Le aree collinari, facilmente accessibili dai centri abitati, svolgono una funzione importante per la qualità della vita degli abitanti, sia come riserva di aree di libera fruizione sia per la localizzazione di attività di rilevante interesse pubblico. In particolare, il sistema V4 è costituito prevalentemente da aree agricole pedecollinari, caratterizzate dalla presenza e diffusione delle consociazioni tipiche del paesaggio collinare toscano e delle sistemazioni idraulico-agrarie storiche (terrazzamenti, ciglionamenti, ecc.) nonché da una particolare concentrazione di architetture rurali di rilevante interesse.
Aree di Intervento e Prescrizioni
Le aree di intervento comprendono:
- Aree boscate di tipo produttivo (bosco ceduo), per le quali è prescritta la conservazione degli assetti morfologici, vegetazionali, culturali e faunistici.
- Aree di pregio paesistico caratterizzate dalla presenza di vigneti e uliveti, seminativo vitato e/o olivato e dalle sistemazioni idraulico agrarie tipiche (terrazzamenti e ciglionamenti).
- Aree agricole andanti.
- Aree storico-ambientali.
- Aree di protezione fluviale.
- Cave.
Sono inoltre consentite le attività sportive (equitazione, escursionismo, cicloturismo, trekking) che si svolgono prevalentemente all'aperto in stretta relazione con l'ambiente naturale nel quale trovano la loro sede e con questo sono compatibili. È ammesso l'uso di spazi di pertinenza per la sosta di ospiti campeggiatori con le limitazioni previste dalla L.R. per le attività agrituristiche.
Interventi e Limitazioni
È importante considerare le seguenti limitazioni:
- Disboscamenti, trasformazioni morfologiche, vegetazionali e dell'assetto faunistico, ad eccezione di quelli necessari per motivi eccezionali di ordine ambientale, idrogeologico od economico produttivo.
- Qualora, per documentate esigenze e previo parere favorevole degli Enti preposti, si dovesse procedere alla trasformazione di una parte di bosco in altre qualità di coltura ovvero in altre forme di uso del suolo, si dovrà provvedere ad un rimboschimento compensativo che assicuri il reimpianto di una superficie boscata di superficie almeno pari a quella interessata dall'espianto.
- Non è ammessa la realizzazione di nuovi annessi rurali entro la fascia di rispetto di ml.
Fatte salve le limitazioni e prescrizioni previste per gli edifici classificati, negli altri edifici si applicano le norme di cui al capo IV del presente titolo. Si applica per obbligo ai seminativi e a tutte le superfici agricole, in assenza di sistemazioni idraulico-agrarie e con pendenze media superiore al 10%.
Percorsi Storici e Viabilità Fondativa
I percorsi esistenti già presenti al catasto Leopoldino hanno costituito la matrice dello sviluppo degli insediamenti sia in ambito urbano che extraurbano. Sono i percorsi esistenti già presenti al catasto Leopoldino che hanno costituito la matrice dello sviluppo degli insediamenti sia in ambito urbano che extraurbano. Essi sono rappresentati graficamente nelle tavole del Regolamento.
Gli elementi di invarianza sono soggetti a tutela nella loro consistenza materiale e nelle prestazioni, nonché a valorizzazione. Le parti realizzate con materiali e tecniche tradizionali devono essere mantenute e conservate, salvo quanto previsto per i percorsi principali individuati sulle tavole del Regolamento. In ogni caso le variazioni del tracciato non devono apportare fratture nelle strutture consolidate del paesaggio agrario. I progetti relativi ad interventi di modifica di tratti stradali appartenenti a tracciati viari fondativi sono corredati da specifica documentazione di dettaglio sullo stato di fatto del tracciato (caratteristiche geometriche, materiali, sistemazioni circostanti, etc.
Per gli interventi di manutenzione è prescritto l'impiego dei materiali e delle tecniche costruttive tradizionali. La sede carrabile, ove non già asfaltata, deve conservare il fondo bianco: essa può essere pavimentata con terre stabilizzate che utilizzino l'inerte tipico dei luoghi. Per le parti di nuova realizzazione è ammesso l'uso di tecniche costruttive o materiali non tradizionali, purché coerenti con l'assetto ambientale. Per i percorsi storici, costituenti anche itinerari di interesse naturalistico o panoramico, le disposizioni di cui al presente articolo sono integrate da quelle contenute agli articoli 103 e 104.
Direttiva sulle Pratiche Colturali e Uso del Suolo
La “Direttiva sulle pratiche colturali e di uso del suolo per il territorio montano e collinare del bacino”, recepisce le destinazioni d’uso dei suoli previste dalla Carta del Sistema Rurale e Forestale definite sia sulla base dei limiti e delle attitudini dei suoli sia su base morfologica (destinazioni conservative per unità colturali con pendenze medie maggiore del 30%); e definisce le pratiche colturali e le sistemazioni idrauliche agrarie da attuare nelle diverse zone, al fine di rendere compatibile l’attività agricola con le caratteristiche e le fragilità del territorio.
La direttiva, unitamente alla cartografia e alle norme, costituisce quindi il punto di riferimento per la pianificazione dei territori extraurbani, per l’attuazione di politiche territoriali rispettose delle potenzialità d’uso e delle vulnerabilità ambientali ovvero per una organica gestione del suolo e pertanto, per il raggiungimento di tali obiettivi, le azioni di politica agricola che prevedono incentivi a sostegno delle attività agro-silvo-pastorali dovranno essere coerenti con gli obiettivi, attitudini e limitazioni definiti nelle Norme e dovranno attenersi ai contenuti specifici previsti nella direttiva.
