nuovo progetto SWM!

I primi contatti con l’attuale proprietà cinese Shineray iniziarono con l’intenzione di portare il prestigioso know-how motociclistico italiano in Cina. Ennio ha lavorato per molti anni in Cagiva e in Husqvarna dell’era Castiglioni. Quindi conosceva benissimo lo stabilimento di Biandronno.

Ecco il perchè non mi era nuovo il nome di questa località: qui sono state costruite le Husqvarna di Castiglioni e dell’era Bmw. Marchesin non ha voluto trasferirsi all’estero e ha creduto fortemente in questo nuovo progetto che coinvolgeva l’esperienza e la manovalanza italiana.

Finalmente nel 2015 dopo tanto lavoro viene riallestito tutto l’immobile e vengono ripristinate le linee di montaggio. Attualmente sono impiegati 98 operai e 10 consulenti. Le 4 linee di montaggio producono, a pieno regime, 100 moto in ogni turno di 8 ore di lavoro.

La cosa che mi ha stupito riguarda i pochi componenti che arrivano dalla Cina. E conferma quanto siano infondati i pregiudizi e le fake news che viaggiano sul web. C’è tanta Italia in SWM: sia nei componenti che nell’assemblaggio. Ogni parte viene montato a Biandronno, motore compreso!

Lo stabilimento SWM è completo in ogni aspetto: sale R&D adibite alla progettazione e realizzazione dei prototipi, banchi prova per i motori (da 100 a 300 ore), aree di controllo qualità materiale in entrata, aree di controllo prodotto finito, banchi di collaudo, magazzino componentistica, zona imballaggio.

Arriviamo allo spinoso argomento “vendite” ed Ennio ci conferma quanto sia difficile essere profeti in patria. Il mercato Italiano è difficilissimo, ricco di competitors e raggiunge solamente un 15% circa di tutto il venduto SWM.

Gli obiettivi primari di SWM per il mercato Italiano sono incentrati sul potenziamento della rete vendita e del servizio assistenza.

Concludiamo la nostra chiacchierata con un meraviglioso “arrivederci a presto!”. Amiamo il Made in Italy e la storia della nuova SMW ci ha emozionato. Noi confidiamo in SWM e nella caparbietà di Ennio Marchesin e dell’azienda.

È rinata l’Swm ma mancano Petrogalli, Rottigni, Brissoni e Gagni. Mettiamo ordine, per chi è cresciuto negli anni ruggenti della motoregolarità, Petrogalli, Rottigni, Brissoni e Gagni sono i vincitori del Vaso d’argento nella durissima Sei Giorni svoltasi nel 1975 all’Isola di Man e l’Swm è quella di Sironi e Vergani che con le proprie iniziali fondarono il marchio negli anni 70.

Ora il marchio rinasce ed è una bella notizia, i finanziatori manco a dirlo sono cinesi ma il nuovo quartier generale è nel Varesotto, nell’ ex stabilimento Husqvarna, precisamente a Cassinetta di Biandronno.

Sono state sei le nuove Swm viste a Milano, due in particolare , hanno attirato maggiormente l’attenzione.La prima sarà il cavallo di battaglia della rinascita, si chiama Swm Silver Vase, ed è una monocilindrica 440cc 4 tempi raffreddata ad aria con avviamento elettrico e a pedale .

Lo stile di questa moto è da scambler puro , manubrio largo di inspirazione moto da cross anni ’70, pneumatici tassellatati e due scarichi alti che corrono sul lato destro parallelamente all’asfalto. L’altra protagonista è stata la Swm Gran Milan Special. Questa moto è nata con lo scopo di incuriosire ma il riscontro del pubblico potrebbe fare concretizzare anche questo modello.

Rispetto alla versione scrambler classica, questa special ,differisce per le finiture di alto livello, per le sospensioni prese in prestito da moto da corsa, e per la verniciatura speciale sui toni del bronzo opaco. La Swm Gran Milan 440 Special con i semi manubri anni ’60, il freno a disco posteriore e le gomme a profilo molto sportivo da strada è la prima Swm stradale.

Le altre Swm presenti all’Eicma erano: l’enduro RS 300 R, e la sorella Swm 500 R, leggerissime, rispettivamente 107 e 112 kg, che monteranno motori bialbero a 4 valvole da 297,6 e 501 cm3 a carter secco di derivazione Husqvarna raffreddati a liquido e alimentati ad iniezione elettronica con forcella Marzocchi e il mono posteriore Sachs, esattamente come quelli della Swm Supermotard SM 450 R, che monterà però le classiche ruote da 17”.

La Swm Superdual 650 sarà invece meno estrema e più votata al turismo, con cerchio anteriore da 19”, serbatoio da 12 litri, ruote in lega e motore da 600 cm3 tondi. La produzione delle prime moto avverrà tra un anno e le prime consegne saranno a gennaio 2016.

Se nel 1975 non c’eravate ancora, se l’acquisterete o se la vedrete solo passare, emozionatevi ! Questo marchio ha scritto pagine mitiche della storia delle ruote tassellate.

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