Il sollevatore idraulico è un dispositivo che basa il suo funzionamento su un pistone idraulico collegato a una presa d'acqua. La pressione dell'acqua, che deve essere compresa tra 3,5 e 5,5 kg/cm², garantisce una capacità di sollevamento di 120/150 kg. È importante notare che una pressione di alimentazione inferiore si tradurrà in una forza di elevazione minore, mentre in nessun caso la pressione di alimentazione deve superare i 5,5 kg/cm².

Nell'arco della loro vita, le trattrici lavorano con attrezzature trainate, portate o semi-portate. Il sollevatore è indispensabile per gestire le attrezzature portate e semi-portate poiché, usando l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio e generata da una pompa idraulica, permette il loro sollevamento durante le svolte a bordo campo e nel passaggio al trasporto su strada. Nella pratica, il sollevatore idraulico si occupa di trasmettere lo sforzo di trazione all'implement, alzarlo o abbassarlo per mantenere una determinata posizione e regolare gli sforzi trasmessi da esso al trattore.

La pompa eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito. Se la pompa a ingranaggi fornisce una portata fissa, quella a pistoni a cilindrata variabile - più complessa e in genere installata sulle alte potenze - offre una portata regolabile in funzione delle esigenze del sistema. Realizzato in acciaio, ogni cilindro idraulico ospita un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore. L'attacco a 3 punti comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale.

Solo un attacco a 3 punti con geometria ben definita consente un corretto accoppiamento degli attrezzi. La prima modalità permette il mantenimento delle attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno - come nel caso di spandiconcime, barre irroratrici, falciatrici a dischi - o a una determinata profondità nel suolo (attrezzi per la lavorazione). Diversamente, con lo Sforzo controllato è possibile mantenere costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno. Infine, la modalità Flottante evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte (trinciatrici, coltivatori, alcuni erpici a denti, sarchiatrici, rincalzatrici, alcune falciatrici) di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.

Se inizialmente i sollevatori erano controllabili solo per via meccanica, ora i modelli più recenti ed evoluti possono essere gestiti tramite elettronica. Il conducente controlla un sollevatore meccanico con una leva di posizione e una dello sforzo. In modalità Sforzo controllato, si usa la leva dello sforzo per impostare l'ampiezza dell'intervallo in cui il tiro deve rimanere costante. Se l'ampiezza stabilita è elevata, il controllo dello sforzo manterrà costante il tiro del trattore per ampie variazioni della profondità. Un sollevatore elettronico è gestibile con interruttori e potenziometri, raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida, e dotato di sensori - detti estensimetri - per il controllo dello sforzo.

In alcuni casi i costruttori optano per la produzione interna di sollevatori, concentrando gli sforzi di sviluppo sul miglioramento della gestione e sull'aumento della capacità di sollevamento. I nostri modelli posteriori, tutti dotati di cilindri a singolo effetto e funzionanti nelle 4 modalità previste, sono a comando elettronico sulle serie M, S e sugli MF3 in versione Efficient.

New Holland propone sollevatori anteriori a singolo effetto, meccanici o elettronici, perfettamente integrati nel trattore in modo da limitare lo sporgere di tubazioni, connessioni elettriche, accumulatori e rendere l'installazione funzionale durante il lavoro, oltre che gradevole alla vista. Anche i sollevatori anteriori Kubota sono semplici da gestire. In generale, è consigliabile scegliere un sollevatore anteriore montato di fabbrica per la precisione nell'assemblaggio da parte di personale qualificato. A detta di Bogoni, "si ha la certezza di avere un accessorio perfettamente integrato con il trattore e gestibile in modo ottimale dalla cabina senza inconvenienti.

La leva d’innesto è ad azionamento meccanico ma servoassistito, ciò permette di ridurre la forza necessaria per l’innesto, oltreché migliorare la modulabilità dello stesso, e infatti il lavoro svolto dagli ingegneri in questo senso è senz’altro ben riuscito. L’apparato sollevatore, dotato dell’ormai famosissimo lift-o-matic, ha una capacità di sollevamento dichiarata di 2.900 kg alle rotule, più che sufficiente per qualsiasi attrezzatura a cui possa essere accoppiato il trattore in discussione.

Da segnalare una certa scattosità sia nella fase di alzata che nella fase di discesa azionando la leva di posizione controllata del sollevatore se usato con attrezzi pesanti: ciò in realtà è un problema poco sentito in quanto l’utilizzo delle leve sollevatore è relegato alle sole manovre di aggancio e impostazioni di inizio lavoro lasciando poi il resto del compito al lift-o-matic che svolge sempre egregiamente il suo compito. L’uso del lift-o-matic, al contrario di alcune sue versioni precedenti, qui prevede anche il limitatore, meccanico e non da interno cabina purtroppo, dell’alzata massima e permette quindi anche l’utilizzo di attrezzature azionate dalla PTO facendo la regolazione in maniera da far lavorare il cardano con angolazioni troppo accentuate: è presente anche un regolatore della velocità di discesa raggiungibile dalla parte posteriore del trattore.