A corredo della direttiva sono state inoltre allegate le definizioni della terminologia usata e le specifiche tecnico- costruttive delle opere di regimazione idraulico-agrarie previste. Di seguito vengono riportate le pratiche colturali e di uso del suolo cui attenersi per una corretta gestione del suolo finalizzata alla tutela dal dissesto idrogeologico e dall’erosione idrica del suolo nel territorio collinare e montano.
Unità Colturali con Pendenza Maggiore del 30%
Nelle unità colturali con pendenza media maggiore del 30 % sono consigliati i seguenti usi del suolo e pratiche colturali:
- Usi forestali.
- Messa a riposo dei terreni.
- Colture speciali che prevedano l’impiego di tecniche di coltivazione a minor impatto rispetto a quelle delle normali colture (ad esempio colture officinali, colture a perdere finalizzate all’alimentazione della fauna selvatica).
- Praticoltura estensiva, prato e seminativo in rotazione con ampia presenza di foraggere.
- Fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico di larghezza non inferiore a 3 metri mantenuta a terreno saldo.
- Fascia di rispetto dalle incisioni fluviali, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro.
- Rete di regimazione idraulico-agraria permanente.
In relazione al rischio di erosione idrica, si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.
Unità Colturali con Pendenza Minore del 30%
Zona 1 - ambito forestale di collina e montagna stabile
Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. da destinare ad usi di tipo conservativo per la salvaguardia e il raggiungimento delle condizioni di equilibrio biofisico.
In questa sotto-zona sono consigliati i seguenti usi del suolo e pratiche colturali:
- Usi forestali.
- Messa a riposo dei terreni.
- Colture speciali, che prevedono l’impiego di tecniche di coltivazione a minor impatto rispetto a quelle delle normali colture (ad esempio colture officinali, colture a perdere finalizzate all’alimentazione della fauna selvatica).
- Praticoltura estensiva, prato e seminativo in rotazione con ampia presenza di foraggere.
- Fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri.
- Fascia di rispetto dalle incisioni fluviali, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro.
- Rete di regimazione idraulico-agraria permanente.
In relazione al rischio di erosione idrica, si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.
Zona 2 - ambito agricolo di collina e montagna stabile
Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali sono ammessi tutti i tipi di colture con l’adozione di adeguate opere di regimazione idraulica e pratiche colturali finalizzate al contenimento dell’erosione di suoli.
In questa sotto-zona nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% sono consigliate le seguenti sistemazioni e pratiche colturali:
- Profondità di lavorazione, massimo 30 cm.
- Lunghezza appezzamenti non superiore a 60 metri, da ottenere mediante sistemazioni a fosse livellari e/o con strade-fosso.
- Fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri.
- Fascia di rispetto dalle incisioni fluviali mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro.
- Rete di regimazione idraulico-agraria permanente.
Colture annuali
- Rete di regimazione idraulico-agraria temporanea:
- Lavorazioni in traverso.
- Solchi acquai, obliqui, profondità non superiore a quella di lavorazione, pendenza compresa tra 1-3%, opportunamente distanziati in ragione della pendenza dell’unità colturale e della loro lunghezza e comunque con interasse non superiori a 30 metri, collegati alle fosse livellari o ai fossi collettori naturali ed artificiali.
- Copertura del suolo su almeno il 50% della superficie nel periodo autunno-invernale con colture o cover crops.
Colture arboree
- Impianto e lavorazioni in traverso, in alternativa a rittochino con lavorazioni lungo la fila e inerbimento nell’interfila.
Zona 3 - ambito del margine appenninico
Destinazioni d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali non sussistono limitazioni ad utilizzazioni agricole e forestali sono consentiti tutti i tipi di usi del suolo.
Nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% non sono previste specifiche limitazioni agli usi agricoli e forestali.
Zona 4 - ambito di collina e montagna instabile
Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali sono ammessi tutti i tipi di colture con l’ausilio di opere di regimazione delle acque superficiali e profonde e con interventi di sistemazione e consolidamento finalizzati alla stabilizzazione dei versanti.
In questa sotto-zona nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% sono consigliate le seguenti sistemazioni e pratiche colturali:
- Profondità di lavorazione, massimo 30 cm.
- Lunghezza appezzamenti, non superiore a 60 metri, da ottenere mediante sistemazioni a fosse livellari; in sostituzione strade fosso.
- Fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri.
- Fascia di rispetto dalle incisioni fluviali mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro.
- Rete di regimazione idraulico-agraria permanente.
Colture annuali
- Lavorazioni a rittochino.
Colture arboree
- Impianti e lavorazioni a rittochino, drenaggi sotterranei, collegati al reticolo di scolo naturale o artificiale (fossi collettori), messa a dimora delle piante mediante scavo puntuale (buche senza scasso su terreno sodo).
Zona 5 - ambito del calanco e del degrado
Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. da destinare al mantenimento dell’ambiente naturale, a finalità di tipo naturalistico-ricreativo, alla naturale evoluzione.
BCAA 6 e Copertura Minima del Suolo
La BCAA 6 prevede “la copertura minima del suolo per evitare di lasciare nudo il suolo nei periodi più sensibili” e riguarda tutti i terreni di pianura e di collina. L’aspetto più rilevante è il divieto di affinare i terreni per 60 giorni consecutivi nell’intervallo compreso tra il 15 settembre 2023 e il 15 febbraio 2024. In questo caso dunque il terreno non va toccato con le lavorazioni e va mantenuto con copertura vegetale (spontanea o seminata, quindi le colture vernine si possono seminare) per un periodo di 60 giorni consecutivi dal 15 settembre al 15 maggio successivo.
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