Come di consuetudine per i mezzi con sollevatore meccanico, è replicata la leva di posizione sollevatore sulla parte posteriore destra per agevolare le operazioni di aggancio attrezzi: nelle versioni con sollevatore elettronico sono replicati i comandi di alzata/discesa su entrambi i lati del mezzo tramite due pulsanti. Quest’ultimo accessorio in realtà è poco diffuso sui mezzi di questa categoria (ad eccezione di Same), e comunque dispone di due piccole plance dedicate in cui si possono regolare tramite potenziometri ed in maniera molto intuitiva il limite di alzata e quello di discesa, la velocità di discesa e la sensibilità posizione/sforzo: separatamente il pomello per alzata/discesa controllata e il pulsante di alza/abbassa rapido che svolge praticamente la stessa funzione del lift-o-matic.

Il sistema EDC (sollevatore elettronico) può essere collegato, in optional, ai differenziali, inserendoli e disinseredoli automaticamente all’abbassamento e al sollevamento del sollevatore. Sono optional anche il sollevatore anteriore di II cat. (capacità di sollevamento 1.360kg alle rotule) con PTO a 100 giri, ordinabili a prescindere dall’adozione del ponte anteriore SuperSteer o normale.

Sicurezza

L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni.

Pericolo di impigliamento e trascinamento con albero cardanico in rotazione. Pericolo di contatto con organi in movimento ad inerzia. Pericolo di contatto con organi di lavoro in movimento. Pericolo di trascinamento e contatto con cinghie e pulegge di trasmissione. Pericolo di caduta dall'alto. Pericolo lancio di materiale. Pericolo di schiacciamento ed investimento. Pericolo oscillazioni laterali e di investimento. Pericolo di schiacciamento. Pericolo di investimento di liquidi in pressione. Pericolo di ferimento da liquidi in pressione per rottura dei tubi idraulici. Pericolo di schiacciamento da parti sollevate della macchina. Pericolo di folgorazione.

Durante le operazioni di collegamento, tubazioni idrauliche, occorre controllare che il circuito non sia in pressione. Dotare la macchina di un supporto di protezione, per evitare di rovinare il sottoscocca in lega di alcune auto, oppure di un supporto in teflon da applicare sul piattello del sollevatore ( Allegato V parte II punto 3 del D.lgs.

Rif. Art 75 - 77 - 79 D.lgs. n.81/08- Allegato VIII D.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. nelle parti in movimento della macchina.Rif. Art 75 - 77 - 79 D.lgs. n.81/08- Allegato VIII D.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazione delle mani. Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abrasioni/perforazione/ferite degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni. Rif. Art 75 - 77 - 79 D.lgs. n.81/08- Allegato VIII D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.

Manutenzione

Senti, prova a cambiare le guarnizioni, se le trovi uguali. Magari sembrano a posto ma perdono. Naturalmente ormai fuori garanzia. Comunque avendo in dotazione il kit guarnizioni nuove l'ha smontato e sostituito le guarnizioni del pompante, dopo aver introdotto l'olio idraulico ora funziona così : il braccio sollevatore sembra collegato al pompante in modo diretto, cioè quando premo sul pompante sale il braccio (di un centimetro circa), quando rilascio il pompante il braccio scende. Qualcuno conosce bene il funzionamento di questo attrezzo?

Mi sono accorto che manca un po' d'olio e volevo rabboccarlo; ho individuato il tappo di rabbocco solo che non so che tipo di lubrificante mettere. In campagna ho alcuni tipi di lubrificanti idraulici (ad esempio OSO46 o lubrificante di tipo STOU 15W40 che fa cambio e sistema idraulico) da trattore e ATF per servosterzo, cosa potrei utilizzare? Nel caso, cosa mi consigliereste di prendere nel caso questi non vadano bene?

In pratica dice di usare lubrificante idraulico di tipo HLP ISO 32, in garage ho un HLP ISO 46, potrebbe andare bene lo stesso? non riuscendo a trovare in tempi rapidi l'HLP ISO 32, ho optato per l'HLP ISO 46 e per ora tutto funziona a dovere!!!! Anzi, prima il crick appena si svitava la vite per la sua discesa a volte andava troppo veloce, mentre ora sembra meno repentina la discesa e questo per me e' un bene. Che dire, secondo la mia esperienza non e' cambiato granche' quindi non ho rimpianti per l'uso di olio piu' viscoso.

Legislazione

  • D.Lgs 09/04/2008 n. Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Testo Unico.
  • D.P.R. 27/04/1955 n. Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
  • D.P.R. 19/03/1956 n. Norme sull'igiene del lavoro.
  • D.Lgs 30/04/1992 n.
  • D.P.R. 16/12/1992 n.
  • Direttiva del 22 giugno 1998 G.U. L. 207 del 23 luglio 1998.
  • Decreto Legislativo, 27 gennaio 2010, n.
  • D.P.R. 24/07/1996 n. legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
  • D.Lgs 19/09/1994 n. e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
  • D.Lgs 15/08/1991 n. durante il lavoro.
  • D.Lgs 10/04/2006 n. lavoratori ai rischi derivanti dal rumore.
  • D.Lgs 04/12/1992 n.
  • D.Lgs 02/01/1997 n.
  • D.Lgs 12/11/1996 n. Compatibilità elettromagnetica. Recepimento Direttiva 89/336/CEE.
  • D.Lgs 04/08/1999 n. lavoro da parte dei lavoratori.

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